Nastàs'ja Filìppovna Baraškova (; AFI: ) è uno dei personaggi principali del romanzo L'idiota di Fëdor Dostoevskij.
È una delle figure più importanti dell'intera produzione dostoevskijana e in lei l'enigma della contraddizione della natura umana trova una delle rappresentazioni più alte e profonde. La sua affascinante e misteriosa bellezza è un elemento chiave del romanzo che alimenta tanto i desideri quanto i conflitti degli altri personaggi fungendo da catalizzatore per i dilemmi morali e le tensioni emotive che si sviluppano nel corso della vicenda narrata. Nel corso degli anni sono state offerte numerose chiavi di lettura in saggi e studi critici che hanno approfondito le connotazioni simboliche, religiose, psicologiche, morali, letterarie e stilistiche di questo personaggio. A grandi linee, si possono individuare due interpretazioni principali: una considera l'eroina come un'etera spietata, femme fatale vendicativa e orgogliosa, donna in preda a una passione sensuale debordante che è la causa della sua distruzione; l'altra la considera come l'incarnazione della sensibilità morale e della castità, dell'aspirazione verso un ideale e dell'amore puro, una vittima della corruzione della società..
Biografia del personaggio
I primi anni Il padre di Nastas'ja Filippovna è Filipp Aleksandrovič Baraškov, un proprietario terriero, povero e indebitato, delle province centrali della Russia.. Ufficiale a riposo di una famiglia di buona nobiltà, Baraškov si allontana dalla proprietà per raggiungere la città capoluogo del distretto per incontrare uno dei suoi maggiori creditori; lo starosta delle sue proprietà lo raggiunge riportandogli la notizia che la casa è bruciata e nell'incendio ha perso la vita anche la moglie. Baraškov muore da lì a tre mesi, dopo essere impazzito. La proprietà viene venduta per saldare i debiti, mentre delle due figlie di Filipp (all'epoca dei fatti di sei e sette anni) si fa carico il vicino di casa Afanasij Ivanovič Tockij, un funzionario in ritiro. La più piccola muore di tosse canina poco dopo e Nastas'ja resta orfana e senza altri affetti familiari.
A Pietroburgo
Nastas'ja, che ormai non è più una bambina, si trasferisce a Pietroburgo. Tockij desidera sposare una delle figlie del suo amico, il generale Ivan Epančin e la decisione non lascia Nastas'ja indifferente. Per quietarla, Tockij ed Epančin pensano di combinare un matrimonio tra lei e Ganja, il segretario del generale, e comprare il silenzio di Nastas'ja offrendo una dote di rubli. Nella conversazione tra Epančin e Tockij traspare, inoltre, il desiderio del primo di poter diventare l'amante della giovane donna: il generale è ben disposto a dare una delle sue figlie in sposa all'amico, e si compiace al solo prefigurare di poter mettere le mani sulla "figlia adottiva" di Tockij..
Nastas'ja si reca nella casa del generale Ìvolgin, padre di Ganja, per poter fare la conoscenza della sua futura suocera, Nina Aleksandrovna. La situazione precipita e la sorella di Ganja, Varvara, dà della svergognata a Nastas'ja; Ganja sta per colpire la sorella con uno schiaffo quando si intromette il principe Lev Nikolaevič Myškin, giunto da poco in città e affittuario di casa Ìvolgin. Quella sera stessa Nastas'ja organizza una festa a casa sua; tra gli invitati figura anche Tockij, e si aspetta il sì definitivo della ragazza alle nozze con Ganja.. La festa degenera con l'arrivo di Parfën Rogožin, ragazzo innamorato di Nastas'ja, e della sua banda. Nastas'ja chiede al principe se debba o meno sposare Ganja, e Lev le dice di non farlo.. Subito dopo, chiede lui stesso la mano di Nastas'ja; sebbene in un primo momento sia sul punto di accettare, rifiuta la proposta del principe e scappa a Mosca con Rogožin, nell'incredulità generale..
In fuga da Pietroburgo Il rapporto tra Parfën e Nastas'ja è ondivago. I due sperperano denaro, fanno baldoria insieme., ma frequenti sono i loro litigi e Rogožin finisce anche per usare la violenza su Nastas'ja, picchiandola per la gelosia. Quando ormai si apprestano a convolare a nozze, Nastas'ja fugge via da Parfën: Rogožin la insegue e il rapporto tra i due riprende. Nel frattempo Nastas'ja inizia a scrivere delle lettere alla più piccola delle figlie del generale Epančin, la ventenne Aglaja Ivanovna.; in queste lettere, Nastas'ja manifesta il suo desiderio di vedere Lev e Aglaja sposarsi.
