La campagna di Aitape-Wewak si svolse tra il novembre 1944 e l'agosto 1945 nella regione compresa tra i centri di Aitape e Wewak lungo la costa centro-settentrionale della Nuova Guinea; la campagna rappresentò l'atto finale della più ampia campagna della Nuova Guinea della seconda guerra mondiale.
La zona di Aitape era stata occupata dalle forze degli Alleati nell'aprile 1944, tagliando fuori e isolando diverse migliaia di truppe dell'Impero giapponese nell'area attorno a Wewak più a est; mentre la spinta offensiva degli Alleati proseguiva verso ovest alla volta della Nuova Guinea occidentale e delle Filippine, la 6th Division australiana del generale Jack Stevens ricevette quindi il compito di rastrellare queste ultime sacche di resistenza nemiche. Muovendo su un terreno difficilissimo fatto di montagne ricoperte di giungla, infestato dalla malaria, i reparti australiani riuscirono ad assicurarsi il controllo di Wewak entro il 15 maggio 1945, anche se unità giapponesi continuarono ad opporre resistenza asserragliate sulle alture dell'interno fino all'annuncio della resa del Giappone il 15 agosto 1945.
Benché in ultimo di successo, l'operazione degli Alleati diede luogo a controversie: con il Giappone già avviato alla sconfitta, le unità nipponiche isolate lungo la costa della Nuova Guinea non rappresentavano più una seria minaccia e la loro eliminazione non portò alcun cospicuo vantaggio per gli Alleati; la campagna realizzò obiettivi strategici piuttosto limitati, pagati con alte perdite umane dovute tanto ai combattimenti che alle malattie tropicali.
Antefatti Tra il 1943 e il 1944 le forze del South West Pacific Area degli Alleati lanciarono una serie di offensive nel teatro bellico della Nuova Guinea, aventi come scopo l'accerchiamento e la riduzione della grande base giapponese di Rabaul sull'isola della Nuova Britannia; questa serie di operazioni doveva poi costituire il presupposto per un'avanzata generale alla volta dell'obiettivo finale delle forze alleate del generale Douglas MacArthur, ovvero la liberazione dall'occupazione giapponese dell'arcipelago delle Filippine pianificata per la fine del 1944 e l'inizio del 1945. Nell'ambito di queste azioni, il 22 aprile 1944 truppe dell'United States Army sbarcarono ad Aitape lungo la costa settentrionale della Nuova Guinea, catturando la zona come parte di una manovra intesa a mettere in sicurezza il fianco di una più vasta forza alleata intenta a sbarcare a Hollandia più a ovest..
Dopo la sua cattura ad opera degli statunitensi, la zona di Aitape fu sviluppata come base aerea e navale per il supporto delle operazioni degli Alleati dirette verso le Filippine: le forze schierate nell'area vennero incrementate includendo elementi della 31st e 32nd Infantry Division, ma in generale la guarnigione statunitense rimase asserragliata all'interno di un piccolo perimetro difensivo allestito intorno al campo di aviazione di Aitape, e a parte per gli scontri della battaglia del fiume Driniumor in luglio i combattimenti con le restanti forze giapponesi furono limitati.. Con l'avvio dei preparativi per l'invasione delle Filippine, si decise poi di cedere la responsabilità della difesa di Aitape alle forze australiane in modo da destinare le divisioni statunitensi ad altri compiti; di conseguenza, all'inizio di ottobre 1944 le unità da combattimento della 6th Division australiana, unitamente a reparti di supporto della 3rd Base Sub Area, furono inviate ad Aitape per rilevare la guarnigione statunitense. Tra le prime unità australiane ad arrivare vi fu il 2/6th Cavalry Commando Regiment, un'unità di forze speciali, il quale iniziò quasi subito a essere impiegato in missioni di pattugliamento nella zona..
