La Mutsu fu una nave da battaglia tipo dreadnought della Marina imperiale giapponese, entrata in servizio nell'ottobre 1921 come seconda e ultima unità della classe Nagato. Dopo lavori di ammodernamento negli anni 1930, la corazzata svolse alcuni turni operativi al largo delle coste della Cina nel corso della seconda guerra sino-giapponese, per poi prendere parte alla seconda guerra mondiale ma in un ruolo piuttosto marginale: benché assegnata alle forze navali impegnate nella campagna di Guadalcanal, la Mutsu non prese parte ad alcun combattimento e trascorse gran parte della sua carriera impegnata in manovre di addestramento nelle acque di casa.

L'8 giugno 1943, mentre si trovava ancorata davanti alla città di Hashirajima in Giappone, la Mutsu fu interessata da una catastrofica esplosione in uno dei suoi depositi di munizioni: spezzatasi in due tronconi, la nave affondò in pochi minuti con la morte di tra membri dell'equipaggio e personale in visita. Le cause del disastro non sono mai state chiarite del tutto: la commissione d'inchiesta riunita dalla Marina giapponese escluse tanto un attacco del nemico quanto una detonazione accidentale delle munizioni, e la causa finale venne indicata nel gesto suicida di un membro scontento dell'equipaggio. Alcuni storici indicano invece, come possibile causa dello scoppio, un incendio generato da cavi elettrici difettosi e alimentato dalla presenza sulla nave di un eccessivo quantitativo di materiale infiammabile.

Storia Entrata in servizio e prime operazioni

Impostata presso l'arsenale militare marittimo di Yokosuka il 1º giugno 1918, l'unità venne varata il 31 maggio 1920 con il nome di Mutsu in onore dell'omonima provincia del Giappone settentrionale.; parte dei finanziamenti necessari a realizzare la nave furono ottenuti da donazioni da parte degli scolari giapponesi.. Mentre la nave era prossima al completamento, i rappresentanti delle maggiori potenze navali dell'epoca si riunirono a Washington a partire dal 12 novembre 1921 per tentare di negoziare un accordo che scongiurasse la nuova e dispendiosa corsa agli armamenti che stava avendo luogo tra Stati Uniti d'America, Regno Unito e Giappone. I delegati statunitensi alla conferenza navale di Washington proposero di avviare alla demolizione qualunque nave da battaglia fosse all'epoca in costruzione o in allestimento per le potenze navali interessate; la Mutsu stessa, benché ufficialmente entrata in servizio il 24 ottobre 1921 prima che la conferenza avesse inizio, fu inserita nella lista delle unità di cui si proponeva la demolizione, cosa che fu prevedibilmente rifiutata dai delegati giapponesi. Il governo di Tokyo ottenne infine di conservare la Mutsu demolendo al suo posto la vecchia corazzata Settsu varata nel 1911, acconsentendo come compromesso a un simile scambio con le nuove dreadnought classe Colorado in quel momento in allestimento per gli Stati Uniti..

Assegnata alla 1ª Divisione navi da battaglia della 1ª Flotta il 1º dicembre 1921, il 12 aprile 1922 la Mutsu ospitò a bordo per una visita l'allora Principe di Galles Edoardo del Regno Unito e il suo aiutante di campo Louis Mountbatten, impegnati in una visita di Stato in Giappone. Il 4 settembre 1923, la nave trasportò un carico di rifornimenti urgenti per assistere le vittime del Grande terremoto del Kantō del 1923. Il 30 marzo 1924 la Mutsu subì lievi danni dopo una leggere collisione con la gemella Nagato durante delle manovre al largo di Amami Ōshima, mentre il 7 settembre seguente la Mutsu e la Nagato affondarono nel corso di esercitazioni di tiro nella baia di Tokyo lo scafo abbandonato dell'obsoleta corazzata Satsuma.; il capitano Mitsumasa Yonai, in seguito Primo ministro del Giappone, comandò la corazzata dal 1º novembre 1924 al 1º dicembre 1925. La Mutsu funse poi da nave ammiraglia per l'imperatore Hirohito durante le manovre d'addestramento della flotta nell'ottobre 1927; il 29 marzo 1929 l'unità passò in forza alla 3ª Divisione navi da battaglia unitamente agli incrociatori leggeri Yura, Nagara e Natori.

