La Quinta Armata d'India (pt 5.ª Armada da Índia) fu allestita nel 1503 su ordine del re Manuele I del Portogallo e posta sotto il comando di Alfonso de Albuquerque. Fu il primo viaggio di Albuquerque in India. Non fu una spedizione particolarmente riuscita: errori di navigazione dispersero la flotta all'andata, le navi persero molto tempo tentando di ricongiungersi e molte finirono per viaggiare da sole.

L'avanguardia arrivò in India appena in tempo per salvare il sovrano alleato portoghese di Kochi da un'invasione via terra da parte dello Zamorin di Calicut, provocata dall'operato della Quarta Armata d'India (Gama, 1502). Anticipando una nuova invasione, i portoghesi eressero Forte Sant'Iago a Kochi, il primo forte portoghese in Asia, al comando di Duarte Pacheco Pereira quale primo capitano generale. Stabilirono anche la terza feitoria in India a Quilon.

Uno degli squadroni dell'armata, al comando di António de Saldanha, perse la traversata per l'India e finì per trascorrere l'anno a pirateggiare lungo la costa dell'Africa orientale. I capitani di questo squadrone fecero diverse scoperte significative, come Table Bay (Sudafrica) e, cosa più importante, l'isola strategica di Socotra (vicino al Golfo di Aden). Oltre a ciò, pretesero tributi a Zanzibar e Barawa.

La flotta La V Armata era composta da nove (in alcuni resoconti dieci) navi divise in tre squadroni. Il primo squadrone era guidato da Afonso de Albuquerque, il secondo da suo cugino Francisco de Albuquerque e il terzo da António de Saldanha.

L'esatta composizione dei tre squadroni differisce nei vari resoconti. Il seguente elenco non dovrebbe essere considerato autorevole in quanto provvisorio e compilato incrociando i dati dei vari resoconti, alcuni contrastanti. Primo Squadrone (A. Albuquerque) Secondo Squadrone (F. Albuquerque) Terzo Squadrone (A. Saldanha) 1. Sant'Iago (Alfonso de Albuquerque) - 300t nau 4. Rainha (Francisco de Albuquerque) 7. (Antonio de Saldanha). 2. Espírito Santo (Duarte Pacheco Pereira) - 350t nau 5. Faial (Nicolau Coelho) 8. (Rui Lourenço Ravasco) 3. São Cristóvão (Fernão Martins de Almada) - 150t 6. (Pedro Vaz da Veiga) 9. (Diogo Fernandes Pereira) 3a. Catharina Dias (incerta) - 100t Quasi tutte le cronache portoghesi suggeriscono che il primo squadrone fosse composto solo da tre navi. Tuttavia, il resoconto del passeggero italiano Giovanni da Empoli, l'unico testimone oculare della spedizione, ne riporta quattro e fornisce i loro nomi e tonnellaggi come sopra elencato... L'elenco dei capitani si basa principalmente su Décadas di João de Barros,. Chronica di Damião de Góis,. História di Castanheda,. Ásia portuguesa di Faria e Sousa. e Annaes da Marinha di Quintella. La Relação das Naus da Índia confonde Fernão Martins de Almada e Pedro Vaz da Veiga L'errore è corretto in una glossa al manoscritto che fornisce anche (unica fonte insieme al mansocritto di Empoli) alcuni dei nomi delle navi: 1. Albuquerque sulla Sant'Iago, 2. Duarte Pacheco sulla Conceição (e non la Espírito Santo riportata da Empoli) e 3. Almada sulla São Cristóvão nel I Squadrone. Non v'è menzione della Catharina Dias di Empoli. Si riporta inoltre che F. de Albuquerque fosse sulla Rainha e Coelho sulla Faial nel II Squadrone. La cronaca di Gaspar Correia pone il nipote Vicente Albuquerque (figlio di Francisco?) al comando di una delle nau del primo squadrone, smistando Almada al secondo squadrone al posto di Vaz da Veiga che viene omesso. Interessante notare che sempre Correia (p. 288) aveva assegnato Rui Lourenço Ravasco e Diogo Fernandes Pereira al III Squadrone della Quarta Armata d'India (Gama, 1502) e poi (pp. 412-13) allo squadrone di Saldanha nella Quinta Armata.

