La giurisdizione universale consente agli Stati o alle organizzazioni internazionali di rivendicare la giurisdizione penale su un imputato indipendentemente dal luogo in cui è stato commesso il presunto reato e indipendentemente dalla nazionalità dell'imputato, dal paese di residenza o da qualsiasi altra relazione con l'ente che intraprende il processo. I crimini perseguiti sotto la giurisdizione universale sono considerati - dall'ordinamento giuridico che sceglie di perseguirli direttamente - crimini troppo gravi per tollerare la possibilità di sottrarli a punizione in ragione della concorrenza di più giurisdizioni nazionali. Nel diritto internazionale Il concetto di giurisdizione universale è - nel diritto internazionale - strettamente legato all'idea che alcune norme internazionali sono erga omnes, ovvero dovute all'intera comunità mondiale, nonché al concetto di ius cogens secondo cui alcuni obblighi di diritto internazionale sono vincolanti per tutti gli Stati.

Già le Istituzioni di GiustinianoInstitutes of Justinian, Book I, Title II, "Concerning Natural Law, the Law of Nations, and the Civil Law"., facendo eco ai Commentari di GaioGaius. Commentaries on the Roman Law, Book I, Chapter I, "De Jure Gentium et Civili"., affermavano che "tutte le nazioni ... sono governate in parte dalle loro leggi particolari, e in parte da quelle leggi che sono comuni a tutti, [quelle] naturali che la ragione detta per tutta l'umanità".

Declinando la comprensione classica del diritto universale nel principio aut dedere aut judicareCALIGIURI, A., L’obbligo aut dedere aut judicare nel diritto internazionale, Università di Macerata, Pubblicazioni della facoltà di Giurisprudenza, Giuffrè, p. 3: “la formula groziana rispondeva all’esigenza, percepita sin dagli albori della formazione dello stato nazionale, di perseguire gli autori di quei crimini che potessero, in qualche modo, turbare la pacifica convivenza tra i soggetti della comunità internazionale”., nel XVII secolo il giurista olandese Grozio gettò le basi per la giurisdizione universale nel diritto internazionale moderno, promulgando - nel suo Dē Jūre Prādae (Del diritto delle catture) e successivamente nel Dē jūre bellī ac pācis (Del diritto della guerra e della pace) - il punto di vista recepito in seguito dall'Illuminismo, secondo cui esistono principi universali, accessibili dalla ragione, per ciò che è giusto o sbagliato..

Stante la natura ancora decentrata dell'ordinamento internazionale, composto da Stati sovrani, la Carta delle Nazioni Unite non prese posizione direttamente sulla questione se dovesse essere esclusivamente lo Stato captor ad esercitare giurisdizione verso il violatore di tali norme, o se invece potesse essere costituito un tribunale internazionale come era avvenuto a Norimberga. In ogni caso, a livello pattizio si giunse all'affermazione del principio aut dedere aut judicare solo nella Convenzione contro il genocidio. Partendo da essa Amnesty International, propugnatrice della giurisdizione universale, sostiene che nessun luogo dovrebbe essere un rifugio sicuro per coloro che hanno commesso crimini contro l'umanità e crimini di guerra: occorrerebbe cioè ascrivere valore non solo pattizio ma di diritto internazionale generale al genocidio ed a tutti gli altri crimini, che rappresentano una minaccia così grave per la comunità internazionale nel suo insieme che gli Stati hanno il dovere logico e morale di perseguire l'individuo responsabile. La Corte penale internazionale Operativa all'Aia dal 2002, la Corte penale internazionale (ICC) è l'istituto con maggiore vocazione a coprire la generalità degli Stati e, quindi, a realizzare la tendenziale trasformazione della persecuzione - per questo tipo di crimini - da previsione di norma pattizia a fattispecie di norma consuetudinaria: si tratta di un tribunale internazionale di giurisdizione generale per perseguire i cittadini degli Stati membri per genocidio, crimini contro l'umanità, crimini di guerra e crimini di aggressione, come previsto dallo Statuto di Roma della Corte penale internazionale firmato nel 1998. Il grave crimine internazionale è definito nell'articolo 7 dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale come un atto criminale grave commesso nell'ambito di un "attacco diffuso o sistematico diretto contro qualsiasi popolazione civile, con conoscenza dell'attacco", inclusi omicidio, stupro, schiavitù, persecuzione, sterminio e tortura"UN General Assembly, Rome Statute of the International Criminal Court (last amended 2010), 17 July 1998, ISBN No. 92-9227-227-6, https://www.refworld.org/docid/3ae6b3a84.html..

