Paolo Karađorđević, noto anche come Paolo di Jugoslavia (San Pietroburgo, 15 aprile 1893 - Parigi, 14 settembre 1976), fu un principe della famiglia Karađorđević; divenne Reggente del Regno di Jugoslavia, carica che detenne dal 9 ottobre 1934 al 27 marzo 1941, in seguito all'assassinio del cugino Alessandro I di Jugoslavia e la successiva ascesa al trono del figlio di quest'ultimo, Pietro II, che all'epoca aveva solo undici anni. Fu rovesciato da un golpe di ufficiali dell'aeronautica in seguito alla firma del Patto tripartito. Paolo lasciò la Jugoslavia per non farne più ritorno, vivendo in esilio a Parigi.
Biografia Giovinezza
Paolo Karađorđević nacque il 15 aprile 1893 a San Pietroburgo, figlio del principe Arsen Karađorđević e della moglie Aurora Pavlovna Demidova, nobildonna russa; attraverso il padre, Paolo apparteneva alla dinastia serba dei Karađorđević, che per tutto il XIX secolo, fino al 1903 con l'ascesa al trono di Pietro I, furono in lotta con un'altra casa serba, quella dei Obrenović. La madre era nipote della filantropa finlandese Aurora Karamzin e del marito russo, il principe e conte Pavel Nikolaievich Demidov, e del principe russo Peter Troubetskoy e di sua moglie Elisabeth Esperovna, nata principessa Belosselsky-Belozersky.
Nel 1903, lo zio Pietro divenne re di Serbia in seguito all'assassinio di Alessandro I Obrenović e così Paolo divenne principe di Serbia. Studiò a Ginevra e a Belgrado e nel 1910 si trasferì in Gran Bretagna per frequentare l'Università di Oxford; si diceva che diceva che i suoi amici più cari, tra cui il politico americano naturalizzato britannico Chips Channon, e la sua visione della vita fossero britannici. Tuttavia, i suoi studi furono interrotti dal servizio militare nelle guerre balcaniche e nella Prima guerra mondiale e non conseguì la laurea fino al 1921. Persona intelligente e cortese, Paolo si muoveva con disinvoltura tra i ranghi più alti della società britannica e, sebbene appartenesse alla famiglia Karađorđević, non fu gravato da incarichi politici nel regno dei Serbi, Croati e Sloveni.
Matrimonio
Nel 1923, il principe Paolo di Serbia sposò a Belgrado la principessa Olga di Grecia e Danimarca, figlia del principe Nicola di Grecia e della moglie, la granduchessa Elena Vladimirovna Romanova. La sposa era inoltre la sorella della principessa Marina, futura duchessa di Kent. Il testimone di nozze di Paolo fu il principe Alberto, duca di York, futuro re Giorgio VI del Regno Unito. La coppia ebbe tre figli:
Alessandro (1924 - 2016) Nicola (1928 - 1954) Elisabetta (1936)
Reggente di Jugoslavia Poco dopo le sue nozze, il principe Paolo fu nominato viceré di Croazia, continuando a dedicare gran parte del suo tempo ai viaggi e alle attività artistiche. Era un appassionato collezionista d'arte e, quando il Museo d'Arte Contemporanea fu fondato a Belgrado nel 1929, Paolo stesso donò molte opere di maestri europei dalla sua collezione privata. Nel 1935, il Museo d'Arte Contemporanea fu fuso con il Museo d'Arte e Storia e la nuova istituzione fu ribattezzata Museo del Principe Paolo in riconoscimento del suo mecenatismo.
Il 9 ottobre 1934, re Alessandro I di Jugoslavia si recò in visita di Stato a Marsiglia dove, assieme al ministro degli esteri francesi Louis Barthou, venne assassinato da un rivoluzionario e terrorista bulgaro; in seguito a questo evento, ad ascendere al trono jugoslavo fu il figlio del defunto sovrano, Pietro II, il quale però aveva solo undici anni. Data l'età del nuovo monarca, venne istituita una reggenza al cui capo fu posto il principe Paolo, che divenne quindi Reggente del Regno di Jugoslavia; Paolo avrebbe detenuto questa carica fino al settembre del 1941, quando Pietro II avrebbe raggiunto la maggior età. Il defunto cugino re Alessandro aveva istituito una dittatura reale che coincise con la fondazione della Jugoslavia nel 1929 e, sebbene Paolo non avesse ripristinato completamente i diritti democratici, si mosse in quella direzione. Incoraggiò i colloqui tra il governo e i leader dell'opposizione in Croazia, che portarono all'accordo Cvetković-Macek, che istituì la Banovina di Croazia, del 26 agosto 1939. L'accordo, detto anche "Sporazum", garantì ampia autonomia alla Croazia, ma generò risentimento tra la leadership serba. Il governo centrale mantenne il controllo degli affari esteri, della difesa nazionale, del commercio estero, del commercio, dei trasporti, della sicurezza pubblica, della religione, delle attività minerarie, dei pesi e delle misure, delle assicurazioni e della politica educativa. La Croazia avrebbe dovuto avere un proprio parlamento a Zagabria e un bilancio separato. Nel 1939, il principe Paolo e la moglie Olga effettuarono una visita di Stato in Germania, dove si tenne un banchetto offerto dal leader tedesco Adolf Hitler.
