I popoli originari del Venezuela sono gruppi che attualmente costituiscono circa il 2,9% della popolazione. Ciò nonostante, la popolazione venezuelana in generale ha nel suo patrimonio genetico un contributo amerindio compreso tra il 23% e il 25% del totale. Sono almeno 34 le etnie che mantengono completamente intatte e originarie le culture della regione, che non sono state influenzate dalla conquista e dall'assimilazione spagnola durante il periodo della colonizzazione.
Secondo il censimento del 2011, la maggior parte si trova in aree degli stati di Zulia (61,2 %), Amazonas (10,5 %), Bolívar (7,5 %), Delta Amacuro (5,7 %), Anzoátegui (4,7 %), Sucre (3,1 %), Monagas (2,5 %) e Apure (1,6 %).«Primeros Resultados Censo Nacional 2011: Población Indígena de Venezuela ». Consultado el 29 de julio de 2017.
Questi gruppi sono inoltre condivisi con la Colombia, il Brasile e la Guyana.
Per quanto riguarda il nome del Venezuela, Alarico Gómez spiega:
A ogni modo, è importante menzionare che nel 1528 il nome era legato alla città di Venezia, al punto che la breve incursione tedesca nel continente americano, sul territorio della Provincia del Venezuela, fu denominata Klein-Venedig o Welserland (pronuncia /ˈvɛl·zɛə·lan/), o Piccola Venezia. Il termine Venezziola deriva forse dalla lingua veneta.
Gruppi etnici Di seguito sono riportati i principali gruppi etnici indigeni del Venezuela:Achagua, Akawayo, Amorua, Aruachi, Ayaman, Baré, Bari, Chaima, Kubeo, Cumanagoto, Indios Panare o E'ñepa, Guanono, Hoti o Hodi, Inga, Japrería, Guahibo, Galibi, Cuiba, Coripaco, Mako, Ñengatú o Yeral, Puinave, Pumé o Yaruro, Saliba, Sanemá, Sape, Timoto-Cuicas o Timones, Uruak o Arutani, Wanai o Mapoyo, Warao, Warekena, Piaroa, Yabarana, Yanomami, Ye'kuana, Yukpa, Matako, Makuxi, Caribe, Rurripako, Waica, Waikerí, Wapixana, Camsa, Gayón, Guazabara e Quinaroe.
Sono presenti numerosi gruppi etnici aborigeni in Venezuela. Il modo più semplice per distinguerli è attraverso le loro lingue originali:
AruachiCaribeYanomamöChibcha o Muisca Makú Wayuu Añú Wanikua Baniwa Piapoco Pemon Galibi Indios Panare o E'ñepa Yukpa Chaima Japrería Ye'kuana Akawayo Yabarana Mapoyo Cumanagotos (†) Meregotos (†) Yanomami Sanemá Yanam Bari Puinave Hoti
TupiSalibaGuahiboJirajaraSenza legame linguistico Mako Saliba Piaroa Cuiba Jirafa (†) Warao Waikerí Pumé Sapé Uruak o Arutani EtniaGruppo etnico indigenoPopolazione (2011)LinguaNº di parlanti (2011)StatoEtnie ArahuacasPopolo Wayuu / GuajiroGli Aruachi415.498Lingua Wayuu 200.000Zulia Popolo AñúGli Aruachi21.000Lingua Añú - Paraujano1ZuliaWanikuaGli Aruachi2.815Lingua Wanikua2.815AmazonasPopolo Baniwa Gli Aruachi3.501Lingua Baniwa - Karu3.000Amazonas Popolo PiapocoGli Aruachi1.333Lingua Piapoco1.000Amazonas Etnie dei CaribePopolo PemonI Caribe (Kalinagos)30.148Lingua Pemon30.000Bolívar
Etnie aruache Nel 1498 le etnie aruache si concentravano nell'Occidente e nel Centro di quello che sarebbe stato il Venezuela. Colonizzavano e commerciavano con varie isole delle Antille. Attualmente, i principali gruppi aruachi si trovano nello stato di Zulia (in particolare i Wayuu) e in quello di Amazonas.
Wayuu
È l'etnia più numerosa del Venezuela. Vivono nella parte nordoccidentale di Zulia e di La Guajira, Colombia. In linea generale hanno provato a rimanere indipendenti dalla Colombia e dal Venezuela: si considerano innanzitutto Wayuu e cercano di essere governati dalle proprie leggi.
Añú Vivono nella parte nordorientale dello stato (Zulia), sulle sponde del lago di Maracaibo. Sono noti anche come Paraujano. Negli ultimi anni ci sono stati degli interventi volti a riportare in vita la loro lingua.
