La storia del papato, ossia dell'istituzione ricoperta dal Papa come capo della Chiesa cattolica, secondo la dottrina cattolica, si estende dai tempi di Pietro ai giorni nostri.Roger Collins, Keepers of the Keys: A History of the Papacy (2009). Tuttavia il primo vescovo di Roma del quale sappiamo con certezza che venisse chiamato "papa" dai suoi contemporanei fu Damaso I. Del resto, molti dei vescovi di Roma dei primi tre secoli dell'era cristiana sono figure oscure. La maggior parte dei successori di Pietro nei primi tre secoli successivi alla sua vita subirono il martirio insieme ai membri del loro gregge in periodi di persecuzione e non sembrano aver riconosciuto alcuna gerarchia suprema da tramandare all'interno della chiesa.
Nel periodo della Chiesa primitiva, i vescovi di Roma non godettero di alcun potere temporale prima del tempo di Costantino. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, il papato fu influenzato, o persino controllato, dai governanti temporali che controllavano la penisola italiana; questi periodi sono conosciuti come papato ostrogoto, papato bizantino e papato franco. Col tempo, il papato consolidò le proprie pretese territoriali su una porzione della penisola nota come Stato Pontificio. Successivamente, il ruolo che era stato dei sovrani circostanti fu occupato da potenti famiglie romane durante il saeculum obscurum.
Agli inizi del II millennio, il papato conobbe una fase di crescente conflitto con i sovrani e le autorità ecclesiastiche dell'Impero bizantino e del Sacro Romano Impero, scontri che culminarono rispettivamente nel Grande Scisma e nella lotta per le investiture. Dal XII secolo, la crescente instabilità politica dell'ambiente romano costrinse sempre più spesso il papa, sebbene vescovo di Roma, a risiedere lontano dall'Urbe, stabilendo la propria corte in varie città come Viterbo, Orvieto o Perugia, e infine Avignone. Il ritorno dei papi a Roma dopo il periodo avignonese fu seguito dallo Scisma d'Occidente, la divisione della chiesa occidentale tra due e, per un certo tempo, tre pretendenti papali in competizione.
Il papato rinascimentale è noto per il suo mecenatismo artistico e architettonico, il tentativo di affermarsi nella politica europea e le sfide teologiche all'autorità papale. Dopo l'inizio della riforma protestante, il papato guidò la Chiesa cattolica attraverso la controriforma. I papi di fine XVIII e del XIX secolo furono testimoni del più grande esproprio di ricchezze nella storia della chiesa, durante la rivoluzione francese e le altre rivoluzioni che seguirono in tutta Europa. La questione romana, nata dall'unificazione italiana, portò alla scomparsa dello Stato Pontificio e alla creazione della Città del Vaticano.
Durante l'Impero romano (fino al 476) Premessa
I cattolici riconoscono nel Papa il successore di Pietro,.. considerato il primo vescovo di Roma. Dichiarazioni ufficiali della Chiesa cattolica descrivono la posizione dei papi all'interno del collegio dei vescovi come analoga a quella tenuta da Pietro all'interno del "collegio" degli apostoli (ossia quello di Principe degli Apostoli), del quale il collegio dei vescovi è considerato il successore..Cfr. .
Dalla fondazione della Chiesa di Roma fino alle persecuzioni Della vita dell'apostolo Pietro dopo quanto narrato negli Atti degli Apostoli non si sa nulla di certo e non si conosce con certezza se egli abbia effettivamente soggiornato a Roma. seppur altri autori ritengono sicuri la permanenza e il martirio di Pietro a Roma.. A supporto di quest'ultima ipotesi sono presenti diverse testimonianze archeologiche risalenti ai primi secoli del cristianesimo (fino al IV secolo d.C.) che attestano la fede dei cristiani del tempo nel passaggio o sosta di Pietro in specifici luoghi della città.Una lista esaustiva di questi ritrovamenti archeologici, con spiegazione da parte degli autori del testo, si trova in . Poiché nelle lettere di san Paolo, in particolare quella ai Romani e quella ai Filippesi, ritenuta scritta mentre l'apostolo si trovava a Roma, non si trova una citazione a Pietro né ad un'altra azione evangelizzatrice, ciò ha portato gli storici a porre l'arrivo di Pietro a Roma dopo il 55 d.C., ma della sua attività in città, tranne che del martirio subito, come già detto, non si conosce nulla..
