Lincendio di Edimburgo fu uno scontro avvenuto il 7 maggio 1544 nell'ambito del fatto storico noto come Brutale corteggiamento, all'interno delle guerre anglo-scozzesi.

Il 3 maggio 1544 sbarcarono in Scozia delle forze inglesi, ma gli scozzesi preferirono non combattere. Il prevosto di Edimburgo venne però ben presto costretto a non opporsi al saccheggio delle città di Leith e di Edimburgo, città quest'ultima che venne data alle fiamme il 7 maggio. Ad ogni modo, l'artiglieria scozzese continuò a tormentare gli inglesi sul campo, i quali non avevano né il tempo né le risorse per assediare il castello locale. La flotta inglese salpò nuovamente con i beni razziati e con due delle imbarcazioni appartenute a Giacomo V di Scozia.

Il piano

Enrico VIII d'Inghilterra era intenzionato ad unire il regno di Scozia al regno d'Inghilterra o perlomeno riportare i due regni sotto la propria egemonia. Con James Hamilton, duca di Châtellerault, venne contrattato che Maria di Scozia avrebbe sposato Edoardo, il principe ereditario d'Inghilterra. Hamilton, ad ogni modo, permise al parlamento di revocare questo accordo poco dopo, fatto che spinse Enrico a dichiarare guerra alla Scozia nel dicembre del 1543; il reggente di Scozia si trovò a dover fronteggiare così anche quei ribelli che continuavano a sostenere il matrimonio con la monarchia inglese, come ad esempio il conte di Lennox, il conte di Glencairn, il conte di Cassillis ed il conte di Angus. Questi nobili erano in contatto con Enrico VIII attraverso il segretario del conte di Lennox, Thomas Bishop, ed il cappellano di lord Angus, John Penven. Le loro lettere indirizzate a Enrico VIII richiedevano un intervento tempestivo ed a marzo ebbero l'assicurazione di un supporto militare adeguato allo scontro che si profilava.HMC, Marquis of Salisbury, Hatfield House, vol. 1 (London, 1883), nos. 101, 133, 134, 135: Haynes (1740), pp. 19, 20: Letters & Papers, Henry VIII, vol. 19 part 1 (1903), preface, identifies Penven as Angus's chaplain. Il consiglio privato di Enrico VIII diede istruzioni per preparare una forza d'invasione per il 10 aprile 1544 con questo scopo:

Edward Seymour, I duca di Somerset, all'epoca noto come lord Hertford era il luogotenente del re. Questi era intenzionato a porre la guarnigione inglese a Leith, ma il suo piano venne bocciato.Joseph Bain, Hamilton Papers, vol. 2 (Edinburgh, 1890), pp. 330–1, 338–341 Enrico VIII gli chiese ad ogni modo personalmente di distruggere la città di St Andrews, la quale ad ogni modo si trovava troppo distante rispetto agli obbiettivi di lord Hertford.

Il conte di Hertford discusse con gli alleati scozzesi anche la possibilità di catturare il cardinale David Beaton nel corso dell'invasione. Enrico VIII stesso credeva che Beaton, strenuo difensore e propugnatore della Auld Alliance con la Francia, fosse uno dei principali responsabili dell'improvviso cambio di rotta della politica scozzese. Tra coloro che dovevano occuparsi di questo rapimento figuravano James Kirkcaldy di Grange, Norman Leslie e John Charteris che per questo infatti si portarono a Fife. L'obbiettivo secondario dellaspedizione inglese era di attaccare Arbroath mentre l'attenzione sarebbe stata focalizzata su Edimburgo.State Papers Henry VIII, vol. 5, part IV cont., (London, 1836), 377. Anche di questo progetto si fece ben poco dal momento che sarebbe mancato il tempo necessario e le risorse per un assedio.HMC Salisbury, Hatfield, vol. 1 (London, 1883), p. 36 no. 36: Haynes, Samuel, ed., A Collection of State Papers, vol. 1 (London, 1740), p. 32: the Scottish agent conducting this negotiation in London was called 'Wishart'. L'obbiettivo primario rimase quindi Edimburgo, sebbene appunto il regno d'Inghilterra non poté dirottarvi le risorse che avrebbe voluto in quanto già impegnata nell'assedio di Boulogne in Francia, già pianificato per l'estate.