Wanikua I Wanikua vivono nello Stato di Amazonas, soprattutto vicino al Rio Negro, al Guainía e al Casiquiare. Presentano un grado elevato di acculturazione. Sono circa 2.815 persone. Vivono in capanne circolari con tetto spiovente costituito da palme, bahareque e legno, o in case rurali tipiche del Venezuela.
Baniva o Curipaco Abitano in Venezuela, nello Stato di Amazonas.
Piapoco I Piapoco abitano sulle sponde dell'Orinoco, nello Stato di Amazonas, e in Colombia. Vivono principalmente di pesca e di agricoltura di sussistenza.
Popoli Caribe e amazzonici
Pemon I Pemon abitano nel Basso Paragua, nel Paragua Mediano e in parte del Paragua Superiore, nel comune di Angostura. I Pemon sono indigeni sudamericani che vivono nella zona sudorientale dello Stato di Bolívar (Venezuela), al confine con Guyana e Brasile. Sono abitanti comuni nella Gran Sabana e nell'intero Parco Nazionale di Canaima. Si stima che ci siano circa 30.000 Pemon in Venezuela (Stato di Bolívar e Territorio Esequibo) e in Brasile. Si distinguono tre gruppi principali:
Taurepang: al confine tra Venezuela e Brasile Arekuna: a Nord-ovest del Roraima e nella valle di Kavanayén5 6 7 Kamarakoto: ad ovest del fiume Karuay, Caroní, Paragua e nella valle di Kamarata.8
Abitano in case circolari o rettangolari, dal tetto di paglia e le pareti di mattoni o assi di legno.
Si fonda sul "taglia e brucia". La manioca amara rappresenta la base della loro alimentazione. La raccolta di prodotti selvatici, nella zona nord-occidentale, nel Basso Caroní e nel Basso Paragua.43
Questi dialetti differiscono a livello fonetico, grammaticale e lessicale. .
Galibi I Kariña (conosciuti anche come Karibe, Cariña, Galibí, Kali'na, Kalihna, Kalinya, Caribe Galibí, Maraworno o Marworno) sono un'etnia Caribe, imparentata con i Pemon. In Venezuela, Guyana e Brasile parlano il kariña circa 4.450 persone.
Indios Panare o E'ñepa|Panare Gli Indios Panare abitano nel comune di Cedeño, nello Stato di Bolívar, e nella parte nord dello Stato di Amazonas. Altre denominazioni: Nella letteratura etnologica vengono denominati Panare, ma loro si fanno chiamare E'ñepas.
Esistono due gruppi settentrionali che vivono sulle sponde del Basso Cuchivero (Stato di Bolívar), in una zona mista di foresta e savana; il gruppo meridionale vive nel Cuchivero Superiore (Stato di Bolívar), sempre in una zona selvaggia. Si presume che ci siano tra le millecinquecento e le duemila persone. Lingua Panare, della famiglia Caribe. Ogni gruppo dispone di uno o due alloggi comuni, conici, che come ingresso hanno una bassa galleria tubolare che impedisce il passaggio delle zanzare. Tagliano e bruciano il terreno prima di coltivarlo, per seminare prevalentemente mais, banano e manioca. La semina e il raccolto sono compiti eseguiti solitamente dalle donne, mentre le altre attività sono proprie degli uomini. Le svolgono come attività complementari di sussistenza e usano l'arco, le frecce e la cerbottana. Le frecce le avvelenano con il curaro. Utensili: Le donne producono oggetti in vimini e tessuti molto pregiati sia per uso quotidiano, sia per barattarli. Gli uomini fabbricano armi per la caccia, la pesca e la guerra. Quando arriva l'estate, la comunità si divide in piccoli gruppi per nucleo familiare (genitori e figli non sposati) per stabilirsi in posti diversi e tornare, in inverno, all'alloggio comune. Hanno un sistema matriarcale: lo sposo, sposandosi, entra a fare parte del gruppo a cui appartiene la consorte. Il capo ha potere relativo, seguito per importanza dallo stregone. Dopo esser morta, la persona viene sepolta con gli effetti personali che aveva utilizzato nel corso della vita, fatti salvi oggetti di produzione industriale ottenuti al di fuori della comunità.
Yukpa I Yukpa sono un popolo amerindio che vive nella Serranía del Perijá, a cavallo del confine tra Colombia e Venezuela. Parlano una lingua del ramo settentrionale della famiglia linguistica Caribe. I colonizzatori li chiamavano motilones 'teste rasate', anche se tale denominazione è ambigua e fu assegnata anche ad altri popoli, come i Bari, di provenienza chibcha. Sono conosciuti anche con i nomi di Chaqué, Macoita e Iroka.
