Il conflitto israelo-palestinese del 2021 è stato un conflitto tra Israele e vari gruppi palestinesi, tra i quali Hamas, al governo della Striscia di Gaza dal 2006.

Il 6 maggio 2021 sono iniziate le proteste e le rivolte dei palestinesi a Gerusalemme contro una decisione della Corte suprema di Israele in merito allo sgombero di alcuni residenti palestinesi a Sheikh Jarrah, un quartiere di Gerusalemme Est. L'area in questione, di fatto annessa illegalmente dal 1980 da Israele, resta ai sensi del diritto internazionale parte dei territori palestinesi occupati da Israele. UN News, 7 May 2021.Linah Alsaafin, Al Jazeera, 1 May 2021. Le proteste si sono rapidamente trasformate in scontri violenti tra manifestanti ebrei e palestinesi, con incidenti e vandalismi da ambo le parti. Il giorno seguente, la polizia israeliana ha contrastato i manifestanti nel complesso della moschea al-Aqṣā, un sito sacro islamico.

In concomitanza con la giornata islamica di Laylat al-Qadr e la Giornata di Gerusalemme israeliana, gli scontri hanno causato più di 300 feriti. La sentenza della Corte suprema israeliana è stata quindi rinviata di 30 giorni poiché Avichai Mandelblit, il procuratore generale israeliano, ha cercato di ridurre le tensioni.

Hamas ha emesso un ultimatum a Israele, chiedendo il ritiro delle forze dai luoghi sacri e l'annullamento definitivo degli sfratti a Sheikh Jarrah. Alla scadenza dell’ultimatum, il gruppo ha iniziato assieme alla Jihad islamica il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza verso diverse città israeliane, rompendo lo status quo militare. Israele, dopo una serie di avvertimenti, ha risposto con attacchi aerei contro obiettivi militari, governativi e diversi condomini (che secondo Israele ospitavano uffici e armi di Hamas) all'interno di Gaza (operazione "Guardiani delle Mura"). Scontri aerei e di artiglieria tra le due parti sono continuati quotidianamente fino al 21 maggio, quando Israele ed Hamas si sono accordate per un cessate il fuoco a partire dalle 2 di notte locali.

Contesto

La lunga disputa sulla terra a Sheikh Jarrah è considerata un microcosmo delle controversie israelo-palestinesi sulla terra presenti dal 1948. Secondo i documenti ottomani, la terra contesa a Sheikh Jarrah fu acquistata da fiduciari ebrei nel 1870. Nel 1956, il governo giordano, in collaborazione con l'UNRWA, ospitò 28 famiglie di rifugiati palestinesi con diritto di locazione in un complesso su un terreno che la Giordania gestiva come custode delle proprietà nemiche. Dopo la guerra dei sei giorni, l'area entrò a far parte di quelle occupate da Israele. Nel 1972, il depositario generale israeliano registrò le proprietà sotto i sopracitati fiduciari ebrei, che chiesero che gli inquilini pagassero l'affitto.

Nel 2010, la Corte suprema di Israele ha respinto un appello delle famiglie palestinesi che risiedevano in 57 unità abitative a Sheikh Jarrah, che avevano richiesto di essere riconosciute come proprietarie di tali abitazioni. Un tribunale israeliano aveva precedentemente stabilito che i palestinesi potevano continuare ad abitarvi, ma pagando l'affitto. I palestinesi si sono però rifiutati di pagare l'affitto, costruendo anche sulle proprietà senza il consenso dei proprietari riconosciuti dal tribunale. Il 10 maggio 2021 la Corte Suprema di Israele avrebbe dovuto emettere una sentenza, poi rinviata di 30 giorni nel tentativo di ridurre le tensioni, sull'opportunità di sostenere lo sgombero di 6 famiglie palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah.