I cugini Albuquerque erano cavalieri dell'Ordine di San Giacomo della Spada, Nicolau Coelho era un vecchio capitano veterano delle spedizioni in India, avendo navigato nella Prima Armata d'India (Gama, 1497) e nella Seconda Armata d'India (Cabral, 1500). Anche il capitano Duarte Pacheco Pereira poteva essere alla sua seconda traversata indiana perché si ritiene possa aver viaggiato come passeggero con la II Armata. è l'unico cronista a riportare il fatto che ha finito per essere messo in discussione da e .

Si sa che almeno una delle navi era allestita privatamente dal consorzio Marchionni. Il fiorentino Giovanni da Empoli (po. João de Empoli), che avrebbe poi scritto un resoconto del viaggio, era un fattore privato di casa Marchionni ed era a bordo della loro nave di cui però Empoli non menziona il nome ma si ritiene fosse la São Cristóvão di Fernão Martins de Almada. La quarta nave del primo squadrone, che Empoli identifica come Catharina Dias, era probabilmente anch'essa equipaggiata privatamente, forse proprio dalla ricca mercante di Lisbona Catarina Dias de Aguiar che aveva già equipaggiato navi indiane. È curioso che Empoli sia l'unico scrittore che cita la Catharina Dias. Nessuno dei successivi cronisti portoghesi cita la sua esistenza.

António de Saldanha era un nobile castigliano al servizio portoghese, Diogo Fernandes Pereira un esperto maestro di vela, probabilmente comandante di una nave attrezzata dalla comunità mercantile di Setúbal.

La missione

LArmada guidata da Pedro Álvares Cabral nel 1500 aveva aperto le ostilità tra il Regno del Portogallo e lo Zamorin di Calicut (Calecute, Kozhikode), la potenza marittima dominante sulla costa indiana del Malabar. La notizia della guerra era arrivata a Lisbona troppo tardi per interessare l'allestimento della Terza Armata d'India (Nova, 1501), interessando invece la Quarta Armata d'India (Gama, 1502). Gama terrorizzò la costa, bombardò Calicut e organizzò l'embargo della città, sperando in questo modo di portare a patti lo Zamorin ma questi non cedette ed assunse invece una flotta di corsari arabi per rompere il blocco portoghese. Anche se la flotta araba di Calicut fu distrutta da Gama in uno scontro avanti il porto della città alla fine del 1502, fu una vittoria strategicamente non rilevante. La resilienza e intraprendenza dello Zamorin resero chiaro a Gama che una sola dimostrazione di forza non era sufficiente per piegarlo; necessitava uno sforzo più organizzato che la sua Armada non era in grado di sostenere. Un altro sviluppo preoccupante era che due passeggeri italiani della flotta di Gama avevano abbandonato la nave a Cannanore (Canonor, Kannur) e si erano diretti alla corte dello Zamorin a Calicut. Entrambi erano ingegneri militari e probabilmente agenti segreti della Repubblica di Venezia. Finora, la maggiore portata e potenza di fuoco dell'artiglieria navale portoghese aveva reso inutili i cannoni indiani e permesso ai lusitani di dominare impunemente le coste. Ma gli italiani offrirono allo Zamorin i loro servigi per dotarlo di cannoni moderni europei e colmare il divario tecnologico con il nemico, ipotecandone la presenza in India. Così, dopo aver rinnovato formalmente i trattati con gli alleati in loco, cioè Kochi (Cochim) e Cannanore, Gama lasciò l'India per richiedere a Lisbona una flotta abbastanza forte in uomini e armi per, se non sottomettere Calicut, almeno rafforzare la posizione portoghese nelle città alleate. Gama lasciò una piccola pattuglia navale armata di circa sei caravelle sotto lo zio Vicente Sodré, con rigide istruzioni per molestare le navi di Calicut e proteggere le città alleate da ritorsioni dello Zamorin. Gama arrivò a Lisbona alla fine dell'estate del 1503, quando Albuquerque era già partito. La V Armata salpò quindi con mezzi inadeguati a gestire la ribollente situazione indiana.

Non è chiaro quali istruzioni (regimento) la Corona portoghese abbia dato ad Albuquerque: i cronisti parlano della costruzione di un fortino a Kochi e di lasciare uno squadrone (agli ordini di Saldanha) in Africa, alla foce del Mar Rosso, per molestarvi le navi arabe ma si tratta di conclusioni a posteriori. Certamente, la Quinta trasportava materiali per la costruzione di una fortezza in legno in India, anche se poteva benissimo essere destinata per Calicut dando per riuscita la missione di Gama. La costituzione della pattuglia di Saldanha sembra più casuale che intenzionale: avendo perso i venti estivi per una traversata oceanica, non c'era altro da fare per loro se non sfruttare la permanenza in Africa per della pirateria ai danni dei musulmani.

