La battaglia di Mindoro si svolse tra il dicembre 1944 e il gennaio 1945 sull'isola filippina di Mindoro, nell'ambito dei più vasti eventi della campagna delle Filippine della seconda guerra mondiale.
La presa di Mindoro rientrava nell'ambito delle manovre preliminari al lancio, da parte degli Alleati, della campagna per la liberazione dall'occupazione giapponese della grande isola filippina di Luzon; su Mindoro, in particolare, dovevano essere realizzate le basi aeree da cui gli apparecchi alleati dovevano supportare le operazioni di sbarco a Luzon. Cogliendo di sorpresa i giapponesi, che non si aspettavano una mossa così in profondità, una forza anfibia statunitense sbarcò a Mindoro il 15 dicembre 1944 dopo aver attraversato le acque delle Filippine centrali. La piccola guarnigione giapponese fu sopraffatta, ma la reazione delle forze aeree aeree nipponiche portò a una serie di duri scontri in aria e in mare con i convogli che tentavano di rifornire la testa di ponte alleata su Mindoro; in particolare, l'impiego da parte dei giapponesi di tattiche di attacco kamikaze costò dure perdite agli statunitensi, i quali tuttavia si assicurarono il pieno controllo dell'isola entro la fine del gennaio 1945.
Antefatti La situazione strategica Lungamente progettata dal comando alleato del South West Pacific Area del generale Douglas MacArthur, la campagna per la liberazione delle Filippine dall'occupazione giapponese prese avvio il 20 ottobre 1944 con lo sbarco dei reparti statunitensi sull'isola di Leyte, nella parte centro-orientale dell'arcipelago asiatico; dopo che le potenti formazioni d'appoggio della United States Navy ebbero respinto nella vasta battaglia del Golfo di Leyte del 23-26 ottobre il tentativo della flotta nipponica di contrastare gli sbarchi, MacArthur poté quindi portare avanti la sua campagna secondo i piani lungamente preparati nei mesi precedenti. La presa di Leyte doveva costituire solo la prima testa di ponte degli Alleati nelle Filippine, fornendo un punto d'appoggio prima di lanciare l'operazione più importante della campagna, ovvero lo sbarco e l'occupazione della vasta e popolosa isola di Luzon nel nord dell'arcipelago: un obiettivo strategico ritenuto vitale per la prosecuzione delle ulteriori offensive alleate in direzione dello stesso Giappone..
Il luogo più favorevole per uno sbarco in forze su Luzon era rappresentato dall'ampia insenatura del golfo di Lingayen lungo la costa occidentale, la via più diretta per muovere sulle pianure centrali dell'isola e sulla capitale filippina, Manila; già nelle discussioni precedenti la pianificazione della campagna, tuttavia, era sorto un certo dissenso su quale dovesse essere la rotta migliore per condurre la flotta d'invasione al golfo. Il comando della United States Seventh Fleet, responsabile delle operazioni anfibie nelle Filippine, prediligeva un approccio al golfo da nord attraverso lo stretto di Luzon tra l'isola e Formosa: la flotta d'invasione avrebbe così circumnavigato Luzon da est verso ovest, manovrando in spazi oceanici aperti e a distanza dalle basi aeree giapponesi. MacArthur ottenne invece l'adozione di una rotta d'approccio al golfo da sud, facendo procedere la flotta d'invasione attraverso lo stretto di Surigao e il Mar di Bohol passando a meridione del dedalo di isole delle Visayas nelle Filippine centrali: la rotta era più rapida e diretta, e soprattutto meno esposta rispetto a quella oceanica alla violenza dei tifoni, la cui stagione era in pieno svolgimento. La rotta meridionale passava tuttavia a corta distanza dalle basi aeree giapponesi allestite nelle Visayas, e si decise quindi di far precedere lo sbarco nel golfo di Lingayen da un'operazione sussidiaria: l'occupazione dell'isola di Mindoro..
