La conquista portoghese di Goa fu una campagna militare del triennio 1510-1512 tramite cui il nuovo viceré delle Indie Alfonso de Albuquerque strappò la città al sultano Bijapur Ismail Adil Shah. L'isola di Goa (pt. Ilhas de Goa) non era tra le terre che Albuquerque aveva ricevuto ordine di conquistare: il suo regimento reale gli comandava di catturare solo Hormuz, Aden e Malacca. Il piano per la conquista di Goa prese forma quando Albuquerque ricevette informazioni e supporto dal corsaro indù Timoji di base a Honavar..

Antefatto Il 4 novembre 1509, Alfonso de Albuquerque riuscì a succedere a Dom Francisco de Almeida come governatore dell'India portoghese, quando il maresciallo del Portogallo, Dom Fernando Coutinho, giunse in India al comando di una Armada forte di 3000 uomini inviato da Manuele I del Portogallo per imporre l'ordinata successione di Albuquerque alla carica..

A differenza di Almeida, Albuquerque riteneva che i portoghesi potevano assumere un ruolo più attivo nella geopolitica dell'Oceano Indiano, rompendovi la supremazia commerciale musulmana ed accaparrandosi in via definitiva il dominio sulla rotta delle spezie con la conquista di tre strettoie strategiche: Aden, Hormuz e Malacca. Il commercio di Aden era controllato dagli arabi, quello di Hormuz dai persiani e quello di Malacca dai malesi musulmani. Albuquerque comprese anche la necessità di stabilire una base operativa in terre direttamente controllate dalla Corona del Portogallo e non solo in territori concessi ai lusitani da governanti indigeni alleati come occorso nel Regno di Cochin e a Kannur (pt. Cannanore)..

Preparativi portoghesi

Fallita la conquista di Kozhikode (pt. Calicut) cui era destinata la grande forza giunta dal Portogallo al comando di Coutinho, nel gennaio 1510 Albuquerque stava ricostituendo le sue truppe a Kochi e organizzando l'attacco a Suez, nel Mar Rosso, dove si credeva, giustamente, che i Mamelucchi stessero preparando una nuova flotta da inviare in India contro i portoghesi per vendicare la sconfitta nella battaglia di Diu dell'anno prima (v.si Guerra navale luso-mamelucca). Il Maresciallo Coutinho era stato ucciso a Calicut, lasciando Albuquerque con il pieno e incontrastato comando delle forze portoghesi in India: 23 navi, soldati portoghesi, 400 marinai portoghesi, 220 ausiliari di Kochi e "soldati-schiavi" (pt. escravos de peleja). La spedizione salpò per il Mar Rosso alla fine di gennaio. Il 6 febbraio la Armada ancorata da Canannore e il 13 giunse in vista del Monte Eli.. Fu lì che Albuquerque convocò i capitani della spedizione sulla sua nave ammiraglia, la grande nau Flor de la Mar, e rivelò l'obiettivo della spedizione: aveva ordini da re Manuele di soggiogare Hormuz ma visto che i Mamelucchi stavano assemblando una flotta a Suez, intendeva deviare dalla linea d'azione originale e distruggere la nuova forza egiziana prima che fosse pronta..

Successivamente, la spedizione riprese il suo corso e si ancorò alla città di Honavar, dove Albuquerque fu avvicinato da un conoscente dei portoghesi: il potente corsaro malabarese Timoji (Thimayya). Timoji informò il viceré che sarebbe stato pericoloso partire per il Mar Rosso, poiché il sultano di Bijapur, Yusuf Adil Khan (pt. Hidalcão, regno 1490-1510), aveva raccolto nella vicina città di Goa i resti della spedizione mamelucca distrutta a Diu e li aveva rinforzati con nuove navi da inviare contro i portoghesi, probabilmente come rappresaglia per la distruzione della città di Dabul da parte del viceré Almeida l'anno precedente (v.si Battaglia di Dabul).. La città tuttavia era scarsamente difesa poiché Yusuf era morto di recente e il suo erede, Ismail Adil Shah, era giovane e inesperto. Sapendo del malcontento tra gli indù di Goa sottoposti ai governanti musulmani di Bijapur nel 1496, Timoji propose ad Albuquerque il suo sostegno nella conquista della città. La tempestiva proposta di Timoji non era del tutto casuale, poiché Albuquerque aveva già ricevuto a Kochi i suoi inviati che richiedevano quell'abboccamento..