L'armata non era certamente una spedizione massiccia o ben armata: solo nove navi. Se tre fossero state effettivamente designate per rimanere in Africa, sarebbero rimaste solo sei navi (una o due delle quali erano attrezzate privatamente) per gestire quella che era ormai una vera e propria guerra sulle coste indiane. Rispetto allArmada di Gama, 20 navi ben armate, il misero allestimento della Quinta lascia supporre l'idea di fondo che la spedizione non fosse destinata ad imprese guerresche.

Una possibile conclusione è che l'''Armada del 1503 fu concepita come una spedizione commerciale indiana piuttosto tranquilla a seguito del (presunto) successo di Gama. C'era poco da fare se non consegnare materiali da costruzione, caricare spezie e tornare casa, nella migliore delle ipotesi lasciando dietro di sé un paio di navi per rafforzare la pattuglia costiera dell'Oceano Indiano.

Il viaggio di andata

6 aprile 1503 - Il primo squadrone della Quinta, tre (o quattro) navi sotto Albuquerque, parte da Lisbona. (Il cronista Diogo do Couto fissa a metà marzo la partenza).

14 aprile 1503 - Il secondo squadrone della Quinta, tre navi al comando di Francisco de Albuquerque, parte da Lisbona. (inizio aprile secondo Couto)

Inizio maggio 1503 - Il terzo squadrone della Quinta, tre navi sotto António de Saldanha, Rui Lourenço Ravasco e Diogo Fernandes Pereira, parte da Lisbona. (metà aprile secondo Couto)

Maggio 1503 - Dopo aver fatto scalo a Capo Verde, lo squadrone di Afonso de Albuquerque si spinse nell'Atlantico meridionale seguendone il Gyre. Lungo la strada, Albuquerque incontra l'isola di Ascensione. Sebbene l'isola fosse già stata scoperta nel 1501 dalla Terza Armata di João da Nova (e allora chiamata ilha da Conceição ), Albuquerque la ribattezzò ilha da Ascensão perché era il giorno dell'Ascensione (21 maggio), nome che da allora permane. I forti venti da sud-ovest spingono le navi sulla costa del Brasile, dove Albuquerque sosta brevemente per imbarcare acqua (esattamente dove è incerto), prima di riprendere il largo verso il Capo. it is worth noting this is the fourth recorded landing by a Portuguese ship in Brazil, since Cabral's discovery in 1500, and the Lemos-Vescuppi and Coelho-Vespucci expeditions of 1502 and 1503 respectively. Other chronicles do not mention the 5th Armada making a Brazil stop.

Maggio/Giugno 1503 - la traversata del III Squadrone è un disastro. Prese da una tempesta al largo di Capo Verde, due delle navi, quelle di António de Saldanha e Rui Lourenço Ravasco, furono colte dalla controcorrente equatoriale e navigarono per errore nel Golfo di Guinea, finendo all'isola di São Tomé senza sapere dove fosse finita la nave di Diogo Fernandes Pereira.. (v.si seguito)

Giugno/luglio 1503 - Lo squadrone di Francisco de Albuquerque fu il primo a doppiare il Capo e vi perse la nave di Pedro Vaz da Veiga. Lo squadrone di Francisco Albuquerque sembra essere stato il primo dei tre squadroni ad arrivare sulla costa dell'Africa orientale, a Malindi.

Agosto 1503 - Lo squadrone di Afonso de Albuquerque doppia il Capo pur tra terribili tempeste. Secondo Empoli (p. 222), la Catharina Dias affondò e le restanti navi si dispersero. La nave su cui viaggiava l'italiano (probabilmente d'Almada) fu costretta a fermarsi ad Angra de São Brás (Mossel Bay) per riparazioni e rifornimenti. Avrebbe poi fatto tappa a Sofala, prima di dirigersi a Malindi in attesa di Albuquerque. Tuttavia, la stagione dei monsoni era troppo avanzata e la nave di Empoli fu costretta a traversare l'Oceano Indiano senza l'ammiraglio per non perdere la spinta favorevole.