Il modello a cascata della dissoluzione relazionale (conosciuto anche come i quattro cavalieri di Gottman) è una teoria della comunicazione relazionale che presenta quattro comportamenti, profondamente negativi, che conducono allo sfaldamento delle relazioni romantiche e matrimoniali. Questo modello è il risultato del lavoro dello psicologo sperimentale John Gottman, professore della Washington University e fondatore dell'Istituto Gottman, e del suo collega di ricerca Robert W. Levenson. La teoria si concentra sull'influenza negativa di certe abitudini comunicative verbali e non verbali nel successo o fallimento delle relazioni sentimentali e dei rapporti matrimoniali. Il modello di Gottman compara metaforicamente i quattro stili di comunicazione dannosi per le relazioni da lui individuati, con i quattro Cavalieri dell'Apocalisse, presentando uno scenario in cui ogni successivo "cavaliere" va a sommare la sua problematicità agli omologhi che l'hanno preceduto, portando infine alla completa rottura della comunicazione all'interno della relazione.
Contesto della ricerca Il lavoro di Gottman e Levenson ha come scopo la ricerca dei fattori di differenziamento fra i matrimoni di successo e quelli fallimentari e nota come le manifestazioni emotive negative progrediscano secondo uno schema lineare, giungendo, nelle relazioni, ad indurre una risposta fisica ed emotiva analoga nel partner e a portare progressivamente al ritiro in sé dei componenti della coppia. Prima dello sviluppo di questo modello (avvenuto tra 1992 ed il 1994) era stata condotta poca ricerca che si concentrasse nel trovare gli specifici comportamenti e processi di interazione che portano all'insoddisfazione matrimoniale, alla separazione, ed al divorzio. La ricerca di Gottman e Levenson, inoltre, segnala come non tutte le manifestazioni negative, come ad esempio la rabbia, abbiano valore predittivo dell'esito matrimoniale. Per altre però, come nel caso del disprezzo, la ricerca evidenzia una forte correlazione tra la loro presenza nel matrimonio e la probabilità che lo stesso finisca in divorzio.
Secondo Gottman e Levenson la "Cascata verso la Dissoluzione Relazionale" può essere prevista sulla base della regolazione, o mancata regolazione, delle interazioni positive e negative della coppia. Le coppie che esercitano un controllo e regolazione degli aspetti positivi e negativi, infatti, risultano significativamente meno esposte al rischio di cadere nella "Cascata di Dissoluzione". In un secondo momento gli autori hanno cercato di approfondire ulteriormente la ricerca esplorando i modi in cui fosse possibile intervenire in una "Cascata" già in atto, e la possibile applicabilità dei risultati ottenuti ad altre tipologie e modelli di relazione, come ad esempio nei matrimoni omosessuali.
I quattro cavalieri dell'apocalisse relazionale La teoria evidenzia come i comportamenti di cui sotto siano legati in una reazione a cascata, in cui ogni passo conduce al successivo, e portino a creare un ambiente negativo ed ostile duraturo nel tempo. Questo a sua volta genera insoddisfazione matrimoniale e porta a prendere in considerazione la dissoluzione del matrimonio.
Il primo cavaliere: la critica La critica, o l'abitudine critica, è il primo indicatore nel Modello a Cascata ed è definita da Gottman come un tipo di lamentela che biasima o attacca la personalità ed il carattere del partner. I commenti critici spesso si manifestano come una serie di commenti espressi in modo generale, vago e assoluto come ‘‘non sei/fai mai’’ o ‘‘sei/fai sempre.’’ La ricerca segnala come coppie che non applicano una regolazione emotiva, o in cui vi sia una marcata tendenza alle interazioni negative, utilizzino più spesso un'attitudine critica nella propria comunicazione e siano per questo più prone a dare inizio ad una "Cascata di Dissoluzione". Un risultato inaspettato della ricerca è che mentre la tendenza alla critica della moglie appare effettivamente correlata al rischio di separazione e dissoluzione della coppia, lo stesso non sembra accadere a parti inverse, con un marito critico.
Una possibile soluzione per evitare la trappola dell'atteggiamento critico è quella di coltivare un ambiente relazionale in cui ci sia spazio e rispetto delle reciproche vulnerabilità. Il che significa dare la possibilità ai membri della coppia di sentirsi sicuri nella possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni e frustrazioni senza paura di ripercussioni o rifiuto. L'atteggiamento critico, infatti, non lasciando spazio alla loro espressione ha effetti deleteri sul rapporto. Un'altra possibile componente che può essere d'aiuto nel superare un'interazione critica è far ricorso ad un maggior uso del punto di vista soggettivo e dell'espressività emotiva, con frasi del tipo "Io sento che/ Mi sembra che".
Il secondo cavaliere: l'atteggiamento difensivo L'atteggiamento difensivo è una reazione ad una sensazione di critica pervasiva, cui si somma talvolta il disprezzo, e rappresenta il secondo indicatore del Modello a Cascata. L'atteggiamento difensivo è un meccanismo di difesa e comporta un reindirizzamento del senso di colpa ed una fuga dalle responsabilità personali. Questo atteggiamento deriva da una risposta interna tesa a proteggere l'orgoglio e l'autostima personali. Fisiologicamente il corpo può manifestare una reazione di attacco o fuga allo scopo di proteggersi contro quella che viene percepita, a questo punto, come una minaccia. Gli psicologi Fowler e Dillow definiscono ulteriormente l'atteggiamento difensivo come una controffensiva negativa caratterizzata da atteggiamenti come la lamentela continua, il saltare a conclusioni negative riguardo ai sentimenti altrui, ed il rifiuto dell'assunzione di responsabilità. Gottman e Levenson evidenziano come l'atteggiamento difensivo sia prevalente fra gli uomini.
