Bardonecchia (IPA: ,Voce Bardonecchia del Dizionario d'ortografia e di pronunzia: Dizionario d'ortografia e di pronunzia Bardonecia in piemontese, Barduneice in occitano, Bardonnèche in francese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.

Importante centro per gli sport invernali in alta Val di Susa, vanta due comprensori sciistici: quello del Colomion-Les Arnauds-Melezet e quello dello Jafferau.

Geografia fisica Bardonecchia è il comune più occidentale del Piemonte e d'Italia ed è situato a circa 85 km a ovest di Torino, a m s.l.m., al centro della conca nella quale convergono quattro ampi valloni che alimentano la Dora di Bardonecchia.

Orografia La conca di Bardonecchia è circondata da numerose montagne, diverse delle quali superano i 3.000 m di altitudine. Tra queste, il Monte Jafferau e il Colomion rivestono particolare interesse sciistico per la presenza di impianti di risalita, mentre le cosiddette «Dolomiti di Valle Stretta», la Rognosa di Etiache e la Pierre Menue, massima elevazione delle Alpi Cozie settentrionali, presentano maggiore interesse alpinistico. Il Monte Thabor, la Punta Nera, la Punta del Frejus e altre cime, prevalentemente di natura detritica, sono invece raggiunte da itinerari escursionistici e sci-alpinistici.

Procedendo in senso orario, nella conca si aprono quattro valloni principali: la Valle Stretta, la cui parte superiore ricade in territorio francese; la valle della Rho; il vallone del Frejus; il vallone di Rochemolles, nel quale confluiscono anche le acque provenienti dalla Valfredda.

Nella parte media o superiore dei valloni si trovano diversi valichi che collegano la conca di Bardonecchia con la Francia: il Colle della Scala, attraversato da una strada, e i colli della Rho, del Frejus e d'Etiache, raggiungibili mediante sentieri. Al di sotto del colle del Frejus attraversano la catena alpina il traforo ferroviario e il traforo stradale del Frejus.

Nel vallone di Rochemolles si trova inoltre l'omonimo lago artificiale, destinato alla produzione idroelettrica e formato mediante lo sbarramento del torrente di Rochemolles, lungo la strada che conduce al Colle del Sommeiller, .

Idrografia Bardonecchia è attraversata da diversi torrenti alpini, caratterizzati da un regime idrico generalmente permanente. Il principale corso d'acqua è la Dora di Bardonecchia, affluente della Dora Riparia, che scorre immediatamente a est del centro abitato, pressoché parallelamente alla strada statale 335 di Bardonecchia e alla linea ferroviaria Torino-Modane.

Nel territorio comunale la Dora è attraversata da due ponti stradali che collegano la strada statale e l'autostrada A32 al centro abitato. Il sistema idrografico della conca è costituito principalmente dai torrenti di Rochemolles, del Frejus, della Rho e di Valle Stretta.

Il torrente di Rochemolles ha il proprio ramo principale alle pendici della Punta Sommeiller (3.333 m s.l.m.). Dopo avere formato il bacino artificiale di Rochemolles (1.978 m s.l.m.), scende verso il fondovalle ricevendo le acque provenienti da diversi valloni laterali, tra cui la Valfredda. Raccolte le acque degli altri torrenti che attraversano la conca, dà origine alla Dora di Bardonecchia.

Il torrente del Frejus, detto anche rio Merdovine, entra nell'abitato in prossimità di Borgo Vecchio, a nord, attraversando quindi il paese dapprima in direzione nord-sud. Dopo essere stato scavalcato dal ponte di via Medail, piega verso est e prosegue fino alle vicinanze della stazione ferroviaria. È formato principalmente da tre corsi d'acqua: il rio Gauthier, che nasce alle pendici della Punta Nera (3.041 m s.l.m.); il rio Chatelard, che nasce sotto la punta del Monte Fréjus (2.936 m s.l.m.); il rio Pian dell'Acqua, che nasce tra la Punta Bagnà (3.129 m s.l.m.) e la Cima del Vallone (3.171 m s.l.m.).

Gli ultimi due confluiscono in un unico corso d'acqua che, poco più a valle, si unisce al primo in località Grange Merdovine.

