Ladeguamento liturgico delle chiese indica l'insieme delle modifiche strutturali apportate all'interno delle chiese di rito romano in conseguenza della riforma liturgica attuata dopo il Concilio Vaticano II.
Storia
Il Messale Romano tridentino prevede la possibilità di celebrare la messa rivolti al popolo, definendola "ad orientem versus populum" ma questa possibilità era scarsamente diffusa e la forma più comune di altare era quella a parete o comunque con dossale. Inoltre sino al concilio di Trento nelle chiese conventuali, collegiate e cattedrali il presbiterio era generalmente separato dalla navata con un tramezzo (simile all'iconostasi delle chiese ortodosse).
Per il rito ambrosiano san Carlo Borromeo in un'istruzione per la costruzione di nuove chiese scrisse: Porro ad occidentem versus illa extruenda erit, ubi pro ritu ecclesiae a sacerdote, versa ad populum facie, Missae sacrum in altari maiori fieri solet pro ritu ecclesiae a sacerdote, versa ad populum facie, Missae sacrum in altari maiori fieri solet ("Se bisognasse costruire la chiesa rivolta a occidente, per il rito della chiesa da parte del sacerdote la sacra Messa venga celebrata sull'altare maggiore con il volto rivolto al popolo"). Tuttavia, quest'indicazione rappresenta una soluzione subordinata rispetto all'indicazione precedente, che prescrive ovunque sia possibile la costruzione di chiese rivolte a oriente.Carlo Borromeo, Instructiones fabricae et suppellectilis ecclesiasticae, Fondazione Memofonte onlus, Studio per l'elaborazione informatica delle fonti storico-artistiche, liber I, cap. X. De cappella maiori, pp. 18–19]
Il Concilio Vaticano II non dà nessuna indicazione circa l'orientamento del celebrante nella messa e non prevede nessun adeguamento liturgico.Per esempio nella Sacrosanctum Concilium, il documento sulla liturgia, non si troveranno mai quegli elementi che potrebbero giustificare l'abrogazione del gregoriano, o l’abolizione del latino, o della celebrazione eucaristica versus absidem. Un certo ritorno alla lettera del Vaticano II, ci aiuterebbe ad eliminare molti pregiudizi e polemiche che ne rallentano una autentica attuazione e comprensione. Matteo De Meo, Commento al Responsum della Congregazione per il Culto Divino Prot.N.604/09/L
Un'indicazione per la celebrazione versus populum è contenuta per la prima volta nell'istruzione Inter oecumenici del 26 settembre 1964 in cui si dice: «Nella chiesa vi sia di norma l'altare fisso e dedicato, costruito a una certa distanza dalla parete, per potervi facilmente girare attorno e celebrare rivolti verso il popolo».«Praestat ut altare maius exstruatur a parete seiunctum ut facile circumiri et in eo celebratio versus populum peragi possit». Inter oecumenici, 91. La traduzione in italiano è di Giacomo Lercaro, "L'heureux développement" in Notitiae 2 (1966), p. 160 cit. da Nicola Bux, Come andare a Messa e non perdere la fede, Piemme, 2010, p. 24. Le Istruzioni generali del Messale Romano del 1970 stabiliscono: «L'altare maggiore sia costruito staccato dalla parete, per potervi facilmente girare intorno e celebrare rivolti verso il popolo. Sia poi collocato in modo da costituire realmente il centro verso il quale spontaneamente converga l'attenzione di tutta l'assemblea». Si può notare che la celebrazione verso il popolo rimane una possibilità e che la norma riguarda soltanto la costruzione di un nuovo altare, mentre l'adeguamento non è previsto. Tale indicazione è mantenuta anche nella seconda edizione del Messale Romano del 1975.Matteo De Meo, Commento al Responsum della Congregazione per il Culto Divino Prot.N.604/09/L
Dopo l'introduzione del Messale romano riformato la celebrazione verso il popolo diviene la soluzione più diffusa e, sebbene non sia mai stata limitata, la celebrazione verso l'abside cade generalmente in disuso, tanto che nel 1993 la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti deve rispondere al dubbio se sia ancora lecita. Nella risposta la Congregazione dichiara «che la posizione verso l’assemblea sembra più conveniente in quanto rende più facile la comunicazione, senza escludere però l'altra possibilità».