L'isola di Mindoro Settima isola delle Filippine per dimensione, Mindoro sorge a sud-ovest di Luzon e a nord-ovest delle Visayas: di forma vagamente ovale, l'isola si estende per 177 chilometri da nord a sud e per 93 chilometri da ovest a est; il clima è piovoso per gran parte dell'anno, facendo da terreno fertile per una serie di malattie tropicali come la malaria. La maggior parte dell'interno dell'isola è occupato da una vasta catena montuosa con andamento da nord a sud, con vette superiori ai metri di altitudine e ricoperta di una vasta foresta pluviale; le aree pianeggianti si concentrano principalmente sulle coste, in particolare lungo la costa orientale e negli angoli nord-occidentale e sud-occidentale dell'isola. Benché popolata da abitanti, all'epoca della battaglia Mindoro era una regione sottosviluppata delle Filippine, con poche risorse naturali da sfruttare e una rete stradale abbastanza primitiva; il centro abitato principale era la cittadina di San Jose, affacciata sulla baia di Mangarin nel sud-ovest dell'isola che rappresentava il più importante ancoraggio sicuro di Mindoro.
L'occupazione di Mindoro avrebbe fornito agli Alleati il terreno necessario per allestire nuove basi aeree, da cui proteggere a distanza ravvicinata i progettati sbarchi a Lingayen; gli aeroporti di Mindoro avrebbero poi aiutato a decongestionare l'affollamento delle basi aeree statunitensi costruite su Leyte, oltretutto impedite a operare al pieno della loro capacità a causa della stagione delle piogge da poco iniziata. Occupare l'intera isola era inutilmente impegnativo per le forze statunitensi, e fu deciso quindi di sbarcare a Mindoro solo una forza ridotta al fine di mettere in sicurezza una testa di ponte in cui costruire le progettate basi aeree. Le zone migliori dove costruire piste di aviazione su Mindoro erano le pianure costiere nell'angolo nord-orientale dell'isola, ma sbarcare in questo punto era considerato troppo rischioso perché avrebbe esposto la flotta ad attacchi aerei giapponesi sia da sud dai campi di volo delle Visayas che da nord dagli aeroporti di Luzon; benché il terreno non fosse altrettanto ideale, si decise di far sbarcare invece la forza d'invasione a sud-ovest nella baia di Mangarin, allestendo quindi un perimetro difensivo nelle piane attorno a San Jose...
Forze in campo Alleati
Ancora prima che la flotta statunitense lasciasse gli ancoraggi per dirigere all'invasione di Leyte, MacArthur aveva affidato l'incarico di pianificare la successiva operazione anfibia a Mindoro al generale Walter Krueger, comandante della Sixth United States Army responsabile delle operazioni di terra nelle Filippine; buona parte della stesura dei piani operativi per la campagna di Mindoro venne effettuata a bordo delle navi in rotta per le spiagge di Leyte. Krueger affidò l'operazione ad una formazione ad hoc, la Western Visayan Task Force, sotto il comando del generale di brigata William C. Dunckel; il principale elemento combattente delle forze di Dunckel era rappresentato da due regimental combat team o RCT"Gruppo da combattimento reggimentale", ovvero un reggimento di fanteria rinforzato da unità di supporto addizionali normalmente non facenti parte del suo organico. tratti dal 19th Infantry Regiment della 24th Infantry Division e dal 503rd Parachute Infantry Regiment, un'unità di paracadutisti: il primo sarebbe sceso dai mezzi da sbarco nella baia di Mangarin, mentre il secondo si sarebbe lanciato dagli aerei sulle pianure attorno a San Jose. I reparti combattenti sarebbero stati sostenuti da un notevole apparato di unità di supporto, comprendente un gruppo di artiglieria antiaerea e un reggimento di genieri; circa soldati dei reparti dislocati a Leyte furono distaccati con la forza d'invasione di Mindoro per fungere da manovali nello scarico dei rifornimenti, onde velocizzare le operazioni di sbarco e ridurre il tempo passato allo scoperto delle navi statunitensi. Alla forza da sbarco avrebbe quindi fatto seguito un vasto contingente di unità da costruzioni, pari a quattro battaglioni statunitensi e uno squadrone australiano, incaricato di allestire i campi di volo, oltre a personale di supporto vario delle forze aeree; in totale, le forze di Dunckel comprendevano truppe da combattimento, membri del personale di supporto e uomini dei reparti di terra dell'aviazione..
