Da considerarsi come «una fra le più celebri [cantanti] della storia della nostra musica» lirica, ha rappresentato «un importante punto di congiunzione tra l'era dei compositori del verismo e il teatro d'opera moderno».Ira Siff, , «Opera News», 8 settembre 2014.
Biografia Inizi e primo ritiro Nata a Saluzzo dal magistrato Federico Olivero e da Adele Ravarono, svolse studi musicali completi (pianoforte, armonia e composizione) diplomandosi in pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, per proseguire poi con quelli di canto, sempre nel capoluogo piemontese, con il maestro Luigi Gerussi, allora direttore della Scuola per solisti dell’EIAR, il quale ne aveva individuato le qualità in occasione di un provino fallito presso l'ente di radiodiffusione progenitore della RAI.Successivamente, nel corso della sua carriera, la Olivero continuò a perfezionare le sue capacità canore con il maestro Luigi Ricci di Roma, «il maestro delle piccole grandi cose, perché mi curava i piccoli particolari che sortivano grandi effetti» (Gloria Bellini, , «liricamente.it», 02 marzo 2011). Fu proprio presso l'EIAR che avvenne il debutto radiofonico della Olivero, nel dicembre del 1932, come Maria di Magdala nell'oratorio I misteri dolorosi di Nino Cattozzo (1886-1961), cui fecero seguito altre interpretazioni sempre alla radio, che continuò comunque ad essere, anche in prosieguo di tempo, uno strumento rilevante nell'attività artistica della cantante. Il debutto teatrale ebbe invece luogo nel mese di ottobre dell'anno seguente al Teatro Vittorio Emanuele, ancora a Torino, nel personaggio di Lauretta nel Gianni Schicchi di Puccini. Negli anni successivi la carriera della Olivero si sviluppò nei teatri di tutta Italia, spesso anche in piazze non proprio di primo rilievo, affrontando principalmente personaggi del repertorio pucciniano e, più in generale, naturalista (Mascagni, Giordano, Cilea, Alfano, Wolf-Ferrari, Zandonai), ma anche Gilda, Violetta, Margherita del Faust di Gounod e Manon di Massenet, nonché, nel 1937, perfino ruoli monteverdiani minori,Landini (DBI). Zerlina nel Don Giovanni di Mozart e addirittura Elsa in due recite del Lohengrin di Wagner al Teatro dell'Opera di Roma.Grande Enciclopedia. Il 18 gennaio 1958, in un concerto alla RAI di Milano diretto da Franco Mannino, sarebbe stata la prima italiana ad eseguire la "morte di Isotta", con un risultato «che avrebbe fatto felice, ne siamo sicuri, Richard Wagner!» (Battaglia, p. 42). La registrazione del Liebestod in italiano è disponibile su La Olivero non mancò inoltre di cimentarsi in numerose produzioni italiane contemporanee, con musiche di autori come Mario Barbieri (1888-1968), Felice Lattuada (prima assoluta de La Caverna di Salamanca, 1938), Riccardo Pick-Mangiagalli, Giuseppe Mulè e Armando La Rosa Parodi (prima assoluta radiofonica de Il mercante e l'avvocato, 1934). Dopo i successi riscossi nel corso degli anni '30, che pure non le valsero i vertici assoluti della scena lirica nazionale, la sua carriera sembrò interrompersi definitivamente nel 1941, anno del suo matrimonio con l'industriale Aldo Busch, lasciando solo spazio, negli anni del dopoguerra, ad una limitata attività concertistica.
Ripresa della carriera
Dieci anni dopo, però, nel febbraio del 1951, a richiesta generale, ed in particolare dopo le insistenze da parte di Francesco Cilea perché accettasse di interpretare di nuovo la sua Adriana Lecouvreur, ruolo per il quale la riteneva insostituibile, la Olivero tornò a calcare le scene riprendendo tale parte con grande successo al Teatro Grande di BresciaLa ripresa dellAdriana ebbe luogo il 3 febbraio, ma il 20 di gennaio, sempre a Brescia, la Olivero era già tornata in palcoscenico con La boheme. Cilea comunque non ebbe la possibilità di apprezzare il ritorno della Olivero, essendo deceduto da poco più di due mesi. e a Trieste, e facendone in seguito il principale tra i suoi cavalli di battaglia.