Il torrente Rho è formato inizialmente da due rami: quello principale nasce sotto l'omonimo colle, a circa m s.l.m., mentre il rio Rebour ha origine alle pendici della Punta Nera. Il torrente delimita il centro abitato sul lato occidentale e passa alle spalle del Palazzo delle Feste, per confluire, nelle vicinanze di Campo Smith, nel torrente di Valle Stretta.

Le esondazioni del torrente Rho del 1872 e del 1873 provocarono l'allagamento di parte di Borgo Vecchio e la distruzione della cappella del Santo Sepolcro, situata nell'area dove in seguito fu edificato il Palazzo delle Feste. Una nuova esondazione si verificò nel 1876, con conseguenze meno gravi.Maria Luisa Tibone, Bardonecchia - I percorsi della memoria, p. 77. Il corso del torrente è stato successivamente regimentato mediante opere di arginatura.Da tempo ormai il corso del torrente è rigidamente imbrigliato da argini che, nei punti più critici, si elevano anche oltre il livello stradale ed è stato posto, anche con lavori recenti, in condizioni di sicurezza per il centro abitato.

Il torrente di Valle Stretta nasce alle pendici del massiccio del Monte Thabor ( m s.l.m.), in territorio francese. Parte delle sue acque viene intercettata, poco prima dell'ingresso in territorio italiano, da uno sbarramento che, attraverso un canale di derivazione, alimenta una piccola centrale idroelettrica. Entrato in Italia, all'inizio del pianoro di Pian del Colle riceve le acque del rio Guilaud, proveniente dalla zona del passo della Mulattiera.

Il torrente scorre ai piedi del complesso montuoso Selletta-Colomion, delimitando a sud-est le frazioni di Melezet e Les Arnauds. Poco a valle di Campo Smith riceve le acque del torrente Rho e confluisce successivamente nel sistema idrografico della Dora di Bardonecchia.

Origini del nome Il toponimo è attestato nel IX secolo nella forma Bardonisca, divenuta Bardisca nel 1001,Michele Ruggiero, op. cit., p. 373, nota 3 al cap. VII. Bardonesca nel 1148 e, infine, Bardonecchia nel 1365.

Secondo un'ipotesi etimologica, il nome sarebbe riconducibile ai Longobardi, che si insediarono anche in Val di Susa: dalla forma aferetica Bardi sarebbe derivato il toponimo mediante l'aggiunta del suffisso latino -iscus, o del corrispondente germanico -isk, impiegato nella formazione di nomi etnici. Il significato originario di Bardonecchia sarebbe pertanto quello di «luogo o territorio dei Longobardi».Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, UTET, 2006, p. 71.

Storia Secondo la tradizione, la conca di Bardonecchia sarebbe stata originariamente occupata da un lago, alimentato dai torrenti alpini e avente come emissario la Dora di Bardonecchia. A testimonianza di questa ipotesi viene citata l'antica denominazione della chiesa parrocchiale, Santa Maria ad lacum, che sorgeva nell'attuale Borgo Vecchio e fu successivamente sostituita dalla nuova parrocchiale, edificata nella prima metà del XIX secolo. Il lago sarebbe stato prosciugato nel X secolo dai Saraceni, che avrebbero aperto un varco nella parete rocciosa che univa le pendici del monte Jafferau a quelle del Bramafam, consentendo il deflusso delle acque. La stretta gola situata lungo la strada statale 335 di Bardonecchia, poco prima dell'abitato, è ancora oggi denominata località Roccatagliata..

La presenza umana nel territorio è comunque precedente all'epoca medievale, come attestano reperti attribuiti a popolazioni di origine celtica anteriori alla conquista romana della Gallia. Bardonecchia compare nelle fonti scritte almeno dall'VIII secolo: in un documento relativo alla fondazione dell'abbazia di Novalesa, risalente al 726, il suo territorio è indicato fra quelli sottoposti alla giurisdizione dell'abbazia..

Medioevo Nel 906 i Saraceni, provenienti dalla loro base di Frassineto (l'odierna La Garde-Freinet, in Provenza), raggiunsero l'abbazia di Novalesa, che fu saccheggiata, e si insediarono nell'alta Val di Susa. La loro presenza nella regione terminò verso la fine del X secolo, in seguito alle campagne condotte da Arduino il Glabro.

