La dinastia degli Este di San Martino, anche detta linea sigismondina, ebbe inizio nel 1490 come ramo cadetto del casato degli Este e si estinse nel 1752, in seguito alla morte di Carlo Filiberto II d'Este (1678-1752) senza prole maschile.
Gli Este di San Martino, nel corso di oltre due secoli e mezzo, ricoprirono importanti ruoli politici e militari e ricevettero prestigiose onorificenze da parte di sovrani italiani ed europeiClaudio Donati, Una famiglia lombarda tra XVI e XVIII secolo: Gli Este di San Martino e i loro feudi, in Fregni Euride (a cura di), Archivi territori poteri in area estense (secc. XVI-XVIII), Bulzoni, Roma, 1997..
Storia Origine Il ramo principale degli estensi entrò in possesso di San Martino in Rio nel XV secolo, quando Niccolo III d’Este (1383-1441) cacciò la famiglia dei RobertiClinio Cottafavi, San Martino in Rio. Ricerche storiche (dal 1050 al 1859), Reggio Emilia, 1885, p. 23. . Il territorio passò prima nelle mani del figlio Leonello (1407-1450), nato fuori dal matrimonio ma legittimato da papa Martino V nel 1429, e poi dell’altro discendente naturale Borso, che nel 1452 fu insignito da Federico III del titolo di duca di Modena e Reggio.
Ascesa Dopo la morte di Borso nel 1471, il giovane figlio di Leonello, Niccolò, scatenò una guerra familiare con il nuovo duca, Ercole ILuciano Chiappini, Gli Estensi: mille anni di storia, Corbo, Ferrara, 2001, pp. 163-164., il quale poté contare sul supporto militare del fratello. Sigismondo, che fu ricompensato con cariche importanti e ruoli prestigiosi.
Sul finire di gennaio del 1490, il conte di Scandiano e Capitano di Reggio, Matteo Maria Boiardo secondo le disposizioni ricevute dal duca Ercole I, investì Sigismondo di giurisdizione sul territorio di San Martino in Rio; di lì a pochi giorni il Capitano di Modena, Niccolò Ariosto, padre di Ludovico Ariosto, con analoghe disposizioni, ricevute parimenti dal Duca di Ferrara, investì Sigismondo delle giurisdizioni di Campogalliano, Castellarano, San Cassiano e Rodeglia.
L'11 maggio 1501 e successivamente nel 1505, il duca Ercole I gli riconferma la signoria e la piena giurisdizione sui territori concessi nel 1490.
Sigismondo I d'Este ebbe nove figli (naturali tutti): Rizzarda, Lucrezia, Bianca, Diana, Gurone, Ercole (che acquisì il titolo di signore di San Martino in Rio alla morte del padre), Laura, Girolama e TaddeaFabio Pederzoli, Este di San Martino al servizio di Sua Maestà Cattolica : una dinastia estense tra il Milanesado e il Ducato di Savoia. Collana "I Quaderni del Ducato, Terra e Identità, Modena, 2024, p. 29..
XVI secolo Ercole d'Este (1470c-1523) Ercole d'Este instaurò un forte legame con Milano, sposando Angela SforzaClinio Cottafavi, San Martino in Rio, cit. pp. 48-49. e ottenne da Gian Galeazzo Maria la cittadinanza milaneseClaudio Donati , Una famiglia lombarda tra XVI e XVIII secolo: Gli Este di San Martino e i loro feudi, in Fregni Euride (a cura di), Archivi territori poteri in area estense (secc. XVI-XVIII), Bulzoni, Roma, 1997, pp. 450-451.
Sul finire del XV secolo, ottenne dal Duca di Milano, i titoli di conte di Corteolona e di Signore del Vicariato di Belgioiso; questi territori provenivano dall'eredità di Angelo Simonetta, avo di sua moglie Angela Sforza.