Dopo lavori nel 1932 per potenziare l'armameto antiaereo originale, la Mutsu tornò in forza alla 1ª Divisione della 1ª Flotta nel dicembre di quell'anno, e servì nuovamente come nave ammiraglia dell'imperatore durante le esercitazioni navali nell'ottobre 1933. Spostata in riserva nel novembre seguente, la corazzata fu sottoposta a lavori di ricostruzione e ammodernamento presso l'arsenale navale di Yokosuka, proseguiti dal 5 settembre 1934 fino al 30 settembre 1936: lo scafo fu ricostruito, la corazzatura venne ispessita e il sistema propulsivo completamente sostituito da apparati più moderni; i pezzi principali da 410 mm furono collocati in torrette di nuova fattura e furono aggiunti nuovi pezzi antiaerei oltre a una catapulta per il lancio di tre idrovolanti da ricognizione. Al completamento dei lavori, la Mutsu tornò in forza alla 1ª Divisione della 1ª Flotta il 1º dicembre 1936 e, dal luglio 1937, fu impegnata negli eventi della seconda guerra sino-giapponese: il 20 agosto 1937 la nave trasportò soldati giapponesi a Shanghai, operando poi in appoggio dei reparti a terra prima di rientrare in Giappone il 25 agosto seguente.. La nave alternò poi fino all'ottobre 1938 vari dispiegamenti nelle acque della Cina intervallati da rientri in patria; l'allora capitano Aritomo Gotō comandò la corazzata dal 15 novembre 1938 al 1º novembre 1939, periodo nel corso del quale però la Mutsu fu per la maggior parte del tempo in riserva.

La nave svolse ancora due turni di servizio al largo della Cina tra il marzo e l'aprile 1940 e tra il febbraio e il marzo 1941, prima di essere messa in cantiere a Yokosuka per svolgere un nuovo turno di lavori di manutenzione tra il 3 e il 21 settembre 1941 in preparazione per l'imminente apertura delle ostilità contro gli Stati Uniti.

La seconda guerra mondiale

La Mutsu vide poca azione nel corso della seconda guerra mondiale, passando la maggior parte del suo tempo inoperosa nelle acque di casa. L'8 dicembre 1941, mentre le portaerei giapponesi attaccavano la flotta statunitense a Pearl HarborPer effetto della Linea internazionale del cambio di data, a Pearl Harbor era il 7 dicembre 1941., la Mutsu, le navi da battaglia Nagato, Hyuga, Yamashiro, Fuso e Ise e la portaerei leggera Hosho incrociarono nella zona delle isole Bonin come forza di supporto a distanza per il gruppo d'attacco, rientrando in patria sei giorni più tardi. Il 18 gennaio 1942 la Mutsu fornì assistenza alla nuova nave da battaglia Yamato, da poco entrata in servizio, durante le sue esercitazioni di tiro.

La Mutsu fu impegnata in esercitazioni nelle acque di casa fino al giugno 1942, quando fu assegnata insieme alla Yamato, alla Nagato e alla Hōshō al "corpo centrale" della flotta giapponese inviata a invadere l'Atollo di Midway..; la corazzata non fu impegnata in azione nella seguente battaglia delle Midway il 4 giugno, e dopo che le portaerei della squadra d'appoggio furono affondate dagli statunitensi si ritirò in Giappone con il resto della flotta arrivando ad Hashirajima il 14 giugno.. Dopo essere stata assegnata alla 2ª Divisione della 1ª Flotta il 14 luglio, il 9 agosto seguente la Mutsu fu trasferita in forza alla 2ª Flotta e l'11 agosto salpò da Yokosuka per andare a partecipare alle operazioni della campagna di Guadalcanal da poco iniziata; la nave arrivò alla base di Truk il 17 agosto, e il 20 agosto compì una sortita in coppia con l'incrociatore Atago nell'infruttuoso tentativo di intercettare la portaerei di scorta statunitense , diretta a trasportare velivoli per la guarnigione statunitense di Guadalcanal.

