Zastrozzi, a Romance è un romanzo gotico di Percy Bysshe Shelley pubblicato per la prima volta nel 1810 a Londra da George Wilkie e John Robinson in forma anonima, con solo le iniziali del nome dell'autore: "di PBS". Il primo di due romanzi gotici di Shelley (l'altro è St. Irvyne) delinea la sua visione ateistica del mondo attraverso il cattivo ZastrozziPercy Bysshe Shelley, Academy of American Poets ed espone le sue prime riflessioni sulle conseguenze dell'autoindulgenza e sulla vendetta violenta. Un critico del 1810 scrisse del protagonista che "Zastrozzi è uno dei demoni più selvaggi e improbabili che siano mai usciti da un cervello malato".

Shelley scrisse Zastrozzi all'età di diciassette anniEarly Shelley: Vulgarisms, Politics, and Fractals , Romantic Circles mentre frequentava il suo ultimo anno all'Eton College, anche se fu pubblicato solo più tardi, nel 1810, mentre frequentava la University College di Oxford.Percy Bysshe Shelley Biography, Poem of Quotes.com L'opera fu la prima in prosa pubblicata dal grande poeta.

Nel 1986, il romanzo venne scelto come parte della serie Oxford World Classics dalla Oxford University. Nicole Berry tradusse il romanzo per un'edizione francese nel 1999. Una traduzione tedesca curata da Manfred Pfister fu pubblicata nel 2007.

Personaggi principali Pietro Zastrozzi, un fuorilegge che cerca vendetta contro Verezzi, suo fratellastro Verezzi, il Conte, incarcerato da Zastrozzi Giulia, la Marchesa de Strobazzo, promessa sposa di Verezzi Matilda, la Contessa di Laurentini, che avrà la parte di seduttrice di Verezzi nel piano ideato da Zastrozzi Bernardo, servo di Zastrozzi Ugo, altro servo di Zastrozzi Ferdinand Zeilnitz, servo di Matilda Bianca, serva di Zastrozzi Claudine, anziana donna di Passau, che offrirà riparo a Verezzi Il Monaco L'Inquisitore Il Superiore, un giudice

Epigrafe L'epigrafe sul frontespizio del romanzo è tratta dal Paradiso perduto (1667) di John Milton, Libro II, versi 368-371:

—Quello è il loro Dio

Può dimostrarsi il loro nemico e con mano pentita

Abolire le sue stesse opere: questo eccederebbe

la comune vendetta.

Sinossi Pietro Zastrozzi, un fuorilegge, e i suoi due servi, Bernardo e Ugo, travestiti e mascherati, rapiscono Verezzi dalla locanda vicino a Monaco dove vive e lo conducono in un nascondiglio, ricavato in una caverna. Verezzi viene rinchiuso in una stanza chiusa da una porta di ferro, e trattenuto al muro da catene che gli corrono attorno alla vita e ai quattro arti.

Verezzi riesce a liberarsi e a fuggire dai suoi rapitori, ripiegando a Passau, in Bassa Baviera. Claudine, una donna anziana, consente a Verezzi di rifugiarsi nella sua villa. In seguito Verezzi salva Matilda, Contessa di Laurentini, da un tentativo di suicidio. I due fanno amicizia, e Matilda cerca di convincere Verezzi a sposarla, ma lui è innamorato di Julia. Matilda offre alloggio a Verezzi nel suo castello con annessa tenuta, vicino a Venezia, e tuttavia i suoi instancabili sforzi per sedurlo non hanno successo.

Zastrozzi escogita dunque un piano per torturare e tormentare Verezzi. Diffonde una falsa voce secondo la quale Julia sarebbe morta, esclamando a Matilda: "Se solo il cuore di Giulia, l'amata di Strobazzo, stesse marcendo sul mio pugnale!"

In seguito al diffondersi della falsa notizia, Verezzi si convince che Julia sia effettivamente morta. Sconvolto ed emotivamente distrutto, alla fine cede e decide di accettare la proposta di Matilda.

Ma Julia è ancora viva e la verità viene a galla. Verezzi è così addolorato per il suo tradimento che si uccide. In seguito a ciò, Matilda uccide Julia per rappresaglia. Zastrozzi e Matilda vengono arrestati per omicidio. Matilda si pente, mentre Zastrozzi ostenta disprezzo di fronte alla Corte. Viene processato, e condannato a morte.