Nel 1510, diventò governatore di Modena . Sigismondo ebbe due figli: Lucrezia a Sigismondo II, che nel 1523, dopo morte del padre, ereditò i suoi titoli
Sigismondo II d'Este (†1561) Nel 1524 Sigismondo II d'Este ottenne da Ercole II la conferma dei privilegi concessi al nonno nel 1490. Sigismondo iniziò la sua carriera al servizio dell'esercito spagnolo, combattendo al fianco di Emanuele Filiberto di Savoia, e instaurò con gli Asburgo un rapporto privilegiato. Nel 1551 con un diploma Carlo V conferì a lui e ai suoi discendenti, la cittadinanza di Milano, Pavia e Lodi, gli concesse inoltre di usare l'arma gentilizia dell'ImperoClinio Cottafavi, San Martino in Rio, cit. pp. 50-51. e l'autorizzazione a fregiare il suo stemma con le aquile bicipitiGiuseppe Trenti, Angelo Spaggiari, Gli stemmi estensi ed austro-estensi: profilo storico, Aedes Muratoriana, Modena, 1985, p. 101. L'Asburgo conferì al signore di San Martino in Rio, poco prima della sua morte, la carica di governatore di PaviaPaola Anselmi, "Conservare lo stato”. Politica di difesa e pratica di governo nella Lombardia spagnola fra XVI e XVII secolo, Unicopli, Milano, 2008..
Nel 1533 sposò Giustina Trivulzio (...-1590), che portò in dote i territori di Borgomanero e Porlezza.
Giustina Trivulzio (†1590), Filippo I d'Este (1537-1592) e gli altri figli Giustina Trivulzio, moglie di Sigismondo II d'Este Giustina era figlia di Paolo Camillo Trivulzio e di Barbara Stanga. Dopo la morte del marito fu proprio lei a prendere in mano le redini della famiglia e a governare terre di famiglia insieme al primogenito maschio Filippo. Giustina visse buona parte della sua vita presso la Rocca di San Martino in Rio ma si spostò spesso a Milano, a causa di una serie di vertenze agricole nell'area della bassa padana.Claudio Donati, Gli Este di San Martino e i loro feudi, cit. p. 440-441.
Nel 1565 commissionò all'artista Bernardino Campi (1522-11591) una tavola di ispirazione religiosa, la Madonna con il Bambino e i santi Paolo, Barbara e GiovanninoAlessandro Lami , Discorso intorno alla coltura, e pittura, dove ragiona della vita e opere in molti luoghi, e a diversi Prencipi, e Personaggi fatte dall'Eccell. e Nobile M. Bernardino Campo pittore cremonese, Christophoro Draconi, Cremona, 1584, p. 81..
Filippo I d'Este Filippo I d'Este, dopo un'infanzia presso la corte ferrarese, entrò al servizio di Emanuele Filiberto di Savoia, dal quale ricevette il collare della Santissima Annunziata nel 1569 e altri prestigiosi incarichi.
Il 20 gennaio 1570 sposò a Torino, Maria di Savoia, figlia legittimata del Duca di Savoia, Emanuele Filiberto, ponendo le basi per un importante legame tra le due famiglie. I due ebbero cinque figli: Beatrice Matilde, Carlo Filiberto, Sigismondo, Alfonso e Margherita. Grazie a questa unione gli Este di San Martino entrarono in possesso di Crevacuore, sostituito poi con il territorio di Lanzo, eretto in Marchesato nel 1580.
Filippo fu uno dei principali fautori del partito filospagnolo presso la corte sabaudaPierpaolo Merlin, “Seguir la fazione di sua Maestà Cattolica”. Il partito spagnolo nella corte di Savoia tra Cinque e Seicento, in José Martínez Millán, Manuel Rivero Rodríguez (a cura di) Centros de Poder italianos en la Monarquia Hispanica (siglos XV-XVIII), Polifemo, Madrid, 2008, cit. p. 255. e, soprattutto a partire dal ducato di Carlo Emanuele I di Savoia, succeduto al padre nel 1580, consolidò i suoi legami con la Spagna. Egli, inoltre, prese parte alle principali azioni militari intraprese dal nuovo duca di Savoia che, forte del matrimonio con l'Infanta Caterina d'Asburgo, inseguì due obiettivi in particolare: Ginevra e il Marchesato di Saluzzo.
Nel corso della sua vita entrò in contatto con illustri letterati e filosofi. A Torino ospitò presso la sua dimora Torquato Tasso, dietro raccomandazione del cardinale Luigi d'Este, che gli dedicò una serie di opere e instaurò un rapporto di amicizia con Battista Guarini, ambasciatore estense e autore del dramma pastorale Il pastor fido.
Negli anni Novanta del Cinquecento si aprì la controversa questione dell'eredità del ducato estense. In assenza di eredi, Alfonso I d'Este pensò di puntare su Filippo d'Este, al quale nel 1575 concesse il titolo di marchese di San Martino in Rio. Il clima era piuttosto favorevole in quanto il pontefice in carica, Gregorio XIV, era fratello di Paolo Sfondrati, marito della sorella di Filippo Sigismonda. Le trattative però non ebbero l'effetto sperato e, inoltre, il duca d'Este preferì Cesare d'Este della linea alfonsina. Filippo morì il 12 dicembre 1592.