Eventi di aprile e maggio 2021 All'inizio del Ramadan nell'aprile 2021, la polizia israeliana ha bloccato e, in seguito ad alcune tensioni, rimosso le barriere all'accesso alla Porta di Damasco, dove i fedeli musulmani di solito si riuniscono durante le vacanze. Il 10 aprile, un autista di autobus israeliano è entrato nel quartiere Issawiya di Gerusalemme est ed è stato attaccato dagli arabi. Lui e la sua famiglia sono sopravvissuti a un linciaggio. Il 15 aprile, un video TikTok di un adolescente palestinese che schiaffeggia un uomo ebreo ortodosso è diventato virale, portando a diversi atti simili. Il giorno successivo, una folla di fedeli palestinesi fu allontanata da Al-Aqsa, il primo venerdì del Ramadan. Lo stesso giorno, un rabbino è stato picchiato a Giaffa, provocando proteste. Il 22 aprile, il piccolo gruppo di estrema destra israeliano Lehava ha organizzato una marcia a Gerusalemme con slogan anti-arabi e alcuni suoi membri sono stati arrestati dalla polizia israeliana negli scontri. Il 23 aprile, dopo che alcune milizie palestinesi hanno lanciato 36 razzi contro il sud di Israele, gli israeliani hanno risposto con razzi contro obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza. Nei giorni successivi sono stati uccisi un ragazzo palestinese e uno israeliano 19enne. Il 6 maggio, degli attacchi con palloni incendiari lanciati da Gaza hanno provocato 6 incendi in Israele. Anche la presenza del politico israeliano di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha causato tensioni a Sheikh Jarrah.

Contesto militare

In ambito militare, la dinamica del conflitto è influenzata dalla superiorità sia quantitativa che tecnologica degli equipaggiamenti militari delle forze di difesa israeliane (IDF) rispetto a quelli posseduti dalle milizie palestinesi. L'IDF dispone di unità attive e unità di riserva mentre lo Stato di Palestina è tuttora privo di un'organizzazione statuale tipica e non ha un esercito regolare e le Forze di Sicurezza Nazionali Palestinesi si stima che al 2007 avessero una forza totale unità,, Appendix A, p. 157-161. Roland Friedrich and Arnold Luethold, DCAF, 2007 oltre alle quali esistono però organizzazioni palestinesi come Hamas e la Jihad islamica palestinese, considerate terroristiche da svariati Stati e organizzazioni sovranazionali, dotate di ali armate che, durante il conflitto israelo-palestinese, hanno commesso centinaia di attentati contro la popolazione civile israeliana e sono state più volte accusate di usare scudi umani, bambini-soldato e di violare le leggi internazionali sulla guerra.

L'equipaggiamento militare di Israele comprende una vasta gamma di armi, mezzi corazzati, pezzi d'artiglieria, missili, aeroplani, elicotteri e unità militari navali. Dal 1967 il principale fornitore delle forze di difesa israeliane (IDF) è stato il governo federale degli Stati Uniti d'America e all'inizio del XXI secolo diverse aziende israeliane hanno raggiunto un avanzamento tecnologico sufficiente per poter vendere loro stesse armi negli Stati Uniti d'America. Gran parte dell'attrezzatura militare viene sottoposta a miglioramenti direttamente nei laboratori di ricerca israeliani. Oltre alle armi acquistate all'estero e ai prodotti indigeni Israele gestisce e mantiene anche grandi quantitativi di scorte d'equipaggiamenti in dotazione dell'ex Unione Sovietica catturati a suo tempo dagli eserciti del mondo arabo nel corso del pluridecennale conflitto arabo-israeliano.

Alcune delle armi delle milizie palestinesi sono fabbricate artigianalmente, come i razzi Qassam e i razzi al-Quds che non dispongono di un sistema di guida, mentre altre sono fornite, come ha dichiarato un ufficiale della Jihad islamica palestinese, dall'Iran (che in passato ha dato sostegno economico ad Hamas), tra cui i razzi usati per attaccare Tel Aviv.