Finalmente Zastrozzi confessa di aver cercato vendetta contro Verezzi perché il padre di Verezzi aveva abbandonato la madre, Olivia, morta giovane e in povertà. Si scopre così che Verezzi e Zastrozzi sono fratellastri, con quest'ultimo che accusa il padre della sorte della madre, e che per questo ha orchestrato una vendetta non solo contro il proprio padre, che ha ucciso, ma anche contro "la sua progenie, per sempre", ovvero suo figlio Verezzi. Uccidendo suo padre, Zastrozzi ne ha ottenuto solo l'eliminazione corporea. Manipolando Verezzi fino al suicidio, invece, Zastrozzi ha manifestato il suo vero obiettivo, che era quello di ottenere la dannazione eterna dell'anima di Verezzi, in virtù della nota posizione di condanna espressa dalla Chiesa nei confronti dei suicidi. Zastrozzi, ateo convinto, va incontro alla morte sulla graticola rifiutando il perdono religioso "con una risata selvaggia convulsa di esultante vendetta".

Accoglienza The Gentleman's Magazine, considerato come la prima rivista letteraria, pubblicò nel 1810 una recensione favorevole di Zastrozzi: "Un racconto dell'orrore breve ma ben raccontato e, se non ci sbagliamo, non da una penna qualsiasi. La storia è così abilmente condotta che il lettore non può facilmente anticiparne l'epilogo". Critical Review, una rivista conservatrice con un "programma estetico reazionario" invece definì appunto il protagonista Zastrozzi con la frase citata in apertura: "uno dei demoni più selvaggi e improbabili che siano mai usciti da un cervello malato". Il recensore bocciò l'opera: "Non sappiamo quando mai abbiamo provato prima tanta indignazione come nel leggere attentamente questa produzione esecrabile. Il suo autore non sarà mai biasimato abbastanza. Tutti i suoi occhi scintillanti, le sue emozioni combattive, il suo torpore raggelante della disperazione non varranno a salvare lui dall'infamia e il suo volume dalle fiamme"

Zastrozzi fu riedito nel 1839 in The Romancist and Novelist's Library: The Best Works of the Best Authors, Volume 1, No.10, pubblicato a Londra da John Clements.

Il romanzo intreccia componenti psicologiche e autobiografiche. Eustace Chesser, in Shelley and Zastrozzi (1965), analizzò lo scritto come un complesso thriller psicologico: "Quando mi imbattei in Zastrozzi per la prima volta rimasi subito colpito dalla sua attinenza a quel materiale onirico con cui ogni psicanalista ha familiarità. Non era una storia raccontata con il distacco di uno scrittore professionista per l'intrattenimento del pubblico. Qualunque fosse l'intenzione cosciente del giovane Shelley, in realtà stava scrivendo per se stesso. Stava aprendo le porte dell'inconscio e permettendo alle sue fantasie di rifluire senza limitazioni. Stava tradendo, inconsapevolmente, i problemi emotivi che agitavano la sua mente di adolescente"Chesser, Eustace. Shelley and Zastrozzi: Self-Revelation of a Neurotic. London: Gregg/Archive, 1965. Eustace Chesser: "The story itself had the incoherence of a dream because that is just what it was – a day dream in which our conscious conflicts were worked out in disguise."

Secondo la sua teoria, esperienze reali e persone reali furono sostanzialmente proiettate su eventi e personaggi di fantasia. I conflitti giacenti nel subconscio dell'autore vennero così risolti durante il processo di scrittura. Patrick Bridgwater, in Kafka, Gothic and Fairytale (2003), sostenne che per certi aspetti l'opera di Shelly era antesignana della futura arte di Franz Kafka, nel ventesimo secolo.Bridgwater, Patrick. Kafka, Gothic and Fairytale. NY: Rodopi, 2003. Patrick Bridgwater: "Zastrozzi is more interesting than it is generally allowed: ... it comes into its own when considered side by side with Kafka's work."

