Mozzanica ( , Musànega in dialetto bergamasco) è un comune italiano di abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia, seppur storicamente legato al Cremonese. Si trova nella media pianura padana a 26 km a sud del capoluogo, sulla riva occidentale del Serio, ed è per questo motivo che una notevole porzione del territorio comunale è inclusa nell'omonimo parco.
Geografia fisica Territorio Il territorio di Mozzanica, esteso per 9,33 km², sorge nella Gera d'Adda, in gran parte porzione della bassa bergamasca tra i fiumi Adda e Serio, e sorge sulla sponda destra del secondo.
Il nucleo centrale della città sorge a 102 metri sul livello del mare, e, nonostante il territorio faccia parte della media Pianura Padana, l'altitudine varia di ben 18 metri, diminuendo progressivamente nel passaggio della zona nord-est a quella sud-ovest.
Geologia e morfologia Il terreno di Mozzanica è d'origine alluvionale, e presenta strati composti principalmente da ghiaia, sabbia e più in profondità anche da arenaria. Dopo il primo strato d'origine alluvionale, il terreno presenta poi strati d'origine quaternaria marina, Pliocene, Langhiano, Acquitaniano ed infine Olocene.
La parte orientale del territorio comunale è attraversata da un terrazzamento morfologico che suddivide così il comune in due zone morfologicamente differenti: quella orientale più vicina al Serio risale all'Olocene, mentre quella occidentale che comprende gran parte del centro abitato risale al Pleistocene.
Idrologia Mozzanica è lambita dal fiume Serio, in prossimità del quale sorge l'omonimo parco.
Il suo territorio è però attraversato da molteplici fossi di cui uno, derivato dal fosso bergamasco, che lambisce il centro storico, porta l'acqua nel fossato del borgo.
Per questi motivi, dal punto di vista idrogeologico, pur non presentando gravi segni di dissesto, è in parte a rischio in caso d'alluvione. Tale rischio è però più elevato nelle vicinanze del fiume Serio piuttosto che nelle roggie, derivate attraverso il fosso bergamasco dal Brembo.
La presenza nell'abitato di numerose roggie (roze in dialetto bergamasco) e del fossato, valsero a Mozzanica il soprannome di "Venezia della Bassa Bergamasca".
Sismologia Dal punto di vista sismico presenta un rischio molto basso e distribuito in modo pressoché uniforme sul territorio. Il comune è stato infatti classificato come zona 4 (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.
Clima Il clima a Mozzanica è quello tipico della Pianura Padana. In inverno le temperature possono scendere anche di alcuni gradi sotto lo zero, frequenti sono le nebbie e le gelate, che offrono suggestivi paesaggi imbiancati nella campagna circostante. In estate invece la temperatura raggiunge valori intorno ai 33°/34° C, con una percezione del calore maggiore a causa dell'afa, che spesso opprime la popolazione. Le piogge sono frequenti nella stagione primaverile e autunnale.
I venti sinottici a livello del suolo sono assenti per la maggior parte dell'anno, e in ogni caso non superano quasi mai gli 0,5 km/h. La velocità dei venti, già piuttosto bassa, tende a ridursi ulteriormente nel periodo invernale.
Mozzanica, quanto a classificazione climatica rientra nella zona E 2.404 GG.
Origini del nome Il toponimo Mozzanica deriva da Mosanga, termine di origine celtica-gallica per indicare un luogo paludoso o circondato da paludi.
Storia
Le origini del borgo
L'area dove attualmente sorge l'abitato di Mozzanica era con ogni probabilità abitata già nell'epoca romana, come testimoniano i ritrovamenti di oggetti funerari presso la cascina Donata che fanno pensare ad un cimitero qui collocato. È probabile che un primitivo nucleo abitato esistesse già nel neolitico e fosse costituito da palafitte per meglio fronteggiare le improvvise esondazioni del Serio.
La moderna geologia confermerebbe in effetti che fino a circa 2000 anni fa il territorio della Gera d'Adda non era altro che l'immensa palude denominata Lago Gerundo.