Gli ultimi giorni Nastas'ja e Lev hanno modo di rivedersi a Pavlovsk, nei pressi di Pietroburgo. Una sera, su richiesta di Aglaja e con l'aiuto di Rogožin, viene fissato un incontro tra le due ragazze. Ne segue un duro scambio di accuse e di insulti tra le due... Nastas'ja ordina a Rogožin di andarsene e chiede a Myškin di restare con lei; inoltre, dice ad Aglaja che, qualora glielo chiedesse, il principe sceglierebbe lei e non Aglaja. A queste parole, Lev ha un momento di esitazione. Aglaja, offesa, scappa via e quando Lev prova a inseguirla viene fermato da Nastas'ja, che sviene. Quando si riprende, lei e il principe decidono di sposarsi.. Il giorno del matrimonio, Nastas'ja vede tra la folla Rogožin e si precipita da lui, chiedendogli di portarla via. Dopo qualche ora Parfën uccide Nastas'ja in casa con il pugnale e, avvertito il principe, gli mostra il cadavere della ragazza.. Creazione e sviluppo Negli anni '60 del diciannovesimo secolo, Dostoevskij vive un periodo di profondo turbamento e di crisi economica; dopo aver perso somme considerevoli di denaro al gioco d'azzardo, ottiene una cifra di quattromila rubli come anticipo per l’uscita di un romanzo sulla rivista Messaggero Russo ().. Per via di questa commissione, inizia la stesura de L'idiota.
Al momento in cui viene scritta la lettera da Ginevra, i due eroi già «chiari nell'anima» dello scrittore sono Parfën Rogožin e Nastas'ja Filippovna, i quali sono presentati nella prima parte del romanzo già nella loro motivazione psicologica...
Come per quasi tutti i romanzi dell'autore russo, la scrittura è stata piuttosto lenta, e il processo creativo molto articolato... Analizzando il materiale preparatorio, raccolto nei quaderni 3, 10 e 11 dell'Archivio centrale di Mosca, Pavel Sakulin e Nikolaj Bel'čikov hanno identificato nove diversi piani, corrispondenti ad altrettanti sviluppi della trama, grazie ai quali si può seguire la formazione dei personaggi maggiori del romanzo, tracciando i cambiamenti, spesso radicali, che questi subirono dall'agosto 1867 fino alla pubblicazione nel febbraio 1869 degli ultimi capitoli della quarta parte del romanzo... Ad esempio, in una versione preliminare del romanzo, Nastas'ja è innamorata di Ganja e viene stuprata dall'idiota (fratello di Ganja, in questo piano dell'opera).; in una rielaborazione successiva è invece Ganja a commettere la violenza sulla ragazza..
Fonti d'ispirazione
Il processo Umeckij
Dal 26 settembre al 18 ottobre 1867, su alcuni articoli di cronaca riportati dal quotidiano La voce (), Dostoevskij ha modo di leggere i resoconti del processo nel quale è coinvolta la famiglia Umeckij.: a Kašira, nel governatorato di Tula, una ragazza di sedici anni tenta ben quattro volte di dar fuoco alla casa dei propri genitori, due proprietari terrieri di medio livello economico, a causa dei maltrattamenti subiti e delle vessazioni..... Della lettura di questo fatto di cronaca e della reazione di Dostoevskij si trova traccia sia nelle memorie di Anna Grigor'evna Dostoevskaja sia in una lettera dello scrittore a Majkov datata 21 ottobre 1867.. Il tentativo dell'adolescente Ol'ga Umeckaja. di vendicare le violenze subite diventa uno dei tratti caratteristici di Nastas'ja, desiderosa di vendetta a seguito delle violenze di cui è stata oggetto da bambina: la ragazza, infatti, viene descritta nelle bozze preparatorie come «timida, ma terribilmente insolente e vendicativa dentro di sé, come una vipera», e «ingenua nei suoi desideri: vendicarsi di tutti»..
