Il suo lavoro si estendeva in vari rami della linguistica cinese, tra fonologia, grammatica e lessicografia, linguistica storica e studi dialettali. Egli fu anche il fondatore del primo Dipartimento di Linguistica cinese all'Università di Tsinghua. Inoltre riportò le moderne metodologie occidentali in Cina e per tutta la sua vita si adoperò al fine di modernizzare e riformare la grammatica cinese. Le opere più famose di Wang Li includono Zhongguo Yinyunxue 中国音韵学 (Fonologia Cinese), Zhongguo Wenfa Chutan 中国文法初探 (Uno Studio Esplorativo di Grammatica Cinese) e Il Dizionario dei Caratteri del Cinese Antico di Wang Li 王力古汉语字典.
Origini e formazione Formazione primaria Wang Li nacque in una famiglia povera nella contea di Bobai, Guangxi, in Cina. Iniziò ad interessarsi alla letteratura e ai romanzi all'età di sette anni, ispirato da uno dei quattro grandi romanzi classici cinesi Il romanzo dei Tre Regni. Tuttavia, dopo aver terminato la scuola elementare all'età di 14 anni, la sua famiglia non poté più sostenere i suoi studi. Di conseguenza, Wang iniziò ad istruirsi leggendo un gran numero di libri. All'età di diciassette anni, Wang Li iniziò anche a fare da tutore a suo fratello minore Xiangrui mentre la famiglia lottava contro la povertà e non poteva fornire i soldi a Xiangrui per frequentare la scuola primaria. Il successo di Wang Li come insegnante spinse molti altri bambini della contea a studiare con lui. Passo dopo passo, Wang finì con l'istituire una scuola privata a casa sua che non adottava il metodo d'insegnamento delle altre scuole private che era basato, più che sulla comprensione, sulla memorizzazione del testo. Wang Li, al contrario, forniva una spiegazione esplicita di ogni testo analizzando a fondo le componenti sintattiche e semantiche dei testi. All'età di 21 anni, Wang fu invitato a cena a casa di uno dei suoi studenti. Trovò accidentalmente quattordici scatole di libri, che andavano dalla storia all'astronomia alla medicina, accompagnate dalle note a piè di pagina degli autori e dalle recensioni letterarie di varie opere. Wang chiese alla famiglia ospitante se potesse prenderli in prestito e loro gentilmente glieli prestarono. Con il passare degli anni, Wang considerò la scoperta delle quattordici scatole di libri un punto di svolta nella sua vita.
Nello stesso anno, fu assunto da una scuola locale per insegnare cinese agli studenti delle scuole elementari. Tre anni dopo, fu finanziato dai suoi colleghi e dal preside della scuola per continuare i suoi studi a Shanghai.
Università Nel 1924, Wang si iscrisse all'Università del Sud di Shanghai e successivamente all'Università della Cina. Due anni dopo, fu ammesso all'Accademia degli studi di Cinese presso l'Università Tsinghua, dove conobbe Yuen Ren Chao, Liang Qichao e Wang Guowei, grazie ai quali Wang fu influenzato ed ispirato nello studio della linguistica attraverso i loro consigli e la loro guida. Tra i trentadue studenti che entrarono all'Università Tsinghua nello stesso anno di Wang, lui fu l'unico che scelse di studiare linguistica con Chao. Wang affermò che "Mentre Liang esorta all'innovazione, Chao esalta la praticità, entrambe indispensabili per lo studio della linguistica". Wang scrisse nel poscritto del suo articolo sul tema della grammatica del cinese classico che due specifiche strutture frasali Fanzhao () e Gangmu () sono osservabili solo in cinese e sono molto rare nella linguistica occidentale. La frase Fanzhao () si verifica quando un oggetto o una frase oggettiva sono posti all'inizio della frase e vengono sostituiti successivamente da un pronome nella frase. La frase Gangmu () è simile alla topicalizzazione dell'inglese moderno. Dopo aver letto l'articolo, Chao suggerì a Wang di cancellare il poscritto, sostenendo che non potesse stabilire le regole grammaticali di una lingua prima di averla acquisita completamente. In seguito, Chao affermò: "È più facile rivendicare la presenza piuttosto che l'assenza di cose". Queste parole divennero il motto di Wang nella sua carriera accademica.
