Sposò Livia Drusa, sorella del tribuno Marco Livio Druso, dalla quale ebbe due figli: Marco Porcio Catone Uticense e Porcia, che sposò Lucio Domizio Enobarbo.

Rivestì la carica di tribuno della plebe all'inizio del I secolo a.C.

La storia del diritto romano lo ricorda per una sua celebre sentenzaMarco Tullio Cicerone, De officiis 3.16.65; Valerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IX 8.2.1 la cui motivazione disegnò una chiara nozione di "buona fede prenegoziale in compravendita".

Note

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