Il 27 agosto 1942 la Mutsu fu inviata a unirsi alla flotta dell'ammiraglio Chūichi Nagumo, reduce dalla fallimentare battaglia delle Salomone Orientali contro la flotta statunitense.; nel corso del trasferimento la nave sparò quattro colpi contro un aereo da ricognizione nemico, l'unica occasione in cui la corazzata ebbe modo di impiegare le sue bocche da fuoco in una situazione di combattimento reale.. Rientrata a Truk il 2 settembre senza essere riuscita a entrare in contatto con il nemico, la Mutsu sbarcò parte del suo personale antiaereo per addestrare i cannonieri stazionati a terra a Rabaul; la nave rimase quindi inattiva a Truk, trasbordando anche parte del suo carburante a favore di altre unità della flotta. Il 7 gennaio 1943 la Mutsu lasciò Truk e rientrò a Kure via Saipan in squadra con la portaerei Zuikaku e l'incrociatore Suzuya; dopo una sosta nel bacino di carenaggio di Yokosuka, la nave tornò ad Hashirajima dove riprese le attività di addestramento. Il 13 aprile 1943 la Mutsu lasciò Hashirajima per Kure in vista di un trasferimento nella zona delle isole Aleutine, una risposta alla vittoria statunitense nella recente battaglia delle isole Komandorski; il trasferimento fu tuttavia annullato il 17 aprile e la nave tornò ad Hashirajima.

L'affondamento

L'8 giugno 1943 la Mutsu si trovava ancorata a una boa nel braccio di mare tra Hashirajima e l'isola di Suō-Ōshima; la nave aveva appena imbarcato 113 cadetti e 40 istruttori della scuola di volo della Marina di Tsuchiura per una visita di familiarizzazione con l'unità. Alle 11:45, poco dopo il pranzo, l'equipaggio ricevette l'ordine di prepararsi a far cambiare ancoraggio alla nave, onde lasciare il posto alla Nagato in arrivo ad Hashirajima dopo un turno di lavori a Kure; la zona era ricoperta da una fitta nebbia con una visibilità inferiore ai 500 metri. La Mutsu imbarcava in quel momento nei suoi magazzini una dotazione completa di proiettili per i suoi pezzi d'artiglieria pesante, pari a 240 colpi per ogni torre da 410 mm; 50 di questi colpi erano proiettili Type 3 "Sanshikidan", munizioni incendiarie a frammentazione impiegabili nel tiro antiaereo.

Alle 12:13, in maniera completamente inaspettata e apparentemente senza alcuna avvisaglia, il magazzino delle munizioni della torre numero 3 (la sopraelevata di poppa) esplose con enorme fragore; nonostante la nebbia, il viceammiraglio Mitsumi Shimizu, comandante della 1ª Flotta, scorse chiaramente il bagliore bianco dell'esplosione mentre si trovava ancora a diverse miglia di distanza a bordo della Nagato. L'esplosione distrusse le strutture adiacenti alla torre e tranciò di netto lo scafo in due tronconi: l'improvviso e massivo ingresso dell'acqua nello spazio occupato dai locali macchine causò un pressoché immediato capovolgimento sul lato di dritta della sezione della nave posta davanti alla zona dello scoppio, lunga circa 150 metri, che affondò fino a toccare il fondale dell'ancoraggio con il massiccio albero a pagoda della corazzata; la sezione di poppa, lunga circa 45 metri, si capovolse a sua volta ma rimase a galla con la chiglia in alto fino a circa le 02:00 del 9 giugno, quando infine scomparve completamente sotto il livello dell'acqua a poca distanza dall'altra sezione dello scafo alle coordinate 33° 58' N, 132° 24' E..

La corazzata Fuso, l'unità più vicina al luogo del disastro, inviò subito un paio di imbarcazioni in soccorso dei naufraghi della Mutsu, venendo raggiunta poco dopo dai cacciatorpediniere Tamanami e Wakatsuki e dalle squadre di soccorso degli incrociatori Tatsuta e Mogami. Delle persone presenti a bordo della Mutsu al momento della sciagura ne furono tratte in salvo solo 353, portando a gli uomini morti nel disastro; furono recuperati solo 13 degli aviatori in visita, e la perdita di 140 tra cadetti e istruttori fu un colpo durissimo per il Servizio aeronautico della Marina, intento a ricostruire i ranghi dopo le forti perdite di piloti accusate durante l'operazione I-Go dell'aprile precedente..