Forze in campo
I giapponesi mantenevano schierati nell'area attorno ad Aitape tra i e i uomini della loro 18ª Armata, agli ordini del generale Hatazō Adachi.; questa forza era reduce dalle pesanti sconfitte riportate nelle precedenti campagne di Salamaua-Lae nell'aprile-settembre 1943 e della penisola di Huon nel settembre 1943-marzo 1944, oltre ad aver subito ulteriori perdite negli scontri del Driniumor in luglio quando aveva inutilmente tentato di annientare la testa di ponte statunitense ad Aitape. I giapponesi mettevano in campo tre divisioni di fanteria (la 20ª, 41ª e 51ª Divisione), ma a causa delle perdite subite queste formazioni non erano più grandi di una brigata.; le forze nipponiche erano fondamentalmente prive di qualunque supporto navale o aereo, e molti soldati erano afflitti da malattie e carenze di cibo. L'afflusso di nuovi rifornimenti era limitato a occasionali consegne ad opera di aerei o sommergibili che sfidavano il blocco imposto dagli Alleati..
All'opposto, le unità australiane erano ben nutrite e meglio equipaggiate, nonché sostenute da servizi medici e unità di supporto di gran lunga migliori di quelle dei loro avversari. Le truppe australiane potevano inoltre contare su un moderato supporto di aviazione ad opera del No. 71 Wing RAAF, composto da tre squadroni della Royal Australian Air Force equipaggiati di bombardieri leggeri Bristol Beaufort, mentre un quarto squadrone garantiva la ricognizione aerea tramite velivoli CAC Boomerang e CAC Wirraway.. Una forza navale dedicata, denominata Wewak Force e agli ordini del capitano Bill Dovers, supportava le operazioni anfibie nell'area tramite una serie di unità leggere della Royal Australian Navy (le corvette HMAS Swan, HMAS Colac, HMAS Dubbo e HMAS Deloraine); altre forze navali potevano essere rapidamente fornite dalla 1st New Guinea M.L. Flotilla alleata..
La campagna
Dopo la sconfitta sul Driniumor in luglio, Adachi ritirò il grosso delle forze giapponesi nelle regioni dell'interno astenendosi da altre grosse operazioni di combattimento contro gli Alleati; le unità nipponiche si dedicarono a operazioni di foraggiamento nella zona dei Monti Torricelli e di Wewak più a est, mentre la fame e le malattie cominciavano a infliggere loro un gravoso pedaggio. Nel corso di questo periodo di stasi delle operazioni si verificarono solo pochi contatti tra le unità giapponesi e le forze degli Alleati schierate nell'area, anche per l'atteggiamento strettamente difensivo tenuto dalla guarnigione statunitense di Aitape che si limitò più che altro a tenere le posizioni e condurre pattugliamenti lungo il corso del fiume Driniumor; i giapponesi stessi, del resto, cercarono di evitare altri grossi scontri con il nemico, vista la fondamentale assenza di supporto aereo e navale e la grave carenza di munizioni e altri rifornimenti che li affliggeva. Dopo l'arrivo delle unità australiane ad Aitape, tuttavia, il comandante della 6th Division maggior generale Jack Stevens decise di dare inizio a operazioni offensive nell'area, anche se su scala limitata, al fine di ripulire dalle forze giapponesi le zone costiere della regione.
Inizialmente incaricato solo di proteggere il porto, la pista d'aviazione e le strutture della base di Aitape, il 2/6th Cavalry Commando Regiment australiano ricevette quindi l'ordine di avanzare verso est alla volta di Wewak; le pattuglie del reggimento avrebbero fatto da apripista all'offensiva del grosso della 6th Division. L'attacco iniziò nel novembre 1944 e si sviluppò su due assi: la 19th Brigade mosse lungo la costa alla volta della base giapponese di Wewak, mentre il 2/6th Commando, unitamente a distaccamenti di funzionari civili dell'Australian New Guinea Administrative Unit, avanzò nella zona dei Monti Torricelli in direzione di Maprik, da cui proveniva il grosso degli approvvigionamenti alimentari dei giapponesi; delle altre due brigate della 6th Division, la 17th Brigade fu schierata in posizione difensiva attorno alla base aerea mentre la 16th Brigade fu trattenuta in riserva..