Con Prima lettera di Clemente si identifica una lettera scritta intorno al 96 d.C. dalla comunità di Roma alla comunità di Corinto. L'autore non è noto, ma una tradizione antica.. lo identifica in papa Clemente I.. Dionigi di Corinto scrivendo a papa Sotero intorno al 170 d.C. menziona diverse lettere ricevute dalla comunità di Roma tra cui
Altre testimonianze a favore di Clemente autore della lettera le si ritrovano negli scritti di Egesippo, di Clemente di Alessandria, di Ireneo e nel Pastore di Erma che fa menzione di un Clemente di Roma incaricato di comunicare per iscritto con le altre comunità.. La Lettera di Clemente fu scritta in seguito ad un episodio avvenuto in Corinto in cui a causa di discordie interne alla comunità fu deciso di destituire tutti i presbiteri.. Non si sa se a provocare la risposta di Roma furono i Corinti stessi, i presbiteri caduti in disgrazia oppure intervenne di sua volontà, fatto sta che dalla lettera traspare una «coscienza di autorità» a cui la chiesa di Corinto si sottomise per risolvere il proprio problema.. Rimane comunque erroneo attribuire a Clemente che redasse la lettera l'unica e la sola volontà di agire perché dal testo appare chiaro come la chiesa di Roma era al tempo governata da un collegio presbiteraleNel testo infatti non si fa menzione di un singolo autore, bensì si parla di un noi inteso come comunità. Per maggiori informazioni e un commento teologico-filologico si rimanda al testo in che analizza l'introduzione del primo capitolo della Prima lettera a Clemente. e che l'autore vero sia in realtà tutto il gruppo dei presbiteri romani..
Molti dei vescovi di Roma dei primi tre secoli dell'era cristiana sono figure oscure, di cui poco o nulla è noto. La maggior parte dei successori di Pietro nei primi tre secoli successivi alla sua vita subirono il martirio insieme ai membri del loro gregge nei periodi di persecuzione.
Elenco dei papi del cristianesimo delle origini Trentuno papi regnarono durante le persecuzioni:
Pietro (c. 34-c. 67) Lino (c. 67-c. 78) Cleto (c. 78-c. 88) Clemente I (88-99) Evaristo (99-105) Alessandro I (105-115) Sisto I (115-125) Telesforo (125-136) Igino (136-140) Pio I (140-155) Aniceto (155-166) Sotero (166-174) Eleuterio (174-189) Vittore I (189-199) Zefirino (199-217) Callisto I (217-222) Urbano I (222-230) Ponziano (230-235) Antero (235-236) Fabiano (236-250) Cornelio (251-253) Lucio (253-254) Stefano I (254-257) Sisto II (257-258) Dionigi (259-268) Felice I (269-274) Eutichiano (275-283) Caio (283-296) Marcellino (296-304) Marcello I (308-309) Eusebio (310)
Da Costantino alla caduta dell'Occidente (311–476)
L'imperatore Costantino I rivestì un ruolo fondamentale nella storia della chiesa e del papato; la sua figura assunse nei secoli dei contorni quasi mitici e tante erano le leggende e le storie che circolavano sul suo conto (la più famosa delle quali fu quella della visione di Costantino in occasione della battaglia di Ponte Milvio).
Costantino non solo pose fine alla grande persecuzione con l'editto di Milano del 313 (che confermava quanto stabilito dall'editto di Galerio del 311) ma anzi, avendo compreso l'importanza dell'appoggio della Chiesa per la stabilità del proprio potere, iniziò a favorirla e a prendere attivamente parte agli sforzi per mantenerne l'unità. Questa politica di "unità della Chiesa a tutti i costi" portata avanti da Costantino non nasceva da un suo particolare fervore religioso o da personali convinzioni teologiche, bensì dalla necessità politica di mantenere compatta la base su cui il suo potere imperiale poggiava.Duffy, 2006, p. 27. Fu proprio Costantino a convocare nel 325 il concilio di Nicea, primo concilio ecumenico della storia, per risolvere lo scisma ariano.
