I Monumenti di Oviedo e del Regno delle Asturie comprendono una serie di edifici costruiti durante il Regno delle Asturie. Sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco nel 1985 con il nome di "Chiese del Regno delle Asturie"; la denominazione è stata poi ampliata nel 1998 per includere la Camera Santa di Oviedo, la Fonte di Foncalada e la Chiesa di San Julián de los Prados.

Epoca storica Il regno delle Asturie fu il primo stato cristiano stabilito nella penisola iberica dopo il collasso del regno visigoto di Toledo dopo la morte del re Roderico nella battaglia del Guadalete e nella successiva invasione musulmana. Il regno durò dal 718 al 925, quando Fruela II salì al trono del Regno di León.

Il regno ebbe inizio dopo la battaglia di Covadonga nel 722. Pelagio e i suoi compagni erano situati nel monti Auseva, in una delle cui grotte, Covadonga, si erano rifugiati. Lì riuscirono a tendere un'imboscata al distaccamento saraceno, che fu annientato. La vittoria, relativamente modesta, poiché vi parteciparono solo poche centinaia di soldati berberi, diede a Pelagio un grande prestigio e provocò una massiccia insurrezione asturiana. Munuza, trovandosi isolato in una regione sempre più ostile, decise di lasciare Gijón e dirigersi verso la Meseta attraverso il Camino de la Mesa. Tuttavia, fu intercettato e ucciso dagli asturiani a Olalíes (attuale comune di Grado).

Dopo la morte di Pelagio e di suo figlio Favila, succedette al trono Alfonso I. Sotto il suo regno iniziò l'espansione territoriale, dalle sue terre situate nei Picos de Europa verso ovest in direzione della Galizia.

Durante i seguenti cinquant'anni (739-791) il regno si andò rafforzando tanto in territori come in organizzazione politica-sociale. La successione dei sovrani delle Asturie arriva fino il 791, anno nel quale venne incoronato Alfonso II il Casto. Durante il suo regno realizzò delle spedizioni punitive verso sud, arrivando fino a Lisbona nel 798, e nel 825 sconfisse anche i musulmani sul fiume Nalón. Fissò la capitale del regno ad Oviedo e ripopolò la Galizia e le zone settentrionali di Castiglia e León, ma il suo fu un regno esposto ad attacchi continui dei musulmani. Tuttavia, si espanse e apparve il "preromanico asturiano", dando origine a gioielli dell'architettura medievale europea. Alfonso II istituì il culto giacobino, e fu la prima figura del Cammino di Santiago di Compostela, che collegava le Asturie con l'Europa (soprattutto con il regno di Carlo Magno), avendo come nemico comune un sud di cultura orientale. La madre di Alfonso II era di Álava, e questo dimostrerebbe la vocazione di attirare i vicini baschi nel regno asturiano. Nella battaglia di Lutos ("Llodos" in asturiano, "Ciénagas" in spagnolo), una dura sconfitta fu inflitta agli arabi e ai berberi che volevano porre fine alla crescente minaccia rappresentata dal regno. Nell'808 fece forgiare la Croce degli Angeli. Alfonso II affidò all'architetto Tioda la costruzione di diversi edifici di carattere regale e religioso per abbellire Oviedo, di cui purtroppo pochi sono sopravvissuti, poiché su di essi furono successivamente costruiti altri edifici.

I re, Ramiro I (figlio di Bermudo che si proclamò re dopo una guerra civile) e Ordoño I, vissero in un periodo di guerra continua contro i musulmani. Ai tempi di Ramiro I, si sviluppò l'arte ramirense, l'apogeo del preromanico asturiano. Questo re vinse la battaglia di Clavijo, nella quale, secondo la leggenda, l'apostolo Giacomo (Santiago), in sella ad un cavallo bianco, aiutò l'esercito asturiano contro le truppe islamiche. Nell'844, una flotta normanna giunse sulle coste di Gijón. Non si sa con certezza se avvenne uno sbarco, ma non vennero fatti prigionieri poiché proseguì fino al luogo che le cronache chiamarono Faro di Brigantio (La Coruña), dove furono respinti, proseguendo l'incursione, secondo le cronache, verso la Spagna (le cronache asturiane chiamavano "Spagna" il califfato di al-Andalus).

