Granatello (in napoletano Ranatiéllo) è un'area costiera di Portici, comprendente un piccolo golfo e l'omonimo porto.
Origine del toponimo Il toponimo Granatello deriva dalla presenza storica nel Settecento sul litorale - dalla fascia costiera della Reggia borbonica (presso Villa Menna) fino all'area del convento di San Pasquale - di alberi di melograno (Punica granatum), il cui frutto in lingua italiana è storicamente detto granata. Nella lingua napoletana la consonante iniziale subisce una aferesi, trasformando il termine in ranata e, nella sua forma diminutiva, in ranatiello (’O Ranatiello), usata localmente per indicare un piccolo melograno o un filare di tali piante presente lungo la costa. In seguito all'urbanizzazione di epoca borbonica e alla costruzione del fortino difensivo, la denominazione è stata ufficializzata in italiano nella forma Granatello, ripristinando la consonante iniziale.
Storia Nel XVIII secolo l'economia di Portici era basata prevalentemente sulla pesca, praticata lungo il litorale del Granatello. La trasformazione dell'area ebbe inizio con l'arrivo di Carlo di Borbone, che decise di far costruire in quella zona una residenza reale estiva, la Reggia di Portici, i cui lavori completarono nel 1742. La scelta del luogo fu legata anche alle caratteristiche paesaggistiche della costa e alla passione del sovrano per la pesca. In seguito fu realizzato anche il "Fortino del Granatello", destinato alla difesa della costa.
Il suo successore Ferdinando IV continuò a utilizzare la Reggia come residenza estiva e la raggiungeva via mare, sbarcando ai piedi della Villa d'Elboeuf attraverso un pontile di collegamento. Le condizioni del mare costituivano tuttavia un problema costante, poiché danneggiavano periodicamente la costa e rendevano necessari costosi interventi di restauro e bonifica. Per ovviare a tali difficoltà, nel febbraio del 1774 iniziarono i lavori per la costruzione del porto del Granatello, con la preparazione dei basoli presso la cava denominata Reale Petriera del Granatello; nel giugno dello stesso anno furono costruiti i moli, sotto la direzione dell'ingegnere S. Carrabba, mediante la gettata di blocchi di pietra sul fondale. Le spese raggiunsero complessivamente 30 000 ducati.
Tra il 1814 e il 1815, il Granatello fu interessato dalla realizzazione del Bagno della Regina al Granatello, una struttura appartenente al complesso di Villa d'Elboeuf destinata ai bagni di mare e collegata agli appartamenti di Carolina Murat, sorella di Napoleone Bonaparte e regina consorte di Napoli durante il decennio francese, attraverso un nuovo giardino all'inglese realizzato nel parco della Reggia, in cui fu anche realizzato un laghetto artificiale: la struttura, considerata tra i primi esempi di architettura balneare in Europa, era costituita da un emiciclo a due piani con cabine disposte lungo una balconata a ferro di cavallo.
Un'importante trasformazione dell'area avvenne nel 1839 con l'inaugurazione, sotto Ferdinando II, della ferrovia Napoli-Portici, la prima infrastruttura ferroviaria della penisola. La costruzione della stazione ferroviaria del Granatello interruppe la continuità della vasta tenuta reale, segnando l'inizio del suo progressivo frazionamento.
L'anno successivo nacque il vicino Reale Opificio Meccanico e Pirotecnico (oggi sede del Museo Nazionale di Pietrarsa), ideato per la fabbricazione e riparazione di macchine a vapore, locomotive, carpenteria metallica e pezzi d'artiglieria destinati sia alla rete ferrata sia alla marina.
In seguito a questi sviluppi industriali, il porto del Granatello — che nei suoi primi anni non aveva rivestito una notevole valenza commerciale — divenne un nodo logistico e uno sbocco strategico per il vicino stabilimento, venendo impiegato sia per l'approvvigionamento via mare delle materie prime sia per l'imbarco delle grandi componenti meccaniche e dei motori navali.
Con la fine del Regno delle Due Sicilie e la proclamazione del Regno d'Italia, la zona accentuò la propria vocazione industriale, portando il porto a strutturarsi progressivamente come uno scalo commerciale grazie anche alla costruzione, nelle aree circostanti, di magazzini e depositi che ne incrementarono l'attività mercantile.
La realizzazione dello scalo trasformò Portici in una città marittima, innescando una crescita socio-culturale ed economica. Il Granatello divenne così un punto di riferimento per le rotte commerciali e per gli scambi mercantili locali, caratterizzato dal continuo transito di merci quali agrumi, olio, grano, carbone, calce, legname e pietra lavica.
Nel corso del primo cinquantennio successivo all'Unità d'Italia, il Granatello intensificò notevolmente la propria attività mercantile, ottenendo nel 1910 la classificazione ufficiale come porto di seconda categoria.
Il periodo di massimo sviluppo dello scalo risale al secondo dopoguerra, quando il Granatello funzionò come porto satellite del porto di Napoli, accrescendo la rilevanza economica dell'intera area. Decenni più tardi, tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo, la zona portuale è stata interessata da fenomeni di abusivismo edilizio legati prevalentemente all'apertura informale di attività di ristorazione e locali ricreativi.
Oggi il porto del Granatello è utilizzato prevalentemente come approdo per la nautica da diporto.
Note
Voci correlate Portici Reggia di Portici Ferrovia Napoli-Portici
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