Gli Epigrammi sono circa sessanta componimenti del poeta alessandrino Callimaco, contenuti quasi totalmente nell'Antologia Palatina.
Contenuto Gli Epigrammi trattano argomenti variegati: erotico-simposiale, sepolcrale, epidittico, metaletterario.
Spesso trasudano degli accenti sinceri e commossi, che rivelano una sfera soggettiva inusuale in un poeta interamente oggettivo e distaccato. Questi momenti sono comuni soprattutto negli epigrammi sepolcrali (come quello in morte dell’amico Eraclito“Qualcuno mi disse della tua morte, / Eraclito, e piansi. E ricordai allora / le molte volte che parlando insieme / ci raggiunse la sera. Ora tu, amico / d’Alicarnasso, sei da lungo tempo / cenere in qualche luogo. / Ma vivono per sempre i tuoi “Usignoli”: / su di loro Ade che tutto rapina / non metterà le mani.” (A.P. VII 80, trad. S. Quasimodo) o quello in cui si narra la sepoltura di MelanippoA.P. VII 517.) ed erotici (come quello in cui è espresso il tormento di un innamorato“Metà dell’anima mia ancora è viva e spira, / l’altra metà non so se Amore / o Morte l’ha portata via. / So che è sparita. / Eppure già tante volte avevo detto: “Non date ricetto / quando fugge da me”... / Si, è là che si aggira / Desiderosa d’amore, degna / Che si pigli a sassate.” (A.P. XII 73, trad. Salvatore Quasimodo)).
Non mancano anche motivi topici come il paraklausíthyron a Conopio,“Possa tu dormire, Conopio, / così come fai dormire me / davanti a questo gelido portico. / Così tu possa dormire, o ingiustissima, / come fai dormire l’amante, / e non ottengo pietà neppure in sogno. / I vicini hanno compassione, / invece tu neanche per sogno; / ma presto la chioma canuta / ti farà ricordare / di tutte queste cose.” (A.P. V 23, trad. Salvatore Quasimodo) in cui si affronta anche il tema della vecchiaia e dell’abbandono al piacere dell’eros. Rilevanti anche un epigramma encomiastico rivolto alla regina Berenice, assimilata ad una delle Cariti (A.P. V 146), e uno sui giuramenti d’amore (A.P. V, 6).
Spesso Callimaco si impegna in riflessioni sulla letteratura, come nell’epigramma in cui si schiera contro il poema ciclico (A.P. XII 43) a vantaggio di una poesia nuova e innovativa.
Gli Epigrammi e la poetica callimachea Le caratteristiche della poetica callimachea sono presenti anche negli Epigrammi. La raffinatezza e la cura estrema del dettaglio, l’originalità, la sensibilità linguistica non manifestano soltanto la passione filologica del poeta, ma anche l’esplicita intenzione di rompere con il passato. Non a caso l’epigramma A.P. XII 43 può essere considerato il manifesto della poetica di Callimaco:
Callimaco desidera che i poeti suoi contemporanei abbandonino il sentiero del poema epico, già percorso tantissime volte (“non amo la poesia comune”, v. 1), e volgano i propri interessi verso una poesia nuova, breve e minuziosamente costruita in una costante ricerca della perfezione.
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