Biografia Nacque il 16 luglio 1894 a Timmendorf (oggi Szeroka), una frazione di Bad Königsdorff-Jastrzemb (attualmente Jastrzębie-Zdrój), nell'allora Slesia tedesca, da una famiglia polacca con 5 figli. Dopo la laurea, Sławik lasciò la sua città natale per trasferirsi a Pleß (ora Pszczyna), dove fu arruolato nell'esercito tedesco durante la prima guerra mondiale. Rilasciato dall'internamento nel 1918, entrò a far parte del Partito Socialista Polacco e si trasferì a Varsavia. Ebbe un ruolo attivo nell'organizzazione del Plebiscito dell'Alta Slesia e iniziò a lavorare come giornalista per Gazeta Robotnicza. Un anno dopo, ne divenne il caporedattore.
Nel 1922, fu eletto presidente della sezione regionale dell'Associazione giovanile operaia "Siła" e prese parte alla costituzione delle Università operaie. Nel 1928 sposò Jadwiga Purzycka, e nel 1929 fu scelto come consigliere del municipio di Katowice. Fu un attivo oppositore di Sanacja. Tra il 1934 e il 1939 Sławik fu presidente dell'Associazione polacca dei giornalisti della Slesia e ZagłębieLa regione mineraria dell'Alta Slesia (Syndykat Dziennikarzy Polskich Śląska i Zagłębia).
Seconda guerra mondiale Al momento dell'invasione tedesca della Polonia nel 1939, Sławik si unì al battaglione di polizia aggregato all'Armata di Cracovia. Combatté distinguendosi durante la ritirata lungo i Carpazi settentrionali. Il suo battaglione era assegnato alla 2ª Brigata di Montagna, la quale presidiava i passi di montagna che portavano in Slovacchia. Il 15 settembre, a Sławik e ai suoi uomini fu ordinato di ritirarsi verso il confine appena stabilito con l'UngheriaFra marzo e aprile del 1939 l'Ungheria aveva annesso la parte orientale dell'ex-Cecoslovacchia (Rutenia subcarpatica), stabilendo così una nuova linea di confine con la Polonia. Il 17 settembre, dopo che l'Unione Sovietica dichiarò guerra alla Polonia, Sławik fu internato come prigioniero di guerra. In Slesia, il suo nome fu inserito nella lista nazista dei "nemici dello stato" ().
Sławik venne notato nel campo di internamento di Miskolc da József Antall, un membro del ministero degli affari interni ungherese responsabile dei rifugiati civili e padre del futuro primo ministro József Antall. Grazie alla sua fluente conoscenza del tedesco, Sławik fu portato a Budapest e gli fu permesso di creare il Comitato dei cittadini per l'aiuto per i rifugiati polacchi (Komitet Obywatelski ds. Opieki nad Polskimi Uchodźcami). Insieme a József Antall organizzò lavori per i prigionieri di guerra e gli sfollati, scuole ed orfanotrofi. Diede vita anche a un'organizzazione clandestina il cui scopo era aiutare i polacchi a lasciare i campi di internamento per recarsi in Francia o nel Medio Oriente e unirsi all'esercito polacco. Suo collaboratore fu il tenente e interprete Ernest Niżałowski, cittadino polacco-ungherese. Sławik divenne anche un delegato del governo polacco in esilio.
Giusto tra le nazioni Dopo che il governo ungherese ratificò le leggi razziali e separò i rifugiati polacchi di discendenza ebraica dai loro familiari, Sławik iniziò a rilasciare documenti falsi che attestavano le loro radici polacche e la loro fede cattolica. Aiutò anche diverse centinaia di ebrei polacchi a raggiungere i partigiani jugoslavi. Una delle sue iniziative fu la creazione di un orfanotrofio per bambini ebrei (ufficialmente Scuola per i bambini degli ufficiali polacchi) a Vác. Per aiutare a mascherare la vera natura dell'orfanotrofio, i bambini furono visitati dalle autorità cattoliche, in particolare dal nunzio apostolico Angelo Rotta.
Dopo che i nazisti presero il controllo dell'Ungheria nel marzo 1944, Sławik si rifugiò in clandestinità e ordinò a tutti i rifugiati sotto la sua autorità di lasciare l'Ungheria. Poiché aveva nominato un nuovo comandante del campo per gli ebrei polacchi, tutti riuscirono a fuggire e lasciare l'Ungheria, compresi i bambini ebrei dell'orfanotrofio di Vác.
Sławik fu arrestato dai tedeschi il 19 marzo 1944. Pur torturato brutalmente, non rivelò informazioni sui suoi colleghi ungheresi. Fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen-Gusen dove fu impiccato il 23 agosto 1944 con alcuni compagni. Sua moglie sopravvisse alla prigionia nel campo di concentramento di Ravensbrück e dopo la guerra ritrovò la figlia ancora nascosta in Ungheria presso la famiglia Antall. Il luogo di sepoltura di Sławik rimane tuttora sconosciuto.
Si stima che Henryk Sławik abbia aiutato circa rifugiati polacchi in Ungheria, di cui circa ebrei. Dopo il 1948 sia le autorità comuniste polacche che ungheresi commemorarono le sue gesta, sottolineando l'importanza per l'umanità. Grazie a Maria Zawadzka, del Museo di storia degli ebrei polacchi, Henryk Sławik fu insignito postumo del titolo di Giusto tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem già il 26 gennaio 1977, ma ottenne un ampio riconoscimento solo dopo che Zvi Henryk Zimmerman, suo compagno in tempo di guerra e in seguito politico israeliano, rese noti i suoi sforzi negli anni '90. Vedi anche:
Note
Bibliografia Henryk Zvi Zimmerman, Dr. Henryk Slawik - a Polish Raoul Wallenberg? Baran i Suszczynski, Kraków, 1997. Grzegorz Łubczyk, Trybuna 120 (3717), May 24, 2002 Grzegorz Łubczyk, "Polski Wallenberg. Rzecz o Henryku Sławiku", Warszawa, Oficyna Wydawnicza Rytm, 2003. Nathan Davolt, Henryk Slawik - The Man Who Saved Thousands
Waldemar Szymański, "Henryk Sławik – zapomniany bohater."Tydzień Żuławski, May 2004. Archiwum działalności Prezydenta RP w latach 1997-2005. BIP. Michał Jaranowski, Grzegorz Łubczyk, "Polski Wallenberg. Rzecz o Henryku Sławiku." Stowarzyszenie Wspólnota Polska. SENAT RP. Henryk Sławik – his activity to save Jews' lives during the Holocaust, sul sito di Yad Vashem Tomasz Kurpierz, Henryk Sławik 1894-1944. Biografia socjalisty, Warszawa-Katowice, 2020
Voci correlate Irena Sendler Raoul Wallenberg Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg
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