La battaglia di Hollandia venne combattuta tra il 22 aprile e il 6 giugno 1944 nella regione attorno a Hollandia sulla costa nord della Nuova Guinea (odierna Jayapura in Indonesia), nell'ambito dei più vasti eventi della campagna della Nuova Guinea occidentale della seconda guerra mondiale.
Sotto il nome in codice di operazione Reckless, una forza d'assalto dell'Esercito degli Stati Uniti trasportata e supportata da navi statunitensi e australiane sbarcò in due punti lungo la costa nei pressi di Hollandia, sede di importanti basi aeree delle forze armate dell'Impero giapponese. L'azione colse completamente di sorpresa le forze giapponesi: Hollandia era una base di supporto strategica per le operazioni nipponiche in Nuova Guinea, ma si trovava molto lontana dalla linea del fronte ed era di conseguenza presidiata solo da reparti di seconda categoria. Nonostante vari ostacoli causati dal terreno impervio, che intralciava lo sbarco delle truppe e l'afflusso dei rifornimenti, le forze statunitensi si assicurarono il possesso della base rapidamente e con poche perdite.
Hollandia fu in seguito sviluppata dalle forze degli Alleati come importante base strategica per il proseguimento delle operazioni nella Nuova Guinea occidentale e nelle Filippine.
Antefatti La situazione strategica Al tempo della seconda guerra mondiale, Hollandia era un piccolo centro abitato delle Indie orientali olandesi, situato sulla costa settentrionale della grande isola della Nuova Guinea e unico ancoraggio sicuro tra Wewak a est e la Baia di Geelvink a ovest. Il porto era stato occupato dai giapponesi nel 1942 durante la campagna delle Indie orientali olandesi, con l'intenzione di farne una base avanzata in vista di ulteriori operazioni più a est nel Territorio della Nuova Guinea, un possedimento dell'Australia; le avanzate dei nipponici furono tuttavia contenute e poi respinte dagli Alleati nel corso della battaglia del Mar dei Coralli, della campagna della pista di Kokoda e della battaglia della Baia di Milne e, di conseguenza, gli sforzi giapponesi per sviluppare l'area furono ritardati per tutto il 1943 e il 1944...
Hollandia era situata sul lato orientale di una grossa penisola, separante la Baia di Humboldt a est dalla Baia di Tanahmerah 40 chilometri più a ovest; la cittadina stessa si affacciava sulla Baia di Humboldt, e offriva un porto naturale di prima classe. La penisola è formata dai rilievi dei Monti Cyclops, una catena di montagne che si innalza fino a un'altitudine di metri, ed è contornata alla base dal bacino del Lago Sentani esteso per 24 chilometri da est a ovest. Tra i monti e il lago vi è una stretta pianura dove i giapponesi avevano realizzato, nell'aprile 1944, tre campi di aviazione con un quarto ancora in fase di costruzione.; dei tre aeroporti realizzati, tuttavia, uno solo era considerato come completo e pronto all'uso..
All'inizio del 1944, dopo la vittoriosa conclusione della campagna della penisola di Huon, il comando supremo degli Alleati per il Pacifico meridionale (South West Pacific Area o SWPA) decise che la successiva mossa offensiva lungo la costa della Nuova Guinea avrebbe visto la messa in sicurezza dell'area di Hollandia, come primo passo per la riconquista della Nuova Guinea occidentale e in vista della successiva fase della campagna, l'invasione delle Filippine..
Piani contrapposti
I successi dell'intelligence alleata furono determinanti nella decisione del SWPA di sbarcare a Hollandia: i servizi d'informazione degli Alleati erano infatti riusciti a decifrare i codici di cifratura delle comunicazioni radio dell'Esercito imperiale giapponese, apprendendo così che l'area di Hollandia era difesa solo debolmente mentre il grosso delle forze nipponiche andava concentrandosi più a est, nell'area compresa tra Madang e Wewak. Di conseguenza, l'8 marzo 1944 il responsabile del SWPA, il generale statunitense Douglas MacArthur, chiese l'approvazione dello Stato Maggiore Generale per anticipare al 15 aprile gli sbarchi pianificati per la zona di Hollandia; tale approvazione venne concessa quattro giorni dopo. Il piano di MacArthur era audace, poiché prevedeva di effettuare un grande assalto anfibio bene in profondità dietro le linee del fronte in Nuova Guinea., e di conseguenza lo Stato Maggiore Generale decise di assegnare all'attacco il supporto della squadra di portaerei della Flotta statunitense del Pacifico, in quel momento in azione nel Pacifico centrale contro le basi giapponesi nelle isole Marshall. L'azione fu denominata con il nome in codice di Operation Reckles (ovvero "avventato, spericolato" in lingua inglese) in ragione dei grossi rischi che il piano prevedeva..
