Divenne noto anche col cognome di Murav'ëv-Karskij per la vittoria conseguita nell'Assedio di Kars nell'ambito della guerra di Crimea.
Biografia I primi anni Nato il 14 luglio 1794 a San Pietroburgo, Nikolaj era figlio del maggiore generale Nikolaj e di sua moglie, Anna Michailovna Mordvinova (1769-1809); suoi fratelli furono i generali Aleksandr, decabrista e governatore di Nižnij Novgorod e Michail, governatore generale di Vilenskij.
Iniziò la propria carriera militare il 9 febbraio 1811. La sua eccellente conoscenza della matematica attirò su di lui l'attenzione del principe Pëtr Michajlovič Volkonskij che lo prescelse come esaminatore del corpo dei genieri dell'esercito e lo incaricò di insegnare geometria nelle classi di matematica ai militari al suo seguito. Nello stesso anno divenne sovrintendente della scuola per ufficiali da poco aperta nonché direttore della biblioteca ed aiutante personale dello stesso principe Volkonskij. Fu nel contempo affiliato alla massoneria e, insieme ad altri pensatori, elaborò l'idea di una società che mirava alla costituzione di una repubblica ideale sull'isola di Sachalin, nella Russia orientale, ma la guerra napoleonica interruppe questi sogni per sempre.
Le guerre napoleoniche Dal marzo 1812, Murav'ëv venne assegnato al comando del generale S. A. Muchin e, con lo scoppio delle ostilità con la Francia napoleonica, venne nominato parte del corpo della guardia del granduca Konstantin Pavlovič, passando poi nel quartier generale del generale Karl Wilhelm von Toll col quale prese parte alla battaglia di Borodino.
Dopo la cacciata dei francesi da Mosca, Murav'ëv entrò nel distaccamento del generale Michail Andreevič Miloradovič, prendendo parte con lui alle guerre napoleoniche e combattendo a Tarutino e a Vjaz'ma. Murav'ëv ebbe particolare successo nella costruzione di un ponte sulla Beresina dove, per incoraggiare i pionieri a proseguire nel loro lavoro, trascinò personalmente i tronchi e le funi necessarie a realizzare l'opera.
La malferma salute costrinse Murav'ëv a lasciare l'esercito mentre si trovava a Vilnius, tornando attivo solo dall'aprile del 1813 e prendendo parte a diverse battaglie all'estero: Lutzen, Bautzen, Dresda, Kulm (dopo la quale ottenne la promozione a sottotenente), Lipsia (dopo la quale venne promosso tenente), Feuer-Champenoise ed infine prese parte all'assedio ed alla cattura di Parigi, militando nell'armata del maggiore generale Dmitrij Dmitrievič Kuruta.
Murav'ëv venne quindi nominato quartiermastro capo della divisione di cavalleria delle guardie e, al suo ritorno in Russia, venne trasferito allo stato maggiore della guardia.
L'esperienza nel Caucaso Il 29 luglio 1816 venne assegnato al comando di un corpo destinato in Georgia e sotto il comando di Aleksej Petrovič Ermolov, venendo inviato a ispezionare il confine russo-persiano; il 30 agosto 1816 venne promosso capitano. Nel 1817 entrò a far parte dell'ambasciata straordinaria in Persia, e al termine della missione rimase nel Caucaso, compiendo una difficile spedizione sulle coste orientali del Mar Caspio e nel Khanato di Khiva.
