La dinastia Sanjaya era un'antica dinastia giavanese che governò il Regno di Mataram a Giava durante il primo millennio d.C.. La dinastia fu un'attiva promotrice dell'Induismo nell'antica Giava.
Secondo l'iscrizione di Canggal (in sanscrito), la dinastia fu fondata nel 732 da Sañjaya.
Origini Secondo l’iscrizione di Canggal, la dinastia fu fondata nel 732 da Sanjaya di Mataram. L’iscrizione fu scoperta nel villaggio di Canggal, a sud-ovest di Magelang. Redatta in scrittura Pallava, descrive l’erezione di un linga (simbolo di Shiva) su una collina della zona di Kunjarakunja. Secondo l’iscrizione, l’area si trovava in un’isola chiamata Yawadwipa (Giava) ricca di riso e oro. Yawadwipa era governata dal re Sanna, il cui lungo regno fu caratterizzato da saggezza e virtù. Dopo la morte di Sanna, il regno cadde nel caos e nella confusione. Fu allora che Sanjaya di Mataram salì al trono. Egli era figlio di Sannaha, sorella di Sanna. Sanjaya padroneggiava le scritture e le arti marziali e militari. Conquistò i territori vicini e il suo regno saggio portò pace e prosperità.Secondo il Carita Parahyangan (un testo successivo che descrive soprattutto la storia del Regno di Sunda), Sanjaya era figlio di Sanna e Sannaha. Questo legame familiare non compare nell’iscrizione di Canggal. Il Carita Parahyangan afferma inoltre che Sanna fu sconfitto dal cugino, re Purbasora di Galuh, e si ritirò sul Monte Merapi. Sanjaya in seguito riconquistò il regno di Sanna e governò su Giava Occidentale, Giava Centrale, Giava Orientale e Bali. Fu coinvolto anche in guerre contro i regni di Melayu e Kalingga. A parte piccole differenze, il Carita Parahyangan conferma l’iscrizione di Canggal.
Rapporti con i Shailendra Il rapporto tra la dinastia Sanjaya e i Shailendra non è del tutto chiaro. Poerbatjaraka teorizzò che non vi fossero due dinastie distinte: secondo lui esisteva un’unica dinastia, gli Shailendra, che governava la Giava centrale con capitale nell’area di Mataram. Sanjaya e i suoi discendenti sarebbero appartenuti alla famiglia Shailendra, inizialmente di fede shaivista.
Un’altra teoria suggerisce che la dinastia Sanjaya sia stata spinta a nord di Giava dagli Shailendra, comparsi intorno al 778. Prova di ciò sarebbe l’iscrizione di Kalasan. In quel periodo le due dinastie coesistevano nella Giava centrale, in un clima di pace e collaborazione.
L’associazione degli Shailendra con il Buddismo Mahāyāna iniziò dopo la conversione del re Sankhara (Rakai Panaraban o Panangkaran) al buddhismo.Poerbatjaraka, 1958: pp. 254–264. I successivi sovrani Shailendra seguirono la stessa fede, sostenendo il buddhismo Mahayana a Giava fino alla fine del regno di Samaratungga. Questa teoria si basa sull’iscrizione di Raja Sankhara (oggi perduta), sull’iscrizione di Sojomerto e sul manoscritto Carita Parahyangan. Lo shaivismo tornò a ricevere patrocinio reale a partire dal regno di Pikatan fino alla fine del Regno di Mataram.
La famiglia Shailendra utilizzò la lingua antico malese in alcune iscrizioni, il che suggerisce origini sumatrane e legami con Srivijaya. Secondo questa teoria, gli Shailendra, forti delle loro relazioni con Srivijaya, presero il controllo della Giava centrale governando sui rakai (signori locali giavanesi), inclusi i Sanjaya, assorbendone i re nella propria burocrazia. La corte dinastica si trovava probabilmente nella pianura meridionale di Kedu, vicino a Magelang (a nord di Yogyakarta).
Rapporti con Champa I regni giavanesi mantennero stretti rapporti con i principati di Champa nell’Indocina già al tempo della dinastia Sanjaya. Come i giavanesi, anche i Chàm erano un popolo austronesiano. Le somiglianze architettoniche tra i templi chàm e quelli della Giava centrale costruiti sotto i Sanjaya testimoniano questi contatti.
Dominio sulla Giava centrale Il principe ereditario Rakai Pikatan sposò Pramodhawardhani (833–856), figlia del re Shailendra Samaratungga. L’influenza dei Sanjaya induisti iniziò così a sostituire quella dei buddhisti Shailendra a Mataram. Rakai Pikatan sconfisse il re Balaputra, figlio di Samaratungga e fratello di Pramodhawardhani. Nell’850 la dinastia Sanjaya divenne l’unica sovrana di Mataram. Ciò pose fine alla presenza Shailendra nella Giava centrale e Balaputra si ritirò a governare a Srivijaya, in Sumatra.J.G. de Casparis (1956); Hall, Kenneth R. (1985), p. 111.
Informazioni sulla dinastia Sanjaya si trovano anche nell’iscrizione di Balitung del 907: secondo essa, quando un re moriva assumeva una forma divina. Da questo documento gli studiosi hanno ricostruito la sequenza dei sovrani Sanjaya: Sanjaya (732–760) Panangkaran (760–780) Panungalan (780–800) Samaragrawira (Rakai Warak) (800–819) Rakai Garung (819–838) Rakai Pikatan (838–850) Rakai Kayuwangi (850–898), noto anche come Lokapala Balitung (898–910)
Durante la dinastia Sanjaya fiorì la letteratura classica giavanese. Vennero prodotte traduzioni e adattamenti in giavanese antico di testi induisti, come il Kakawin Ramayana. Intorno all’850, Pikatan avviò la costruzione del tempio di Prambanan nella Giava centrale, poi completato ed ampliato dal re Balitung. Il complesso di Prambanan è uno dei maggiori complessi templari indù del Sud-est asiatico, rivaleggiando con Borobudur (il più grande tempio buddhista del mondo).
I re Sanjaya successivi a Balitung furono: Daksa (910–919) Tulodong (919–924) Wawa (924–929) Mpu Sindok (929–947)
Declino Nel 929 Mpu Sindok trasferì la corte di Mataram dalla Giava centrale alla Giava orientale per ragioni non chiare. Tra le ipotesi: un’eruzione del Monte Merapi, una lotta di potere o pressioni politiche della dinastia Shailendra legata all’Impero di Srivijaya. Il trasferimento in Giava orientale segnò la fine della dinastia Sanjaya, cui succedette la dinastia Isyana.
Note
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