Barbara d'Este Trivulzio (1553-1596) Nel 1551 sposò il conte Francesco Trivulzio di Melzo e trascorse la maggior parte della sua vita a Milano, in particolare risiedeva presso un palazzo in via Rugabella. Nel 1578 rimase vedova e dovette occuparsi sia della sua famiglia di origine che dei territori acquisiti dal matrimonio con il Trivulzio. Dal 1580 si prese cura dei nipoti, a causa della morte di Maria di Savoia, che accolse presso la sua dimora milaneseMarzia Giuliani, La Repubblica dei Segretari. Potere e comunicazione nell'Italia di antico regime, Carrocci, Roma, 2022, pp. 58-59..
A Milano frequentava le botteghe degli artigiani, commissionò ad esempio una livrea in occasione delle nozze tra Carlo Emanuele di Savoia e Caterina d'Asburgo; probabilmente si occupò anche della carrozza che la sposa utilizzò per l'ingresso trionfale a TorinoMarzia Giuliani , Gli Este di San Martino e la diplomazia del lusso fra Milano e Torino (1570-1590), in A. Morandotti e G. Spione, a cura di, Scambi artistici tra Torino e Milano 1580-1714, Atti del Convegno di studi (Torino, 28-29 maggio 2015), Milano, Scalpendi, 2016, p. 30..
Sigismonda d'Este Sfondrati (1534-...) Sigismonda fu promessa in sposa al barone Paolo Sfondrati (1538-1587), membro dell'alta aristocrazia cremonese e fratello di papa Gregorio XIV. Fu la madre Giustina a combinare il matrimonio: secondo gli accordi Paolo avrebbe dovuto ricevere una dote di 10 mila scudi ma, almeno fino al 1557, sembrerebbe averne ricevuta solo metàClaudio Donati, Gli Este di San Martino e i loro feudi, cit. p. 440n..
XVII secolo Discendenti di Filippo I d'Este Carlo Filiberto I d'Este (1571-1652) Il titolo di marchese di San Martino in Rio passò nelle mani di Carlo Filiberto. Per Clinio Cottafavi questo fu un periodo di grande splendore della storia sanmartinenseClinio Cottafavi, San Martino in Rio, cit. p. 71.: nel 1617 fu consacrata la collegiata, nel 1610 entrarono in vigore i capitoli del monte di pietà e nel 1618 le Constituzioni delle giurisdizioni di San Martino in Rio, Castellarano e Campogalliano. Tra il 1606 e il 1644 la carica di podestà di San Martino fu ricoperta dal fratello FrancescoClaudio Donati, Gli Este di San Martino e i loro feudi, cit. pp. 443-444.
Dopo aver trascorso la giovinezza presso la corte spagnola, Carlo Filiberto entrò al servizio di Carlo Emanuele I di Savoia, che nel 1602 gli conferì il collare dell'Annunziata. In seguito alla rottura dei rapporti tra il duca e gli Asburgo, tuttavia, l'estense decise di appoggiare il nuovo sovrano spagnolo Filippo III e nel 1606 si trasferì in Spagna. Sposò Luisa Cardenas e fu ricompensato con ruoli politici e militare di grande prestigio, come ad esempio il Toson d'Oro. L'imperatore gli conferì inoltre il titolo (non ereditabile) di principe del Sacro Romano Impero e, nel 1635, ricevette dalla camera ducale il feudo di Santa CristinaClaudio Donati, Gli Este di San Martino e i loro feudi, cit. p. 442..
Sigismondo d'Este (1572-1628) Sigismondo d'Este, invece, ereditò il marchesato di Lanzo e continuò a prestare fedelta ai Savoia. Il duca Carlo Emanuele lo nominò capo della nobiltà, generale di cavalleria, gran Ammiraglio dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Cavaliere dell'Annunziata e Governatore e Luogotenente generale degli Stati al di là dei MontiVincenzo De Vit, Memorie storiche di Borgomanero e del suo emandamento compilate dal sac. Vincenzo De-Vit, Boniardi-Pogliani di Ermenegildo Besozzi, Milano, 1859, pp. 160-161.. Sposò Francesca Charledes d'Antel, i due ebbero tre figli: Filippo Francesco, Carlo Emanuele e Cristina.
Alfonso d'Este (1573-1623)