La terza edizione del Messale romano del 2000 accentua ancora la norma sulla posizione dell'altare: «L'altare sia costruito staccato dalla parete, per potervi facilmente girare intorno e celebrare rivolti verso il popolo: la qual cosa è conveniente realizzare ovunque sia possibile (ubicumque possibile sit). L'altare sia poi collocato in modo da costituire realmente il centro verso il quale spontaneamente converga l'attenzione dei fedeli. Normalmente sia fisso e dedicato». Si può notare che con questa nuova norma, benché non si stabilisca una legge inderogabile, viene previsto anche l'adeguamento di altari esistenti.
A questa norma la stessa edizione del Messale romano ne aggiunge un'altra, che stabilisce l'unicità dell'altare: «Nelle nuove chiese si costruisca un solo altare che significhi alla comunità dei fedeli l'unico Cristo e l'unica Eucaristia della Chiesa. Nelle chiese già costruite, quando il vecchio altare è collocato in modo da rendere difficile la partecipazione del popolo e non può essere rimosso senza danneggiarne il valore artistico, si costruisca un altro altare fisso, realizzato con arte e debitamente dedicato. Soltanto sopra questo altare si compiano le sacre celebrazioni. Il vecchio altare non venga ornato con particolare cura per non sottrarre l'attenzione dei fedeli dal nuovo altare».
La Conferenza episcopale italiana nel 1996 ha emanato una nota pastorale intitolata L'adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica, in cui i principi esposti nel Messale sono resi più cogenti: «la conformazione e la collocazione dell'altare devono rendere possibile la celebrazione rivolti al popolo e devono consentire di girarvi intorno e di compiere agevolmente tutti i gesti liturgici ad esso inerenti». Oltre all'adeguamento dell'altare, la nota pastorale prevede la trasformazione dello spazio per l'assemblea, di tutto il presbiterio, dell'area battesimale e dell'area penitenziale..
Benché questa nota abbia vigore solo in Italia, anche negli altri paesi l'adeguamento liturgico delle chiese ha avuto uno sviluppo simile.
Infine va notato che l'adeguamento liturgico pone anche un problema di ermeneutica del Concilio Vaticano II. L'adeguamento liturgico e l'orientamento del celebrante non sono mai menzionati nei documenti conciliari, ma la nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana nel 1996 al primo punto dichiara che:
Descrizione
L'adeguamento liturgico delle chiese riguarda lo spazio per l'assemblea, il presbiterio, l'area battesimale e l'area penitenziale. La disposizione dell'assemblea lungo la navata, in senso longitudinale, la più diffusa nelle chiese, non deve essere necessariamente modificata, ma si possono adottare nuove sistemazioni in cui l'assemblea venga disposta su più lati o in circolo attorno all'altare.
Presbiterio Il presbiterio in particolare è soggetto a notevoli mutazioni. Queste mutazioni possono essere realizzate in tre modi: integrando gli elementi nuovi con quelli del presbiterio preesistente; sostituzione di tutti gli arredi liturgici e loro collocazione nello spazio del presbiterio preesistente; riprogettazione totale del presbiterio, nel caso il presbiterio preesistente non possa essere modificato..
Il nuovo presbiterio prevede tre punti principali: l'altare, l'ambone e la sede del presidente. Se questi tre elementi non possono trovare spazio adeguato nel presbiterio, si può ricorrere a elementi mobili per l'ambone e la sede del presidente oppure si può allargare il presbiterio, eventualmente rimuovendo anche la balaustra, che però deve essere possibilmente conservata, collocandola in uno spazio diverso.