I rifornimenti L'esercito venne assemblato a Newcastle upon Tyne ed a Gateshead. Nell'aprile del 1544, Christopher Morris scrisse a lord Hertford di aver organizzato il necessario per l'invasione a Berwick-upon-Tweed: 2 colubrine 3 cannoni saker 8 falconi un falconetto 4 carri di munizioni 3000 archi di cui 1000 già tesi in 60 casse 4000 faretre di frecce in 80 casse 4 barili di corde di arco (5760 in tutto) 480 picche 3000 alabarde

Anthony Neville di South Leverton venne nominato responsabile generale di rifornimenti dell'armata.Bindoff, Stanley T., et al ed., The House of Commons: 1509–1558, part 1, Appendices, constituencies, members A–C, vol. 4 (1982), p. 6 Edward Shelley riportò di disporre di gallette per sfamare i soldati il giorno 20 aprile. A Berwick, Shelley riportò di aver avuto dei problemi per rifornirsi di carbone o legna per la cottura dei cibi.HMC: Report on the Manuscripts of the Most Honourable the Marquess of Bath, at Longleat, Seymour Papers, vol. 4 (1967), pp. 60–63. 4000 cavalieri attendevano a Berwick il segnale del conte di Hertford. In un primo momento queta unità si sarebbe dovuta occupare di un attacco ad Haddington. Il loro comandante, Ralph Eure scrisse da Alnwick il 28 aprile che questi "contadini" sono così poveri da avergli dovuto prestare personalmente del denaro per il mantenimento dei loro armamenti.HMC, Seymour Papers, vol. 4 (1967),pp. 64–5 Chiese inoltre 1000 arcieri dallo Yorkshire come rinforzo così da potersi portar ad Edimburgo.Letters and Papers, Henry VIII, vol. 19 part 1 (1903), nos. 464, 467.

Gli ordini alla flotta

La flotta ancorata a Tynemouth ottenne degli ordini il 28 aprile. Tutte le navi dovevano tenersi pronte all'ancora per venti favorevoli. Il Lord Ammiraglio pose la bandiera con la croce di san Giorgio sul pennone più alto dell'ammiraglia del visconte Lisle la sera precedente l'attacco. Hertford e la nave tesoriera (con a bordo il tesoriere Ralph Sadler) si sarebbero mantenute a debita distanza. Il conte di Shrewsbury, capitano della retroguardia, rimase al suo posto.Hamilton Papers, vol. 2 (1892), pp. 354–356.

Le navi impiegate dagli inglesi, dall'avanguardia alla retroguardia, furono Pauncy, Minion, Swallow, Gabian of Ipswich, John Evangelist, Galley Subtle, con una barca proveniente da Calais. In battaglia vennero coinvolte la Sweepstake, Swan of Hamburgh, Mary Grace e la Elizabeth of Lynn. In retroguardia furono poste la Great Galley, Gillian of Dartmouth, Peter of Foy, Anthony Fulford e la Barque Riveley.Joseph Bain, Hamilton Papers, vol. 2 (Edinburgh, 1890), p. 354

Le difese Il 23 aprile 1544, tutti i villaggi della costa orientale scozzese vennero allertati di trincerarsi e resistere agli eventuali attacchi della marina inglese. Vennero chiamati gli uomini abili alle armi dai paesi vicini per rinforzare le difese di Edimburgo dal 5 maggio. Ulteriori cannonieri vennero posti al castello di Edimburgo.Accounts of the Lord High Treasurer of Scotland, vol.8, HM General Register House (1908) lv–lix, pp. 276, 289–291. La città di Edimburgo pure si preparò a difendersi probabilmente ma non abbiamo dati certi dal momento che mancano i registri cittadini relativi alle eventuali spese sostenute per la difesa delle mura. I resoconti inglesi dello scontro menzionano la presenza di trincee costruite dagli scozzesi per difendere Leith.An English Garner: Tudor Tracts, (1903), p. 41 re-printing, The Late Expedition in Scotland, 1544, London (1544)

