Viale Secondo Moretti, noto semplicemente come il corso, è una strada urbana alberata del comune di San Benedetto del Tronto. Il viale, intitolato all'ex sindaco Secondo Moretti (in carica dal 1871 al 1881), rappresenta il vero centro cittadino e costituisce il cuore della vita mondana, commerciale e turistica della cittadina marchigiana.
Storia Costruito nel 1882 per volere dell'allora sindaco Secondo Moretti, già deputato alla Repubblica Romana, il viale conduceva dal vecchio incasato del Paese Alto alla spiaggia. In quegli anni venne denominato dell’Ancoraggio, poiché sfociava proprio sull'arenile dove attraccavano le barche dei pescatori. Nella cittadina, in continua espansione grazie anche all'apertura del primo stabilimento balneare nel 1865, il turismo balneare aveva iniziato a prendere piede e vennero realizzati diversi villini in stile Liberty. Lo storico viale, situato nel centro della città e perpendicolare all'inizio del lungomare nord, è ormai da decenni il principale luogo d'incontro della popolazione sambenedettese e dei comuni limitrofi. Interamente adibito a zona pedonale e recentemente ristrutturato, ospita storici locali pubblici ed è la via commerciale che accoglie i negozi più esclusivi della città. Da alcuni anni il corso è arricchito da una collezione di opere d'arte contemporanea, in particolare sculture di Ugo Nespolo, Enrico Baj, Mark Kostabi, Paolo Consorti, Mario Cataldi, Marco Lodola, Paolo Annibali e Marcello Sgattoni. In Viale Moretti si svolge inoltre il mercato settimanale che, nelle giornate di martedì e venerdì, offre bancarelle di vario genere, dai prodotti alimentari all'abbigliamento.
Caratteristiche
Il viale ha una lunghezza di 380 metri e una larghezza di 20 metri. Interamente adibito a isola pedonale, collega il centro cittadino da piazza Giacomo Matteotti a Piazza Carlo Giorgini, correndo perpendicolare al Lungomare. Caratteristica principale del corso è la presenza di numerose palme ad alto fusto, tra cui 50 esemplari della varietà Washingtonia filifera alternati a decine di oleandri.Nel 2005 il viale è stato completamente ristrutturato: gli interventi principali hanno riguardato il rifacimento della pavimentazione, originariamente in asfalto e sostituita con sampietrini e cubetti di trachite rosa di Sardegna, arricchiti da motivi decorativi e mosaici realizzati in marmo di Carrara e pietra di Trani. Nell'ambito dei lavori è stata rinnovata anche l'illuminazione pubblica, con l'installazione di corpi illuminanti a luce indiretta e lampioni a LED. Dal 2020 l'arredo urbano include due totem digitali per la proiezione di messaggi pubblicitari e informazioni utili, mentre l'intera area è coperta da un impianto di videosorveglianza.
Monumenti e sculture
Negli ultimi decenni il viale è divenuto un vero e proprio Museo all'aperto; per questo motivo l'isola pedonale di viale Secondo Moretti è conosciuta anche come "l’isola dell’arte", grazie alle numerose opere architettoniche e artistiche contemporanee installate lungo il suo percorso. Fra gli artisti che hanno contribuito a questo spazio figurano Enrico Baj, Mario Cataldi, Paolo Consorti, Marco Lodola, Salvatore Mangion, Ugo Nespolo, Mark Kostabi e Marcello Sgattoni.
I sognatori — Opera in bronzo realizzata da Paolo Annibali, rappresenta un tronco d'albero morto alto quattro metri che offre riparo a vari animali e a due bambini che dormono, mentre un ramo appena germogliato spunta dalla sommità. La Retara — Monumento dedicato alla tipica figura cittadina della filatrice di reti da pesca. L'opera in bronzo, realizzata dallo scultore Aldo Sergiacomi, presenta sul basamento una poesia in vernacolo a lei dedicata, scritta dal poeta sambenedettese Giovanni Vespasiani. Allegro — Scultura di Ugo Nespolo collocata all'interno della fontana del viale. Il saluto di Ubu — Opera in bronzo realizzata da Enrico Baj che si richiama al lavoro teatrale di Alfred Jarry, fondatore della patafisica. To see through is not to see into — Scultura di Mark Kostabi posizionata nell'area pedonale. Il monumento ai caduti — Opera in bronzo di Mario Cataldi situata lungo il corso, inaugurata il 14 agosto 1921. Monumenti ai caduti per la libertà — Due sculture realizzate da Marcello Sgattoni e collocate nei pressi del ponte ferroviario, verso il mare. Le opere, installate in epoche differenti, commemorano la liberazione della città dall'occupazione nazifascista, avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 giugno 1944. La prima è costituita da un blocco di travertino grezzo, recante la frase dedicatoria, dal quale si dipartono catene metalliche che stringono delle colombe nell'atto di spiccare il volo. La seconda rappresenta invece l'albero della vita, con un volto materno a cui si aggrappano numerosi bambini. Giostra ottocentesca — Giostra d'epoca realizzata interamente in legno massiccio, con cavalli e carrozze intarsiati e decorati a mano, dotata di piattaforma girevole e pannelli dipinti secondo la tradizione. Viene installata tra piazza Giacomo Matteotti e l'inizio di viale Secondo Moretti durante il periodo natalizio (da inizio dicembre fino all'inizio della Quaresima).
Luoghi storici Gran Caffè Sciarra — Caffè storico della città le cui origini risalgono al 1862. Nel corso degli anni ha ampliato la propria attività includendo i servizi di bar, pasticceria e gelateria. Caffè Florian — Caffè-pasticceria fondato nel 1902, insignito della targa ufficiale di “Locale storico delle Marche”.
Incidente ferroviario Il 27 novembre 1982 il treno espresso 519 Freccia del Levante, partito da Milano e diretto a Taranto, imboccò la Ferrovia Adriatica a Bologna. Verso le ore 6:35 del mattino, mentre attraversava la stazione di San Benedetto del Tronto, il convoglio entrò su un binario interessato da lavori e deragliò rovinosamente. Alcune carrozze uscirono dalla sede ferroviaria e precipitarono nel sottostante viale Secondo Moretti. Il disastro causò 3 morti (una donna e due bambini) e 32 feriti.
Note
Voci correlate Lungomare di San Benedetto del Tronto Palazzina Azzurra Piazza Carlo Giorgini Viale Bruno Buozzi Viale Olindo Pasqualetti
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