Lo USS Nautilus (hull classification symbol SS-168) fu un sommergibile della United States Navy, entrato in servizio nel luglio 1930; con il gemello faceva parte della terza serie dei cosiddetti "V-boat", un gruppo di sommergibili sperimentali costruiti dagli Stati Uniti d'America a cavallo tra gli anni 1920 e gli anni 1930.
Assegnato alla United States Pacific Fleet, il sommergibile si rivelò troppo grosso e poco maneggevole per poter operare con successo in ruoli di attacco, ma ciò nondimeno vide un intenso impiego operativo nel corso degli scontri del teatro del Pacifico della seconda guerra mondiale contro i giapponesi. Dopo aver partecipato alla battaglia delle Midway nel giugno 1942 e al raid di Makin nell'agosto seguente, il Nautilus operò contro il traffico mercantile nemico al largo del Giappone stesso e nella zona delle isole Salomone, oltre che come battello da trasporto durante la campagna delle isole Aleutine. Nel novembre 1943 il sommergibile partecipò alla campagna delle isole Gilbert per poi essere impiegato, tra il 1944 e l'inizio del 1945, in missioni di trasporto di rifornimenti a favore della Resistenza filippina.
Radiato al servizio il 25 luglio 1945, il battello fu avviato alla demolizione nel novembre dello stesso anno.
Storia Periodo interbellico
Impostato il 2 agosto 1927 presso il Mare Island Naval Shipyard di Vallejo in California, il battello venne varato il 15 marzo 1930; come le altre V-boat entrate in servizio o in procinto di esserlo, il battello ricevette inizialmente una designazione alfanumerica, ovvero V-6. Madrina del varo fu Jean Keesling, figlia del noto avvocato di San Francisco e sostenitore civile della US Navy Francis B. Keesling.
Il sommergibile entrò in servizio ufficialmente il 1º luglio 1930, venendo quindi impiegato nei mesi seguenti in prove in mare ed esercitazioni nella zona tra Mare Island e San Francisco, con occasionali crociere lungo la costa occidentale degli Stati Uniti. Nel febbraio 1931 il battello raggiunse Balboa nell'allora Zona del Canale di Panama per partecipare a una vasta esercitazione delle unità della United States Pacific Fleet; nel corso del viaggio il battello ricevette ufficialmente un nome di senso compiuto, ovvero Nautilus come quello dell'omonimo mollusco: fu la terza unità della US Navy ad adottare questo nominativo. Nel marzo seguente il sommergibile si trasferì via canale di Panama a Portsmouth, conducendo poi manovre di addestramento in oceano Atlantico al largo delle coste del New Hampshire e del Maine; dopo alcune visite al New York Navy Yard, al Washington Navy Yard e ad Annapolis, il 14 maggio il Nautilus attraversò nuovamente il canale di Panama e raggiunse San Diego, dove per un mese fu sottoposto a lavori di messa a punto. Inserito nella Submarine Division (SubDiv) 12, nei mesi seguenti svolse manovre di addestramento facendo base nel porto di San Diego.
Il Nautilus trascorse gli anni 1930 impegnato in manovre di addestramento e crociere di routine lungo la costa ovest degli Stati Uniti, spingendosi occasionalmente a visitare anche basi in Alaska, Hawaii e Zona del Canale. Dopo vari lavori di manutenzione e miglioramento, all'inizio del 1938 il battello fu distaccato presso la base di Pearl Harbor, iniziando a svolgere abituali pattugliamenti di sorveglianza e manovre di addestramento nelle acque delle Hawaii; nel luglio 1940, inquadrato nel Submarine Squadron 4, compì una lunga crociera nel Pacifico orientale andando a visitare il porto di Pago Pago nelle Samoa Americane, per poi rientrare a Pearl Harbor. Il battello spese quindi i primi mesi del 1941 impegnato in vasti lavori di manutenzione e ammodernamento, i quali compresero la sostituzione dei motori diesel originari con apparati più potenti e l'installazione a bordo di un sistema sonar. Il battello era ancora al Mare Island Navy Yard per un nuovo ciclo di lavori di modernizzazione degli apparati quando, il 7 dicembre 1941, le forze giapponesi attaccarono Pearl Harbor trascinando gli Stati Uniti nel secondo conflitto mondiale.