Il viaggio a Khiva Nel 1819, l'esercito russo stabilì di attrezzare una spedizione da Baku alla costa orientale del Mar Caspio. L'intento della spedizione era di compilare un'aggiornata descrizione geografica della costa, cercarvi risorse minerarie, studiare possibili rotte verso l'India e la possibilità di aprire relazioni commerciali e diplomatiche con i turkmeni, nel tentativo quindi di penetrare nel khanato di Khiva. Il capo della spedizione venne nominato nella persona del comandante del distretto di Elizavetpol', il maggiore Ponomarev, ed il capitano Murav'ëv gli venne assegnato come ufficiale di stato maggiore. Per la spedizione furono predisposte anche due navi: la corvetta Kazan' e la San Policarpo. Il 24 luglio 1819 la spedizione partì ed il 28 giunse al confine col Turkmenistan. Per un mese e mezzo, i militari si dedicarono all'analisi della costa e lo stesso Murav'ëv si dedicò all'area dell'entroterra ed alla negoziazione con i capi anziani dei Turcomanni-Jomud. Il 19 settembre Murav'ëv, accompagnato da diverse guide tra cui un traduttore armeno, partì lungo il fiume Uzboj verso l'altopiano di Ustyurt. Lungo la strada, per non destare sospetti, le sue guide lo indicarono a quanti incontrarono come un ufficiale russo fatto prigioniero. Il 5 ottobre, Murav'ëv ei suoi compagni giunsero al confine del khanato di Khiva e informarono immediatamente i funzionari del khan del loro arrivo per evitare che la loro visita venisse scambiata per un'invasione. L'ambasciata venne ricevuta presso la fortezza di Il-Geldy. Li Murav'ëv e i suoi compagni attesero più di un mese l'arrivo delle autorità locali sino a quando, il 17 novembre, il gruppo non ottenne dal khan locale di portarsi a Khiva, ove venne ricevuto il 20 novembre. La spedizione portò a compimento il proprio intento commerciale riuscendo a ricavarne delle trattative utili ma vi furono delle discordanze sulle vie da utilizzare in direzione del Mar Caspio. Secondo lo stesso Murav'ëv, il khan disse che per quanto il passaggio da Mangyshlak fosse per i russi una via molto più lunga rispetto alla strada passante per Krasnovodsk, la popolazione di Mangyshlak gli era leale e pertanto sarebbe stato più sicuro per i mercanti giungervi e passarvi dalla Russia. Murav'ëv propose anche di concludere un'alleanza militare ed organizzare congiuntamente la protezione delle carovane commercial nell'area, ma il khan prese del tempo per tale decisione.
Il 21 novembre Murav'ëv ripartì per il suo viaggio di ritorno verso la Russia ed il 13 dicembre giunse sulla costa del Mar Caspio. Il giorno successivo, la spedizione con a bordo gli inviati Khiva e Turkmeni salpò per Baku e all'alba del 24 dicembre le navi si ancorarono nella baia di Baku; nel gennaio 1820 Murav'ëv e Ponomarev arrivarono a Tiflis e presentarono i loro rapporti al generale Ermolov. Il viaggio si era così concluso e la spedizione era risultata positiva al punto che Murav'ëv venne promosso colonnello il 4 maggio 1820.
Dopo il suo viaggio nel khanato di Khiva, Murav'ëv pensò di pubblicare a Mosca nel 1822 le sue note di viaggio ripartite in due volumi che ancora oggi rappresentano un prezioso spaccato di vita politica, geografia, economia, etnografia e vita militare dell'area. Durante la spedizione, Murav'ëv condusse inoltre i primi scavi archeologici condotti scientificamente nell'area (presso l'antico insediamento di Gjušim-Tepe, vicino all'Atrek), traendone una serie di preziose osservazioni.
Dal marzo 1821 al gennaio 1822 compì una seconda spedizione sulla costa orientale del Mar Caspio.
Il primo assalto a Kars
Al suo ritorno in pieno servizio militare in Russia, l'11 giugno del 1822, venne nominato comandante del 7º reggimento di dragoni, passando poi al 13°. Con quest'ultimo, Murav'ëv prese parte alla guerra russo-persiana, operando nell'entroterra persiano nella campagna del 1826 ed in quella del 1827, prendendo parte alla cattura della fortezza di Abbas-Abad, occupando la fortezza di Merenda e la città di Tabriz. Il 15 marzo 1828 venne promosso maggiore generale.
Durante la guerra russo-turca del 1828-1829, comandò la brigata di riserva dei granatieri del Caucaso. Murav'ëv, compì in quell'occasione un'azione unica che nel contempo gli valse le lodi dei suoi superiori. Involontariamente, infatti, aprì il fuoco sui turchi ed attirò l'attenzione del nemico sui suoi uomini, consentendo ai russi di occupare la fortezza di Kars e poi di venire in suo aiuto. Il fatto stupì particolarmente il comandante generale dell'assedio per la parte dei russi, Paskevič, il quale sebbene in un primo tempo si fosse infuriato perché l'azione era partita senza un suo preciso ordine, di fronte allo strabiliante risultato conseguito ed al pressoché totale annientamento delle forze nemiche, decise di proporre Murav'ëv per l'assegnazione dell'Ordine di San Giorgio di IV classe che venne poi assegnato all'ufficiale (decorazione n. 4178, 16 novembre 1828).