MacArthur incontrò a Brisbane tra il 25 e il 27 marzo l'ammiraglio Chester Nimitz, comandante della Flotta del Pacifico e responsabile dell'alto comando degli Alleati per il Pacifico Centrale (Pacific Ocean Areas), al fine di discutere del contributo della Marina degli Stati Uniti all'imminente operazione: MacArthur chiese che la potente squadra portaerei della flotta fosse distaccata nella zona degli sbarchi per otto giorni, ma Nimitz acconsentì a impegnare questa forza solo per i due giorni seguenti lo sbarco. Per coprire l'intervallo di tempo nella copertura aerea della forza sbarcata tra la partenza delle portaerei e la messa in opera delle piste di aviazione di Hollandia venne quindi deciso di compiere un secondo assalto anfibio ad Aitape, una piccola cittadina situata più a est di Hollandia, che disponeva di un campo di aviazione che poteva essere rapidamente messo in grado di essere utilizzato per questo scopo; quest'ultima operazione fu quindi designata con il nome in codice di "operazione Persecution". Per supportare lo sbarco ad Aitape Nimitz si offrì di distaccare una squadra di otto piccole portaerei di scorta, le quali avrebbero poi operato al largo di Hollandia fino all'11 maggio; la data per lo sbarco a Hollandia fu quindi spostata al 22 aprile a causa di vari problemi logistici e dell'impegno delle unità della Flotta del Pacifico in altre azioni, e si decise che tanto gli sbarchi dell'operazione Reckless quanto quelli dell'operazione Persecution fossero portati a termine lo stesso giorno..
Nel frattempo, l'alto comando giapponese aveva deciso di fare di Hollandia una piazzaforte. La zona fu indicata nel settembre 1943 dal comando della 2ª Armata d'area nipponica (l'alto organismo responsabile delle operazioni in Nuova Guinea) come una base strategica per la difesa della Nuova Guinea occidentale, sebbene nel novembre seguente fosse stato deciso che Hollandia avrebbe formato un semplice avamposto per le principali posizioni difensive nipponiche, collocate più a ovest.. Poche unità da combattimento giapponesi erano stazionate a Hollandia all'inizio del 1944: in marzo il generale Hatazō Adachi, comandante della 18ª Armata giapponese, ricevette l'ordine dalla 2ª Armata d'area di ritirare le sue forze dall'area di Madang verso Hollandia, con una divisione che doveva essere inviata sul posto immediatamente; Adachi ignorò quest'ordine, insistendo sul concentrare le sue truppe nella zona di Wewak e della Baia di Hansa tra Wewak e Madang. La decisione di Adachi potrebbe essere stata motivata dal timore che la Baia di Hansa fosse l'obiettivo prescelto dall'atteso prossimo assalto anfibio degli Alleati, e che il generale pensasse di avere tutto il tempo a disposizione per rinforzare Hollandia in seguito.. Solo dopo che il capo di stato maggiore della 2ª Armata d'area ebbe raggiunto Wewak per consegnare di persona l'ordine ad Adachi, il generale acconsentì a distaccare il 66º Reggimento fanteria da Wewak per inviarlo ad Hollandia il 18 aprile; dovendo muovere via terra lungo le scarse piste della Nuova Guinea, ci si attendeva che il reggimento fosse in posizione a Hollandia non prima della metà di giugno.. Adachi stesso continuò a stendere piani per fare di Hollandia una posizione di ripiego qualora gli Alleati avessero avuto successo nello sbarcare nella Baia di Hansa..