La data per l'avvio dello sbarco a Mindoro (U-Day) fu inizialmente fissata al 5 dicembre 1944, con quella per il successivo sbarco nel golfo di Lingayen fissata al 20 dicembre successivo; la scadenza si rivelò tuttavia impossibile da rispettare, visto che i combattimenti per la messa in sicurezza di Leyte si prolungarono più del previsto e con essi l'allestimento dei campi di volo da cui supportare lo sbarco a Mindoro. La data per lo sbarco a Mindoro fu quindi posticipata di dieci giorni, facendo slittare di conseguenza anche la data dello sbarco a Lingayen; nel frattempo, furono apportati alcuni cambiamenti al piano. L'affollamento dei campi di volo impedì di schierare a Leyte gli aerei da trasporto destinati ai paracadutisti, e pertanto si decise che il 503rd RCT sarebbe sceso a terra dal mare congiuntamente ai fanti del 19th RCT. Alla forza d'invasione fu poi aggiunto un battaglione del 21st Infantry Regiment della 24th Division, incaricato di condurre subito dopo gli sbarchi a San Jose un'ulteriore operazione anfibia a Marinduque, una piccola isola posta a est di Mindoro e a sud di Luzon: la mossa era una finta, volta a far credere ai giapponesi che il prossimo sbarco statunitense sarebbe stato sulla costa meridionale di Luzon, sviando quindi la loro attenzione dall'operazione principale a Lingayen..
La Seventh Fleet dell'ammiraglio Thomas Kinkaid distaccò un considerevole numero di unità navali in appoggio all'operazione a Mindoro. La forza da sbarco sarebbe stata trasportata e portata a terra dal Task Group 78.3 o Mindoro Attack Group del contrammiraglio Arthur Dewey Struble, comprendente otto navi da trasporto veloci, trenta Landing Ship Tank, dodici Landing Ship Medium, trentuno Landing Craft Infantry e diciassette dragamine, scortati dall'incrociatore leggero (nave ammiraglia di Struble) e da dodici cacciatorpediniere; le unità di costruzioni seguivano in un secondo convoglio, composto da sette navi da trasporto e due Landing Craft Tank scortati da cinque cacciatorpediniere. Supporto di fuoco e scorta ravvicinata sarebbero stati forniti dal Task Group 77.3 o Mindoro Close Covering Group del contrammiraglio Russell S. Berkey, forte di un incrociatore pesante, due incrociatori leggeri e sette cacciatorpediniere, oltre che da un gruppo di ventitré motosiluranti; in appoggio a distanza si trovava invece il Task Group 77.12 o Mindoro Heavy Covering and Carrier Group del contrammiraglio Theodore Davis Ruddock Jr., forte di tre navi da battaglia, tre incrociatori leggeri, sei portaerei di scorta e diciotto cacciatorpediniere. I gruppi di portaerei della United States Third Fleet dell'ammiraglio William Halsey, in navigazione a est di Luzon, avrebbero appoggiato indirettamente l'operazione compiendo attacchi aerei di copertura contro i campi di volo giapponesi nelle Filippine; ulteriore supporto aereo sarebbe poi giunto dai velivoli della Fifth Air Force schierati a Leyte e dai bombardieri a lungo raggio della Seventh Air Force di base nelle isole Marianne.
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