La classe New Mexico fu una classe di navi da battaglia della United States Navy, composta da tre unità entrate in servizio tra il 1917 e il 1919. La classe era fondamentalmente una riproposizione delle precedenti dreadnought della classe Pennsylvania, ma con l'aggiunta di una serie di migliorie in particolare sotto il profilo della tenuta del mare.

Non impiegate nella prima guerra mondiale, le unità trascorsero la maggior parte del periodo interbellico in forza alla United States Pacific Fleet. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939, le unità furono spostate in Atlantico per operare durante il periodo di tensione militare tra gli Stati Uniti e la Germania nazista, ma a seguito dell'attacco di Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 e della conseguente entrata in guerra furono rapidamente inviate a operare nell'oceano Pacifico contro l'Impero giapponese.

Le New Mexico furono intensamente impegnate negli scontri del fronte del Pacifico, supportando le grandi operazioni anfibie statunitensi durante la campagna delle isole Aleutine, la campagna delle isole Gilbert e Marshall, la campagna delle isole Marianne e Palau e la campagna delle Filippine; le unità conclusero il conflitto partecipando agli sbarchi della battaglia di Iwo Jima e della battaglia di Okinawa, nel corso dei quali furono più volte danneggiate in attacchi di kamikaze. La e la furono radiate dal servizio subito dopo la guerra e avviate alla demolizione, mentre la fu conservata come nave scuola per artiglieri venendo dismessa e demolita solo nel 1956.

Il progetto

All'inizio degli anni 1910, la US Navy iniziò a sperimentare l'adozione di cannoni navali in calibro 406 mm (16 pollici per gli statunitensi), dopo che altre marine militari erano passate all'adozione di pezzi in calibro 380 mm (15 pollici); mentre lo sviluppo dei nuovi pezzi progrediva, la Marina statunitense iniziò a valutare una serie di proposte per navi armate con il 406 mm. Il primo progetto prevedeva un'unità dotata di dieci cannoni da 406 mm suddivisi in cinque torri binate, comprensiva anche di una corazzatura potenziata rispetto ai modelli di nave da battaglia precedenti e di una batteria di artiglieria secondaria basata su cannoni da 152 mm (6 pollici) invece che da 127 mm (5 pollici) come nelle precedenti corazzate; venne proposta anche l'idea di una nave più piccola, armata con otto pezzi da 406 mm, come pure il progetto per un'unità più convenzionale dotata dei pezzi standard da 356 mm (14 pollici) come nelle più recenti navi da battaglia statunitensi all'epoca in costruzione. Più la progettazione delle nuove unità progrediva, più ci si rese conto che il costo dei singoli vascelli andava aumentando: se un'unità armata con il 356 mm poteva arrivare a costare 12 milioni di dollari, la stima per la nave da battaglia dotata di otto pezzi da 406 mm arrivava a 16,5 milioni di dollari e quella per la corazzata da dieci pezzi da 406 mm a 19 milioni di dollari..

Anche prima che le prove del nuovo cannone da 406 mm si fossero concluse, il contrammiraglio Joseph Strauss, all'epoca responsabile del Bureau of Ordnance (BuOrd, l'ente della US Navy responsabile dell'approvvigionamento degli armamenti), concluse in un rapporto del 1913 che non valeva più la pena di proseguire nello sviluppo del pezzo: Strauss sostenne che, alla distanza di ingaggio che si riteneva si sarebbe sviluppata nelle battaglie dell'epoca, il cannone da 356 mm era più che capace di perforare la corazzatura delle navi da battaglia, e che una nave armata con dieci cannoni da 356 mm avrebbe avuto maggiori possibilità di colpire il nemico di una armata con otto cannoni da 406 mm. Il General Board of the United States Navy, massimo organo di consulenza tecnica della Marina, si disse d'accordo con le conclusioni di Strauss, e dispose che i progettisti del Bureau of Construction and Repair, sotto la direzione del capo-ingegnere Richard Watt, si concentrassero sullo sviluppo dell'unità armata con pezzi da 356 mm..

I progettisti avanzarono, il 21 novembre 1913, due proposte: la prima per un'unità dal dislocamento di long ton ( tonnellate), e la seconda per una più piccola unità dal dislocamento di long ton ( tonnellate). La prima unità incorporava una batteria secondaria di dodici cannoni da 152 mm, mentre la seconda una di ventuno più piccoli cannoni da 127 mm; la differenza di dislocamento era data anche da riduzioni dello spessore delle barbette dei cannoni e della cintura corazzata intorno allo scafo, come pure da una più ridotta capacità dei serbatoi di carburante. Il General Board si espresse in favore del progetto per l'unità di maggior dislocamento, citando la necessità di una corazzatura più spessa per difendersi dai colpi dei cannoni da 380 mm imbarcati dalle navi da battaglia di altre nazioni, e di pezzi secondari da 152 mm per contrastare l'aumento di capacità in fatto di attacchi veloci con siluri dei cacciatorpediniere più moderni in servizio. Il Segretario alla Marina Josephus Daniels si disse invece contrario e, il 3 gennaio 1914, respinse il progetto per la nave da long ton sulla base dei suoi costi economici troppo elevati; al suo posto, il segretario impose alla Marina di sviluppare semplicemente una versione migliorata delle precedenti unità classe Pennsylvania, la prima delle quali era all'epoca in costruzione.