Intorno al IX, X secolo il nucleo urbano si circonda di mura e la vita comunitaria si organizza intorno ad un castello di origine longobarda.
<< Preceptum Ottonis III imperatoris *** - 998 maggio 1, Roma:
Ottone III imperatore conferma al suo fedele Rogerio di Bariano i beni che egli detiene nelle località di Maleo, Sarrium, Cortelaria, Cavacurta, Casale Rodaemari, Bevurcum, Campus Vacari, Brato, Picinascum, Meleti, Reghinera, Solirialum, Codogno, S. Pietro in Pirolo, Busnadore, Ranera, Morero, Achazola, Altinascum, Ledosa, Nespolum, Solairum, Braida Guardamiglio, Girola Maggiore e Giroletta, Campolandrone, San Marcellino, Gattera Maiocca, Campus Vacairus, Casalsigone, San Fiorano, Campus Boarus, Isola Pertigida, Casale Lelandi, Tellgida, Novelida, Castellum Aribaldi, Cogozzo, Bariano, Santa Maria in Casalicchio, *** Mozzanica ***, Chalorum, Montecellum (prob. Monticelli Brusati, Bs), S. Paolo d'Argon, Pratum Alonis, Boldesico e i beni che in Bariano, Monticelli Brusati e Berzo (prob. Berzo Demo, Bs) pertengono alla Valcamonica. >>
( Le carte dell’antico Archivio Vescovile di Cremona,I (882 - 1162) a cura di Valeria Leoni - https://www.lombardiabeniculturali.it/cdlm/edizioni/cr/cremona-vescovo1/carte/vescovo0998-05-01 )
Per avere notizie certe dell'esistenza del borgo di Mozzanica bisogna però aspettare l'undicesimo secolo. Il primo documento che cita il borgo risale al 1018 quando il vescovo di Cremona otteneva, da un prete milanese di nome Giovanni, consistenti beni in Mozzanica rappresentati da prati, vigne, case e boschi. Il comune così passa dall'orbita di Milano a quella di Cremona. Ciò viene formalizzato anche attraverso lo scambio di terre dei vescovi delle rispettive diocesi.
( Privilegia Episcopii Cremonensis o Codice di Sicardo (715/730 - 1331) a cura di Valeria Leoni - https://www.lombardiabeniculturali.it/cdlm/edizioni/cr/cremona-sicardo/carte/vescovosicardo1018-07-15 ):
<< Cartula iudicati1018 luglio 15, Milano.
Giovanni, prete della Chiesa milanese e ufficiale delle chiese delle SS. Tecla e Pelagia, dona a Landolfo, vescovo di Cremona, i beni siti nel territorio di Mozzanica, nel comitato di Bergamo, che egli aveva acquistato da Vuifredo, figlio del defunto Ambrogio, e dalla moglie Imma, figlia del defunto Rogerio di Bariano. >>
Successivamente questi scambi di terre saranno frequenti, a seconda del passaggio di Mozzanica da una dominazione all'altra.
La nascita del comune, le guerre e l'epidemia di peste
Nel 1189, in un documento, il vescovo di Cremona concede a Mozzanica autonomia amministrativa, che diventa dunque un Libero comune. Già verso la metà del secolo successivo però Mozzanica perde tale autonomia, seguendo quindi lo stesso destino della maggior parte dei comuni.
Il comune decaduto è quindi affidato al conte Egidio da Cortenuova che fa di Mozzanica un covo di ghibellini considerati eretici dal papato. Per questo motivo i milanesi, alleati del Papa, assalirono e distrussero la chiesa e il castello di Mozzanica nel 1269. Le sorti di Mozzanica nel 1300 sono strettamente legate alla lotta per la supremazia nella pianura centrale della Lombardia tra la famiglia guelfa dei Torriani e quella ghibellina dei Visconti. Mozzanica si schiera con i ghibellini che prevalendo sui guelfi annettono la bassa pianura bergamasca. A tali scontri parteciparono anche gli uomini di Mozzanica, nel 1354, il comune acquistò infatti elmi, corazze, balestre, pavesi e lance per armare 50 uomini del borgo.