Il 19 dicembre la 19th Brigade attraversò il corso del fiume Danmap e manovrò in direzione est per tagliare la principale linea di comunicazione dei giapponesi; una serie di piccole schermaglie prese vita tra le opposte forze, ma nessuno scontro su vasta scala venne combattuto e dopo quattro settimane gli australiani avevano raggiunto l'abitato di Wallum a circa 70 chilometri a est di Aitape. Una settimana più tardi, il 24 gennaio 1945, la 16th Brigade sostituì la 19th Brigade nell'avanzata su Wewak, mentre la 17th Brigade mosse alla volta dei Monti Torricelli.
Le operazioni videro un susseguirsi di azioni di pattugliamento su piccola scala intervallate da attacchi condotti a livello di compagnia. I progressi degli australiani furono rallentati dalla difficoltà di trasportare i rifornimenti nelle zone dell'interno, prive di strade, e dalle inondazioni improvvise che caratterizzavano i numerosi corsi d'acqua della regione: nel corso di un incidente in particolare, sette soldati del 2/3rd Battalion australiano annegarono nelle acque del fiume Danmap, gonfiatosi all'improvviso dopo un acquazzone torrenziale. Il 16 marzo 1945 le unità australiane occuparono le vecchie basi aeree giapponesi di But e Dagua sulla costa, sebbene vari scontri continuassero nell'entroterra della zona nel corso delle due settimane successive mentre gli australiani combattevano per ottenere il controllo del Passo Tokuku. Il 25 marzo il tenente Albert Chowne, un comandante di plotone del 2/2nd Battalion australiano, guidò un attacco a una posizione giapponese che bloccava l'avanzata alla volta di Wewak; per la sua azione Chowne ottenne postumo una Victoria Cross, massima onorificenza del Commonwealth. A questo scontro seguirono altri quattro giorni di duri combattimenti; gli australiani misero in campo, per la prima volta dall'inizio della guerra, unità di lanciafiamme, le quali si dimostrarono più che efficaci nello scacciare i giapponesi dalle loro posizioni pesantemente fortificate: queste armi ebbero un forte impatto psicologico galvanizzando il morale degli australiani e abbattendo quello dei giapponesi, molti dei quali si diedero alla fuga alla semplice vista delle squadre di lanciafiamme..
Nel frattempo, sui Monti Torricelli la 17th Brigade stava continuando l'avanzata a fronte di un'ostinata resistenza dei giapponesi. Il 23 aprile 1945 gli australiani misero in sicurezza la zona di Maprik, dove fu allestita una pista di aviazione: completata il 14 maggio, questa consentì un migliore e più veloce approvvigionamento dei reparti australiani. Sulla costa, la 19th Brigade diede l'assalto a Wewak all'inizio di maggio; una forza navale distaccata dalla British Pacific Fleet, comprendente gli incrociatori e (britannico) e i cacciatorpediniere e , come pure i bombardieri della RAAF appoggiavano l'attacco battendo sistematicamente le difese di Wewak. L'11 maggio unità australiane della Farida Force sbarcarono dal mare a Dove Bay a est di Wewak, al fine di circondare e impedire la fuga della guarnigione giapponese; Wewak stessa, con il suo aeroporto, cadde nelle mani della 19th Brigade quello stesso giorno. Gli scontri nei dintorni dell'aeroporto di Wewak proseguirono tuttavia fino al 15 maggio, quando infine gli australiani del 2/4th Battalion, appoggiati da mezzi corazzati, scacciarono gli ultimi difensori giapponesi dal terreno elevato da cui si dominava la pista aerea; fu nel corso di questi combattimenti che il soldato Edward Kenna ottenne una Victoria Cross dopo aver guidato l'assalto ad alcuni bunker giapponesi..