La religione civile americana () è una teoria sociologica secondo la quale esiste, negli Stati Uniti d'America, una dimensione di natura quasi-religiosa e non settaria che pervade la sfera politica e la vita pubblica del Paese. Al pari di molte religioni, questa fede civile si serve di un sistema di simboli sacri, credenze, rituali tratti dalla storia nazionale e rafrorzano la coesione sociale. Dal XIX secolo, gli studiosi l'hanno descritta come una forza coesiva, un insieme comune di valori che favoriscono l'integrazione sociale e culturale. Nell'articolo Civil Religion in America del 1976, il sociologo statunitense Robert Bellah sostiene che gli statunitensi abbracciano una comune religione civile con determinate credenze, valori, festività e rituali fondamentali in parallelo o a prescindere dalla propria fede religiosa.
L'articolo di Bellah divenne presto il tema principale delle conferenze di sociologia religiosa e furono scritti numerosi articoli e libri sull'argomento. Il dibattito raggiunse il culmine con la celebrazione del Bicentenario statunitense nel 1976...
Teoria Religione civile
Il filosofo francese Alexis de Tocqueville credeva che il cristianesimo fosse la fonte dei principi fondamentali della democrazia liberale e l'unica religione in grado di mantenere la libertà in un'epoca democratica. Era profondamente consapevole dell'odio reciproco tra cristiani e liberali nella Francia del XIX secolo, con radici nell'Illuminismo e nella rivoluzione francese. In Francia, il cristianesimo si alleò con l'Ancien Régime prima del 1789 e con la restaurazione borbonica reazionaria del 1815-1830. Tuttavia, Tocqueville affermò che il cristianesimo non era un antagonista alla democrazia negli Stati Uniti, dove era invece un baluardo contro le tendenze all'individualismo e al materialismo che avrebbero portato all'ateismo e alla tirannia.
L'illuminista Jean-Jacques Rousseau, nell'ottavo capitolo del libro IV de Il contratto sociale (1762), propose l'istituzione di una 'religione civile' incentrata sull'educazione del cittadino all'amore esclusivo per la patria e al rispetto delle leggi. Secondo Rousseau, alla base di una religione civile vi erano l’esistenza di Dio e di una vita dopo la morte, la ricompensa della virtù e la punizione del vizio, l'esclusione dell'intolleranza religiosa.
Nel 1749, in The proposals relating the education of youth in Pennsylvania, Benjamin Franklin sostenne "la necessità di una religione pubblica in funzione della sua pubblica utilità" da inculcare ai giovani attraverso l'insegnamento della storia.
Religione civile americana
Secondo Bellah, la presenza di "Dio" nella politica statunitense risale alla guerra d'indipendenza e alla nascita degli Stati Uniti: nel suo primo discorso inaugurale del 30 aprile 1789, George Washington aveva fatto esplicito riferimento a Dio in quanto "mano invisibile" che conduce gli affari degli uomini, come colui che ha stabilito le regole da rispettare in Terra e che gestisce il consiglio delle nazioni. Le parole e gli atti dei padri fondatori e dei primi presidenti diedero forma e tono alla religione civile americana, ma non fecero mai riferimento a Gesù o ad altre figure del cristianesimo.
Bellah sostiene che il Dio della religione civile non è solo piuttosto "unitario" ma è molto più legato all'ordine, alla legge e al diritto piuttosto che alla salvezza e all'amore: è un Dio attivamente interessato e coinvolto nella storia, con una preoccupazione speciale per gli USA che diventano quindi una sorta di "Israele statunitense". Nel suo secondo discorso inaugurale, Thomas Jefferson fece un parallelismo tra il popolo statunitense, fuggito dall'Europa e insediatosi negli USA, e il popolo eletto, quello ebraico, fuggito dall'Egitto verso la Terra promessa, come raccontato nell'Esodo.