Visto che la Corte penale internazionale ha una giurisdizione di natura esplicitamente definita complementare, non si può comunque escludere che questo tipo di reati - quando fuoriescano dalla competenza ratione temporis o ratione loci di quell'organo, e non vengano puniti dallo Stato in cui hanno luogo - possano attivare la giurisdizione punitiva degli ordinamenti nazionali che contemplano questa possibilità. Tuttavia la giurisdizione universale è ciò che consente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di deferire situazioni specifiche alla Corte penale internazionale, come è successo con il Darfur (2005) e la Libia (2011). In questa direzione va anche la risoluzione 1674 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 28 aprile 2006: essa ribadisce le disposizioni dei paragrafi 138 e 139 del documento finale del vertice mondiale del 2005 sulla responsabilità di proteggere le popolazioni dal genocidio, dai crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l'umanità e impegna il Consiglio di sicurezza ad agire per proteggere i civili nei conflitti armati Oxfam Press Release – 28 April 2006.

Negli ordinamenti nazionali Australia L'Alta Corte d'Australia, nel caso Polyukhovich v Commonwealth del 1991, ha confermato l'autorità del Parlamento australiano, ai sensi della Costituzione australiana, di esercitare la giurisdizione universale sui crimini di guerra.

Belgio Nel 1993, il parlamento belga ha approvato una "legge di giurisdizione universale" (a volte indicata come "legge sul genocidio"), che gli consente di giudicare le persone accusate di crimini di guerra, crimini contro l'umanità o genocidio. Nel 2001, quattro cittadini ruandesi sono stati condannati e condannati a pene da 12 a 20 anni di reclusione per il loro coinvolgimento nel genocidio ruandese del 1994.

C'è stata dopo una rapida successione di casi:

Il primo ministro Ariel Sharon è stato accusato di coinvolgimento nel massacro di Sabra e Shatila in Libano del 1982, condotto da una milizia cristiana; Gli israeliani hanno intentato una causa contro Yasser Arafat per motivi di responsabilità per attività terroristiche; Nel 2003, le vittime irachene di un attentato dinamitardo a Bagdad del 1991 hanno sporto denuncia contro George HW Bush, Colin Powell e Dick Cheney.

Di fronte a questo forte aumento dei casi, il Belgio ha stabilito la condizione che l'imputato debba essere belga o presente in Belgio. Un mandato di cattura emesso nel 2000 ai sensi di tale legge, contro l'allora Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Democratica del Congo Abdoulaye Yerodia Ndombasi, è stato impugnato dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia nel caso ICJ Arrest Warrant Case. La decisione della Corte, emessa il 14 febbraio 2002, ha rilevato che non aveva giurisdizione per esaminare la questione della giurisdizione universale, decidendo invece la questione sulla base dell'immunità dei funzionari statali di alto rango See paragraph 43. Tuttavia, la questione è stata affrontata in opinioni separate e dissenzienti, come quella del presidente Guillaume che ha concluso che la giurisdizione universale esiste solo in relazione alla pirateria at paragraph 12, e l'opinione dissenziente del giudice Oda che riconobbe la pirateria, il dirottamento, il terrorismo e il genocidio come crimini soggetti alla giurisdizione universale, paragraph 12.