Dopo essersi riunito con i suoi capitani, Albuquerque li convinse ch'era fondamentale attaccare Goa..

Prima conquista di Goa

Il 16 febbraio, l'Armada navigò nelle acque profonde del fiume Mandovi. Supportati da uomini di Timoji, i portoghesi sbarcarono truppe comandate da Dom António de Noronha e assalirono il forte di Panaji, difeso dal mercenario turco Yusuf Gurgij al comando d'una forza di 400 uomini. Yusuf fu ferito e si ritirò in città e i portoghesi catturarono il forte insieme a diversi pezzi di artiglieria in ferro.

A Panaji, Albuquerque ricevette inviati dagli ottimati di Goa e promise loro libertà religiosa e tasse più basse se avessero accettato la sovranità lusitana. Gli indigeni accettarono le profferte del governatore che poté così occupare Goa senza colpo ferire il 17 febbraio.. Albuquerque ribadì ai suoi uomini che Goa non doveva essere saccheggiata e che gli abitanti non dovevano essere toccati, pena la morte! In città, i portoghesi trovarono oltre 100 cavalli appartenenti al sovrano di Bijapur, 25 elefanti e nuove navi parzialmente finite, confermando le informazioni di Timoji sui preparativi del nemico. Per la sua assistenza, il corsaro fu nominato tanadar-mor (capo esattore delle tasse e rappresentante) degli indù di Goa.. I musulmani, per parte loro, furono autorizzati a vivere secondo le loro leggi sotto il controllo di un loro magistrato, il Coje Bequi..

In attesa di ritorsioni da parte del sultano di Bijapur, Albuquerque iniziò a organizzare le difese della città: le mura furono riparate; il fossato ampliato e riempito d'acqua; furono costruiti magazzini per armi e rifornimenti; le navi lasciate dai mamelucchi dovevano essere ultimate sotto bandiera portoghese; in ultimo, i cinque guadi dell'isola (Banastarim, Naroá, Agaçaim, Passo Seco e Daugim) furono presidiati da truppe portoghesi e malabresi, supportate da diversi pezzi d'artiglieria.. Allo stesso tempo, Albuquerque inviò un'ambasciata al comando di frate Luiz do Salvador alla corte del vicino impero indù di Vijayanagara, sperando di ottenere un'alleanza contro il Bijapur musulmano..

Il contrattacco di Adil Shah

All'insaputa di Albuquerque, Adil Shah aveva appena concordato una tregua con l'Impero Vijayanagara, ritrovandosi libero di dirottare contro i portoghesi molte più truppe del previsto per riconquistare Goa. A tal fine, inviò un generale turco, Pulad Khan, con soldati, tra cui molti esperti mercenari persiani e turchi, che sconfissero le truppe di Timoji sulla terraferma. Ismail Adil Shah quindi installò la sua tenda reale presso il guado di Banastarim, in attesa che il monsone intrappolasse i portoghesi prima di dare a Pulad Khan l'ordine di assalire l'isola.

Albuquerque fu informato di questo piano attraverso il degradado João Machado,I degradados erano detenuti criminali che potevano adempiere alle loro condanne venendo abbandonati lungo le rive di vari luoghi per l'esplorare l'entroterra per conto della Corona del Portogallo. Machado era stato lasciato in Africa orientale dalla Seconda Armata d'India (Cabral, 1500) per identificare la precisa ubicazione dell'Etiopia e da lì si era fatto strada fino al Bijapur. che ora era un prestigioso capitano al servizio di Adil Shah, sebbene fosse rimasto cristiano.. Fu inviato per convincere i suoi connazionali ad arrendersi o fuggire. Confidando nella forza della sua posizione difensiva, Albuquerque respinse le proposte di Machado. Albuquerque chiese a Machado di "dire a Hidalcão che i portoghesi non hanno mai rinunciato a nulla di ciò che hanno vinto e un accordo adeguato sarebbe se mi desse tutte le terre di Goa, per le quali farei amicizia con lui" (pt. Dizei a Hidalcão que os portugueses nunca perderão o que huma vez ganharão, que o bom concerto que com elle farei he que elle me dê todalas terras de Goa, e por isso com ele assentarey amizade). Machado disse anche ad Albuquerque che i musulmani all'interno della città tenevano informato Ismail dei numeri e dei movimenti portoghesi..