In riferimento al discorso di insediamento di John Fitzgerald Kennedy del 20 gennaio 1961, Bellah fa notare l'utilizzo della parola "God", Dio, senza alcun collegamento specifico ad una particolare religione cristiana e nonostante la separazione Stato-chiesa. Dio è colui che ha conferito i diritti all'uomo e rappresenta un elemento comune alla grande maggioranza degli Statunitensi, che ha sempre svolto un ruolo cruciale nello sviluppo delle istituzioni statunitensi, fornendo una dimensione religiosa alla politica e alla vita statunitensi e creando di fatto una religione civile.
Bellah sostiene inoltre che gli statunitensi siano arrivati a vedere il documento della Costituzione degli Stati Uniti, insieme alla Dichiarazione d'indipendenza e al Bill of Rights, come pietre miliari di un tipo di religione civile o politica.
Il sociologo politico Anthony Squiers sostiene che questi testi agiscono come la "sacra scrittura" della religione civile americana perché sono usati come simboli autorevoli in quella che chiama la "politica del sacro". Tale concetto, secondo Squiers, è "il tentativo di definire e dettare ciò che è in accordo con il sacro religioso civile e ciò che non lo è. È una battaglia per definire ciò che può e non può essere e ciò che deve e non deve essere tollerato e accettato nella comunità, in base alla sua relazione con ciò che è sacro per quella comunità.".
La nazione fornisce ruoli centrali quasi religiosi ai suoi presidenti e onori ai suoi martiri, come Abraham Lincoln e come i soldati uccisi nella guerra civile americana. Gli storici hanno notato il ricorso, a livello presidenziale. della retorica della religione civile in particolari frangenti storici, profondamente sensibili, come la seconda guerra mondiale, il Movimento per i diritti civili degli afroamericani, e gli attentati dell'11 settembre 2001.
Quattordici principi In un'indagine su più di cinquant'anni di studi sulla religione civile americana, Squiers identifica quattordici principi:.
Pietà filiale; Reverenza verso determinati testi e simboli sacri come la Costituzione, la Dichiarazione d'indipendenza e la bandiera; La santità delle istituzioni statunitensi; La fede in Dio o in una divinità; L'idea che i diritti sono dati divinamente; La nozione che la libertà viene da Dio attraverso il governo; L'autorità governativa viene da Dio o da un'autorità trascendente superiore; La convinzione che Dio possa essere conosciuto attraverso l'esperienza statunitense; Dio è il giudice supremo; Dio è sovrano; La prosperità degli Stati Uniti deriva dalla provvidenza di Dio; Gli USA sono una "città su una collina" o un faro di speranza e rettitudine; Il principio della morte e della rinascita sacrificali; Gli Stati Uniti hanno uno scopo più alto degli interessi personali;
Squiers ha inoltre scoperto che non ci sono differenze statisticamente significative nella quantità di linguaggio religioso civile statunitense tra democratici e repubblicani, in carica e non in carica, né tra candidati presidenziali e vicepresidenti..
Questo sistema di credenze è stato storicamente utilizzato per rifiutare idee e gruppi anticonformisti. Teorici come Bellah sostengono che la religione civile americana può svolgere le funzioni religiose di integrazione, legittimazione e profezia, mentre altri teorici, come Richard Fenn, non sono d'accordo.
Sviluppo La maggior parte degli studiosi della religione civile americana segue l'interpretazione di base di Robert Bellah ed Émile Durkheim.. Altri contributi allo studio della religione civile americana sono stati dati dal filosofo John Dewey con A Common Faith (1934) e dal sociologo Robin Murphy Williams, che, in American Society: A Sociological Interpretation (1951), descrive una "religione comune" negli USA: vi è poi l'antropologo e sociologo William Lloyd Warner, con le sue analisi sulle celebrazioni del Memorial Day in "Yankee City" (1953), e lo storico Martin Marty, con la "Religione in generale" (1959); il teologo Will Herberg e l'"American Way of Life " (1960, 1974); lo storico Sidney Mead e la "Religione della Repubblica" (1963); e lo scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton, secondo cui gli Stati Uniti sono "l'unica nazione [...] fondata su un credo" e "una nazione con l'anima di una chiesa".