Visto che l'attacco non era atteso, i giapponesi non avevano steso nessun piano per la difesa di Hollandia prima degli sbarchi degli Alleati.. Fino a quel momento il SWPA non aveva potuto disporre di una forza di portaerei per supportare le sue operazioni anfibie nel settore della Nuova Guinea, e pertanto il comando giapponese ritenne che l'area di Hollandia fosse al sicuro visto che si trovava ben al di là del raggio di azione dei caccia alleati di base a terra.; la 18ª Armata non aveva alcun piano di contingenza per fronteggiare un assalto nemico a Hollandia, e le unità di guarnigione nell'area non ebbero il tempo di formularne uno a causa del rapido sviluppo degli eventi..
Forze in campo
Il porto e i campi di aviazione di Hollandia erano la base di diverse unità della 2ª Armata giapponese del generale Fusatarō Teshima e della 6ª Divisione aerea dell'Aviazione dell'Esercito imperiale, oltre che di unità di terra della 9ª Flotta della Marina imperiale giapponese. Vi era un totale di militari nipponici schierati nell'area, sotto il comando del generale Masazumi Inada, del maggior generale Toyozo Kitazono e del contrammiraglio Yoshikazu Endo., ma di questi solo 500 uomini erano truppe da combattimento, tratte da alcune unità di artiglieria antiaerea.: queste truppe erano posizionate principalmente lungo la pista che collegava il villaggio di Depapre sulla baia di Tanahmerah alla zona del Lago Sentani.. Un gran numero di cannoni antiaerei era dislocato a protezione dei campi di aviazione allestiti lungo la sponda settentrionale del lago..
I pianificatori alleati stimarono in circa le truppe giapponesi concentrate nei dintorni di Hollandia. Si dimostrò difficoltoso per gli statunitensi determinare con accuratezza la consistenza e la disposizione delle difese nemiche, visto che vari tentativi di infiltrare squadre di ricognizione nell'area fallirono; di conseguenza, le intercettazioni radio erano la principale fonte di informazioni sui movimenti dei giapponesi. Nel corso della prima fase di elaborazione del piano lo stato maggiore di MacArthur stimò che due reggimenti di fanteria giapponesi potessero essere dislocati a Hollandia, ma in seguito questa stima venne ritenuta inaffidabile; si disse poi che nella zona di Hollandia erano state schierate truppe di terra del 6º Distaccamento navale della Marina giapponese e che ulteriori rinforzi erano rapidamente in fase di afflusso..
Il I Corps statunitense del tenente generale Robert L. Eichelberger avrebbe fornito il grosso delle truppe da combattimento di terra tanto per l'operazione Reckless quanto per l'operazione Persecution. La forza d'attacco comprendeva un totale di uomini, di cui truppe da combattimento e membri del personale di supporto; una forza navale di quasi 200 vascelli della Settima flotta, designata come Task Force 77 e al comando del contrammiraglio Daniel E. Barbey, avrebbe portato a terra le truppe... Sul totale degli uomini impiegati, truppe da combattimento sarebbero state impiegate per l'azione ad Aitape mentre il resto avrebbe dato l'assalto a Hollandia..
Gli sbarchi nella zona di Hollandia sarebbero stati condotti in due punti diversi della costa. Un Regimental Combat Team o RCT ("gruppo da combattimento reggimentale", ovvero un reggimento di fanteria rinforzato da varie unità d'appoggio non parte del suo organico normale) del 19º e del 21º Reggimento di fanteria, entrambi parte dell'organico della 24ª Divisione di Fanteria, avrebbero preso terra nella Baia di Tanahmerah a ovest. Nella Baia di Humboldt sarebbero invece sbarcati gli RCT del 162º e 186º Reggimento di fanteria della 41ª Divisione statunitense... L'operazione rappresentava l'esordio in combattimento dei reparti della 24ª Divisione, fino a quel momento impiegati solo in compiti di presidio nelle Hawaii e di addestramento in Australia., mentre la 41ª Divisione era già un'unità veterana, avendo preso parte agli scontri in Nuova Guinea nel 1942-1943..