Ordoño ripopolò Astorga, León, Tui e Amaya. Stabilì relazioni strette con il regno di Navarra, aiutandolo probabilmente alla liberazione del re García Íñiguez fatto prigioniero dai normanni. All'interno del processo di collegamento con la valle dell'Ebro, stabilì alleanze con i Banu Qasi di Saragozza, contro i quali combatté, anche occasionalmente, in successive variazioni di alleanze. Ordoño cercò anche di aiutare, senza successo, i mozarabi di Toledo nella ribellione contro l'emiro di Cordova. Alla sua morte gli succedette il figlio Alfonso III.

Alfonso III segnò il momento culminante del potere del regno delle Asturie. Stabilì relazioni molto strette con il Regno di Navarra, combatté e si alleò ripetutamente con i Banu Qasi di Saragozza e combatte a fianco dei Mozarabi di Toledo nella loro lotta contro il potere dell'emirato.

Nel 908, un secolo dopo che Alfonso II lo fece con la croce degli Angeli, Alfonso III fece forgiare la Croce della Vittoria, da allora simbolo delle Asturie. Alfonso sposò Jimena, nobile della Navarra, probabilmente figlia di García Iñíguez. Con l'appoggio dei nobili galiziani, come Hermenegildo Gutiérrez, conquistò il nord dell'odierno Portogallo. Avanzò anche verso il Duero conquistando Zamora e Burgos. Nel momento del suo apogeo, il regno asturiano occupava tutto il nord-est peninsulare, da Oporto fino ad Álava.

García I, figlio di Alfonso III il Magno, dopo aver combattuto contro il padre e i fratelli Ordoño II e Fruela II, spostò la capitale del regno a León, creando un nuovo regno che annesse a quello delle Asturie, il Regno di León.

Arte Il preromanico asturiano è un'arte che fa parte del preromanico e che fu localizzata nella penisola iberica nella costa del Mar Cantabrico, libera dall'occupazione musulmana alla fine dell'VIII secolo (dopo la sconfitta di Guadalete e la successiva invasione sarracena e fino agli inizi del X secolo quando venne assorbita dall'arte romanica venuta dalla Francia).

Anche se successore dello stile visigodo, non può dirsi che l'asturiano sia suo erede legittimo, visto che non conserva, sia pure accidentalmente, alcuno dei suoi elementi principali, com'è l'arco a ferro di cavallo. Anche se all'inizio dovette essere un'imitazione molto povera della menzionata arte, molto presto si manifestò con nuovi e originali elementi forse importati dall'Oriente o dalla Lombardia che singolarmente lo resero come precursore del romanico.

Tappe Il preromanico asturiano offre i due tipi o forme che già si notavano come differenti nello stile visigoto, ma che sono ancora più precisi in quello asturiano: il tipo latino e quello bizantino. Entrambi hanno colonne e lesene e anche semicolonne addossate al muro e incastrate con archi, formando così il muro composito e preludio al pilastro composito dell'architettura romanica, che appare già completo nell'architettura mozarabica del X secolo. In entrambi ci sono archi a tutto sesto e non a ferro di cavallo, se non come eccezione, e archi di scarico anche nelle pareti e nei contrafforti o spalle esterne. In entrambi vi sono balaustre o parapetti in pietra ornati, all'ingresso dell'abside, capitelli un po'istoriati che si discostano dall'idea classica, bifore con ornamenti in pietra traforata, piccoli rosoni, ornamenti di figure rozze, con steli serpentini, rosette variegate e altri lavori in stile visigoto.

Prime opere dell'arte asturiana

La chiesa della Vera Croce a Cangas di Onís, originalmente costruita su un dolmen preistorico, venne ricostruita dopo la distruzione subita durante la guerra civile.

La chiesa di San Giovanni, a Santianes di Pravia, edificata per ordine del Re Silo. In questa appaiono praticamente tutti gli elementi del preromanico asturiano, anche se essenzialmente segue quello visigoto.