Nel 1926, su consiglio di Chao, Wang si recò a Parigi per approfondire i suoi studi di linguistica. Sperava di imparare dalle teorie linguistiche occidentali e di riportarle in Cina. Wang completò la sua formazione traducendo la letteratura francese in cinese e le sue opere furono ampiamente elogiate dall'editore del Commercial Press, Ye Shengtao. Quest'ultimo parlò molto bene della traduzione di Wang, sostenendo che "non posso commentare la fedeltà (all'opera originale) e l'espressività, ma non c'è dubbio che la sua traduzione sia piena di eleganza e gusto".
Inizio carriera Wang terminò la sua formazione in Francia cinque anni dopo, con un dottorato nello studio della fonologia di Bobai. Si concentrò per la prima volta sui dialetti nella regione di Liangguang, che comprende Guangdong e Guangxi nel sud della Cina.Hutchings, Graham (2003). "Guangxi Zhuang Autonomous Region". Modern China: A Guide to a Century of Change. Harvard University Press. p. 173. Basandosi sull'osservazione e intuizione in quanto parlante nativo del dialetto di Bobai, Wang ipotizzò che cuōkǒu (撮口, "bocca rotonda"), uno dei quattro modi tradizionali di classificare le sillabe finali dei dialetti del cinese mandarino, non esiste nella zona di Liangguang, poiché non esiste nel dialetto Bobai.Pulleyblank, Edwin. G (1999). "Traditional Chinese Phonology" (PDF). Asia Major. 12 (2): 101–137: 128–129. Tuttavia, Chao sottolineò nelle sue lettere a Wang che era sbagliato per lui generalizzare eccessivamente sui modelli dialettali di una vasta area comprendente più dialetti, basandosi esclusivamente sulle caratteristiche linguistiche di un singolo dialetto. Seguendo il consiglio di Chao, Wang ridusse la sua ricerca allo studio del dialetto nella contea di Bobai.
Successivamente, Wang tornò in Cina nel 1931 e iniziò ad insegnare all'Università Tsinghua di Pechino, classificata come una delle migliori tre istituzioni accademiche in Cina. Nel tempo libero scrisse varie opere letterarie, tra cui libri sulla letteratura greca e romana e traduzioni di Nana di Émile Zola, opere teatrali di Molière e I fiori del male di Baudelaire.Chan, Leo Tak-hung (2004). Twentieth-century Chinese Translation Theory: Modes, Issues and Debates. Amsterdam/Philadelphia: John Benjamins Publishing. p. 147. Wang insegnò Linguistica Generale e Fonologia cinese per due anni all'Università Tsinghua e alla luce di ciò si aspettava la cattedra che solitamente si attribuisce dopo due anni di insegnamento, ma le dozzine di traduzioni che egli fece furono la ragione per la quale non gli fu assegnata la cattedra che gli spettava. Per compensare la mancanza d'attenzione dedicata al lavoro d'insegnante, Wang si immerse nello studio della linguistica e scrisse Uno studio esplorativo sulla grammatica cinese (), che gli fece guadagnare la cattedra dopo quattro anni di lezioni all'Università Tsinghua. Nel libro Wang sottolinea l'importanza di utilizzare le metodologie comparative utilizzate nella linguistica storica per confrontare le caratteristiche delle lingue occidentali con il cinese, con lo scopo di costruire un sistema indipendente di grammatica cinese. Considerava questo lavoro come un "manifesto" che indirizzò i suoi ultimi lavori e le sue ricerche sulla linguistica cinese.
