Biografia Eva Tea nacque il 18 febbraio 1886 a Biella, figlia di Alberto Tea e Anna Ricci. Eva Tea aveva due sorelle, Maria e Silvia (detta Silvestra) e un fratello, Giuseppe. Quando aveva due anni, la famiglia si trasferì a Verona. Studiò lettere e filosofia all'Università degli Studi di Padova e poi storia dell'arte a Roma, presso la Scuola di perfezionamento in storia dell'arte medioevale e moderna.
Nel 1915 conobbe l'archeologo Giacomo Boni, con il quale lavorò per la pubblicazione dei risultati degli scavi che questi stava compiendo sul Palatino. Dopo aver lavorato come storica dell'arte a Roma, Venezia e Ravenna nel 1922 vinse il concorso per l'insegnamento di storia dell'arte presso l'Accademia di belle arti di Brera a Milano.
Nel 1925 morì Giacomo Boni, lasciando proprio ad Eva Tea l'incarico di riordinare gli scritti e il materiale concernente i suoi studi archeologici. Nel 1932 scrisse una sua biografia, Giacomo Boni nella vita del suo tempo. Successivamente donò vari appunti e lettere di Giacomo Boni all'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere.
Dal 1927 al 1956 fu anche docente presso l'Università Cattolica di Milano, ambiente in cui assorbì i nuovi stimoli culturali provenienti dal fondatore dell'Istituto, padre Agostino Gemelli.
Nel 1929 iniziò una stretta collaborazione professionale con monsignor Giuseppe Polvara, fondatore della Scuola d'arte sacra Beato Angelico, e animatore di molteplici iniziative per la rinascita dell'arte sacra. Divenne terziaria francescana impegnandosi a favore dei diseredati, per esempio organizzando attività formative e ricreative per i ragazzi meno abbienti. Esemplare in questo senso fu la fondazione nel 1930 dell'Opera delle modelle (Opera T.E.A.), una casa famiglia per accogliere e fornire una prima istruzione alle ragazze che posavano per gli artisti dell'accademia, spesso ragazze di famiglie povere costrette a vivere di espedienti.
Intanto continuava l'impegno a Brera: nel 1944-45 fu nominata vice-direttrice dell'accademia. Nel 1956 raggiunse il limite d'età per l'insegnamento.
Dopo il raggiungimento del pensionamento, Eva Tea visse presso la scuola Beato Angelico, e in seguito alloggiò nello stabile di via Bezzi 3, sua ultima dimora a Milano. Nel 1967, la nipote Maria Teresa Avesani, figlia del fratello Giuseppe, la convinse a trasferirsi insieme alla sorella Maria nella casa di riposo delle suore Orsoline a Tregnago, in provincia di Verona. Qui morì il 29 luglio 1971 e fu sepolta a Verona.
Successivamente alla morte, la nipote Maria Teresa selezionò documenti e testi di maggior valore e costituì il Fondo Tea conservato nella biblioteca del museo di Castelvecchio di Verona.
Allievi Numerosi furono i suoi allievi presso l’Accademia di Brera, l’Università Cattolica, e la Scuola Beato Angelico, da cui fu molto amata.
Tra questi: Franca Baratti
Giancarlo Iliprandi, di cui determina gli orientamenti critico-culturali, indirizzandolo a percepire e interpretare la storia dell’arte in senso ampio, sia cronologicamente sia in termini di una lettura personalizzatala, la cita come una dei grandi maestri di Brera insieme a Guido Ballo.
Marco Melzi
Lorenzo Milani, iscritto a Brera dal 1941, che ne fu influenzato nella sua conversione al cristianesimo.
Goliardo Padova, che ne conserva testimonianza affettuosa in varie sue lettere e con la quale collabora per le ricerche storiche e i primi restauri agli antichi affreschi lombardi nelle Abbazia di Viboldone e di Chiaravalle.
Roberto Togni, che ne ricorda le sue parole sugli artisti:
«Nessuno ha tante trovate come l’artista: ogni trovata è una piccola invenzione. Il grande inventore a sua volta somiglia all’artista. Anch’egli ha vivace l’ideazione, anch’egli conosce il baleno che risolve in un attimo i problemi lungamente meditati. Tutta la tecnica delle arti non è che una serie di invenzioni e di scoperte, che si giovano della scienza e alla scienza portano giovamento. È bene che l’artista coltivi la filosofia perché essa gli abbrevia la via del pensare e lo informa di ciò che si è pensato prima di lui evitandogli l’errore delle soluzioni semplicistiche. Essa sviluppa il senso critico, senza del quale non si progredisce in arte; chiarisce le tendenze del tempo, solleva sopra le cose contingenti, fa presente l’eterno». (Eva Tea, lezione agli allievi dell’Accademia di Brera durante la guerra, nel 1944).
Opere Giacomo Boni nella vita del suo tempo, 2 volumi. Milano, Casa Editrice Ceschina, 1932. L'Accademia di belle arti a Brera, Milano. F. Le Monnier, 1941.
Note
Bibliografia Adele Simioli, Eva Tea. Storia dell'architettura tra medioevo e contemporaneità, Tesi di specializzazione in storia dell'architettura contemporanea, Università Cattolica del Sacro Cuore, AA 2006/2007. Myriam Pilutti Namer, Il fondo ‘Eva Tea’ al Museo di Castelvecchio: linee interpretative per una ricognizione preliminare. Verona Illustrata n. 31, 2018.
Collegamenti esterni
https://www.ilcondominionews.it/tea-eva/ https://rivista.vitaepensiero.it/scritti-da/eva-tea-341.html
Categoria:Professori dell'Università Cattolica del Sacro Cuore Categoria:Sepolti nel cimitero monumentale di Verona Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Padova