La rivolta di Wyatt fu una rivolta popolare dell'Inghilterra nell'anno 1554, che deve il proprio nome a Thomas Wyatt, uno dei suoi capi di maggior rilievo. La rivolta sorse per il fatto che la regina Maria I d'Inghilterra annunciò il suo matrimonio con re Filippo II di Spagna, particolarmente impopolare in Inghilterra per la politica di inimicizia tra i due paesi. La detronizzazione della regina Maria, pur non essendo un obbiettivo esplicitato, era uno degli intenti della rivolta.
La rivolta scoppiò il 25 gennaio e perdurò sino al 7 febbraio del 1554 quando le truppe di Wyatt (giunte a 4000 unità) dovettero arrendersi alle forze governative dopo essere giunte sino alla periferia di Londra. Dopo la sconfitta di Wyatt, un centinaio di persone vennero giustiziate per cospirazione, tra cui lo stesso Wyatt, Henry Grey e lady Jane Grey col marito Guilford Dudley che pure non erano stati coinvolti materialmente nella ribellione.
Origine della rivolta
Le ragioni precise dello scoppio della rivolta sono ancora oggi molto dibattute. Molti storici come David Loades considerano le origini della rivolta come meramente politiche, ma nemmeno separabili da quelle di natura religiosa che nel XVI secolo erano molto divisive tra Inghilterra e Spagna con l'intento appunto di prevenire il matrimonio tra Maria I e Filippo II di Spagna che avrebbe finito per cancellare l'anglicanesimo dal suolo britannico ed introdurre nel contempo l'inquisizione. Il 16 novembre 1553 una delegazione parlamentare si incontrò con la regina per consigliarle di prendere per partito un gentiluomo inglese, proponendo come candidato un suo parente Edward Courtenay, recentemente creato conte di Devon. I ribelli spiegarono che le ragioni della rivolta erano quelle di "prevenire la sciagura dell'essere governati da stranieri". Tutti i membri della commissione erano inoltre di fede protestante. Un informatore di nome William Thomas disse che i cospiratori erano intenzionati ad assassinare la regina e fece il nome di John Fitzwilliam come quello dell'assassino.
Anche se gli storici moderni hanno dato minor peso alla questione religiosa all'origine del conflitto, è importante denotare l'importante sentimento anti-cattolico presente nell'Inghilterra dell'epoca. Dopo l'ascesa al trono della regina Maria I si era tra l'altro aperto il dibattito per un possibile ritorno dell'Inghilterra al cattolicesimo. Mentre alcuni avrebbero salutato positivamente il ritorno in comunione col papato, molti protestanti si opposero fermamente a questa idea. La regina nel frattempo, da fervente cattolica qual era, iniziò a nominare delle persone di fede cattolica come membri del suo consiglio privato e ad altri importanti incarichi di stato e di corte, motivo che alzò ulteriormente le tensioni interne.
Oltre al credo dei capi della rivolta, ovviamente essa interessò le classi meno elevate che volevano semplicemente dar voce alle loro frustrazioni. In particolare gli yeomen, gli husbandmen ed i lavoratori urbani sfogarono le loro frustrazioni sociali ed economiche ribellandosi semplicemente al sistema. Anche se la rivolta non interessò tutto il regno, la sua diffusione in particolare a Londra segnò un periodo di malcontento tra la popolazione inglese.
Piano iniziale I quattro capi della rivolta furono: Sir Thomas Wyatt, proprietario di vaste tenute nel Kent e che aveva larga influenza in loco Sir James Croft, proveniente da un'influente famiglia dell'Herefordshire Sir Peter Carew, deputato al parlamento per la circoscrizione di Devon Henry Grey, I duca di Suffolk, proprietario di vaste tenute nel Leicestershire.
Tra gli altri ribelli si ricordano Edward Courtenay, conte di Devon, Sir Henry Isley, lord John Grey di Wilton, lord Thomas Grey (fratello di Henry Grey), sir William Thomas (membro del Privy Council), sir Nicholas Throckmorton, John Harington, I barone Harington di Exton, sir Nicholas Arnold e sir William St Loe. Tra le altre personalità coinvolte vi furono l'ambasciatore francese, Antoine de Noailles, il quale sapeva bene che un re spagnolo sul trono inglese andava nella direzione opposta agli interessi francesi, ed il matematico Leonard Digges.
Secondo il piano iniziale, ciascuno di questi capi-rivolta avrebbe dovuto far scoppiare delle ribellioni in ognuna delle rispettive quattro contee, raggiungendo insieme Londra il 18 marzo 1554. Avrebbero quindi rimpiazzato la regina Maria con la sua sorellastra, Elisabetta, che avrebbe quindi sposato lord Devon. Nel frattempo, una flottadi navi francesi avrebbe impedito che Filippo di Spagna raggiungesse l'Inghilterra.
Il piano venne perfezionato quando Simon Renard, ambasciatore imperiale in Inghilterra, iniziò a sospettare di un complotto. Egli ritenne opportuno informare il Lord Cancelliere, il vescovo Stephen Gardiner, che difatti il 21 gennaio procedette ad arrestare lord Devon, il quale confessò il piano per la ribellione. Su incessanti pressioni, la rivolta venne posticipata.
Il giorno successivo sir James Croft avrebbe dovuto consegnare un messaggio a Elisabetta che si trovava ad Ashridge House nell'Hertfordshire, ma viste le circostanze preferì soprassedere. Il duca di Suffolk si rivelò più determinato, ma riuscì a raccogliere una forza di soli 140 ribelli, molti dei quali uomini al suo soldo. Successivamente venne catturato, processato e decapitato; sua figlia lady Jane Grey e suo marito, lord Guilford Dudley, si trovavano entrambi in prigione per il fallito tentativo di porre Jane sul trono e pertanto non poterono essere coinvolti nella rivolta.