Seconda guerra sino-giapponese Durante la seconda guerra sino-giapponese (1937-1945), Wang provvide al suo sostentamento attraverso un gran numero di pubblicazioni, comprese colonne di giornali e saggi su vari argomenti e generi. Le difficoltà della guerra non fermarono la sua ricerca in linguistica. Dalla fine della guerra, la ricerca di Wang si estese alla fonologia, morfologia, sintassi, poesia e studi dialettali, e iniziò a pianificare il futuro della linguistica cinese. Wang disse "quando la lingua cinese inizierà a prosperare, il cinese risulterà come una delle lingue straniere, alla pari dell'inglese, francese, tedesco e italiano nelle università di tutto il mondo. E quando questo accadrà, esisterà un dizionario cinese buono come l'Oxford Dictionary, o una grammatica formale di cinese che sia sviluppato tanto quanto l'Essentials of English Grammar di Jespersen?".
Durante la guerra, Wang scrisse inoltre un libro intitolato 龙 虫 并 雕 斋 琐 语 (Chiacchiere sull'intaglio di verme e drago), una raccolta di prosa e saggi che scrisse a Kunming, nel sud della Cina. Nel tradizionale artigianato cinese, la tecnica di intagliare il verme è elementare e semplice, mentre l'intaglio del drago richiede meticolosità e precisione. Wang utilizzò metaforicamente la frase "scolpire il verme" per alludere alle storie che scrisse riguardanti la vita comune, inclusi aneddoti personali e le sue riflessioni, che affiancano le altre sue illustri e famose opere "scolpire il drago". La raccolta di saggi è accademicamente meno rigida ma più profonda e riflessiva, tanto da influenzare fortemente le persone durante le difficoltà della guerra. Gli aneddoti e i saggi di Wang furono criticati da Wen Yiduo, un famoso poeta cinese, per la loro volgarità e cattivo gusto, i quali secondo Wang erano un autentico riflesso della vita delle persone. Nel saggio intitolato Salari, Wang sottolineò che la parola stipendi "薪 (legna da ardere) 水 (acqua)" si riferisce originariamente ai soldi per comprare legna da ardere e acqua ovvero i soldi necessari per il sostentamento. Al contempo, Wang criticò la misera ricompensa del duro lavoro da parte del governo cinese dicendo che con gli stipendi così bassi, 薪水 dovrebbe essere ribattezzato 茶 (tè) 水 (acqua) o 风 (vento) 水 (acqua),dal momento che la gente avrebbe potuto permettersi con quella scarsa quantità di denaro solamente il tè o il vento. Tali storie riscontrarono successo tra coloro che soffrirono durante la guerra e le persone che vissero e lavorarono negli strati più bassi della società.
Ultimi anni di vita Fine carriera Dopo la guerra, nel 1946, Wang iniziò a insegnare all'università Sun Yat-Sen nel Guangdong e fondò il primo dipartimento di linguistica tra le università cinesi. Lo stesso Wang organizzò i programmi e il contenuto per la maggior parte dei corsi. Integrò la sua ricerca all'insegnamento e utilizzò i propri studi come materiale didattico. Sosteneva che "gli studenti non dovrebbero essere istruiti attraverso i libri acquistati dall'insegnante ma attraverso i libri scritti dall'insegnante". Molti dei suoi lavori di ricerca e relativi appunti furono utilizzati come libri di testo e furono inviati direttamente per essere pubblicati subito dopo la fine dei corsi.
Una volta superato il dopoguerra, il governo cinese spostò la sua priorità dagli sforzi bellici all'incremento dei tassi di alfabetizzazione, attuati attraverso una serie di interventi di riforma linguistica. Dopo l'istituzione della Commissione statale per la riforma linguistica (1954), il numero di studenti del dipartimento di linguistica aumentò rapidamente e il dipartimento fu unito al dipartimento di cinese dell'Università di Pechino, in Cina. Da allora, Wang fu il presidente del Dipartimento di studi sulla lingua cinese presso l'Università di Pechino, e fu anche un membro del comitato consultivo dell'Accademia cinese delle scienze sociali e della Commissione statale sulla riforma linguistica. Si impegnò attivamente nell'istituzione e nella trasmissione del pinyin (il sistema di romanizzazione della pronuncia cinese mandarino) e del putonghua (mandarino standard moderno). Wang insistette sul fatto che il pinyin dovesse essere rappresentato sotto forma di alfabeto latino e che dovesse essere insegnato agli studenti nel primo anno di scuola.