Dal settembre del 1939 la guerra travolgeva l'Europa, mentre Paolo simpatizzava per l'intesa franco-britannica, oltre ai legami personali che aveva sviluppato durante il suo soggiorno in Inghilterra, difatti suo cognato era il duca di Kent, ma cercò di mantenere una linea di neutralità. Il crollo della Piccola Intesa, stipulata nel 1921 tra Jugoslavia, Cecoslovacchia e Romania, aveva ridotto l'influenza regionale della Jugoslavia e il reggente Paolo fu presto costretto a sottomettersi alle richieste di Adolf Hitler e ad allineare il suo paese con le potenze dell'Asse.
Il 25 marzo 1941, il governo jugoslavo firmò il Patto tripartito con significative riserve, ricevendo tre note: la prima obbligava le potenze dell'Asse a rispettare l'integrità territoriale e la sovranità della Jugoslavia. Nella seconda nota, l'Asse si impegnava a non chiedere alla Jugoslavia alcuna assistenza militare. Nella terza nota, si impegnava a non chiedere alla Jugoslavia il permesso di spostare forze militari sul suo territorio durante la guerra. Il 27 marzo 1941, due giorni dopo la firma di un trattato con la Germania, Paolo fu deposto da una cospirazione guidata dal generale Dušan Simović e da altri ufficiali dell'aeronautica. Simović divenne primo ministro e fece in modo che la Jugoslavia si ritirasse dalla sfera dell'Asse a tutti gli effetti.
La politica estera del reggente Paolo di Jugoslavia, inclusa la firma del Patto Tripartito, fu guidata dal desiderio di dare al regno jugoslavo la massima libertà d'azione possibile in circostanze decisamente avverse. Dopo la caduta della Francia e la sconfitta degli inglesi, Paolo non ebbe altra scelta che adottare politiche di accomodamento con le potenze dell'Asse. Anche in quelle circostanze, Paolo, apparentemente neutrale, rimase fermamente filo-alleato. Aiutò la Grecia quando fu invasa. Promosse la collaborazione militare tra l'esercito jugoslavo e quello francese e per quasi tre anni respinse l'avanzata dell'Asse verso la Jugoslavia. Per il resto della guerra, Paolo fu posto, con la sua famiglia, agli arresti domiciliari dagli inglesi in Kenya.
Esilio
L'ex reggente fuggì in Grecia, dove fu catturato dalle forze britanniche. Trascorse il resto della guerra internato in Kenya e Sudafrica. Dopo il conflitto, fu dichiarato nemico dello Stato dal governo comunista jugoslavo e tutti i suoi beni furono confiscati ma non fu processato per crimini di guerra dagli Alleati. Si stabilì a Parigi nel 1949 dove morì il 14 settembre 1976, all'età di 83 anni, e fu sepolto in Svizzera. Nel dicembre 2011, Paolo fu riabilitato da un tribunale di Belgrado e la sua condanna del 1945 fu annullata. Secondo la legge serba, i suoi eredi avevano il diritto di chiedere la restituzione dei beni confiscati a seguito di tale condanna. Nel settembre 2012, i corpi del reggente, della principessa Olga e del loro figlio, il principe Nicola, furono riesumati da un cimitero di Losanna, in Svizzera. Il 6 ottobre 2012, furono sepolti nuovamente con gli onori di Stato nel mausoleo della dinastia Karadjordjević a Topola, in Serbia.
La principessa Elisabetta, sua unica figlia femmina, ottenne e pubblicò informazioni dagli archivi dello Special Operations Executive (SOE) presso il Ministero degli Esteri di Londra, pubblicandole a Belgrado nell'edizione del 1990 della biografia in lingua serba di suo padre. Il libro originale, "Paolo di Jugoslavia", fu scritto da Neil Balfour e pubblicato per la prima volta da Eaglet Publishing a Londra nel 1980.
Discendenza Il principe Paolo di Jugoslavia e la principessa Olga di Grecia ebbero tre figli: Principe Alessandro di Jugoslavia (1924 - 2016), sposato con la principessa Maria Pia di Savoia e poi alla principessa Barbara del Liechtenstein. Principe Nicola (1928 - 1954), morto in un incidente stradale a Datchet nel Berkshire. Principessa Elisabetta di Jugoslavia (1936), sposata con Howard Oxenberg, Neil Balfour e Manuel Ulloa Elías.
Ascendenza
Onorificenze Onorificenze jugoslave
Onorificenze straniere
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
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