Lo sbarco Un resoconto dell'episodio dello sbarco delle truppe inglese venne pubblicato nel 1544 a Londra col titolo The Late Expedition in Scotland made by the King's highness' army under the conduct of the Right Honourable the Earl of Hertford in 1544.The Late Expedition in Scotland made by the King's highness' army under the conduct of the Right Honourable the Earl of Hertford in 1544. Reynold Wolf, London (1544); rist. in Tudor Tracts (1903), pp. 38–51. Un racconto a posteriori del segretario della regina Maria, Claude Nau, riporta come le navi inglesi prima di sbarcare incendiarono il villaggio di St Mynettes a nord del fiume Forth e presero con sé alcuni pescherecci.Stevenson, Joseph ed., The History of Mary Stewart by Claude Nau, Edinburgh, (1883), 318, 338–9 John Knox diede un altro resoconto dello sbarco dal punto di vista degli scozzesi. La flotta inglese venne avvistata a mezzogiorno di sabato 3 maggio. Knox disse che il cardinale David Beaton disse di non preoccuparsi e continuò a pranzare come se nulla fosse stato. Alle 18:00 vi erano ormai 200 navi all'orizzonte tra Granton e Leith. Alle prime ore della domenica alcune piccole imbarcazioni vennero notate attorno al sobborgo di Granton e diverse truppe iniziarono a sbarcare. Secondo Knox i soldati sbarcati furono circa ed a quel punto sia il cardinale che il reggente conte di Arran lasciarono Edimburgo.David Laing, History of the Reformation, Works of John Knox, vol. 1 (Edinburgh, 1846), pp. 119–120: Claude Nau wrote "Wendy" meaning "Wardie" east of Granton.

Il racconto inglese dello sbarco, per quanto simile, cita anche la presenza di cinque o seimila cavalieri ed alcuni fanti posizionati per prevenire che il nemico potesse impedire le operazioni di sbarco. Dopo piccoli scontri, gli scozzesi abbandonarono le loro posizioni al porto lasciando otto cannoni sul posto.Letters & Papers, Henry VIII, vol. 19 part 1 (1908), no. 481, Lisle to Paget. I conti di Huntly e Moray lasciarono anch'essi il campo. Hertford scrisse di suo pugno in un dispaccio che dopo mezz'ora di combattimenti gli archibugieri si erano già distinti nel loro lavoro.Letters & Papers, vol.19 part 1 (1908), no.472.

Hertford dovette ad ogni modo convocare Eure al fronte coi suoi cavalieri per la mancanza di una vera e propria resistenza da parte degli scozzesi.Letters & Papers, Henry VIII, vol.19 part 1 (1903), no.464. Gli inglesi riuscirono quindi a penetrare a Leith senza opposizioni, trovandovi due navi che appartennero a suo tempo a Giacomo V, la Salamander of Leith e la Unicorn. Alcune costruzioni presenti a Leith vennero distrutte dal fuoco, inclusa la cappella di St Ninian a Bridgend.'Calendar of Charters & other writs', PSAS (1907), p.327 no.39. Il giorno successivo, il lunedì 5 maggio, le più grandi navi inglesi furono in grado di scaricare l'artiglieria pesante presso Leith, cannoni che vennero poi utilizzati contro i cancelli ed il castello di Edimburgo.Tudor Tracts, (1903),40–41. Il cardinale Beaton lasciò l'area il lunedì e si portò dapprima a Corstorphine e poi raggiunse Stirling.Rentale Sancti Andree, SHS (1913), p. 180 Secondo Eustace Chapuys, in quello stesso giorno il nemico principale del cardinale, Alexander Crichton di Brunstane, tentò di incontrare il conte di Hertford a Leith, ma una guardia inglese lo colpì con una freccia alla gamba. Ad ogni modo, Hertford si ritirò poco dopo a Linlithgow.Calendar State Papers Spain, vol.7 (1899), no.95.

Il conte di Angus, George Douglas di Pittendreich e lord Maxwell si trovavano in prigione al castello di Blackness ed al castello di Edimburgo per aver sopportato l'alleanza con gli inglesi, ma il conte di Arran ed il cardinale ne richiesero ora il rilascio affinché potessero essere d'aiuto per la causa. Maxwell scrisse poi che a questi vennero offerte le rendite delle chiese confiscate e una pensione dal re di Francia.State Papers Henry VIII, vol.5 (1836), pp. 428–229, the Confession of Lord Maxwell.

Edimburgo

William Stourton venne lasciato in carica al comando di Leith il 6 maggio con 1500 uomini mentre il grosso delle forze iniziò ad avvicinarsi ad Edimburgo. Il gruppo venne raggiunto dal prevosto di Edimburgo, Adam Otterburn, accompagnato da due araldi che offrirono la resa e le chiavi della città a precise condizioni. Il conte di Hertford si rifiutò di accettare dicendo di non avere l'autorità per contrattare col nemico. Un altro araldo inglese si portò al castello e ne tornò con la notizia che il conte di Huntly e lord Home avevano portato con sé 2000 cavalieri per difendere la città.