Dopo Kars, Murav'ëv, sempre sotto il comando di Paskevič, prese parte alle vicine battaglie di Akhaltsikhe ed alla successiva cattura della fortezza locale, alla battaglia di Čaborij, a quella di Kainlja, all'occupazione di Erzurum e di Bayburt. Al termine di queste azioni ottenne l'Ordine di San Giorgio di III classe e una spada d'oro al coraggio. Al termine della campagna ad ogni modo, per disaccordi col generale Paskevič, Murav'ëv venne nominato al servizio del feldmaresciallo I. I. Dibič.
Dopo la partenza dal Caucaso I disaccordi con il conte Paskevič costrinsero Murav'ëv a lasciare il Caucaso ed a trasferirsi in Polonia dove venne impiegato nella repressione della locale rivolta del 1831 come comandante della brigata granatieri del 6º corpo di fanteria (ex lituano), distinguendosi particolarmente durante l'assalto di Varsavia; venne promosso tenente generale il 15 aprile di quello stesso anno. Il 20 settembre venne nominato comandante della 24ª divisione di fanteria ed il 21 luglio 1832 ricevette l'onorificenza polacca "Virtuti militari" di 2º grado.
Sul Bosforo
Nel 1832 Murav'ëv venne inviato ad Alessandria d'Egitto presso il governatore locale, Mehmet Ali, con la richiesta di fermare le operazioni militari contro l'Impero ottomano e siglare una pace col sultano Mahmud II. Lo zar Nicola I aveva infatti ricevuto una richiesta d'aiuto da parte del sultano affinché questi mediasse con l'Egitto e facesse rientrare nei ranghi il suo viceré che si era per l'appunto ribellato al suo governo. Nicola I, dal canto suo, cercò di modificare le condizioni del trattato di Adrianopoli in modo favorevole per la Russia e per questo motivo decise di inviare Murav'ëv a Costantinopoli come prima tappa e di spostarlo in seguito ad Alessandria.
Mehmet Ali, quando incontrò Murav'ëv, gli giurò che per compiacere lo zar avrebbe cessato le ostilità, ma non appena il generale russo ebbe lasciato il suolo egiziano, il viceré riprese le ostilità contro i turchi, riuscendo ad ottenere anche alcuni successi di rilievo come la cattura del seraskir ottomano Reşid Mehmet Pascià con l'intero suo quartier generale.
A questo punto lo squadrone dell'ammiraglio Lazarev con 10.000 soldati salpò dalla Crimea e l'8 febbraio 1833 giunse a Buyuk-Dere, passando sotto il comando del generale Murav'ëv che si trovava a Costantinopoli. Lo squadrone di Lazarev consisteva di 4 corazzate e 5 fregate, con truppe composte da diverse centinaia di cosacchi e da due reggimenti di fanteria con pezzi d'artiglieria. Anche l'arrivo delle truppe russe, ad ogni modo, non cessarono le operazioni degli egiziani che conquistarono Smirne. I russi si unirono alle forze turche sulle rive del Bosforo, nelle vicinanze di Beykoz. Fu a quel punto che entrò in gioco il diplomatico conte A. F. Orlov, il quale riuscì infine a persuadere gli egiziani a ritirare le loro truppe ed a firmare la pace con Mahmud II. Le truppe russe rimasero nel Bosforo sino al 16 giugno, quando, dopo la firma del trattato Unkiar-Iskelesi tra il sultano e Orlov, fecero rotta verso la loro patria.
Dimissioni e rientro in servizio Nello stesso anno, il 1º luglio, Murav'ëv venne nominato aiutante generale ed il 3 aprile 1834 ottenne la nomina a capo di stato maggiore della 1ª armata, ottenendo il comando della 5ª armata dal 9 luglio dell'anno successivo. Murav'ëv ad ogni modo, fiaccato dagli anni e soprattutto deluso dal trattamento duro che gli riservò lo zar nei confronti dei suoi uomini, decise di dimettersi dal servizio attivo.