Diversi storici, come Yehoshua Arieli, Daniel Boorstin e Ralph Gabriel", valutarono la dimensione religiosa del 'nazionalismo', del 'credo americano', della 'religione culturale' e della 'fede democratica'.
Il sociologo Seymour Martin Lipset ha fatto riferimento all'"americanismo" e al "credo americano" per caratterizzare un insieme distinto di valori che gli statunitensi sostengono con un fervore quasi religioso.
Secondo gli scienziati sociali Ronald Wimberley e William Swatos, sembra esserci un fermo consenso tra gli studiosi riguardo alla particolare natura religiosa di una parte dell'americanismo che può essere definita religione civile. Ma questa natura religiosa è meno significativa della "religione universale trascendente della nazione" di cui hanno scritto intellettuali francesi della fine del XVIII secolo come Jean-Jacques Rousseau e Alexis de Tocqueville..
Prove a sostegno della teoria di Bellah Ronald Wimberley e altri ricercatori hanno effettuato ampie indagini e studi di analisi fattoriale che hanno dato sostegno all'argomentazione di Bellah secondo cui la religione civile è un fenomeno culturale distinto all'interno della società statunitense che non è incarnato nella politica statunitense o nella religione confessionale.
Esempi di credenze religiose civili si riflettono nelle affermazioni citate nella ricerca come:
"Oggi l'America è la nazione scelta da Dio". "L'autorità di un presidente [...] viene da Dio." "La giustizia sociale non può essere basata solo sulle leggi, ma deve venire anche dalla religione". "Dio può essere conosciuto attraverso le esperienze del popolo americano" "Le feste come il 4 luglio sono religiose oltre che patriottiche" "Dio benedica l'America"
Ricerche successive hanno cercato di determinare la figura del religioso civile. In uno studio del 1978 di James Christenson e Ronald Wimberley, i ricercatori hanno scoperto che un'ampia sezione trasversale di cittadini statunitensi ha credenze religiose civili. In generale, però, i laureati e i liberali politici o religiosi sembrano esserlo un po' meno. Protestanti e cattolici hanno lo stesso livello di religiosità civile. Le religioni create negli Stati Uniti, come il movimento dei Santi degli ultimi giorni, l'avventismo e il pentecostalismo, hanno la più alta religiosità civile. Ebrei, unitari e coloro che non hanno preferenze religiose hanno la religiosità civile più bassa. Anche se ci sono variazioni nei punteggi, si scopre che la "grande maggioranza" degli statunitensi condivide i tipi di credenze religiose civili trattati da Bellah.
Ulteriori ricerche hanno evidenziato che la religione civile gioca un ruolo nelle preferenze delle persone per i candidati e le posizioni politici. Nel 1980 Ronald Wimberley scoprì che le credenze religiose civili erano più importanti della lealtà a un partito politico nel prevedere il sostegno a Nixon rispetto al democratico George McGovern, considerando un campione formato da alcuni frequentatori della chiesa ogni domenica mattina intervistati vicino alla data delle elezioni e un gruppo generale di residenti nella stessa comunità. Nel 1982 James Christenson e Ronald Wimberley scoprirono che la religione civile era seconda solo all'occupazione nel predire le opinioni politiche di una persona.
Coleman ha sostenuto che la religione civile è un tema diffuso nella storia, affermando che tipicamente si evolve in tre fasi: indifferenziazione, sponsorizzazione statale nel periodo della modernizzazione, differenziazione. La sua tesi viene sostenuta con dati storici comparativi provenienti da Giappone, Impero romano, Unione Sovietica, Turchia, Francia e Stati Uniti.
Tematiche
Rivoluzione americana