Soprannominata dalla stampa italiana La vedova nera, è salita alla ribalta della cronaca giudiziaria per essere stata la mandante dell'omicidio dell'ex marito Maurizio Gucci, imprenditore già presidente della casa di alta moda omonima, per il quale è stata condannata a 29 anni di reclusione. È tornata in libertà nell'ottobre del 2016, quando è stata rilasciata per buona condotta dopo aver scontato 17 anni.
Biografia Infanzia e matrimonio con Maurizio Gucci Nasce con il nome di Patrizia Martinelli a Vignola, in provincia di Modena, il 2 dicembre 1948, e vive l'infanzia e l'adolescenza con la madre Silvana Barbieri in un appartamento di via Padova, nella periferia di Milano. La vita delle due cambia radicalmente quando la madre sposa l'imprenditore Ferdinando Reggiani, titolare di un'azienda di autotrasporto, il quale adotta Patrizia dandole il suo cognome. Grazie al matrimonio della madre, Patrizia riesce ad entrare negli ambienti più esclusivi di Milano, frequentando istituti prestigiosi e persone di alto rango.
Nel 1970 Patrizia conosce Maurizio Gucci, futuro erede della celebre casa di moda omonima, ad una festa a Milano. Dopo aver iniziato a frequentarsi, i due si sposano a Milano nel 1972, per poi decidere di trasferirsi a New York con l'aiuto dello zio di Gucci Aldo. Dal loro matrimonio nascono due figlie: Alessandra (1976) e Allegra (1981).
Il padre di Maurizio Gucci, Rodolfo, inizialmente non approva il matrimonio, ritenendo Patrizia un'arrivista sociale con in mente solamente i soldi; tra i 500 invitati alla cerimonia non si presenta nessun membro della famiglia Gucci. Successivamente, dopo la nascita della nipote Alessandra, Rodolfo manifesta l'intenzione di riconciliarsi con figlio e nuora e regala loro un lussuoso attico all'Olympic Tower a New York. Ben presto Patrizia diventa attiva nei circoli sociali di New York, facendo apparizioni regolari a feste ed eventi di moda e diventando amica di Jacqueline Kennedy Onassis e dei coniugi Trump.
La separazione e il divorzio Nel 1982 i coniugi fanno ritorno a Milano; nel 1985, dopo 13 anni di matrimonio, Maurizio lascia Patrizia, usando come pretesto per abbandonare la famiglia un viaggio d'affari a Firenze. Successivamente Maurizio instaura una relazione con l'amica di vecchia data Paola Franchi, provocando profonda gelosia in Patrizia. I due divorziano ufficialmente nel 1994, dopo che Gucci accetta di pagare alla moglie un assegno alimentare annuo di dollari. Dopo il divorzio, Patrizia continua ad usare il cognome Gucci anche se per legge non le è più consentito, dicendo di essere "l'unica vera Gucci". Inizia altresì ad accusare l'ex marito di stare dilapidando il proprio patrimonio e a parlare della possibilità di ucciderlo; i suoi discorsi vengono però ritenuti una boutade.
L'omicidio di Gucci
Il 27 marzo 1995, verso le 8:30 del mattino, Maurizio Gucci sta per varcare la soglia del portone principale del palazzo dove è situato l'ufficio della sua nuova società in via Palestro, a Milano, quando viene raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco esplosi da un uomo sopraggiunto in quell'istante. Gucci venne colpito due volte alla schiena, una al gluteo e l'ultima alla tempia sinistra, morendo sul colpo. Nell'agguato rimane ferito anche Giuseppe Onorato, il portinaio del palazzo, che ha tentato invano d'intervenire in soccorso all'imprenditore. L'assassino sale quindi su una macchina, dove lo aspetta un complice, e si dilegua.
A quasi due anni di distanza dall'omicidio, il 31 gennaio 1997, dopo una serie d'intercettazioni telefoniche, funzionari della Criminalpol arrestano Patrizia Reggiani, accusata di avere pianificato l'omicidio dell'ex marito e di avere reclutato a tale scopo dei sicari. La vicenda esercita subito un forte impatto mediatico, con la stampa che ribattezza la Reggiani La vedova nera. Secondo quanto riferito dalla polizia, il movente dell'omicidio sarebbe stato un misto di gelosia e risentimento nei confronti di Gucci; la Reggiani inoltre pretendeva il controllo assoluto del marchio Gucci e voleva impedire all'ex marito di sposare la sua nuova compagna Paola Franchi, poiché il matrimonio le avrebbe ridotto gli alimenti a dollari l'anno. L'esecutore materiale del delitto viene identificato in Benedetto Ceraulo, proprietario di una pizzeria afflitto da grandi debiti economici, ingaggiato tramite Giuseppina Auriemma, detta Pina, amica intima della Reggiani che fece da intermediaria. Durante le fasi delle indagini, le due donne negano completamente il loro coinvolgimento nella vicenda nonostante le prove emerse dalle intercettazioni.
Nel 1998 la Reggiani viene ufficialmente riconosciuta come mandante dell'omicidio di Maurizio Gucci e condannata a 29 anni di carcere. Benedetto Ceraulo e Pina Auriemma vengono invece condannati rispettivamente all'ergastolo e a 25 anni per favoreggiamento. Nel 2000, dopo un'iniziale conferma della condanna, la corte d'appello di Milano riduce la pena a Patrizia Reggiani a 26 anni. Nel 2011 le viene offerta un'attività lavorativa in libertà vigilata, che rifiuta dicendo: "Non ho mai lavorato in vita mia e non inizierò di certo adesso". Nel maggio 2014 venne affidata ai servizi sociali.
Viene infine rilasciata per buona condotta nell'ottobre 2016, dopo aver scontato 17 anni.
Nella cultura di massa La Reggiani ha partecipato a programmi televisivi come Storie maledette e Quarto grado insieme a Pina Auriemma. Le due hanno rilasciato le loro interviste in sedi separate. Nel 2021 l'intera vicenda e i suoi personaggi sono stati narrati nel film di Ridley Scott House of Gucci, liberamente tratto dall'omonimo libro di Sara Gay Forden, dove Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani sono rispettivamente interpretati da Adam Driver e Lady Gaga. Sempre nel 2021 ha preso parte come intervistata al film documentario Lady Gucci: la storia di Patrizia Reggiani, a lei dedicato, andato in onda su Nove il 16 dicembre di quell'anno.
Note
Voci correlate Omicidio di Maurizio Gucci Maurizio Gucci Maurizio D'Ancora Aldo Gucci
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