Il terzo cavaliere: il disprezzo Il disprezzo è il risultato di critiche continuate nel tempo e si basa su una mancanza d'ammirazione e di rispetto reciproco. Rappresenta il terzo livello nel Modello a Cascata. Il disprezzo si esprime verbalmente tramite la presa in giro, il sarcasmo, e l'indignazione tesa ad appropriarsi di un senso di superiorità morale sul proprio partner. Il disprezzo può anche essere espresso in modo non verbale come ad esempio con sbuffi o l'alzare e far ruotare gli occhi. Il lavoro di ricerca di Gottman e Levenson individua nel disprezzo il singolo più forte indicatore del rischio di dissoluzione relazionale, in particolar modo quando presente nella donna.
Il quarto cavaliere: lo stonewalling Lo stonewalling è il passo finale del Modello a Cascata e costituisce una risposta ai tre atteggiamenti precedenti. Lo stonewalling ha luogo quando i componenti della coppia creano una distanza mentale, emotiva e fisica allo scopo di evitare lo scontro. I modi più tipici in cui questo atteggiamento si presenta sono: far finta di essere impegnati, rispondere con monosillabi o versi, abbandonare la comunicazione in corso o rifiutarla in toto. Gottman e Levenson indicano come lo stonewalling sia più diffuso tra gli uomini e rappresenti, una volta stabilito, un atteggiamento molto difficile da risolvere positivamente.
La ricerca e la prevedibilità del divorzio
Predire il divorzio e la separazione e come possono essere evitati A seguito dello studio il professor Gottman ed il suo gruppo di ricerca cercarono di stabilire la capacità predittiva del Modello da loro elaborato, sperimentando, dunque, se le coppie che manifestavano questi "cavalieri" fossero effettivamente più suscettibili di divorzio. In uno studio longitudinale, il team è stato in grado di predire l'esito relazionale con un'accuratezza dichiarata del 94%.
In particolare hanno rilevato la presenza dei seguenti indicatori nelle coppie la cui relazione è risultata essere fallimentare:
Partenza aggressiva: durante discussioni e disaccordi, le coppie che esibiscono atteggiamenti di "partenza aggressiva" danno inizio al dialogo con una forte carica aggressiva, si rifiutano di tenere in considerazione il punto di vista dell'altro ed allargano la discussione includendo anche problemi precedenti o non correlati. I Quattro Cavalieri: vedi sopra. Sopraffazione emotiva: questo fenomeno ha luogo quando uno dei due partner si sente sopraffatto da una situazione fortemente emotiva ed il cervello entra in una sorta di stasi protettiva per proteggersi. La persona si ritrova, quindi, fisicamente e mentalmente non più in grado di elaborare le parole del proprio interlocutore. Questo può dare il senso a chi parla di non essere ascoltato, o che a chi lo sta ascoltando non importi ciò che sta dicendo. Il fenomeno della sopraffazione emotiva tende a presentarsi quando il soggetto discusso è controverso o quando una delle due parti riceve critiche ripetute in un lasco di tempo contenuto. Linguaggio corporeo: se i partner segnalano messaggi ambigui, soprattutto se allo scopo di instaurare una situazione di doppio legame, o segnalano anche solo in modo sottile reciproca ostilità, la dissoluzione del rapporto fa abitualmente seguito. Tentativi di riavvicinamento ignorati: un tentativo di riavvicinamento è ogni atto o comportamento che uno dei due partner prova ad utilizzare per riportare armonia e controllo emotivo nella relazione. Può essere costituito da tattiche di distensione, dal fare appello ad un'esperienza od un valore su cui si è in accordo, o anche da un "inside joke". Questi tentativi, qualora siano accettati e vi si dia seguito, spingono ad una maggiore intimità e rafforzano l'affettività all'interno della relazione, oltre a consentire alla situazione di conflitto di risolversi. D'altro canto, coloro che non vi fanno ricorso, o che non li accettano dal partner, hanno una probabilità maggiore di far degenerare una situazione di tensione in una di conflitto e di litiogisità fuori controllo. Una prospettiva negativa sul proprio matrimonio e sulla felicità di coppia: il professor Gottman ha rilevato che tra le coppie conflittuali dello studio era in uso pensare in modo negativo agli avvenimenti significativi della propria vita matrimoniale. Questi momenti importanti a cui la maggioranza delle persone è solita pensare con affetto, come ad esempio il fidanzamento, il matrimonio, la nascita dei figli, etc., erano quasi tutti rievocati in modo critico da chi si sentiva infelice nella propria relazione. Queste persone si erano abituate a pensare che il partner non avesse mai soddisfatto i propri bisogni e che non ci fosse mai stata felicità nel rapporto.
Metodologia e confronto fra coppie emotivamente regolate e non
Metodologia per la codifica dei sistemi comportamentali