La storia della moda nel periodo 1795-1820 in Europa e nei paesi influenzati dalla moda europea conobbe il trionfo dello stile informale rispetto al periodo precedente ed a tutto il XVIII secolo. Dopo la Rivoluzione francese, in generale, la popolazione tendeva a distanziarsi dagli antichi costumi dell'aristocrazia e le persone iniziarono ad utilizzare il vestito come una forma di espressione individuale piuttosto che come un'indicazione del proprio status sociale.. Katherine Aaslestad disse a tal proposito: «la moda incarnava i nuovi valori sociali ed emergeva come un punto focale di confronto tra tradizione e cambiamento».

Per gli abiti femminili, l'abito quotidiano è composto da gonna e giacca risultò più pratico, richiamando gli abiti delle donne della classe lavoratrice.Ribeiro, Aileen: The Art of Dress: Fashion in England and France 1750–1820, Yale University Press, 1995, La moda femminile seguì gli ideali del classicismo, con corsetti abbandonati in favore di una forma più naturale.Four Hundred Years of Fashion, Victoria & Albert Museum, V&A Publications, 1984 p. 31 La figura visibile del seno era parte di questo aspetto classico del costume, visto come elemento di grande estetica e sensualità.Yalom, Marilyn, "A History of the Breast." (Knopf: New York, 1997)

In Gran Bretagna l'era della Reggenza in Inghilterra coprì gli ultimi anni di regno di re Giorgio III e la reggenza tenuta da suo figlio, appunto, il principe di Galles prima della sua ascesa come re Giorgio IV. Al di là della storia, ad ogni modo, la definizione del periodo si applica oggi sovente alla moda, all'architettura, alla cultura ed alla politica inglese di quel periodo che si fa tradizionalmente iniziare con lo scoppio della Rivoluzione francese nel 1789 e che perdura sino all'ascesa della regina Vittoria. Personalità che segnarono la moda e il costume di quest'epoca furono indubbiamente Napoleone Bonaparte e la moglie Josephine, Madame Récamier, Jane Austen, Percy Bysshe Shelley, Lord Byron, Beau Brummell, Lady Emma Hamilton, la regina Luisa di Prussia, suo marito e molti altri. Beau Brummell introdusse l'uso dei pantaloni, semplici e in tinta unita, senza decorazioni, come capo principale della nuova moda maschile dell'epoca (dandismo).

Anche in Germania, le città-stato di tradizione repubblicana abbandonarono il loro stile modesto e tradizionale per abbracciare la moda francese e quella inglese.. La moda americana tentò di emulare quella francese, seppur con alcune varianti.Low, Betty-Bright P., "Of Muslins and Merveilleuses," Winterthur Portfolio, vol 9 (1974), 29–75. Ad ogni modo, in Spagna, i membri dell'aristocrazia come pure i cittadini delle classi più basse, uniti, si ribellarono agli ideali dell'illuminismo francese e alla moda di Parigi ed esibirono lo stile dei majos come orgoglio del proprio essere spagnoli.Noyes, Dorothy: "La Maja Vestida: Dress as Resistance to Enlightenment in Late 18th-century Madrid," Journal of American Folklore, vol 111, no 440, 1998, 197–217.

Col finire del secolo, vennero abbandonati completamente gli ideali dell'"Ancien Régime" nei quali era più importante l'identità di classe che l'identità del secolo; con la nuova moda, quindi, il modo di vestire acquisì un'importanza fondamentale per la definizione del sé rispetto agli altri anche all'interno della medesima classe sociale.Dror Warman, The Making of the Modern Self: Identity and Culture in Eighteenth-Century England (Yale University Press, 2004), pp. 166–189, 265–278

Si svilupparono parallelamente i nuovi concetti di sé esterno e sé interno. Nella società precedente l'abito si conformava all'occasione, per la quale erano prescritte regole precise non solo a livello comportamentale ma anche e soprattutto di aspetto esteriore. Con il nuovo concetto di "naturalezza" nel vestire, invece, si dava maggiore importanza alla comodità del vestire, come una maggiore enfasi nell'igiene, e anche per questo i vestiti divennero più leggeri e più adatti a essere cambiati e lavati di frequente. Anche le classi più elevate iniziarono a vestire abiti più comodi e meno decorati rispetto al passato. Nel periodo della Reggenza inglese, inoltre, all'abbigliamento si aggiunsero elementi orientaleggianti come simbolo di esotismo e di amore per i viaggi.

