Fu attiva come staffetta partigiana nella zona a Sud della via Emilia.

Biografia Nata in una famiglia contadina della Val d'Enza, nel 1933, all'età di cinque anni e nel giorno stesso della nascita di suo fratello, assistette all'arresto di suo padre, che tornò poi solamente dopo sette mesi, amnistiato nell'autunno di quell'anno dal regime fascista per il decennale della presa del potere.

All'inizio della seconda guerra mondiale, nel 1941, studiò alle Magistrali a Reggio Emilia e nel 1943 fu pronta ad aiutare suo padre, già coinvolto con la Resistenza e il Comitato di Liberazione Nazionale. Nel febbraio del 1944, non potendo più frequentare la scuola a causa del conflitto bellico, decise di partecipare attivamente alla Resistenza: iniziò così, come staffetta, a percorrere tutta la zona a Sud della via Emilia per portare messaggi e documenti oltreché accompagnare dirigenti e responsabili militari della provincia e anche dell'Italia del Nord. Come da lei stessa ricordato, non sparò mai un colpo ma portò sempre con sé, nascosta nel reggipetto, una piccola rivoltella da utilizzare per uccidersi qualora fosse caduta nelle mani dei nazifascisti.

Terminata la guerra, dopo il matrimonio nel 1948 con il politico e dirigente sindacale Claudio Truffi, visse a Novara fino al 1963 partecipando all'attività nel Partito Comunista Italiano e, in particolare, alla creazione dell'Unione Donne Italiane. In quegli anni collaborò inoltre come redattrice, stabilendosi per alcuni periodi a Roma, al settimanale Noi donne.

Trasferitasi definitivamente nella capitale con la famiglia, dal 1975 fu maestra elementare nelle scuole dei quartieri romani Don Bosco e Cinecittà Est. Rimasta vedova nel 1986, morì a Roma il 16 maggio 2025 per cause naturali, all'età di 97 anni.

Opere

Note

Voci correlate Storia delle donne nella Resistenza italiana

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