Militare di origine barbarica, con la sua rivolta Magnenzio spezzò il dominio ininterrotto dei Costantinidi sulla pars Occidentis dell'impero, riuscendo a coagulare le forze sociali ostili al governo di Costante. Inizialmente tentò di arrivare a patti con Costanzo II, fratello di Costante e Augusto in Oriente, ma fu poi costretto a muovergli guerra. Dopo aver nominato Cesare con la responsabilità della difesa del confine renano un suo parente, Decenzio, si mosse nell'Illirico, ma, ripetutamente sconfitto da Costanzo, preferì togliersi la vita.

Attento alle istanze dei territori che ne avevano sostenuto l'usurpazione, Magnenzio spostò sull'aristocrazia di Roma il carico fiscale che gravava sui provinciali, inimicandosela. Fu promotore di una politica religiosa tollerante, nel tentativo di non alienarsi il consenso dei pagani né quello dei cristiani, ma non riuscì a ottenere l'appoggio delle classi dirigenti dell'Italia e dell'Illirico, che rimasero legate alla dinastia costantiniana, e per questo affidò le cariche più importanti alla stretta cerchia di uomini con cui aveva pianificato la sua rivolta.

Biografia Origine, carriera, aspetto e carattere miniatura|Ritratto di Magnenzio sul dritto di un multiplo d'oro coniato a suo nome dalla zecca di Treviri

Magnenzio era un laetus originario della GalliaZosimo II, 54, 1. Sull'estrazione della famiglia di Magnenzio si veda . Rispetto invece all'ipotesi, tutt'oggi valida, che la sua città natale fosse Samarobriva (odierna Amiens), si rimanda a Joseph Bidez, Amiens, ville natale de l'empereur Magnence, in Revue des Études Anciennes 27, 1925, pp. 312-318. nato attorno al 303,Lo si deduce da un passo dellEpitome de Caesaribus (42, 6), che tramanda come nell'anno in cui Magnenzio morì (nel 353) avesse compiuto cinquant'anni. che ricevette un'educazione latina,Zosimo II, 54, 1. con cui affinò le sue innate capacità oratorie.Epitome de Caesaribus 42, 7. Intrapresa la carriera militare: fu protector, poi comes rei militaris,Zonara XIII, 6, e nel 350, al momento della sua usurpazione, comes delle legioni degli Herculiani e degli Ioviani,Zosimo II, 42, 2. due unità che fungevano da guardia del corpo dell'imperatore Costante I, distinguendosi per le ottime doti di comando.Ignazio Didu, Magno Magnenzio: Problemi cronologici ed ampiezza della sua usurpazione. I dati epigrafici, in Critica Storica 14, 1977, p. 22. È probabile che fosse pagano; molti elementi sembrano suffragare tale ipotesi: sua madre è definita («profetessa affidabile»),Zosimo II, 46, 1. egli stesso venerava divinità paganeFilostogio III, 26; Zonara XIII, 8. e revocò l'editto emanato da Costante nel 341 che vietava l'esecuzione dei sacrifici notturni. Tuttavia, come d'altronde si evincerebbe dall'utilizzo di simbologia cristiana nella sua monetazione, non si può escludere che fosse un cristiano che cercò di trovare fra i pagani dei sostenitori per la sua rivolta.Nel merito delle diverse teorie sulla questione, si veda Joachim Ziegler, Zur religiösen Haltung der Gegenkaiser im 4. Jh. n. Chr., Kallmünz 1970, pp. 64-65, 68. Sulla monetazione, con altri interessanti spunti di riflessione, Claude Brenot, A propos des monnaies au chrisme de Magnence, in Institutions, société et vie politique dans l'Empire romain au IVe siècle ap. J.-C. Actes de la table ronde autour de l'œuvre d'André Chastagnol (Paris, 20-21 janvier 1989), Roma 1992, pp. 183-191. Sappiamo che fosse di alta e robusta corporatura, mentre l'aspetto del volto, tramandatoci nelle effigi monetali, è carnoso e con mento rotondo e sporgente, bocca sottile, naso lungo schiacciato all'estremità, capelli folti, sguardo pungente.Raissa Calza, Iconografia romana imperiale da Carausio a Giuliano (287–363 D.C.), Roma 1972, pp. 358-363. Quanto al carattere, che ad onor del vero è descritto solo da fonti ostili, l'usurpatore è descritto come codardo e altezzoso allo stesso tempo, feroce e crudele,Aurelio Vittore, 41, 25. coraggioso nelle giornate fortunate ma insicuro nelle cattive.

Ribellione e consolidamento del potere miniatura|sinistra|Busto dell'imperatore Costante, conservato al Museo del Louvre