Da quel momento la Olivero apparve nei teatri d'opera di tutta Italia e, soprattutto a partire dal decennio 1960-1970, anche del resto del mondo (Europa, Egitto, Stati Uniti, America Latina), ma mai in istituzioni di primissimo piano come la Royal Opera House di Londra o l'Opéra di Parigi, soltanto una volta (e per una sola serata) alla Staatsoper di Vienna, e rarissimamente alla Scala (appena tre produzioni nei suoi secondi trent'anni di carriera, per non più di una ventina di spettacoli in tutto).Cfr. , , , e La Olivero privilegiò decisamente il repertorio pucciniano e verista, riprendendo personaggi già interpretati, come Mimì nella Bohème, Liù nella Turandot, Manon Lescaut, Madama Butterfly, Suor Angelica, Francesca da Rimini, ed affrontandone di nuovi come Minnie ne La fanciulla del West, Giorgetta ne Il tabarro, e i ruoli eponimi nella Tosca, nell'Iris di Mascagni, nella Fedora di Giordano, ne La Wally di Catalani. Riprese immediatamente la sua leggendaria Violetta, già affrontata nella prima parte della carriera, che per un decennio ancora canterà un po' ovunque in Europa, e mantenne sempre in repertorio anche il Mefistofele di Boito. Continuò inoltre a dare largo spazio alla musica novecentesca e contemporanea, sia pure non d'avanguardia (autori come Gottfried von Einem, Leoš Janáček, Gian Francesco Malipiero, Gian Carlo Menotti, Francis Poulenc, Ottorino Respighi, Nino Rota, Henri Sauguet), partecipando anche a diverse prime assolute: la Santa Rita da Cascia di Angelo Costaguta, nel ruolo eponimo, al Carlo Felice di Genova nel 1954, La Guerra di Renzo Rossellini (Marta) al San Carlo nel 1956, La Celestina di Flavio Testi (Melibea) alla Pergola nel 1963, e Lode alla Trinità, pezzo per soprano/voce recitante e archi di Gerardo Rusconi alla RAI di Torino nel 1972.Le registrazioni dal vivo sia de sia della sono disponibili online su YouTube.
Nel 1967, intanto, aveva debuttato negli Stati Uniti d'America, all'Opera di Dallas:Ronald L. Davis, La Scala West: The Dallas Opera Under Kelly and Rescigno, University Park (Texas), Southern Methodist University Press, 2000, p. 99, non essendo stato possibile, per sopravvenute ragioni tecniche, mettere in scena l'opera originariamente prevista, La fanciulla del West, la direzione del teatro, su suggerimento del direttore musicale e suo grande estimatore, il maestro Nicola Rescigno, le propose, come alternativa, di affrontare la Medea di Luigi Cherubini. Si trattava non solo di un'opera completamente estranea al suo repertorio consueto,Riguardo all'opera settecentesca, la Olivero, nella sua seconda carriera, poteva vantare come unico precedente la partecipazione alla ripresa, a Lisbona, nel 1955, della Penelope nella partenza da Sparta, di João de Sousa Carvalho. ma essa vantava a Dallas il formidabile precedente della produzione del 1958, nella quale Maria Callas aveva furoreggiato in uno dei suoi grandi ruoli d'elezione, al fianco di Jon Vickers e Teresa Berganza, per la bacchetta dello stesso Rescigno. Dopo alcune titubanze, la Olivero accettò di misurarsi con il nuovo personaggio (e con l'illustre precedente, per di più nello stesso allestimento) e la riuscita di critica e di pubblico fu addirittura eccezionale. L'esperto musicale del «Dallas Morning News», John Ardoin (1935–2001), un callasiano di ferro,Amico personale della Callas, Ardoin ha pubblicato diversi libri sulla grande cantante greca. rimase addirittura sbalordito: «Callas o non Callas, Magda Olivero ha dato una personalissima impronta a questo ruolo»; e poi: «il suo modo di entrare a fondo nel personaggio può essere diverso, il risultato finale ha molto della stessa incandescente presa»; ed infine: «dopo l'abdicazione di Maria Callas, Magda Olivero è la più grande attrice-cantante dei nostri giorni».Morini (ivi le citazioni di Ardoin). Il successo riscosso contribuì a legare la Olivero al teatro texano, dove ricomparve l'anno successivo come Fedora, nel 1970 come Giorgetta e in un concerto di gala nella cui seconda parte figurava La voix humaine di Poulenc (che la Olivero per la prima volta eseguiva in francese),Nel 1968 era stata la prima interprete della versione italiana dell'opera di Poulenc al Verdi di Trieste. e nel 1974, come Tosca (avendo tra gli spettatori un'ammirata Marilyn Horne). La parte di Medea fu ripresa nel 1968 al Music Hall Theater di Kansas City, nel 1971 al Concertgebouw di Amsterdam, in forma di concerto, ed infine, nello stesso anno, al Teatro Sociale di Mantova.Quattrocchi, Vincenzo, Magda Olivero: Una voce per tre generazioni, Torino, Italgrafica, 1984, p. 113.
