Donna pietosa e di novella etate, è una canzone contenuta nella Vita nuova di Dante Alighieri (XXIII 17-28)
Testo
Analisi L'incipit è la parte più importante della Canzone, è naturale, dunque, che la critica si sia interrogata sull'identità di questa "Donna pietosa e di novella etate", che si affaccia nel primo verso di un testo di grande rilievo nella struttura della Vita Nova.
A Marco Santagata dobbiamo una risposta convincente: è Tana, la sorella più grande di Dante, quella che, morta la madre nel 1270 quando egli aveva 5 o 6 anni, dovette essere intenta a quei gesti di cura che la canzone richiama: gentilezze umane e pianto che nascono dalla paura di perdere il proprio caro e sono richiesta implicita di aiuto. Dante, poi, ricostruisce uno spaccato di vita vissuta, nel gesto delle donne che la invitano ad allontanarsi, come accade a colei che, dedita alle cure di un parente malato, dopo notti insonni e pianti per la sorte del proprio caro o cara, vede altre donne venirle in aiuto per consentirle di prendere un attimo di respiro. Una scena di vita vissuta, dunque, invade la poesia, come spesso avviene in Dante.
Ed ecco quindi il discreto allontanarsi e sparire della donna pietosa, così la vediamo scendere dalla leggerezza della visione poetica per tornare all'affannoso agire quotidiano. Un fantasma, la definisce Santagata, ma capace di lasciar intravedere, oltre che momenti della vita reale di Dante, la solida base di affetti e di tutele godute nella sua vita di bambino e di uomo, rimaste per sempre nel suo bagaglio affettivo e immaginativo, su cui fondare le impervie esperienze che la sorte gli riserverà da adulto nel suo viaggio di Ulisse cristiano.
Se in questa canzone il riferimento alla sorella Tana resta solo un'ipotesi, benché intrigante, non essendo proprio della poesia del tempo di Dante la citazione diretta di propri parenti, nel resto del testo resta dominante la figura di Beatrice. Il poeta narra alle donne pietose il sogno premonitore della sua morte, sogno nel quale i fili di una memoria sentimentale si intrecciano con una professione di fede così intensa da saldare la figura della donna amata con quella del Cristo. Nei versi 49 - 62, infatti, Dante descrive il momento della morte di Beatrice come segnato da fenomeni che nei Vangeli fanno da scenario alla morte di Cristo: l'oscuramento del sole e i grandissimi terremoti.
Mentre Tana, dunque, scende con grande discrezione dalla scena della poesia dantesca, Beatrice la invade pienamente mentre sale verso il cielo quale "nuvoletta" accompagnata dagli angeli che "gridavan tutti: "Osanna". Come attestato da tanti episodi della poesia di Dante, dalla Vita Nova alla Commedia, vita quotidiana e vita letteraria, vita sentimentale e vita religiosa si fondono in una sintesi di cui rimarrà segno nella struttura della poesia successiva.
Note
Bibliografia
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Categoria:Vita nuova Categoria:Opere letterarie in italiano