Dopo il prevalere dei guelfi a Crema nel 1403, essa attaccò e conquistò Mozzanica nel 1407. Iniziò così un lungo periodo di instabilità, in cui il paese passò più volte di mano tra milanesi, veneziani e persino francesi. Un cambiamento si ebbe dopo la Pace di Cateau-Cambrésis, nel 1559, che assegnò il Ducato di Milano alla Spagna.
La comunità mozzanichese, impoverita dalle continue guerre, nel 1578 vende i beni per 27.500 al conte Lorenzo Guidoni di Crema che ne diviene così il feudatario. Successivamente passa di mano a Giorgio Secco nel 1591, che fonda il santuario di Mozzanica, che pone i beni del comune all'asta per venderli, a seguito della morte senza eredi di questi. L'asta è vinta da Giovanni Melzi nel 1628 per 6.500 che ne diviene così l'ennesimo feudatario.
Il dominio spagnolo dura per più di un secolo, durante il quale - nel 1630 - ebbe luogo anche qui la terribile epidemia di peste bubbonica, narrata anche da Alessandro Manzoni ne I promessi sposi. A testimoniare questa fase della storia del paese esiste ancora nella campagna in prossimità dell'abitato un ossario consacrato a Sant'Ambrogio che raccoglie i resti dei mozzanichesi rimasti vittima di questa piaga.
Dalla dominazione austriaca all'unità d'Italia Dopo la morte senza eredi del re Carlo II, e la seguente lotta per la successione, la Lombardia passò in mano austriaca. Eccetto la breve parentesi napoleonica, vi rimarrà fino all'unità d'Italia (Regno Lombardo-Veneto), a cui Mozzanica fu unita senza particolari scosse e nella continuità amministrativa.
Nel 1720 ai Melzi succedono i Candiani che divengono gli ultimi signori di Mozzanica. Nel 1740 anche Mozzanica come il resto del Ducato viene investita dall'ondata riformatrice sperimentata da Maria Teresa d'Austria, che inserisce il comune nella provincia di Cremona.Compartimento dello Stato di Milano, anno 1757, editto del 10 giugno. I beni dei Candiani passano nel 1780 ai Giani e nel 1806 ai Camozzi.
Con l'invasione napoleonica Mozzanica viene spostata per la prima volta sotto la provincia di Bergamo con la legge dell'8 maggio 1798, ed entra a far parte della Repubblica Cisalpina, anche se dopo il congresso di Vienna torna all'Austria (Regno Lombardo-Veneto).
Nel 1859 Mozzanica entra a far parte del Regno sabaudo nella continuità amministrativa, confermata alla Provincia di Bergamo; dal punto di vista ecclesiale fa comunque tuttora parte della Diocesi di Cremona, in quanto i rivoluzionari giacobini non hanno potuto cambiare questo aspetto duecento anni fa.
Simboli
Il diritto d'utilizzo dello stemma civico fu riconosciuto a Mozzanica da un Rescrittivo Governativo del 18 febbraio 1929 dal capo del governo a seguito della richiesta del podestà cittadino inoltrata con delibera n. 17 del 1928. L'antico emblema si trova anche nello Stemmario Trivulziano e nell'Archivio di Stato di Milano a pagina 319 del blasonario compilato nel 1673 da Marco Cremosano.
Il termine bisante sta ad indicare la forma circolare, che ricorda l'antica moneta bizantina, in cui è inserita la croce che è definita scorciata, in quanto non lunga come quella latina, ma corta come quella greca. .
Il gonfalone è stato concesso con decreto del Presidente della Repubblica del 6 luglio 1983. Esso è di colore giallo oro con ricami d'argento caricato del simbolo comunale ornato dalla corona comunale e dai rami di quercia ed alloro.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa della Madonna della Neve, si trova nella località Colomberone nelle vicinanze dell'omonima cascina. Edificata nel 1778, dove un tempo sorgeva la cappella cimiteriale dei morti di Peste, è arricchita all'interno di decorazioni del XX secolo e una tela del XVII raffigurante Maria Vergine col bambino ed i santi.