Altro elemento di rilievo è la croce, che deve essere in posizione visibile, sopra oppure accanto all'altare.
Altare La conformazione e la collocazione dell'altare devono rendere possibile la celebrazione verso il popolo e devono consentire di girarvi intorno e di compiere agevolmente tutti i gesti liturgici ad esso inerenti..
Se l'altare esistente non soddisfa a queste esigenze, occorre procedere alla progettazione di un nuovo altare possibilmente fisso e, comunque, definitivo. Preferibilmente l'altare deve essere di pietra naturale e comunque non deve essere trasparente. L'altare preesistente va mantenuto senza tovaglia e le reliquie presenti devono essere asportate, se ciò è possibile.
Ambone L'ambone deve essere possibilmente un arredo fisso, quindi non un semplice leggio e deve richiamare esteticamente l'altare. Va collocato in una posizione di cerniera tra l'altare e lo spazio dell'assemblea, ma in posizione decentrata..
Sede del presidente Anche la sede del presidente deve essere possibilmente un arredo fisso e deve essere collocato a ridosso dello spazio per l'assemblea, in posizione ben visibile. Non deve essere né a ridosso dell'eventuale altare preesistente, né davanti all'altare, ma in uno spazio proprio e adatto. Nelle cattedrali la sede del presidente non vescovo deve essere distinta dalla cattedra episcopale. Nelle chiese monastiche, in cui sono frequenti le concelebrazioni, occorre prevedere uno spazio per i concelebranti. È anche consigliato uno spazio adeguato per i ministri e i ministranti..
Tabernacolo La posizione tradizionale del tabernacolo al centro dell'altare maggiore è ritenuta problematica, perché altererebbe la comprensione dell'altare. Pertanto si suggerisce di spostare la riserva eucaristica in una cappella apposita, in cui il tabernacolo deve essere collocato a muro, su colonna o su mensola, ma non su un altare. In alternativa si può utilizzare una cappella laterale, purché sia sufficientemente ampia..
Tuttavia, l'esortazione apostolica Sacramentum caritatis di papa Benedetto XVI del 2007 al n. 69 stabilisce che «nelle chiese in cui non esiste la cappella del Santissimo Sacramento e permane l'altare maggiore con il tabernacolo, è opportuno continuare ad avvalersi di tale struttura per la conservazione ed adorazione dell'Eucaristia, evitando di collocarvi innanzi la sede del celebrante. Nelle nuove chiese è bene predisporre la cappella del Santissimo in prossimità del presbiterio; ove ciò non sia possibile, è preferibile situare il tabernacolo nel presbiterio, in luogo sufficientemente elevato, al centro della zona absidale, oppure in altro punto ove sia ugualmente ben visibile».Esortazione apostolica postsinodale Sacramentum caritatis
Coro
La posizione tradizionale del coro, dietro l'altare, non è ritenuta idonea, perché i membri del coro devono partecipare alle azioni liturgiche e guidare il canto dell'assemblea. Anche la diffusa posizione della cantoria nella controfacciata non è efficace per questo scopo, mentre la collocazione preferibile è tra il presbiterio e l'assemblea.. Cappella feriale Una novità dell'adeguamento liturgico è quella di una cappella feriale, di dimensioni ridotte rispetto a quelle dell'aula principale, utilizzabile particolarmente in inverno, per facilitare il riscaldamento, ma anche il raccoglimento. Può coincidere con la cappella della riserva eucaristica..
Area battesimale Battisteri e fonti battesimali sono in genere opere di grande pregio storico-artistico e vanno mantenuti, purché siano rispondenti alle esigenze liturgiche, fra le quali le più pressanti sono la possibilità di partecipazione del popolo e del battesimo per immersione. Qualora esista un battistero deve poter ospitare tutte le persone menzionate nel Rituale: battezzandi, padrini, genitori e ministri..
Area penitenziale