Nel 1001 l'imperatore Ottone III confermò Olderico Manfredi I nel possesso della marca di Torino, comprendente anche il territorio di Bardonecchia.. Nell'XI secolo è documentata inoltre una signoria riconducibile alla famiglia dei Bardonnèche, il cui capostipite Witbaldo, secondo la tradizione locale, avrebbe partecipato alle lotte contro i Saraceni e avrebbe esercitato la propria autorità anche su Oulx, Cesana Torinese, le valli del Monginevro e di Névache, morendo nel 1050..

Dopo la morte di Adelaide di Susa, Bardonecchia divenne oggetto della competizione tra i conti di Savoia e i conti di Albon, delfini di Vienne. Alla fine del XII secolo il territorio entrò stabilmente nell'orbita del Delfinato, pur conservando forme di autonomia amministrativa.. Nel 1319 il delfino Ghigo VIII concesse uno statuto alle comunità di Bardonecchia, Rochemolles e Beaulard..

Nel 1334 Francesco de Bardonnèche, signore di Cels, si ribellò al delfino Umberto II; il castello di Cels fu demolito e Francesco venne condannato a morte e giustiziato.. Il 30 marzo 1349, con la cessione del Delfinato alla Corona di Francia da parte di Umberto II, anche Bardonecchia passò sotto la sovranità francese.

Età moderna

Durante le guerre di religione francesi, Bardonecchia fu coinvolta negli scontri fra cattolici e protestanti. Nel 1562, dopo la devastazione della Prevostura di San Lorenzo di Oulx del 22 luglio,La prevostura fu ricostruita nel 1609. un contingente valdese, inseguito dalle truppe cattoliche comandate da Claude Arlaud Borel, detto La Casette, si rifugiò a Bardonecchia. Gran parte dei combattenti venne uccisa negli scontri, mentre circa 150 uomini trovarono riparo nella Tour d'Aumont, dalla quale furono successivamente stanati e trucidati..

Tra il XVI e il XVII secolo Bardonecchia rimase relativamente meno esposta rispetto ad altre località della Val di Susa ai frequenti transiti degli eserciti francesi, poiché situata in posizione intermedia rispetto alle principali direttrici militari dei valichi del Monginevro e del Moncenisio.

Nel corso della guerra di successione spagnola, nel luglio 1708 le truppe sabaude guidate dal generale Rehbinder attraversarono il colle della Rho provenendo dalla Moriana e occuparono Bardonecchia. Il 1º agosto successivo il duca Vittorio Amedeo II di Savoia raggiunse il paese seguendo lo stesso itinerario; il 1º gennaio 1709 la comunità di Bardonecchia prestò quindi giuramento di fedeltà al duca a Susa.. Il passaggio del territorio dalla Francia agli Stati sabaudi fu definitivamente riconosciuto dal trattato di Utrecht del 1713.

Nel 1794, durante le guerre della Rivoluzione francese, le truppe rivoluzionarie attraversarono i colli della Scala e della Rho e occuparono Bardonecchia. Dopo un temporaneo ritiro successivo alla caduta di Robespierre, i francesi tornarono durante la prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte. In seguito all'abdicazione di Carlo Emanuele IV di Savoia, l'8 dicembre 1798, Bardonecchia seguì le sorti del Piemonte, dapprima trasformato in repubblica sotto influenza francese e successivamente incorporato nella Francia napoleonica. Con la caduta di Napoleone e la Restaurazione, nel 1814 il territorio tornò sotto la sovranità sabauda.

Ottocento e traforo ferroviario del Frejus

Nel 1832 l'imprenditore Giuseppe Francesco Médail, originario di Bardonecchia e attivo a Lione, concepì il progetto di una galleria ferroviaria attraverso le Alpi per collegare il Piemonte alla Francia. Nel 1840 presentò al re Carlo Alberto un memoriale nel quale proponeva la costruzione di un traforo sotto il colle del Frejus. Médail morì nel 1844, prima dell'avvio dell'opera.