Il Museo delle terre di confine è un museo demo-etno-antropologico comunale situato a Sonnino. L'istituzione è dedicata all'analisi storica e antropologica del concetto di "frontiera", intesa sia in senso geografico che culturale.

Storia Il museo è stato inaugurato il 26 luglio 2008 all'interno di un palazzo storico appartenuto alla famiglia Mancini. Il progetto architettonico è stato curato da Elio Falcone e Roberto Cellini, mentre la cura scientifica e museografica è stata affidata a Vito Lattanzi e Vincenzo Padiglione.

Descrizione Il tema centrale è il confine, inteso come richiamo alla posizione di Sonnino lungo l'antica linea di demarcazione tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie. Il museo esplora la duplice natura della frontiera: quella storica, legata alle dispute territoriali e al fenomeno del brigantaggio pre-unitario e post-unitario, e quella antropologica, espressa attraverso tradizioni popolari come la "processione delle torce", che percorre annualmente i confini comunali durante l'Ascensione.

L'allestimento è caratterizzato da stanze scenografiche che integrano documenti storici, testimonianze video e installazioni multimediali, volte a stimolare nel visitatore una riflessione sui concetti di identità, alterità e mutamento sociale.

Percorso espositivo Il museo si articola in dieci sale tematiche suddivise in quattro sezioni principali:

Terra di confine perché?: Le prime sale introducono il visitatore al confine dal punto di vista socio-linguistico e territoriale, avvalendosi di testimonianze audiovisive e riferimenti al fenomeno del Grand Tour ottocentesco... Patrimonio rappresentato / Territorio vissuto: Questa sezione approfondisce le tradizioni locali, come la processione delle Torce, e gli eventi storici traumatici, tra cui il decreto di Pio VII del 1819 che ordinò la distruzione di Sonnino per contrastare il brigantaggio. Ampio spazio è dedicato al fiume Amaseno, storico confine naturale.... Personaggi di frontiera: L'esposizione illustra figure iconiche del territorio, tra cui la brigantessa Maria Grazia (modella per numerosi pittori a Roma),. il celebre brigante locale Antonio Gasbarrone. e il cardinale Giacomo Antonelli, Segretario di Stato di Pio IX.. Parole e immagini dell'altrove: L'ultima sala propone una riflessione speculativa sul futuro della comunità di Sonnino nell'anno 2049..

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Note

Bibliografia

Voci correlate Giacomo Antonelli Maria Grazia Boni Antonio Gasbarrone

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