Negli ultimi anni del suo regno, Costante finì per alienarsi il consenso di tutti i gruppi sociali: cercò di ristabilire la disciplina negli eserciti, riuscendo però solo ad attirarsi l'antipatia dei soldati, aggravò il prelievo fiscale tra i provinciali, scelse i governatori tra uomini incapaci di ricoprire tale carica e infine, con la sua ferma adesione al cristianesimo, si fece nemica l'aristocrazia senatoria di Roma.Eutropio X, 9, 5; Aurelio Vittore 41, 23-24; Zosimo, II, 45, 1-2, Zonara XIII 5-6. Più in generali si veda . La sua cattiva nomea fu poi gonfiata da alcuni comportamenti nell'ambito della sfera privata ritenuti disdicevoli per l'epoca, come l'abitudine di attorniarsi di attraenti soldati per soddisfare le sue voglie omosessuali,Zosimo II, 42, 1. o il dedicare troppo tempo allo svago della caccia, che gli avrebbe fatto progressivamente perdere il controllo sulla corte. Questa fu la situazione storico-politica di cui seppe approfittare Magnenzio, benché la cospirazione contro Costante si configurò inizialmente come una congiura di palazzo. Infatti Zosimo narra che Marcellino, comes rerum privatarum di Costante, presso Augustodunum organizzò una festa in occasione del compleanno dei propri figli, alla quale invitò molti dei funzionari e degli ufficiali superiori presenti in città. Durante la festa, Magnenzio, che vi partecipava, finse di interpretare una rappresentazione teatrale, e si rivestì degli indumenti imperiali, facendosi chiamare Augusto (imperatore) dagli ufficiali presenti. Le truppe presenti, sentendo le acclamazioni dei propri ufficiali, credettero che i comandanti stessero organizzando un colpo di Stato contro Costante, e sostennero l'elevazione di Magnenzio a imperatore (18 gennaio 350).Epitome de Caesaribus 41, 22.; Zosimo II, 42, 2-5. All'usurpatore si unirono l'esercito e gli abitanti di Augustodunum,Eutropio X, 9, 3; Zosimo II, 42, 4. La città di Augustodunum era profondamente legata alle figure di Costanzo Cloro e Costantino I, dai quali aveva ottenuto diversi benefici. Per questo il suo immediato e convinto appoggio a Magnenzio in opposizione ad un membro alla dinastia costantiniana, Costante, è significativo di quanto dovesse essere montante l'insoddisfazione per il governo di quest'ultimo. Nello specifico si veda Milena Raimondi, Modello costantiniano e regionalismo gallico nell'usurpazione di Magnenzio, in Mediterraneo antico 9, 2006, pp. 286-291. nonché i cavalieri che Costante aveva fatto giungere in Gallia dall'Illirico come rinforzi.Zosimo II, 42, 4. Come prima decisione, Magnenzio ordinò la morte di Costante, benché quest'ultimo, anni addietro, con un suo intervento personale avesse salvato la vita allo stesso Magnenzio a seguito di una ribellione dei soldati posti sotto il suo comando.Zonara XIII, 5. Costante fuggì allora verso la penisola Iberica, ma fu raggiunto e ucciso vicino ai Pirenei da un gruppetto di cavalieri guidati dal generale Gaisone.Zosimo II, 42, 5. Magnenzio, grazie anche al supporto di Fabio Tiziano, prefetto del pretorio delle Gallie e poi futuro praefectus urbi,Sul personaggio si veda Arnold Hugh Martin Jones, John Robert Martindale, John Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire, vol. 1, Cambridge 1971, pp. 918-919. consolidò il proprio potere nelle province della Britannia, della Gallia e della Spagna, anche in ragione della sua politica favorevole ai pagani, in quanto revocò la legislazione antipagana di Costante, permettendo, come già detto, la celebrazione di sacrifici notturni.Codice Teodosiano XVI, 10, 5. Costanzo II, Augusto in Oriente e fratello di Costante, era all'epoca impegnato sulla frontiera persiana a respingere l'offensiva sasanide su NisibisNibisis fu posta per quattro mesi sotto assedio nell'estate del 350 dai Persiani, che tuttavia non riuscirono a conquistarla. A sovraintendere la difesa della città fu posto da Costanzo il comes Luciliano (Zosimo II, 45, 2), che poi diverrà nel 363 magister equitum et peditum di Gioviano (Ammiano Marcellino XXV, 8, 9). Più in generale, sull'assedio di Nisibis si veda Ignazio Tantillo, La prima orazione di Giuliano a Costanzo: introduzione, traduzione e commento, Roma 1997, pp. 301-311. e non fu in grado di contrastare perentoriamente l'usurpatore.L'impossibilità per Costanzo di poter intervenire con le sue truppe nell'area occidentale dell'impero, fu certamente uno dei motivi che diede coraggio ai cospiratori per rovesciare Costante. Nel merito si veda John Drinkwater: The revolt and ethnic origin of the usurper Magnentius (350–353), and the rebellion of Vetranio (350), in Chiron 30, 2000, p. 133. Magnenzio, di fatto, divenne l'unico signore della parte occidentale dell'impero, il primo non appartenente alla dinastia costantiniana dopo oltre mezzo secolo.

Nepoziano, Vetranione e le trattative con Costanzo II miniatura|sinistra|Nepoziano fu sconfitto e deposto dalle truppe di Magnenzio il 1º luglio del 350

Magnenzio tentò di assicurarsi anche il controllo dell'Italia, ma a Roma Nepoziano, un membro della dinastia di Costantino,Era figlio di Eutropia, sorellatra di Costantino I. Più in generale sul personaggio si veda . al comando di uno sparuto gruppo di avventurieri, si presentò sotto le mura della città e senza grandi sforzi la conquistò, sconfiggendo e uccidendo Aniceto, il prefetto del pretorio di Italia, che si era opposto all'aggressore schierando un piccolo contingente di cittadini armati.Zosimo II, 43, 2-4. Tuttavia poco tempo dopo lo stesso Nepoziano fu rovesciato e ucciso (1º luglio 350) da un esercito inviato da Magnenzio agli ordini di Marcellino, promosso per l'occasione magister officiorum.Epitome de Caesaribus 42, 25; Zosimo II, 43, 4.

miniatura|Vetranione si proclamò imperatore nel marzo 350. Oscillò tra Costanzo e Magnenzio, ma fu infine deposto da Costanzo il 25 dicembre di quello stesso anno