La critica odierna concorda sul fatto che stilisticamente il romanzo mostra alcune pecche, probabilmente riconducibili alla giovane età dell'autore, nonché al fatto che si trattasse del suo primo serio tentativo in prosa. Il difetto più evidente sarebbero i capitoli mancanti e i conseguenti scarti narrativi, sebbene alcuni critici ed editoriShelley, Percy Bysshe. Zastrozzi: A Romance; St. Irvyne, or, The Rosicrucian: A Romance. Edited, with an Introduction and Notes by Stepehen C. Behrendt. Peterborough, Ontario, Canada: Broadview Press, 2002 abbiano suggerito che Shelley intendesse questa omissione come una sorta di burla.

Con appena un centinaio di pagine, Zastrozzi è più corto della lunghezza del romanzo classico, scelta che impedisce uno sviluppo più approfondito e completo dei personaggi. Nelle sezioni centrali del racconto, inoltre, non ci sono le variazioni nell'ambientazione tipiche del romanzo. C'è un focus primario su Verezzi e Matilda a detrimento degli altri personaggi e a scapito dello sviluppo della trama. Shelley sembrerebbe anche aver scelto parole e struttura sintattica che tendono a rallentare il flusso della storia.

Adattamenti Nel 1977, il drammaturgo canadese George F. Walker preparò un adattamento teatrale di successo intitolato Zastrozzi, The Master of Discipline chiaramente basato sul romanzo di Shelley. Benché rispettasse fedelmente la trama (sottoposta solo a qualche taglio), lo spettacolo si poneva come qualcosa di "piuttosto diverso dal romanzo", nelle parole dell'autore. Lo spettacolo ebbe innumerevoli repliche, e prese anche parte alla stagione 2009 dello Stratford Shakespeare Festival.Stratford Festival. Past Productions. 2009. Zastrozzi. Il dramma di Walker conserva tutti i personaggi principali della novella di Shelley, la trama centrale e le questioni morali ed etiche relative alla vendetta, alla punizione e all'ateismo. Lo spettacolo fu messo in scena ininterrottamente in tutto il mondo a partire dalla sua prima apparizione.

Nel 1986, Channel Four Films in Gran Bretagna produsse una miniserie televisiva in quattro parti del romanzo di Shelley intitolata Zastrozzi, A Romance, il cui originale fu adattato e diretto da David G. Hopkins e prodotto da Lindsey C.Vickers e David Lascelles, e infine trasmesso su Channel Four. La serie fu poi ceduta anche alla televisione americana, che la mandò in onda su PBS in una versione di WNET nel programma Channel Crossings.O'Connor, John J. "TV View: 'Channel Crossings' Brings Sense of Surprise", 2 November 1986, New York Times. Retrieved 4 April 2018. Mark McGann interpretava Verezzi, Tilda Swinton Julia, Hilary Trott era Matilda, Max Wall il prete, mentre Zastrozzi fu interpretato da Geff Francis. La produzione consisteva in quattro episodi di 52 minuti ciascuno. Nel 1990, Jeremy Isaacs definì la trasposizione televisiva di Zastrozzi come uno dei dieci programmi di cui era più orgoglioso fra quelli curati durante il suo mandato come amministratore delegato di Channel 4.Furse, John. "David Hopkins: Filmmaker with a passion for all things independent," The Guardian, 15 June 2004. Retrieved 4 June 2017.

L'intera miniserie in quattro parti Zastrozzi, A Romance fu pubblicata in doppio DVD l'8 ottobre 2018 nel Regno Unito.

Affinità con Frankenstein Sono facilmente riscontrabili somiglianze tra Zastrozzi e Frankenstein in termini di immagini, stile, temi, struttura della trama e sviluppo del personaggio. Phillip Wade sottolineò come per esempio le allusioni al Paradiso Perduto di John Milton siano presenti in entrambi i romanzi:Wade, Phillip. "Shelley and the Miltonic Element in Mary Shelley's Frankenstein." Milton and the Romantics, 2 (December 1976), 23-25. A scene from Zastrozzi is re-invoked in Frankenstein.

Descrisse altresì una scena in Zastrozzi che si ripete pressoché immutata in Frankenstein:

Wade sottolineò che la scena venne poi replicata in Frankenstein:

E concluse che entrambi i libri evidenziano la riproposizione, da parte di Shelley, di archetipi miltonici:

Stephen C. Behrendt osservò anche che il piano per vendicarsi di Dio in Zastrozzi, come menzionato nell'epigrafe, "anticipa la guerriglia che la Creatura intraprenderà contro Victor Frankenstein":