Chaima I Chaima sono ormai scomparsi come etnia chiaramente distinta. I discendenti di questi indigeni sono profondamente mescolati con il resto dei venezuelani nella zona del sud dello Stato di Sucre e il nord di Monagas. La loro lingua è ora estinta, ma ci sono alcune iniziative intese a ridarle vita.
Come tutte le popolazioni aborigene, essi basavano la loro visione del mondo sui loro mitemi e sui loro sistemi di credenze, ereditati dai loro antichi progenitori per via orale. Cultura: l'artigianato e la cultura culinaria.
Japrería I Japrería sono un gruppo che rischia l'estinzione. Si trovano in una comunità nella zona nordoccidentale dello Stato di Zulia.
Il Japrería è una lingua della famiglia Caribe in via d'estinzione. Lo parla una piccola comunità (95 stando al SIL del 2002) nella parte settentrionale della Sierra del Perijá (Stato di Zulia, Venezuela). Il Japrería è noto anche come 'Yapreria'. Il Japreria è una lingua della sottocategoria costiera del gruppo settentrionale della famiglia delle lingue Caribe. Lo Yukpa è la lingua Caribe più vicina. Appartengono alla famiglia linguistica Caribe. In passato venivano chiamati “Motilones mansueti”. I Japreria sono abitanti della Sierra del Perijá e del suo Piedemonte. Vivono nei bacini di quattro fiumi che attraversano le colline pedemontane centrali della Sierra, in territori confinanti con quelli di altre etnie che vivono nella zona. Per molto tempo sono stati considerati come un sottogruppo o gruppo dell'etnia Yukpa, e quello fu il trattamento ricevuto dal censimento dei popoli indigeni del 1992. Ad ogni modo, ai giorni nostri, loro stessi si sono battuti, anche presso le autorità competenti, per rivendicare la loro diversa etnia. Vivono in case ad ambiente unico (più famiglie), fatte di paglia e pavimento di terra. Non fanno uso di tatuaggi, perforazioni della pelle, né altre pratiche simili. Ci sono poche informazioni sulle loro origini. Resistettero al dominio spagnolo, ma senza combattere. Sono discendenti dei Caribe. Nel cuore della Sierra del Perijá, nei pressi delle sorgenti dei fiumi Lajas, Socuy e Palmar svilupparono i loro primi insediamenti. Come i loro vicini del sud, i Bari, il popolo Japrería trascorse molto tempo confinato nel cuore della foresta e occorsero più di due secoli affinché solo alcune storie, non molto accurate, sulla loro esistenza, le loro usanze e la loro cultura potessero essere conosciute. Per quanto riguarda la loro posizione è molto appartata e complessa. Nel periodo coloniale, gli spagnoli ebbero difficoltà a trovare questo popolo, che non si distinse mai per avere una popolazione numerosa. Tra il 1492 e il 1690 i colonizzatori e le Missioni evangelizzatrici, che giunsero fino al Venezuela occidentale, non sapevano dell'esistenza di questi indigeni. L'organizzazione sociale, la posizione geografica e le caratteristiche fisiche dei Japrería hanno contribuito a stabilire dei legami tra queste popolazioni. Tra le ricerche ne è stata compiuta una sulla lingua Japrería, elemento che ha fatto escludere diverse teorie sull'origine di questa etnia e la sua appartenenza ad un altro popolo. Secondo il Prof. Luis Oquendo, la parentela tra i Japrería e i Yukpa fu smentita in un lavoro di ricerca dell'Università del Zulia (2004), poiché i due differiscono per organizzazione sociale e lingua. Nel suo saggio "La vibrante uvular y la aproximante labiodental en la lengua Japreria como cultura fonológica", Oquendo fa riferimento a rapporti del Ministero della Pubblica Istruzione del 1986 che sostengono che tutti i parlanti Yukpa si comprendono tra loro, ad eccezione di un piccolo gruppo chiamato Japrería. Egli capovolge quella teoria, dimostrando che vi sono differenze tra lo Yukpa e il Japrería e che non si tratta dunque di un solo popolo poiché entrambi svilupparono un proprio sistema di conversazione, con significati diversi e rappresentazioni simboliche. Secondo quanto riferisce Oquendo, gli indigeni di questa etnia allevano bovini e capre per l'autoconsumo. Non si occupano né di cesteria, né di artigianato.