Negli Stati Uniti, oltre che a Dallas, comparve quindi su diverse piazze minori della costa orientale e fece la sua prima apparizione a New York, nel 1971, alla Philharmonic Hall, interpretando alcune arie di Puccini e Cilea e cimentandosi di nuovo, nel secondo tempo, ne La voix humaine. Finalmente, nel 1975, all'età di sessantacinque anni, grazie anche alle insistenze di Marilyn Horne sulla direzione del teatro, ella fu per la prima volta ingaggiata dal Metropolitan Opera House di New York per sostenere la parte di Tosca, "come rincalzo dell'ultimo momento nei confronti di Birgit Nilsson", avendo quest'ultima dato forfait. Le sue tre sole rappresentazioniCf provocarono un enorme scalpore, venendo salutate da interminabili ovazioni da parte del pubblico,Harold C. Schonberg, "", The New York Times, 5 aprile 1975. È disponibile su la registrazione di fortuna della sua eccezionale esecuzione di "Vissi d'arte" e della successiva esplosione del pubblico newyorkese: secondo il commentatore e artista lirico Ira Siff si trattò del «"Vissi d'arte" più toccante e spettacolosamente cantato della sua esperienza» come ascoltatore di musica lirica (). e sono state in seguito avvolte dall'alone della "leggenda". Il suo saluto finale al pubblico del Met è stato così raccontato in una recente storia del massimo teatro lirico newyorkese:
La cantante si produrrà negli USA ancora per i successivi cinque anni, apparendo anche all'Opera di San Francisco, nelle stagioni 1978-1979 e 1979-1980.Con Tosca nel novembre 1978 e La voix humaine nell'ottobre 1979 ( dell'Opera di San Francisco).
Ultimi anni
Dopo aver affrontato per l'ultima volta un personaggio nuovo nel 1977 al Teatro San Carlo di Napoli, come Claire Zachanassian, protagonista de La visita della vecchia signora di Gottfried von Einem, il ritiro dal palcoscenico avvenne di fatto nel 1981, ancora con La voce umana di Poulenc, al Teatro Filarmonico di Verona. La sua carriera non s'interruppe però ufficialmente mai e le sue esibizioni concertistiche in pubblico sono proseguite fino all'inizio degli anni '90. Nel 1993 ha inciso, a Milano, una selezione di Adriana Lecouvreur, a sessantun anni dal debutto. All'età di ottantasei anni ha eseguito il monologo di Adriana Lecouvreur nel film Opera Fanatic di Jan Schmidt-Garre.; Nell'aprile 2009, a novantanove anni compiuti, nella grande sala di Palazzo Cusani di Milano, Magda Olivero ha voluto intonare «Paolo, datemi pace» dalla Francesca da Rimini di Zandonai, sbalordendo il pubblico presente.
Nel 2010, in occasione del raggiungimento del traguardo dei cent'anni, le è stata dedicata un'intera trasmissione del programma televisivo Loggione in onda su Canale 5. Per il centesimo compleanno è stata anche festeggiata il 14 aprile 2010 dal Teatro Regio di Torino. Il 7 maggio dello stesso anno ha partecipato al programma Cominciamo bene - Prima su Rai 3 condotto da Pino Strabioli, insieme al pianista Arturo Annecchino.
È morta a Milano l'8 settembre 2014 all'età di centoquattro anni. Un anno dopo la giunta comunale di Milano ha deliberato la tumulazione delle sue spoglie mortali nella cripta del Famedio del Cimitero Monumentale.
Vocalità e interpretazione