Ancora una volta la moda femminile venne in parte influenzata da quella maschile, e anche per le dame iniziarono a diffondersi giacche e giustacorpi.Peter McNeil, "The Appearance of Enlightenment: Refashioning the Elites," in The Enlightenment Worlds, eds (Routledge, 2004), pp. 381–400 Fu sempre in questo periodo che iniziarono a diffondersi notevolmente le prime riviste e giornali di moda.

Influenza della rivoluzione industriale nel campo della moda

Sul finire del XVIII secolo, gli abiti venivano perlopiù venduti da singoli negozianti che si rivolgevano ad artigiani locali per la loro produzione. I clienti vivevano spesso vicino ai negozi e pertanto gli stessi negozianti vivevano del passaparola, ad eccezione invece dei magazzini che potevano avere un negozio annesso alla fabbrica.. Ad ogni modo, le cose iniziarono a cambiare all'inizio del XIX secolo. Le persone iniziarono sempre più a richiedere efficienza e varietà; sullo stimolo della Rivoluzione Industriale, il miglioramento delle macchine di produzione e la velocità nei trasporti, la moda si diffuse ancora più rapidamente, come del resto la richiesta sempre più frequente di modelli nuovi e in maggiori quantità di quanto un sarto, singolarmente, potesse produrre.

Il primo telaio automatico apparve sul mercato nel 1790, migliorato poi da Josef Madersperger nel 1807, presentando ufficialmente il nuovo modello per la produzione industriale nel 1814. L'introduzione di questi telai velocizzò notevolmente la produzione di abiti. Contemporaneamente migliorò anche la produzione di filo da cucito ricavato da lana e cotone con nuove tecniche di avvolgimento e lavorazione. Abiti ricamati erano in precedenza un privilegio per pochi in quanto dovevano essere eseguiti a mano; dal 1804 venne presentata la prima macchina ricamatrice automatica costruita da John Duncan, il che velocizzò ulteriormente anche questo settore.

La Rivoluzione Industriale accorciò anche le distanze ed accelerò la dffusione delle mode in Europa ed in America. Quando Louis Simond giunse per la prima volta negli Stati Uniti rimase colpito dalla capacità di mobilità della popolazione e dalla frequenza con cui le persone viaggiavano ogni giorno verso la capitale, scrivendo "dalle nostre parti ci sono persone che non si sono mai mosse dal loro paese natio per tutta la loro vita, altri che hanno visitato Londra una volta sola nella loro vita; i più fortunati la visitano una volta all'anno." Questi nuovi canali di trasporto consentirono anche di trasportare beni, abiti e tessuti anche su grandi distanze, consentendo così anche alle persone tra loro distanti di conoscere direttamente nuove mode e lasciarsene influenzare.

In questo periodo migliorarono anche i metodi di comunicazione. Iniziarono a diffondersi nuove idee di moda, trasmesse talvolta con l'uso delle prime bambole vestite con gli abiti alla moda, oltre che tramite riviste illustrate con modellini e figurini; come ad esempio, La Belle Assemblée, fondato da John Bell, il più importante dei giornali di moda femminile nel panorama inglese tra il 1806 ed il 1837.

Moda femminile

In questo periodo, gli stili per la moda femminile si basarono essenzialmente sull'abito impero, un particolare tipo di vestito stretto lungo il torso appena sotto il busto e lasciato cadere morbidamente sino ai piedi. Anche nell'ambito della moda femminile si è sovente utilizzato in maniera intercambiabile il termine "stile Direttorio" (in riferimento al Direttorio francese), "stile impero" (in riferimento all'impero di Napoleone Bonaparte) o "stile regency" (in riferimento al periodo compreso tra la fine del XVIII secolo e l'inizio dell'epoca vittoriana in Inghilterra).