Il 1º agosto 2003, il Belgio ha abrogato la legge sulla giurisdizione universale e ha introdotto una nuova legge sulla giurisdizione extraterritoriale, simile o più restrittiva di quella della maggior parte degli altri paesi europei. Tuttavia, alcuni casi che erano già iniziati sono continuati. Questi includevano quelli riguardanti il genocidio ruandese e le denunce presentate contro l'ex presidente ciadiano Hissène Habré (soprannominato il " Pinochet africano"): nel settembre 2005, Habré è stato incriminato da un tribunale belga per crimini contro l'umanità, tortura, crimini di guerra e altre violazioni dei diritti umani. Arrestato in Senegal su richiesta dei tribunali senegalesi, è stato processato e condannato per crimini di guerra dal Tribunale speciale senegalese nel 2016 e condannato all'ergastolo.

Canada Per attuare lo Statuto di Roma, il Canada ha approvato la legge sui crimini contro l'umanità e sui crimini di guerra. Michael Byers, dell'professore di diritto dell'Università della Columbia Britannica, ha sostenuto che queste leggi vanno oltre lo Statuto di Roma, fornendo ai tribunali canadesi giurisdizione su atti anteriori alla Corte penale internazionale (CPI) e che si verificano in territori al di fuori degli stati membri della CPI; "di conseguenza, chiunque sia presente in Canada e sia accusato di aver commesso genocidio, tortura ... ovunque, in qualsiasi momento, può essere perseguito [in Canada]".

Finlandia François Bazaramba è stato condannato all'ergastolo in Finlandia nel 2010 per aver partecipato al genocidio ruandese del 1994.

Nel 2021 è iniziato un nuovo processo ai sensi della legge finlandese che consente il perseguimento di reati gravi commessi all'estero..

Francia L'articolo 689 del code de procédure pénale elenca le infrazioni che possono essere giudicate in Francia quando sono state commesse al di fuori del territorio francese sia da cittadini francesi che da stranieri. Possono essere perseguite le seguenti infrazioni: Tortura Terrorismo Contrabbando nucleare Pirateria navale Dirottamento aereo

Germania Secondo il sistema giuridico tedesco, i crimini internazionali sono reati perseguibili d'ufficio (Offizialdelikte): non si dipende quindi dalle denunce penali individuali delle vittime, per avviare l'azione penale.

Nikola Jorgić il 26 settembre 1997 è stato condannato per genocidio in Germania e condannato a quattro ergastoli per il suo coinvolgimento nel genocidio bosniaco. Il suo ricorso, a seguito della condanna, è stato respinto dal Bundesgerichtshof tedesco (Corte suprema federale) il 30 aprile 1999: in quella circostanza la Corte ha affermato che il genocidio è un crimine che tutte le nazioni devono perseguire.

Da allora la Germania ha attuato nel proprio diritto penale il principio della giurisdizione universale per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra attraverso il Völkerstrafgesetzbuch ("codice penale internazionale", letteralmente "codice del diritto penale dei popoli"), che ha recepito nel diritto nazionale il trattato che istituisce la Corte penale internazionale. La legge è stata approvata nel 2002 e fino al 2014 è stato usato una sola volta, nel processo al leader ribelle ruandese Ignace Murwanashyaka: questi nel 2015 è stato riconosciuto colpevole e condannato a 13 anni di carcere.

Inoltre, l'articolo 7(2) del codice penale tedesco Strafgesetzbuch (stGB) stabilisce il principio di aut dedere aut judicare, affermando che il diritto penale tedesco si applica ai reati commessi all'estero da cittadini stranieri che attualmente risiedono in Germania se non esiste una giurisdizione penale in all'estero o quando non è stata presentata alcuna richiesta di estradizioneGerman Criminal Code Strafgesetzbuch (stGB), in the version published on 13 November 1998 (Federal Law Gazette I, p. 3322), as last amended by Article 2 of the Act of 19 June 2019 (Federal Law Gazette I, p. 844)..

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