Midway e Makin
Completati i lavori, il Nautilus lasciò San Francisco il 21 aprile 1942, raggiungendo Pearl Harbor una settimana dopo. Il 24 maggio seguente il battello lasciò la base per dirigere verso le acque a occidente dell'Atollo di Midway, come parte di un cordone di 25 sommergibili statunitensi disposto per intercettare la flotta d'invasione giapponese che si riteneva stesse facendo rotta per l'atollo; dal 4 al 6 giugno 1942 il Nautilus partecipò quindi agli eventi della battaglia delle Midway, nel corso della quale i velivoli delle portaerei statunitensi sorpresero la flotta giapponese e le inflissero pesanti perdite. Nel corso della battaglia il Nautilus tentò varie volte di portarsi a tiro della flotta nemica, ma senza far registrare successi: una prima volta, la mattina del 4 giugno, il sommergibile cercò di avvicinarsi a una formazione giapponese comprendente la nave da battaglia Kirishima, l'incrociatore leggero Nagara e due cacciatorpediniere, ma il siluro lanciato ai danni della corazzata fallì il bersaglio e il Nautilus, avvistato, dovette immergersi in profondità per sfuggire a un contrattacco con bombe di profondità da parte dei nipponici. Più avanti quello stesso giorno, il sommergibile avvistò la portaerei giapponese Kaga, in fiamme e prossima ad affondare dopo gli attacchi dei velivoli statunitensi, assistita da due cacciatorpediniere: il Nautilus lanciò contro la portaerei tre siluri, uno solo dei quali colpì lo scafo senza tuttavia esplodere; il Nautilus dovette poi immergersi in profondità per sostenere un prolungato contrattacco con bombe di profondità da parte dei cacciatorpediniere giapponesi, e quando poi, alcune ore dopo, riuscì a tornare a quota periscopio si limitò ad assistere a distanza agli ultimi istanti di agonia della Kaga, infine abbandonata e silurata dagli stessi giapponesi..
Dopo essersi rifornito a Midway, subito dopo la conclusione della battaglia il Nautilus fece rotta per le acque del Giappone stesso per una campagna di attacchi al traffico navale locale. Portatosi all'entrata della Baia di Sagami, la mattina del 25 giugno il sommergibile tentò un attacco al mercantile Keiyo Maru ma la salva di siluri lanciata non trovò il bersaglio; più avanti quello stesso giorno, tuttavia, il Nautilus avvistò a circa 60 miglia a sud-est della baia il cacciatorpediniere Yamakaze: centrata da due siluri, l'unità giapponese affondò rapidamente con la perdita dell'intero suo equipaggio. Un altro successo fu ottenuto il 27 giugno, quando il Nautilus centrò con un siluro e colò a picco il dragamine ausiliario Musashi Maru; il giorno seguente, invece, il sommergibile fu scoperto mentre tentava di portarsi all'attacco della nave appoggio idrovolanti Chiyoda, e dovette sostenere un lungo attacco con bombe di profondità ad opera del posamine Ukishima. I danni riportati in questo attacco obbligarono il Nautilus a lasciare la zona, e l'11 luglio il battello rientrò a Pearl Harbor; l'equipaggio ricevette una lettera di congratulazioni firmata dal presidente Roosevelt, mentre il comandante del battello tenente William H. Brockman Jr. fu insignito della Navy Cross.
Il Nautilus rimase in riparazione fino ad agosto 1942, quando in coppia con il sommergibile fu assegnato agli eventi del raid di Makin: i grossi "sommergibili incrociatori" come il Nautilus e lArgonaut si erano rivelati poco adatti alle missioni d'attacco subacqueo, visto che le dimensioni li rendevano poco manovrabili e lenti nella fase di immersione, ma gli ampi spazi a bordo consentivano invece di imbarcare contingenti di truppe e i due battelli ricevettero, quindi, il compito di trasportare e sbarcare una squadra di incursori dei Marine Raiders diretta a compiere un raid mordi-e-fuggi contro la base giapponese nell'atollo di Makin nelle isole Gilbert. Nelle prime ore del 17 agosto i due sommergibili sbarcarono quindi i Raiders su Makin tramite dei gommoni e, guidato dagli osservatori a terra, il Nautilus in emersione diresse il tiro dei suoi cannoni sulle postazioni giapponesi affondando anche due piccoli mercantili ancorati nella laguna; immersosi per sfuggire a un attacco di due velivoli nipponici, il Nautilus recuperò parte degli incursori quella sera stessa, per poi allontanarsi e rimanere immerso per gran parte del giorno successivo. Il Nautilus e lArgonaut tornarono poi la sera del 18 agosto per recuperare i restanti Raiders, facendo quindi rotta su Pearl Harbor dove arrivarono il 7 settembre seguente; nel corso del viaggio il medico di bordo del Nautilus, tenente William B. MacCracken II, eseguì con successo operazioni chirurgiche su sei Raiders gravemente feriti nello scontro, azione per la quale fu insignito della Navy Cross..