Queste mode, tutte comprese tra il 1795 ed il 1820, presentarono modelli e stili tra loro differenti, e distinti chiaramente sia da quelli del XVIII secolo, sia dagli altri del XIX secolo. La moda femminile tendeva a seguire gli ideali classici, ispirandosi allo stile greco ed a quello romano antico con vestiti morbidi, preferendo la forma naturale all'uso dei corsetti e alla forma uniformata che essi conferivano. I tessuti utilizzati erano spesso leggeri e facilmente lavabili.

Gli Abiti Ispirandosi al gusto neoclassico, gli abiti di questo periodo furono perlopiù informali, casual. Gli abiti venivano indossati per tutto il giorno sino alla sera, a seconda dei lavori durante la giornata. I vestiti, con gonne soffici e libere, erano perlopiù realizzati in mussola semi-trasparente, facile da lavare e da drappeggiare alla moda delle statue greche e romane antiche. Per la sera, soprattutto le classi più ricche tra le dame, indossavano abiti di satin.Grigsby, Darcy G. "Nudity à La Grecque." The Art Bulletin 80.2 (1998): 311–35. Col termine di "mezzabito" si indicava quindi l'abito usato di giorno, quello per incontrare le persone. Con "abito pieno" si intendeva invece l'abito per gli eventi formali, sia di giorno che di sera. In questo caso gli abiti potevano essere stravaganti, pizzati o decorati con nastri e ricami. Le braccia potevano essere ricoperte con guanti da sera. Il "vestito da sera" era ritenuto appropriato per le occasioni non formali ma che svolgevano di sera. Il vestito serale veniva cambiato per dare un tono particolare al momento della cena, un'occasione conviviale per la famiglia che si sottolineava anche attraverso la moda. Tra le altre tipologie d'abito vi erano quelle destinate alla passeggiata pomeridiana, abiti da passeggiata, abiti da caccia, abiti da viaggio, ecc. Nel romanzo Mirror of Graces; or the English Lady's Costume, pubblicato a Londra nel 1811, l'autrice ("una signora distinta") consigliava:

I vestiti di vedovanza erano quelli indossati dalle vedove che perdevano il marito o una persona particolarmente cara e di famiglia. Essi erano di colore nero, coprivano braccia e spalle e non disponevano di decorazioni.

Sempre in Mirror of Graces si fanno alcuni esempi di colori da utilizzare adatti alle ragazze più giovani come ad esempio il rosa, il blu pervinca o il lilla. Le signore più adulte, invece, potevano indossare colori più decisi come il viola, il nero, il cremisi, il blu scuro o il giallo.

La silhouette In Inghilterra, dove durante tutto il periodo Regency rimase in auge l'idea di mostrare il proprio status anche tramite gli abiti, l'industria della moda fu particolarmente influenzata da questo fatto. Attraverso i propri abiti, in generale in quest'epoca, si determinava la ricchezza, l'etichetta, lo status di famiglia, l'intelligenza e la bellezza di una persona. Le donne finanziariamente benestanti potevano permettersi gli abiti migliori coi tessuti e le forme più ricercate, anche se prendere parte ad eventi sociali come le feste serali non era più giudicato un elemento da vivere in famiglia; l'emancipazione progressiva delle donne portò in molti casi le dame a recarsi da sole alle feste, accompagnate da degli chaperòn che potevano essere valletti o altre persone della famiglia, e non necessariamente dai mariti. Queste feste avevano lo scopo di aiutare a costruire relazioni con altre persone, magari influenti per il marito o per la famiglia.

Con il periodo Regency in Inghilterra e Impero in Francia, la moda femminile ad ogni modo cambiò drasticamente, come si è detto, non solo nelle forme ma anche nei materiali utilizzati.

Francia e Inghilterra, pur su fronti diversi a livello politico, finirono per adottare lo stesso gusto neoclassico nel vestire le dame, guardando agli esempi delle antiche Grecia e Roma. Josephine de Beauharnais, moglie di Napoleone, fu una delle figure più influenti per la moda femminile di questo periodo nonché forte sponsor dello stile impero.