Niente di tutto questo, però, ha particolarmente a che fare con i papi, che nemmeno presero parte al concilio. Tuttavia fu proprio in quest'epoca che la posizione di vescovo di Roma cominciò ad acquisire prestigio presso le altre sedi e a essere riconosciuta come erede di Pietro; prima del periodo costantiniano i vescovi romani non avevano quasi alcuna autorità al di fuori della comunità dell'Urbe. Damaso I fu il primo vescovo di Roma a essere ufficialmente definito come "papa" dai suoi contemporanei,Baumgartner, 2003, p. 6. sebbene non il primo in assoluto a essere stato associato a tale termine (in un'iscrizione nelle catacombe di San Callisto il titolo di papa viene usato in riferimento a Marcellino).
La "donazione di Costantino", un falso dell'VIII secolo creato per accrescere il prestigio e l'autorità dei papi, raffigura il papa come occupante un ruolo centrale nella narrativa del cristianesimo del periodo costantiniano. La leggenda della donazione afferma che Costantino offrì la sua corona a Silvestro I, e persino che Silvestro battezzò Costantino. In realtà, Costantino fu battezzato (in punto di morte, nel maggio 337) da Eusebio di Nicomedia, un vescovo ariano.Pohlsander, Hans. The Emperor Constantine. London & New York: Routledge, 2004
Sebbene la "Donazione" non sia mai avvenuta, Costantino offrì effettivamente numerosi favori al papato e alla Chiesa romana in generale: il vescovo di Roma ricevette in dono il palazzo lateranense, e vide finanziata dall'imperatore la costruzione, nel luogo dove la tradizione cristiana voleva la tomba di Pietro, dell'antica basilica di San Pietro, detta per questo anche "basilica costantiniana", poi demolita nel periodo rinascimentale per fare posto all'attuale basilica.
Con l'editto di Tessalonica del 380 il, papato e la Chiesa tutta videro ulteriormente rafforzata la loro autorità e influenza nei territori dell'Impero. Con lo spostamento della capitale a Costantinopoli e, dopo la suddivisione dell'impero, a Milano, i papi si ritrovarono sempre più signori de facto di Roma; fu proprio in questo periodo che l'idea del primato papale cominciò svilupparsi, grazie all'attività di figure come Innocenzo I e, soprattutto, Leone Magno.
Il prestigio e il potere acquisiti dal papato negli ultimi anni dell'antichità ebbero tuttavia l'effetto collaterale di attrarre l'interesse dei vari poteri secolari che si susseguirono sul territorio italiano, i quali cercarono, in forma più o meno diretta, di influenzare le politiche dei pontefici o di controllarne la nomina al soglio.
Elenco dei papi da Costantino alla caduta dell'Occidente Sedici papi regnarono durante il periodo che va da Costantino alla caduta dell'Impero:
Milziade (311-314) Silvestro I (314-335) Marco (336) Giulio I (337-352) Liberio (352-366) Damaso I (366-384) Siricio (384-399) Anastasio I (399-401) Innocenzo I (410-417) Zosimo (417-418) Bonifacio I (418-422) Celestino I (422-432) Sisto III (432-440) Leone I (440-461) Ilario (461-468) Simplicio (468-483)
Medioevo (476-1417) Il regno di Odoacre (476-493)
Il papato non subì grosse ripercussioni dalla caduta dell'Impero d'Occidente. Il nuovo signore d'Italia, Odoacre, benché di fede ariana, non interferì in alcun modo nelle questioni teologiche e negli affari dei papi. Al contrario, Gregorovius sostiene che «liberatosi dell'imperatore d'Occidente, il papato cominciò la sua ascesa e la Chiesa di Roma crebbe potentemente sulle rovine, sostituendosi all'impero.»Come riportato in C.Rendina, I Papi. Storia e segreti, p. 118.
L'unica grande questione teologica affrontata dai papi di questo periodo fu il contrasto al monofisismo, che sfociò nello scisma acaciano, il primo di una lunga serie di contrasti tra le chiese d'Oriente e d'Occidente che impegneranno il papato nei secoli successivi.
Elenco dei papi del regno di Odoacre Tre papi regnarono durante il regno di Odoacre:
Simplicio (468-483) Felice III (483-492)