Biografia È nata a Minsk, in Bielorussia, nel 1984. Nel 2006 si è laureata in giurisprudenza presso l'Accademia del Ministero degli Interni. Dal 2004 al 2008 ha lavorato presso l'amministrazione regionale di Minsk. A partire dal 2009 ha esercitato come avvocata e consulente legale per cooperative di consumo nel settore abitativo. Tra il 2011 e il 2014 ha svolto anche attività di docenza presso un istituto di formazione.
Carriera politica Tra i membri del Consiglio di coordinamento, istituito nell'agosto 2020, la Kaval'kova è considerata una politica professionista. È attiva nel movimento di opposizione da diversi anni. Dal 2011 è membro del Partito della Democrazia Cristiana Bielorussa, di cui è stata anche vicepresidente. In passato è stata attivista contro l'aborto.
Già nel 2012 è entrata a far parte del comitato esecutivo del suo partito e, dal 22 al 24 ottobre dello stesso anno, ha partecipato a una visita a Berlino con una delegazione di esponenti dell'opposizione, su invito della Fondazione Konrad Adenauer. In tale occasione ha preso parte a incontri presso il Ministero degli Esteri, il Bundestag e la Cancelleria federale tedesca, illustrando la situazione politica del proprio Paese dopo le elezioni parlamentari del 23 settembre 2012, denunciando repressione, brogli elettorali e il deterioramento delle condizioni economiche.
Durante la campagna presidenziale del 2020 tentò senza successo di ottenere la propria candidatura. Successivamente si unì alla campagna di Svjatlana Cichanoŭskaja, divenendone una delle principali collaboratrici. Dopo le elezioni, è stata tra i promotori del Consiglio di coordinamento.
Il 20 agosto 2020 il procuratore generale della Bielorussia, Alexander Konyuk, avviò un'indagine nei confronti dei membri del Consiglio di coordinamento, accusati di aver pianificato un colpo di Stato. Il 24 agosto 2020 la Kaval'kova e Sjarhej Dyleuski, anch'egli membro del Consiglio, furono arrestati dalle forze speciali OMON; la Kaval'kova fu detenuta per 10 giorni.
Successivamente sarebbe stata indotta dalle autorità bielorusse a lasciare il Paese e trasferirsi in Polonia. Il 5 settembre 2020 ha tenuto una conferenza stampa a Varsavia insieme a Michał Dworczyk, capo di gabinetto del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki. In quell'occasiobw ha dichiarato di essere stata minacciata dalle forze di sicurezza dopo l'arresto e condotta al confine polacco. Secondo il suo racconto, le fu imposto di scegliere tra l'esilio e una lunga detenzione. Ha definito il trattamento subito come una forma di tortura.
Poco dopo l'arresto di Dyleuski e della Kaval'kova, Michel Reimon (Ernst-Dziedzic), portavoce per la politica estera dei Verdi austriaci, si espresse a favore della concessione dell'asilo politico da parte dell'Austria a entrambi.
Durante la conferenza stampa del 5 settembre 2020, Dworczyk dichiarò che, su decisione del primo ministro Morawiecki, «tutte le vittime della repressione politica in Bielorussia potranno contare sul sostegno e sull'assistenza della Polonia».
Premi 2020: Premio Sacharov (Premio per la libertà di pensiero)
Note
Altri progetti
Categoria:Vincitori del premio Sakharov per la libertà di pensiero