Vita Nato a Tolve nel 1748 da Antonio (o Giuseppe), morto prematuramente attorno ai trent’anni, e da Camilla Pappalardo, fu ordinato sacerdote nel 1766. Divenne Vicario del Vescovo di Potenza, Andrea Serao, a ventisei anni.
Esperto di diritto canonico e civile (U. J. Doct.), fu un sacerdote democratico ed uomo di grande cultura, attingendo alle idee dell’Illuminismo ed entrando in contatto con Mario Pagano e Domenico Cirillo, oltre a Francesco Caracciolo e Ignazio Ciaia.
Fu sostenitore della Repubblica Napoletana; partecipò ai moti giacobini del 1799 costituendo una guardia civica ed innalzando l’Albero della Libertà a Tolve l'8 febbraio 1799. Nel Vulture il moto, di cui Albanese fu uno dei protagonisti, assunse anche confuse connotazioni di riscatto sociale e a Tolve i "lavoratori precari e forestieri" costituivano il 16% della popolazione..
Fu catturato dai sanfedisti del Cardinale Ruffo e incarcerato a Matera, giustiziato il 30 dicembre 1799; sul patibolo, rifiutò i sacramenti.,
Alla sua memoria fu eretta una lapide sulla facciata del Palazzo del Municipio di Napoli; a Tolve, gli è stata intitolata la Scuola Elementare.
Nella letteratura Nel romanzo storico "Rosso Cardinale" il giornalista inglese Peter Nichols ricostruisce così il discorso del Cardinale Ruffo del 23 maggio 1799 ad Altamura:
Famiglia Albanese Verosimile è la parentela con il patriota Giuseppe Leonardo Albanese.
In una memoria scritta dall’ultima erede della famiglia Albanese a Tolve, Maria Saveria, sposa al medico e sindaco di Tolve Domenico Raffaele Pastore, si riporta che la famiglia era originaria di Noci, in Puglia, e che un capostipite fu Ionno (Giovanni) Albanese, sposato questo a Camilla Mattia, altra distinta famiglia di Tolve. Il ramo si imparentò anche con i Baroni d’Erario e i Frisara.
Note
Bibliografia