Il Befreiungsausschuss Südtirol (abbreviato BAS, letteralmente: Comitato per la liberazione del Sudtiroloarchivio '900 "BAS, Comitato per la liberazione del Sudtirolo") fu un'organizzazione terroristica irredentista fondata nel 1956 da Sepp Kerschbaumer. Scopo del movimento era l'autodeterminazione dell'Alto Adige,Rolf Steininger, Südtirol - Vom Ersten Weltkrieg bis zur Gegenwart, Innsbruck, StudienVerlag, 2003, pag. 82. ISBN 3-7065-1348-X attraverso la secessione dall'Italia e l'annessione all'Austria al fine di ottenere, sotto la sovranità di quest'ultima, l'unificazione politica del Tirolo,The radical right: a world directory, Ciarán Ó Maoláin, Longman, 1987, pag. 172 regione storicamente facente parte dei domini asburgici.
Numerosi ex terroristi, condannati dalla magistratura italiana, non hanno mai scontato la propria pena, essendo fuggiti in Germania Ovest e Austria.
Contesto
Come conseguenza della prima guerra mondiale l'Alto Adige (assieme al Trentino, alla Venezia-Giulia e alla Val Canale) fu ceduto al Regno d'Italia.
Con l'avvento del governo fascista in Italia iniziò in Alto Adige una intensa fase di italianizzazione forzata. il quartiere delle "Semirurali" fu costruito dall'Istituto Fascista Autonomo per le Case Popolari, contemporaneamente alla realizzazione della zona industriale, le case furono assegnate agli iscritti al partito fascista, altrimenti non si lavorava e avevano precedenza le famiglie, preferibilmente quelle numerose Nel 1934 anche a Bolzano fu costituito uno IFACP allo scopo di costruire in Alto Adige gli alloggi per lavoratori dell'industria provenienti da altre province italiane Venne favorita l'immigrazione di popolazione di lingua italiana, soprattutto verso Bolzano, e fu vietato l'uso del tedesco nella scuola dell'obbligo, in favore dell'italiano. Dopo la parentesi dell'occupazione nazista della Zona d'operazioni delle Prealpi, in cui le autorità tedesche si adoperarono per la rigermanizzazione, l'Alto Adige tornò sotto la sovranità italiana.
In seguito al secondo conflitto mondiale venne stipulato l'accordo De Gasperi-Gruber, sostenuto dal governo italiano con il ripristino dell'insegnamento del tedesco e l'introduzione della toponomastica bilingue. Venne inoltre approvato il primo statuto di autonomia della regione Trentino-Alto Adige, dove trentini e altoatesini di lingua italiana erano in maggioranza. La Democrazia Cristiana e il Südtiroler Volkspartei (SVP), il partito della minoranza tedesca e ladina, collaborarono nella gestione della regione, che riuscì a svilupparsi floridamente. Nel 1952 il reddito per abitante della provincia di Bolzano era di 211.012 lire, ossia il 130,4% della media nazionale.Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, Consiglio Regionale, Seduta 176 - 19.7.1960 - Nel 1958 l'indice della disoccupazione era dell'1,25%.Gaetano Martino, Verso l'Avvenire, F. le Monnier, 1963, pag. 296 Mentre il gruppo linguistico italiano controllava l'industria e il pubblico impiego, l'agricoltura e il turismo erano nelle mani del gruppo linguistico tedesco. La separazione economica tra la grande industria di Bolzano, di tipo moderno, costruita con capitali italiani, e l'attività agricola tradizionale, cui era dedita la popolazione di lingua tedesca (per ben il 74%), determinò una chiusura anche culturale e politica.