Azioni al largo del Giappone, nelle Salomone e nelle Aleutine Dopo alcune riparazioni, il 14 settembre 1942 il Nautilus si trasferì a Midway per prepararsi a una nuova scorreria contro il traffico nemico a oriente del Giappone. Dopo un viaggio funestato da continui problemi all'apparato meccanico il sommergibile raggiunse le acque nipponiche il 23 settembre, e nel corso di due azioni di superficie il 25 e il 26 settembre affondò altrettanti sampan giapponesi; un attacco in immersione a un convoglio di mercantili il 27 settembre portò all'affondamento di un bastimento nemico, dopo una lunga caccia resa estenuante da continui malfunzionamenti dei siluri del sommergibile. Un altro successo ai danni di un mercantile fu ottenuto il 1º ottobre, ma nei giorni seguenti vari altri tentativi di attacco a navi nemiche non ebbero esito a causa del mare in tempesta; il maltempo iniziò anche a causare danni allo scafo e ai serbatoi del carburante. Il 24 ottobre il Nautilus colò a picco al largo di Honshū il mercantile Kenun Maru con due siluri e il giorno successivo mandò a fondo a cannonate un sampan; dopo questi ultimi successi il battello lasciò le acque giapponesi e rientrò a Midway il 31 ottobre, per poi fare rotta su Pearl Harbor dove arrivò il 5 novembre. Una volta nella base hawaiana il battello fu messo in cantiere per lavori di riparazione e manutenzione protrattisi per un mese, nel corso dei quali l'unità fu dotata di apparati radar di scoperta di superficie nonché di quattro mitragliere antiaeree da 20 mm Oerlikon.
Il 13 dicembre 1942 il Nautilus lasciò Pearl Harbor per dirigere alla volta del teatro operativo delle isole Salomone. Dopo aver evacuato, nelle prime ore del 31 dicembre, alcuni rifugiati civili da Bougainville, la mattina del 9 gennaio 1943 il sommergibile attaccò un convoglio giapponese al largo dell'isola e mandò a fondo con un siluri la nave da trasporto Yoshinogawa Maru; un altro attacco a un convoglio il 14 gennaio non ebbe invece esito, nonostante vari tentativi di silurare una nave da trasporto. Dopo essere sfuggito, il 15 gennaio al largo di Boungainville, a un attacco con bombe di profondità a opera di un'unità nemica, il 18 gennaio il Nautilus bombardò con i suoi cannoni la base giapponese di Buka; il giorno seguente, mentre navigava in superficie, il sommergibile fu intercettato dal cacciatorpediniere giapponese Akizuki: nel seguente scontro il Nautilus colpì l'unità nemica con un siluro, ma non riuscì a sferrare il colpo di grazia a causa degli ormai persistenti problemi dei siluri statunitensi e lAkizuki poté allontanarsi seppur danneggiato. Rimasto a incrociare nelle acque a settentrione di Boungainville, il 28 gennaio il Nautilus portò l'attacco a un piccolo convoglio giapponese, rivendicando due centri ai danni di un mercantile e sfuggendo poi a un contrattacco a opera di un cacciatorpediniere; il giorno seguente il Nautilus impiegò i suoi ultimi siluri contro un altro convoglio nemico, rivendicando il danneggiamento di un'unità di scorta giapponese. Senza più armi, il sommergibile lasciò la zona di pattugliamento il 31 gennaio e diresse sulla base di Brisbane in Australia il 4 febbraio seguente, per poi rientrare a Pearl Harbor il 15 aprile.