Biografia Ambrogio Sironi si dedicò alla liuteria per un periodo piuttosto breve, ma raggiunse risultati importanti, tanto che oggi i suoi strumenti raggiungono quotazioni notevoli.
A Milano, Sironi entrò giovanissimo nel laboratorio Monzino.Claudio Ruggiero, L'oro d'Italia. Storie di aziende centenarie e famigliari, s.l., Santarcangelo di Romagna, Maggioli 2012, p. 200 Poi, sempre a Milano, fu allievo di Riccardo Antoniazzi “Ambrogio Sironi allievo di Antoniazzi fece a Milano anno 19…” (le ultime due cifre dell'anno sono manoscritte) è indicato nelle etichette interne ai suoi violini; cfr. anche Andrea Gatti (a cura di), Museo degli Strumenti Musicali, Milano, Electa, 1997, p. 567, che aveva individuato in lui un’innata predisposizione per la liuteria e un indiscutibile talento. Nel 1928 aprì una bottega in proprio.Roberto Codazzi, Cinzia Manfredini, La Liuteria Lombarda Del '900: Twentieth Century Lombard, Milano, Silvana, 2002, p. 122 Sironi si ispirò ai modelli della Scuola cremonese, con predilezione per quelli di Antonio Stradivari: la vernice è di colore rosso-bruno o giallo-arancio. Pochi sono gli strumenti che portano la sua etichetta, rarissimi i suoi violoncelli, e di difficile reperimento anche le viole, per le quali si ispirò a Stradivari e a Guarneri “del Gesù”. Pochi sono i premi e i riconoscimenti che gli furono attribuiti; da menzionare l’importante premio ottenuto all’Esposizione-concorso a “Santa Cecilia” a Roma nel 1932.Gualtiero Nicolini, Liutai in Italia, Dall’Ottocento ai giorni nostri, Bologna, Alberto Perdisa editore, 2008, p. 831 Parte delle attrezzature del suo laboratorio e alcuni strumenti, sono stati acquisiti dal Comune di Milano che li ha fatti confluire in un’apposita sala presso la sezione di liuteria della “Collezione del Museo degli strumenti musicali” all’interno del Castello Sforzesco di Milano.
Note
Bibliografia -, Annuario dell’Accademia filarmonica romana, 1930, p. 264 René Vannes, Dictionnaire universel des luthiers, [2 voll.] Bruxelles, Les Amis de la musique, [prima edizione] 1951, p. 16 Karel Jalovec, Italian Violin Makers, s.l., Crown Publishers, 1958, p. 314 Umberto Azzolina, Liuteria italiana dell'Ottocento e del Novecento, Milano, Ceschina, 1964, p. 31 e tav. 25 William Henley, Universal Dictionary of Violin and Bow Makers, s.l., Amati, 1973, p. 1072 Gualtiero Nicolini, Liutai italiani di ieri e di oggi, Volume 2, Cremona, [stampa] Stradivari, 1982, p. 445 Eric Blot, Un Secolo di Liuteria Italiana, 1860-1960/Century of Italian Violin Making, Volume 2, Cremona, Turris, 1995, pp. 40, 126-127 Andrea Gatti (a cura di), Museo degli Strumenti Musicali, Milano, Electa, 1997, p. 567 Roberto Codazzi, Cinzia Manfredini, La Liuteria Lombarda Del '900: Twentieth Century Lombard, Milano, Silvana, 2002, p. 122 Gualtiero Nicolini, Liutai in Italia, Dall’Ottocento ai giorni nostri, Bologna, Alberto Perdisa editore, 2008, pp. 830-831 Claudio Ruggiero, L'oro d'Italia. Storie di aziende centenarie e famigliari, s.l., Santarcangelo di Romagna, Maggioli 2012, p. 200
Voci correlate Riccardo Antoniazzi
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