La costruzione di zone industriali venne infatti particolarmente avversata dalla comunità di lingua tedesca, che vi vedeva un tentativo di attirare manodopera italiana al di fuori dell'Alto Adige. Il prete Michael Gamper si oppose pubblicamente all'immigrazione dal resto d'Italia, "da quel meridione che ci è estraneo", e accusò le autorità italiane di sottomettere la popolazione di lingua tedesca a una Todesmarsch (le marce della morte di epoca nazista).La marcia della morte di Gamper, Il Trentino, 17 giugno 2013, pag. 11, https://ricerca.gelocal.it/trentinocorrierealpi/archivio/trentinocorrierealpi/2013/06/17/NZ_11_M.html I politici della Südtiroler Volkspartei e austriaci, sulla stessa linea, ritenevano che il governo italiano proseguisse in tal modo nell'intento di creare una maggioranza italiana in Alto Adige (cosiddetta "politica del 51%").Rolf Steininger, Südtirol - Vom Ersten Weltkrieg bis zur Gegenwart, Innsbruck, StudienVerlag, 2003, pag. 76. ISBN 3-7065-1348-X "Wie neue italienische Dokumente belegen, betrieb Rom für Südtirol die "51%"-Politik, d.h. Unterwanderung." Traduzione: Come affermano nuovi documenti italiani, Roma praticava la "politica del 51%" nel Sudtirolo, cioè l'infiltrazione.Sudtirolo, prima vittima della guerra fredda, L'Adige, 5 settembre 2006, Intervista con Rolf Steininger Alle cifre allarmanti di Gamper che indicavano "50 mila immigrati italiani negli ultimi sette anni" replicò uno studio del Commissariato del Governo e dell'Istituto Centrale di Statistica che quantificò l'aumento della popolazione italiana tra il 1947 e il 1953 nella cifra di poco più di 8.000 unità, legato alla riattivazione postbellica degli uffici statali e militari e alla risistemazione delle opere pubbliche., pag. 18 Molte tensioni creò nel 1957 la sovvenzione per la costruzione di nuove case popolari, per favorire l'immigrazione di operai dalle altre regioni d'Italia.Rolf Steininger, Südtirol - Vom Ersten Weltkrieg bis zur Gegenwart, Innsbruck, StudienVerlag, 2003, pag. 76. ISBN 3-7065-1348-X "Um so mehr wurde die Wohnbaupolitik der italienischen Regierung kritisiert. Genauso [...] wollte Italien durch den massiven Bau von Volkswohnungen und die anhaltende Zuwanderung die Entnationalisierungspolitik des Faschismus fortsetzen." Traduzione: Tanto più veniva criticata la politica edificatoria del governo italiano. Proprio così [...] l'Italia voleva proseguire la politica della snazionalizzazione del fascismo tramite la massiccia costruzione di case popolari e l'immigrazione persistente.
Nel frattempo nel 1955 si era ricostruita la Repubblica Austriaca e la guida della SVP era stata assunta da estremisti etnici, alcuni con trascorsi nazisti.Alois Pupp, già iscritto al NSDAP, presidente della provincia di Bolzano; Josef v. Aufschnaiter, già membro delle SS, consigliere comunale a Bolzano dal 1961; Norbert Mumelter, Bolzano, del Völkischer Kampfring Südtirol: cfr. Anton Holzer, Die Südtiroler Volkspartei. Kulturverlag, Thaur/Tirol 1991, ISBN 3-85395-157-0 Per essi, lo status degli altoatesini di lingua tedesca come minoranza in seno alla regione Trentino-Alto Adige era inaccettabile. ... l'autonomia regionale fallisce. Nel 1957 la Südtiroler Volkspartei (SVP) lancia lo slogan «Los von Trient» («Via da Trento») con una affollata adunata a Castelfirmiano
Da allora si moltiplicarono le manifestazioni inneggianti al Tirolo unito e alla secessione dall'Italia, a cui le autorità governative italiane tentarono di reagire. Una signora di Bressanone fu così obbligata, ad esempio, a ridipingere le 38 ante delle finestre di casa, che erano colorate di bianco e rosso (i colori tirolesi); nel 1956 venne anche arrestato e processato un ferroviere austriaco, per aver diffuso materiale "eversivo". Alle manifestazioni di piazza della SVP cercò invece di opporsi il partito Movimento Sociale Italiano, allora partito insignificante in provincia, che programmò una contromanifestazione ad un'adunata dei popolari altoatesini prevista per il 30 settembre 1956, portando al divieto di entrambe le manifestazioni. Per protesta contro il governo italiano alcuni sudtirolesi accendevano inoltre dei fuochi sulle montagne attorno alle più grandi località della provincia.
La SVP fece dal canto suo una violenta campagna di propaganda contro lo Stato e contro l'inforestierimento dovuto all'immigrazione italiana, supportata dagli ambienti ecclesiastici di lingua tedesca. In tutti i comuni a maggioranza SVP (tutto l'Alto Adige tranne allora Bolzano, Bronzolo, Egna, Fortezza, Merano, Laives, Salorno e Vadena) venne sospeso il rilascio di nuove residenze per italiani e fu fatta una furibonda propaganda contro i matrimoni misti per preservare la "purezza" della stirpe tirolese, tanto che i politici della Südtiroler Volkspartei si spinsero a chiedere il divieto dei matrimoni misti con italiani.Gianni Bianco, La guerra dei tralicci, Manfrini, Rovereto 1963, pp. 42-43.