Cronologia 6 maggio I palestinesi hanno organizzato una manifestazione di solidarietà con i residenti di Sheikh Jarrah, in seguito alla decisione della Corte suprema di Israele di sfrattare 7 famiglie palestinesi che vivono nel quartiere. Alcuni israeliani e il partito Otzma Yehudit hanno allestito un tavolo dall'altra parte della strada rispetto ai palestinesi. I video sui social media hanno mostrato entrambe le parti che si scagliavano pietre e sedie a vicenda. La polizia israeliana è intervenuta e ha arrestato almeno 7 persone. 7 maggio

Il 7 maggio ha coinciso con l'ultimo venerdì del Ramadan, dove palestinesi hanno preso parte alle preghiere del venerdì alla moschea al-Aqṣā, secondo i media palestinesi limitate dalle misure di sicurezza stringenti israeliane. Dopo le preghiere serali, alcuni fedeli palestinesi hanno iniziato a lanciare pietre e altri oggetti precedentemente accumulati contro gli agenti di polizia israeliani. In risposta, gli agenti hanno sparato granate stordenti non-letali nel complesso della moschea e in una clinica da campo. Un portavoce della moschea ha dichiarato che gli scontri sono scoppiati dopo che la polizia israeliana ha tentato di evacuare il complesso, dove molti palestinesi dormono durante il Ramadan, aggiungendo che l'evacuazione avrebbe avuto lo scopo di consentire l'accesso agli israeliani. Oltre 300 palestinesi e 17 poliziotti israeliani sono rimasti feriti mentre la polizia israeliana ha occupato il complesso della moschea. I palestinesi hanno lanciato pietre, petardi e oggetti pesanti, mentre la polizia israeliana ha sparato granate stordenti, lacrimogeni e proiettili di gomma. L'assalto avvenne prima della marcia della bandiera del giorno di Gerusalemme da parte di nazionalisti ebrei attraverso la Città Vecchia. I militanti dalla Striscia di Gaza hanno lanciato razzi contro Israele la notte seguente, senza ricevere inizialmente risposte militari.

Un funzionario di Hamas ha chiesto alla folla di comprare "coltelli da 5 sicli" per "tagliare le teste degli ebrei".

8 e 9 maggio Ulteriori scontri alla moschea al-Aqṣā si sono verificati l'8 maggio, data della notte santa islamica di Laylat al-Qadr. Folle di palestinesi hanno lanciato pietre, bottiglie, bruciato e vandalizzato oggetti e intonato canti come "colpire Tel Aviv", che The Times of Israel ha descritto come a sostegno di Hamas. I palestinesi hanno colpito diversi civili e poliziotti con pietre vicino al campus dell'Università Ebraica di Gerusalemme sul Monte Scopus, hanno anche danneggiato e bruciato veicoli vicino alla yeshivah di Beit Orot. La polizia israeliana in tenuta antisommossa ha impiegato cavalli, granate assordanti e cannoni ad acqua. Almeno 80 persone sono rimaste ferite. Nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Bab al-Amud e nella Città Vecchia si sono verificati scontri notturni, che hanno provocato il ferimento di un centinaio di persone e, secondo il "Palestinian Prisoners Club", l'arresto di 45 cittadini di Gerusalemme.

Il 9 maggio la Corte suprema israeliana ha rinviato di 30 giorni la sentenza sugli sfratti, poiché Avichai Mandelblit, il procuratore generale israeliano, ha cercato di ridurre le tensioni. La polizia israeliana, per evitare scontri, ha anche vietato agli ebrei di recarsi nella piazza al-Aqsa per i festeggiamenti del Giorno di Gerusalemme. 10 maggio

La mattina del 10 maggio sono ripresi gli scontri dopo che la polizia israeliana ha contrastato i manifestanti che lanciavano pietre, bottiglie, petardi e molotov ed occupato la moschea al-Aqṣā dove hanno sparato proiettili di gomma, granate stordenti e fumogeni. Secondo la Mezzaluna Rossa palestinese, gli scontri hanno provocato il ferimento di 305-337 persone, di cui 7 gravi, nell'area della moschea e il trasporto di 228 persone agli ospedali nei dintorni, mentre la polizia israeliana ha dichiarato di aver avuto 21 feriti, di cui 3 richiedenti il ricovero in ospedale. Si sono verificati scontri anche a Bab al-Amud, ad Haifa e Ramallah e nuovamente alla moschea al-Aqsa la sera.