Altri modelli d'ispirazione
Nell'immagine di Nastas'ja si possono scorgere alcuni tratti di somiglianza sia con la prima moglie dello scrittore, Marija Dmitrievna., sia con Polina Suslova..., la femme fatale che fu motivo di ispirazione per molti dei personaggi femminili dostoevskijani (Polina Aleksandrovna ne Il giocatore, Katerina Ivanovna Marmeladova in Delitto e Castigo, Lizaveta Nikolaevna ne I demoni, Katerina e Grušenka ne I fratelli Karamazov): nel rapporto tra l'eroina del romanzo e Tockij si manifestano in qualche misura i profondi motivi psicologici di amore e odio che furono l'essenza del rapporto tra Suslova e Dostoevskij.. Secondo il critico letterario Leonid Grossman, Dostoevskij si è ispirato anche alla figura di Avdot'ja Panaeva., organizzatrice negli anni 1840 di un salotto letterario a San Pietroburgo nei pressi di via Vladímirskaja, ai Cinque Canti (), ovvero quello che nel romanzo è l'appartamento di Nastas'ja.
Nell'episodio che vede Nastas'ja avere una colluttazione con un ufficiale amico di Evgenij Pavlovič, Dostoevskij prende a modello Ol'ga Sokratovna, moglie dello scrittore Nikolaj Černyševskij e vittima di una situazione simile.
Per quanto concerne la morte di Nastas'ja, Dostoevskij si è ispirato a un altro fatto di cronaca riportato dai giornali russi nel novembre 1867.. A Mosca, il mercante Mazurin fu accusato di aver ucciso il gioielliere Kalmykov. Come risulta dalle cronache giudiziarie, l'arma del delitto fu un rasoio, il luogo del delitto fu la casa dell'assassino in una stanza accanto alla camera da letto della madre, e il cadavere fu ricoperto con un'incerata americana. Tutti questi dettagli confluiscono negli appunti preparatori del 7 novembre. e, infine, nelle ultime pagine del romanzo, dove persino il disinfettante utilizzato da Rogožin, il liquido di Ždanov, coincide con quello adoperato da Mazurin.. Konstantin Močulʹskij ha notato che Nastas'ja cita più volte ques'episodio di cronaca nera e afferma di aver letto la notizia proprio il giorno in cui Parfën entra nella sua vita.
Tra i modelli letterari, invece, figurano le eroine di George Sand, e in particolare l'Edmée del romanzo del 1837 Mauprat., ma anche l'Emma Rouault di Gustave Flaubert..
Il nome Nelle sue opere, Dostoevskij ama usare nomi dal forte valore simbolico.. Il personaggio di Nastas'ja Filippovna compare nelle prime bozze del 14 settembre 1867 con il nome di Mignon, che richiama la delicata e sofferente ragazza de Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di Goethe.: già sette anni prima l'intenzione di creare una "Mignon russa" è delineata nei taccuini dell'autore, sebbene non ci siano pervenute bozze di quel periodo.. Nei quaderni di appunti 3 e 11 lo scrittore utilizza in modo alternato i nomi Mignon, Umeckaja e le iniziali O.U. (Ol'ga Umeckaja). ed è solo a partire dal 7 marzo 1868 che Dostoevskij inizia a usare il nome Nastas'ja (o le sole iniziali N.F.).. Il nome Nastas'ja, ipocoristico di Anastasia, deriva dal greco ἀνάστασις (anástasis), cioè "risveglio, resurrezione", e sarebbe stato scelto da Dostoevskij per illudere il lettore del suo potenziale benefico intrinseco.. Il cognome Baraškova, invece, deriva da барашек (barashek), ossia "agnello", il che fa del personaggio il simbolo di una vittima sacrificale.. Secondo Konrad Onasch, la scena finale del romanzo è appunto una rievocazione del sacrificio del Golgota.. Nella lettura di Nina Pelikan Straus, la morte di Nastas'ja è una rappresentazione sì della crocefissione di Cristo, ma rovesciata: una versione surrealista della pietà, con i generi invertiti, e femminista nella sua semiotica perché è la donna, Nastas'ja, a essere messa sulla croce..
Aspetto e personalità Il personaggio di Nastas'ja viene introdotto gradualmente..: dapprima si fa il suo nome sul treno per Pietroburgo., in un secondo momento si descrive il suo dipinto a casa del generale Epančin.., e infine viene presentata Nastas'ja in carne e ossa quando fa irruzione in casa Ìvolgin..