Figlia di Cai Yong, il suo nome di cortesia era inizialmente Zhaoji, ma fu cambiato in Wenji durante la dinastia Jin per evitare di utilizzare un nome cinese proibito, in quanto il carattere cinese zhao coincideva con quello di Sima Zhao, il padre dell'imperatore Sima Yan. Trascorse parte della sua vita come prigioniera degli Xiongnu fino al 207, quando il signore della guerra Cao Cao, che controllava il governo centrale Han, pagò un'ingente somma per riportarla nel suo territorio.

Biografia Cai Wenji era figlia di Cai Yong, un noto studioso della dinastia Han proveniente dalla contea di Yu (). Sposò Wei Zhongdao () nel 192, il quale morì poco dopo il loro matrimonio lasciandola senza prole. Tra il 194 e il 195, durante un periodo di instabilità in Cina, i nomadi Xiongnu si intromisero nel territorio Han, catturarono Cai e la portarono come prigioniera nelle terre del nord. Durante la sua prigionia sposò il capo degli Xiongnu e gli diede due figli. 12 anni dopo il Gran Cancelliere Cao Cao pagò un ingente riscatto a nome del padre di Cai per il suo rilascio. La donna tornò in patria lasciando però i suoi figli nel territorio di Xiongnu. La ragione del riscatto era dovuta al fatto che Cai Wenji era l'unico membro sopravvissuto del suo clan per far sì che placasse gli spiriti dei suoi antenati.Questa spiegazione tuttavia non è pienamente concordante con gli altri riferimenti storici, come il fatto che il padre di Cai Wenji avesse almeno altre due figlie e probabilmente un figlio. Una delle due figlie era nota per essere stata madre di personaggi importanti come Yang Huiyu, un'imperatrice della Dinastia Jin. Se una di loro non fosse stata in grado di placare gli spiriti dei loro antenati, nemmeno Cai Wenji avrebbe potuto, in quanto le donne non erano considerate discendenti dirette. È possibile che Cao Cao avesse usato un espediente per convincere i ministri Han a giustificare il riscatto.

In seguito sposò Dong Si (), un funzionario del governo locale della sua città natale che in seguito si sarebbe macchiato di un crimine capitale. Cai infatti avrebbe supplicato ed ottenuto da Cao Cao l'assoluzione di suo marito.

Poesia Come suo padre, Cai Wenji fu una calligrafa affermata. Le sue poesie sono caratterizzate da un tono doloroso dovuto alle sue esperienze di vita. La nota lirica per guqin Diciotto canti di un flauto nomade è tradizionalmente attribuita a lei, sebbene la paternità sia una questione perenne per il dibattito accademico.Molti storici moderni, tra i quali Hu Shi, non concordano con l'attribuzione tradizionale, affermata per la prima volta dallo studioso Zhu Xi della Dinastia Song. (Guō Mòruò 1987, p. 97.) Guō Mòruò d'altro canto scrisse sei articoli in sei mesi nel 1959 per contestare la controversia (due dei quali sono presenti in Guō Mòruò 1987, pp 96-109.). Ciò ha portato ad un teso dibattito con entrambe le parti ferme sulle proprie tesi, sebbene l'opinione di Guō fosse in minoranza. Le sia attribuiscono inoltre altre due poesie, entrambe intitolate Poema del dolore e della rabbia ().

Oltre alle sue poesie a noi giunte, si segnala l'esistenza di un volume di opere collettive sopravvissuto fino alla dinastia Sui ma andato perduto durante la dinastia Tang. (魏徵 et al., 隋书 志第三十经籍四; cfr. Libro dei Sui: "" (La moglie di Dong Si della tarda dinastia Han Opere collettive di Cai Wenji, un volume - disperso.) Inoltre ereditò circa 4.000 volumi di libri antichi dalla vasta collezione di suo padre, i quali furono distrutti durante la guerra. Su richiesta di Cao Cao, Cai ne recitò 400 a memoria e li trascrisse su carta.

Cai Wenji nelle arti Cai Wenji appare brevemente nel capitolo 71 de Il romanzo dei Tre Regni, un'opera del XIV secolo che romanticizza eventi precedenti e contemporanei al periodo dei Tre Regni della Cina. Le sue storie risuonano principalmente con sentimenti di dolore e hanno ispirato gli artisti successivi a continuare a ritrarre il suo vissuto. Il suo ritorno nel territorio Han () è un soggetto artistico divenuto ricorrente a partire dalla dinastia Tang.Si vedano le note del curatore del Palazzo Nazionale di Taipei, secondo il quale i primissimi canti sopravvissuti risalgono alla Dinastia Song.

Guō Mòruò scrisse un'opera teatrale sulla vita di Cai Wenji nel 1959. Inclusa in Guō Mòruò 1987, pp. 3-95. Inoltre le sono stati intitolati un cratere su Mercurio e uno su Venere.

Note

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