I lavori sul progetto proseguirono nel corso degli mesi seguenti. I progettisti cercarono di diminuire le infiltrazioni d'acqua dall'alto dello scafo in caso di mare grosso preso di prua, un problema comune con le navi da battaglia precedenti, adottando una prua dal disegno "a clipper". In aggiunta, l'esperienza con le passate corazzate aveva dimostrato che la collocazione dei pezzi secondari in casematte corazzate poste lungo il bordo del cassero non era ottimale, visto che i pezzi venivano spesso messi fuori uso dalle ondate in presenza di mare grosso; si decise quindi di collocare i pezzi secondari più in alto sullo scafo, maggiormente lontani dalle onde del mare. Vari risparmi di peso consentirono di aumentare la robustezza del ponte principale e delle paratie trasversali a ogni estremo della cintura corazzata. Daniels approvò queste modifiche il 2 luglio 1914, mentre il mese seguente il BuOrd propose l'installazione a bordo di una nuova versione del cannone da 356 mm dotata di canna lunga 50 calibri, proposta accolta in settembre: il nuovo pezzo sviluppava una maggiore velocità alla volata, consentendo al proietto di penetrare, rispetto al pezzo da 356 mm standard, 51 mm in più di corazzatura alla distanza di metri. A questo punto i lavori sulla progettazione si fermarono, poiché le offerte ai privati per i contratti dovevano essere presentate a partire dal 6 ottobre seguente..

Nonostante l'apertura della fase di presentazione delle offerte, una grossa modifica venne aggiunta al progetto. All'epoca, il sistema di prolusione standard per le navi da battaglia si basava su turbine a vapore per far girare gli alberi dell'elica, sebbene il primo apparato operasse in modo più efficiente ad alta velocità mentre il secondo generava una spinta più efficace a velocità relativamente basse. Una soluzione al problema fu l'adozione di trasmissioni turbo-elettriche, con le turbine a vapore che producevano energia per alimentare dei motori elettrici i quali, a loro volta, azionavano direttamente gli alberi delle eliche. Gli organi tecnici della Marina raccomandarono l'adozione del nuovo sistema il 17 ottobre, sottolineando che questo aveva molti vantaggi rispetto ai tradizionali sistemi a trasmissione diretta, tra cui un maggiore risparmio di carburante e macchinari più leggeri e più piccoli, con conseguente accorciamento della cittadella corazzata che proteggeva le parti vitali delle navi; inoltre, poiché le turbine avevano bisogno di girare solo in una direzione, potevano essere utilizzati macchinari più semplici senza retromarcia. Il segretario Daniels si convinse, e il 10 novembre autorizzò il cambio di progetto per la prima unità della nuova classe; visto che il sistema a trasmissioni turbo-elettriche era ancora sperimentale, le altre unità della classe avrebbero invece ricevuto sistemi standard a trasmissione diretta..

Il Congresso degli Stati Uniti approvò la costruzione di due unità, le future e ; la vendita alla Grecia, alla metà del 1914, delle due vecchie pre-dreadnought della classe Mississippi consentì tuttavia di disporre di fondi a sufficienza per finanziare una terza nuova nave da battaglia, la futura ..

Caratteristiche Scafo e propulsione

Le unità della classe New Mexico erano parte della serie delle standard-type battleship, iniziata con la classe Nevada impostata nel 1912: si trattava di unità da battaglia piuttosto simili tra loro nelle caratteristiche di base come velocità, corazzatura e armamento, e accomunate dall'uso come propellente dell'olio combustibile al posto del carbone come nelle navi precedenti; l'uniformità delle caratteristiche consentiva di avere una flotta da battaglia omogenea con una conseguente maggiore facilità di comando e controllo. Le New Mexico avevano una lunghezza alla linea di galleggiamento di 180 metri e una lunghezza fuori tutto di 190 metri; la larghezza massima era d 29,7 metri e il pescaggio di 9,1 metri. Il dislocamento standard era di tonnellate ( long ton), cifra che saliva a tonnellate ( long ton) con la nave a pieno carico di combattimento. I loro scafi erano caratterizzati da un lungo castello di prua che scendeva al livello del ponte principale all'altezza dell'albero maestro; alla costruzione, le navi erano dotate di due alberi a gabbia con piattaforme di avvistamento per le direzioni di tiro della batteria principale....

L'equipaggio delle New Mexico ammontava inizialmente a 58 ufficiali e sottufficiali e marinai, ma nel corso della carriera la ciurma delle unità aumentò notevolmente a mano a mano che nuovi apparati venivano aggiunti: dopo le modernizzazioni dei primi anni 1930 l'equipaggio era salito a 82 ufficiali e sottufficiali e marinai, mentre nel 1945, per effetto delle modifiche effettuate nel periodo bellico, la ciurma era salita a 129 ufficiali e altri ranghi..

Tutte e tre le unità erano propulse da quattro turbine tipo Curtin, con il vapore garantito da nove caldaie a olio combustibile della Babcock & Wilcox. Come detto, le turbine della New Mexico generavano l'energia per alimentare i motori elettrici che azionavano poi gli alberi delle eliche, per una potenza complessiva di ; le altre due unità, dotate di un sistema più convenzionale, sviluppavano una potenza massima di . Tutte e tre le unità erano accreditate di una velocità massima di 21 nodi (39 km/h); sebbene la trasmissione turbo-elettrica si dimostrasse efficace e fosse di conseguenza replicato nelle successive unità classe Tennessee, la US Navy decise infine che il sistema era troppo pesante e ingombrante ed esso fu pertanto abbandonato.

Le navi potevano imbarcare fino a tonnellate di carburante nei serbatoi principali, ma sfruttando altri spazi nello scafo la capacità massima poteva essere incrementata fino a tonnellate, il che garantiva un'autonomia di miglia nutiche alla velocità di crociera di 10 nodi ( km a 19 km/h). Con l'aumentare della velocità l'autonomia calava nettamente: a 12 nodi (22 km/h) essa scendeva a miglia ( km), e a 20 nodi (37 km/h) essa crollava a miglia ( km).

Armamento