Pre ramirense o alfonsino Ci si riferisce al periodo compreso tra il 791 e l'842, sotto il regno di Alfonso II, che cercò di emulare le architetture di Toledo nella sua capitale OviedoHistoria de Pravia. Ayuntamiento de Pravia. Conoscepravia - historiaAlfonso II, el monarca que peregrinó al sepulcro del apóstol Santiago. El Mundo.es.El Mundo. Nelle chiese antiche delle Asturie si costruiva adottando la pianta basilicale con tre navate con absidi quadrate e una finestra in ognuna. Le volte delle navate erano coperte da tetti con armatura in legno.

Questo re costruì la Camera Santa, unico resto del recinto palatino nella Cattedrale di Oviedo. È un piccolo edificio a due piani, il secondo, l'oratorio, riformato in epoca romanica, quando venne aggiunta la volta a botte, e il primo bovindo, destinato a conservare reliquie. Venne realizzata anche la cripta di Santa Leocadia.

Fece costruire, vicino alla capitale, la chiesa di Chiesa di San Julián de los Prados, o di Santullano, tempio spazioso che presenta chiaramente definiti i caratteri propri di questo stile. Ha pianta basilicale a tre navate, separate da pilastri quadrati che sostengono archi a tutto sesto e presenta un transetto rialzato. L'iconostasi, che separa la parte riservata al clero, dal resto del tempio, presenta una grande similitudine con un arco trionfale. Di questo tempio spicca la sua grandiosità e originalità che si discosta dai modelli visigoti. Ma senza dubbio ciò che attrae di più è la sua decorazione pittorica, con affreschi (stucchi, più propriamente) in tre corpi sovrapposti, aniconici, con decorazione architettonica di chiara influenza romana. Era piuttosto un tempio monastico e non palatino, sebbene una tribuna nel transetto fosse riservata al re.

Appartengono anche a questo periodo la chiesa di San Tirso e Santa María di Bendones.

Ramirense Con Ramiro I (842-850) l'arte asturiana raggiunse la sua massima espressione, nonostante la breve durata del suo regno, con le costruzioni del monte Naranco, il suo migliore esempio. Adotta la pianta quadrata o a croce greca, l'abside quadrata, anche con finestra, la volta a botte per coprire tutte le navate e gli archi per sostenere o rafforzare le volte.

Partendo dalla Chiesa di Santa Maria del Naranco, diremo che è considerata la Sala del Trono o Sala Reale del Re Ramiro (sebbene l'assenza di un'abside per collocare il trono sembri ostacolarne l'uso), la sua residenza suburbana e come tale fu restaurata, a partire dal suo riutilizzo come chiesa rurale. Il piano inferiore è un ambiente coperto con volte, senza finestre, suddiviso in tre ambienti: quello centrale per la guardia e la servitù, un altro per una cappella reale privata, e un altro per un bagno; quello superiore, a cui si accede da scale esterne in muratura, è un grande ambiente rettangolare con volta a botte e archi trasversali, aperto alle estremità da un triplice loggiato. La decorazione è puramente nordica o germanica, con archi pesantemente fasciati e modanature intagliate che imitano il legno o l'oreficeria.

La Chiesa di San Miguel de Lillo era la chiesa palatina di Ramiro I, come lo testimonia la sua decorazione, e vi si conservava un pezzo della Santa Croce, la reliquia più sacra del tesoro visigodo. Le sue caratteristiche principali sono le volte, la snellezza dei sostegni e la tribuna destinata al monarca. Era a tre navate, ma rimane solo il portico a due camere e il primo tratto delle navate. Da evidenziare gli stipiti delle porte, che forse includono una rappresentazione dello stesso monarca, la cui decorazione preannuncia il periodo romanico.

La Chiesa di Santa Cristina di Lena, probabilmente di origine visigota, venne trasformata da Ramiro I. La sua caratteristica principale è l'iconostasi, formata da tre archi di pietra su quattro colonne di marmo, con elementi visigoti, che separava il presbiterio dalla navata centrale.

Le caratteristiche di queste costruzioni hanno fatto sì che alcuni autori parlino di preromanica o protoromanica. Anche se, in effetti, le forme e soluzioni architettoniche sembrano indicarlo, è certo che l'autentico romanico ispanico ebbe delle origini ben distinte.

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