Con l'arrivo delle piogge monsoniche, la situazione portoghese divenne critica: il clima tropicale reclamò una grande quantità di vite, le derrate si deteriorarono e i portoghesi erano troppo stretti per trattenere l'esercito musulmano. In queste condizioni, Pulad Khan lanciò un grande assalto l'11 maggio attraverso il guado di Banastarim con la bassa marea in mezzo a una forte tempesta, sopraffacendo rapidamente il piccolo numero di truppe portoghesi. Mentre le difese crollavano, scoppiò una rivolta musulmana alla periferia di Goa, in palese disprezzo per l'accordo con Albuquerque che l'avrebbe ricordato in futuro. I portoghesi si ritirarono in fretta nelle mura della città, con l'aiuto dei loro alleati indù, ma abbandonarono diversi pezzi d'artiglieria sulla riva del fiume..

Il giorno seguente, Pulad Khan ordinò un assalto alla città, ma fu respinto. Fu allora che Albuquerque apprese da fra Luiz della tregua tra Bijapur e Vijayanagara e trascorse quindi il resto del mese preparando una ritirata. Albuquerque si rifiutò di dare fuoco alla città poiché ciò avrebbe annunciato i suoi intenti al nemico e ordinò invece di spargere per le strade una grande quantità di spezie e rame per ritardarne l'avanzata. Prima di partire, tuttavia, fece giustiziare a Timoji i musulmani all'interno della cittadella ma il corsaro salvò diverse donne, appartenute all'harem di Adil Khan, per poi offrirle come damigelle alla regina Maria, e le sistemò nell'ammiraglia del governatore. Prima dell'alba del 31 maggio, i rimanenti 500 portoghesi s'imbarcarono sotto il fuoco nemico, coperti da un piccolo numero di commilitoni che frenavano l'avanzata delle truppe nemiche che avevano violato le mura della città.. Ismail riprese allora solennemente il possesso della città, al suono delle trombe..

Intrappolato nel fiume

Il 1º giugno, le navi salparono dal lungofiume di Goa verso la foce del Mandovi, impossibilitate a prendere il largo a causa del monsone. I portoghesi erano ora intrappolati sulle navi all'interno della foce del fiume e per i tre mesi successivi avrebbe dovuto sopportare un severo razionamento delle provviste al punto da cucinare topi e cuoio, un continuo bombardamento musulmano e le dure condizioni meteorologiche, tutte cose che minacciavano di schiacciare la spedizione. L'acqua del fiume era fangosa, il che rendeva difficile la pesca e imbevibile l'acqua, anche se la forte pioggia garantì nuova acqua potabile. I portoghesi soffrivano anche del costante bombardamento dell'artiglieria a terra che, sebbene irregolare, li costringeva a spostare frequentemente le navi ed evitare di uscire sui ponti. Evitavano di rispondere, per risparmiare munizioni.. Secondo Barros: "Così dalla fame e dalla sete da una parte e dalla guerra, dai fulmini e dai temporali invernali dall'altra, la gente comune fu così colpita che alcuni furono spinti alla disperazione".. Molti saltarono in mare e disertarono, informando il nemico della miserevole condizione dei compagni.. Adil Shah, tuttavia, temeva da un momento all'altro la ripresa delle ostilità con Vijayanagar e desiderava concludere una tregua con i portoghesi. Mandò perciò un inviato proponendo la pace e la vicina città di Cintacora. Albuquerque lo ricevette con un'abbondante esposizione di cibo e vino ma respinse la proposta di Ismail.