Il clima di forte ostilità creatosi portò dunque, ancor prima della fondazione ufficiale del BAS, ad atti di violenza contro le forze dell'ordine italiane. Il 15 luglio 1956 fu trovato agonizzante nel greto di un ruscello a Fundres il finanziere Raimondo Falqui, dopo un pestaggio condotto da ubriachidie Geschichte der Pfundra Buibm ("la storia dei ragazzi di Funders") pubblicato in Der Gemeindebote - Vintl ("periodico informativo del comune di Vandoies"): im Blut Falquis am nächsten Morgen noch 1,7 Promille Alkohol gemessen worden waren ("il giorno dopo furono ancora misurati 1,7 promille di alcool nel sangue di Falqui")Rolf Steininger, Südtirol zwischen Diplomatie und Terror 1947-1969: "Die Obduktionsergebnisse des Gerichtsmediziners Prof. Franchini, der 1,7 Promille Alkohol im Blut des Toten und neben geringfügigen anderen Verletzungen an Falquis Körper eine tödliche Kopfwunde festgestellt hatte, die vermutlich vom Sturz ins Bachbett herrührte" (traduzione: I risultati dell'autopsia del patologo forense Professor Franchini, che aveva trovato 1,7 promille di alcool nel sangue del morto, ed oltre ad altre lesioni non gravi al corpo di Falqui rilevò una ferita letale alla testa, che probabilmente derivava dalla caduta nel letto del torrente)(tra cui il futuro marito della terrorista Karola Unterkircher) all'esterno di un'osteria.Arrestata un'austriaca per gli ultimi attentati, La Repubblica, 15 novembre 1988 Il finanziere morì poco dopo. Il processo ai cosiddetti Pfunderer Buibm (i ragazzi di Fundres, di età tra i 18 e 22 anni), accusati dell'omicidio, portò il 16 luglio 1957 alla condanna dei sette imputati ad un totale di 114 anni di carcere.Ridotte le pene agli altoatesini che uccisero la guardia di finanza, La Stampa, 17 gennaio 1960 Mentre in Italia prevalse lo sdegno per la brutalità dell'aggressione,Orrore per l'uccisione della guardia di Finanza, La Stampa, 17 agosto 1956 in Austria si levarono proteste perché gli imputati, secondo la stampa austriaca, sarebbero stati condannati a pene così severe nonostante la mancanza di prove Trotz fehlender Beweise wurden sie damals verurteilt (tradotto: allora furono condannati nonostante la mancanza di prove) ed i dubbi espressi dai giudici nella motivazione.Zeit Online "Politica in aula - Austria scandalizzata dal giudizio di Trento" Bundeskanzler Raab bezeichnete das Urteil als unverständlich, denn die Bozener Richter hatten in ihrer Begründüng selbst erklärt sie seien sich über die Todesursache keineswegs im klaren (trad.: il cancelliere federale (austriaco) Raab definì il giudizio incomprensibile, siccome i giudici di Bolzano hanno constatato nella loro motivazione che non è assolutamente chiara la causa del decesso).
Tra il 1956 e il 1957 si verificarono attentati dinamitardi, riconducibili al gruppo intorno ad Hans Stieler, tipografo presso il quotidiano Dolomiten. Il primo attentato ebbe luogo il 20 settembre 1956 a Settequerce di Terlano, con lo scoppio di una carica di dinamite a ridosso di un capannone della Caserma Huber. Si susseguirono altre esplosioni, che non risparmiarono nemmeno le istituzioni religiose di lingua italiana: il 6 ottobre 1956 un altro ordigno esplose nell'oratorio Don Bosco di Bressanone. Le sentenze nei confronti dei membri del gruppo Stieler furono piuttosto benevole, la pena per Hans Stieler fu di quattro anni e otto mesi di reclusione.La Stampa, venerdì 10 agosto 1962: La Cassazione ha detto la parola definitiva Confermate le sei condanne ai dinamitardi altoatesini Pene da uno a quattro anni ai membri della banda che nel '56 e nel '57 compì una serie di attentati, tra cui quattro sulla ferrovia del Brennero.
In questo clima venne fondato il BAS.
Fondazione del BAS