La chiesa di Sant'Orsola è un edificio di culto cattolico situato nella convalle di Como, poco fuori l'estremo orientale delle mura cittadine.

Storia Consacrato nel 1639, l'attuale edificio religioso fu costruito tra il 1609 e il 1614,. sulla base di una precedente chiesa ad aula risalente al XIV secolo, a sua volta consacrata nel 1489.

Per oltre tre secoli, la chiesa originaria servì per le funzioni religiose di un attiguo monastero di Umiliate. Il monastero, che non sopravvisse alle secolarizzazioni di fine Settecento, fu fondato nel 1434, probabilmente per alloggiare una comunità di suore che fino ad allora erano di stanza nel vicino ospedale di San Vitale (che assieme all'omonima chiesa occupava parte dello spazio attualmente occupato dai binari della ferrovia Como-Milano e dagli edifici attigui all' ex seminario maggiore) e alle quali nel 1356 si erano unite le monache attive presso l'allora chiesa parrocchiale di San Sisto (soppressa nel 1788 e situata nell'odierna Piazza Medaglie d'oro).

Presso la vecchia chiesa di Sant'Orsola operò il pittore Andrea De Passeri,. che tra il 1494 e il 1497 vi affrescò una Madonna col Bambino e San Giovanni, opera successivamente spostata nella cappella della Vergine situata nell'odierna chiesa.

L'attuale costruzione, orientata di 90 gradi rispetto all'originaria (che era rivolta ad est), venne edificata sulla base della zona più esterna della vecchia chiesa, includendo un ossario e parte di un vecchio cimitero. La zona più interna venne invece riconvertita a locale di servizio, anche se fino agli anni '60 del Novecento conservò lacerti di affreschi che coprono un arco temporale di cinque secoli; le pitture più antiche, giottesche, sono databili al XIV secolo...

In virtù della clausura vigente presso il monastero, la chiesa era divisa in due aree, separate tra di loro da una parete con grata situata dove oggi si trova la balaustra in marmo che introduce il presbiterio. In accordo con le direttive post-tridentine, la zona più interna, alle spalle dell'altare, era riservata alle suore, mentre la zona più esterna, comprensiva del presbiterio e dell'area di fronte all'altare, era destinata ai sacerdoti e ai fedeli.

Nel corso dell'Ottocento, il primitivo campanile a vela fu sostituito con una più moderna torre campanaria disegnata dal pittore Francesco Capiaghi.

Nella seconda metà del XIX secolo, l'allora vicario generale della Diocesi di Como introdusse in Sant'Orsola la venerazione a San Giuseppe, come segno di riconoscenza per una presunta apparizione avuta da una propria collaboratrice durante un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Gallivaggio. La devozione si concretizzò in una ristrutturazione della cappella fino ad allora dedicata a San Francesco, che per circa un secolo venne re-intitolata a San Giuseppe e, per l'occasione, dotata di una statua raffigurante quest'ultimo.

Nel 1906 la nuova chiesa fu elevata alla dignità di parrocchiale. Fino ad allora, la chiesa era stata alle dipendenze della chiesa di Sant'Agata, che nel 1783 aveva sostituito la chiesa di San Martino e la chiesa di San Vitale nel ruolo di parrocchiale.

Dopo esser stata insignita del titolo di prepositurale (1908), nella prima metà del Novecento la chiesa di Sant'Orsola fu ingrandita e rielaborata, specialmente nell'area presbiterale e nella facciata (1939).

Ulteriori interventi si registrarono nell'ultimo quindicennio del XX secolo.

Descrizione

Esterni All'esterno, la chiesa si presenta con una facciata rivestita in mattoni. Nella facciata, disegnata da Carlo Galfetti, si apre una grande finestra termale; sotto di questa trova posto un portale in serizzo della prima metà del XVII secolo..

Tra la facciata e il vicino tracciato ferroviario si trova un portale ad arco, antico accesso all'ex monastero.

Interni Gli spazi interni, a navata unica, sono coperti da una volta a botte ornata da affreschi attribuiti a Giovanni Domenico Caresana,. dipinti eseguiti nel 1614 . Nell'abside che conclude la navata, un affresco raffigurante la santa titolare della chiesa in gloria, opera di Mario Albertella (XX secolo)..

Al centro dell'altare maggiore in marmi policromi trova posto una pala del Moncalvo raffigurante il martirio di Sant'Orsola, dipinto un tempo collocato sulla parete che divideva la parte di chiesa riservata alle suore dalla zona aperta al pubblico. Durante la seconda guerra mondiale, l'opera fu temporaneamente depositata in un rifugio presso l'abbazia dell'Acquafredda.

Nel Seicentesco coro ligneo, sculture raffiguranti le monache si alternano ad analoghi manufatti rappresentativi delle giovani nobili che le suore stesse erano solite istruire presso il monastero.

L'altare maggiore è fiancheggiato da un organo Balbiani, realizzato nel 1950 in sostituzione di un analogo, vetusto, strumento che all'epoca si trovava su un'apposita terrazza in controfacciata.

Nelle pareti laterali trovano posto la cappella intitolata a San Francesco d'Assisi (ivi raffigurato attraverso una tela databile al XVII secolo) e quella dedicata alla Madonna, con la seconda delle due cappelle a ospitare un muro asportato dalla vecchia chiesa e recante l'affresco del De Passeri. Il dipinto, databile al 1496, raffigura la Madonna mentre porge un garofano al Bambin Gesù, il quale ha tra le mani un cardellino; al loro fianco sta in piedi san Giovanni, raffigurato nelle sembianze di un giovane. La seconda cappella è inoltre ornata da una serie di pitture mariane realizzate da Antonio Maria Crespi Castoldi, opere risalenti al 1630. Nella cappella sul lato opposto trovano invece posto una tela e alcuni affreschi, opere a tema francescano databili al Seicento..

Tra i secoli XVI e XVII è databile il Crocefisso presente in controfacciata, dotato di barba e capelli veri. Più moderna è invece la tavola a olio dipinta da Mario Radice per la zona più esterna della parete destra: risalente al 1955, l'opera raffigura i santi Rita da Cascia e Antonio da Padova, e fu eseguita per sostituire tre statue raffiguranti, rispettivamente, gli stessi due santi e Santa Teresa.

La parete orientale ospita inoltre una Madonna col Bambino e i santi Vitale e Pietro, quadro che nel 1765 era attestato come pala d'altare della vicina chiesa di san Vitale (edificio oggi non più esistente). L'opera è attribuita alla bottega della famiglia di pittori comaschi Recchi. Un esponente di questa famiglia - Giovanni Paolo - è sicuramente l'autore della tela raffigurante la Liberazione di San Pietro (1685), quadro collocato sopra a un confessionale di fronte a una tela attribuita a Filippo Abbiati..

Note

Bibliografia

Voci correlate Diocesi di Como Parrocchie della diocesi di Como

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