La notizia che sir Peter Carew stava diffondendo il dissenso ad Exeter, nel Devon, dicendo pubblicamente che il re di Spagna avrebbe portato l'inquisizione spagnola in Inghilterra, raggiunse la corte nel gennaio del 1554. Carew tentò di cercare supporto anche nel resto del Devon, ma i nobili protestanti locali rifiutarono pensando di venire poi accusati di tradimento, mentre il grosso della popolazione e dei contadini locali erano cattolici e pertanto appoggiavano gli intenti del re di Spagna. Venne emanato un decreto di arresto per Carew, ma, avvisato, questi riuscì a fuggire attraversando il Canale della Manica e a portarsi in Normandia, per poi venire arrestato poco dopo.
Solo Wyatt riuscì a raccogliere delle forze sostanziali per la rivolta. Il 22 gennaio 1554 convocò un incontrò coi suoi compagni di avventura al castello di Allington ed il 25 gennaio fu il giorno fissato per l'inizio degli scontri.
La rivolta Il 26 gennaio Wyatt occupò Rochester e vi affisse dei proclami dove spiegava le proprie ragioni, raccogliendo il consenso di molta popolazione e della nobiltà locale. In un primo momento, i sostenitori della regina guidati da lord Abergavenny e da sir Robert Southwell, lo sceriffo locale, furono in grado di reprimere la rivolta con facilità, vincendo 500 rivoltosi presso la foresta di Hartley il 28 gennaio, mentre già il governo aveva proclamato Wyatt traditore. Il matrimonio tra la regina inglese ed il sovrano spagnolo, ad ogni modo, si era da tempo qualificato come impopolare e la regione del Kent, che era particolarmente incline alle predicazioni dei riformati, sembrava appoggiare i rivoltosi. Abergavenny e Southwell vennero abbandonati da molti dei loro uomini che si diedero alla macchia o andarono ad ingrossare le file di Wyatt, facendogli raggiungere le 3000 unità. L'ormai anziano duca di Norfolk venne inviato con la milizia londinese a fronteggiare gli uomini in rivolta, ma anche molti di questi si unirono alla causa di Wyatt che poté così contare su 4000 uomini nel suo esercito, costringendo il duca a tornare a Londra in tutta fretta.
Elisabetta, nel frattempo, era stata convocata a corte perché relazionasse di un suo possibile coinvolgimento coi vertici della rivolta, ma la regina Maria ed il suo consiglio nel contempo dovettero inviare una delegazione presso Wyatt per chiedergli i termini di una sua possibile resa. All'arrivo dei delegati della regina, Wyatt chiese la resa nelle sue mani della Torre di Londra e che gli fosse affidata la cura della sovrana. L'insolenza di queste pretese, quando divenne nota a Londra, fece schierare i londinesi con Maria I.
L'esercito di Wyatt raggiunse nel frattempo Southwark il 3 febbraio. I sostenitori della regina occuparono il London Bridge con le loro forze armate ed i ribelli furono in grado di penetrare sin dentro la città. Wyatt venne scalzato da Southwark dalle forze di sir John Brydges, dopo che lo stesso lord Chandos aveva minacciato di sparare sui rivoltosi con i cannoni della torre di Londra.
Rifiutandosi di arrendersi, i ribelli marciarono verso Kingston dove giunsero il 6 febbraio. I rivoltosi attraversarono il Tamigi al ponte di Kingston, ma la loro artiglieria rimase impantanata nelle aree paludose che circondavano il ponte. Dopo aver perso diverse ore nel vano tentativo di liberare i cannoni dal fango, nella notte tra il 6 e il 7 febbraio Wyatt marciò furtivamente lungo la riva sinistra del Tamigi fino alla periferia occidentale di Londra. All'alba del 7 febbraio, i ribelli furono in vista della cinta muraria della città di Londra che divenne il loro principale obbiettivo, e di fronte ad essa le truppe nemiche. Londra rimase scioccata nell'apprendere che Wyatt stava preparando un attacco aperto alla città, ma ancor più tra gli abitanti iniziò a diffondersi il panico tra i londinesi che potessero esservi dei tradimenti e pertanto vennero rinforzate le guardie alle porte cittadine.
Dopo una breve sosta a Knightsbridge, ad ogni modo, Wyatt prese la decisione di prendere d'assalto direttamente la città. Gli scontri all'altezza di Charing Cross, iniziarono nel pomeriggio del 7 febbraio nello spazio compreso tra il Knightsbridge e la locale porta nella città di Londra. Dopo una breve scaramuccia da cui le truppe governative risultarono in ritirata, Wyatt si aprì la strada verso il centro cittadino. Secondo alcuni storici, ad ogni modo, è possibile che Pembroke, comandante delle forze governative, si sia effettivamente e deliberatamente ritirato, permettendo ai ribelli di sfondare la porta, contando su un successivo accerchiamento. Si sa solo per certo che Wyatt, muovendosi lungo Strand e Fleet Streets, quasi senza incontrare opposizione, raggiunse Ludgate Gate e la trovò chiusa e difesa dalle truppe di William Howard.
Probabilmente Wyatt a questo punto sperava di riuscire a far presa sulle masse, ma la milizia di Londra rimase fedele alla regina. Wyatt non osò a questo punto prendere d'assalto la porta della città e, verso le cinque di sera il suo esercito, inseguito dalle truppe governative, si ritirò a ovest verso l'avamposto di Temple Bar dove lo stesso Wyatt si arrese ai suoi nemici: era il 7 febbraio. Nell'intera giornata, entrambe le parti persero una quarantina di soldati sul campo e in 18 giorni totali di rivolta si contarono tra le 60 e le 70 persone morte per parte.
Conseguenze