La strada statale 131 Carlo Felice (SS 131) è una strada statale italiana sita in Sardegna. Compresa nella rete stradale fondamentale isolana, ne rappresenta la principale arteria di collegamento,. andando a sopperire de facto all'assenza di autostrade nella regione. Riveste una discreta importanza anche fuori dal contesto isolano, facendo parte del corridoio plurimodale Sardegna-continente, delle reti transeuropee dei trasporti e della strada europea E25 (di cui costituisce il tratto finale e più meridionale).

Percorre l'isola da sud a nord nella sua parte occidentale per e collega Cagliari a Porto Torres passando per Oristano e Sassari. Attraversa la città metropolitana di Cagliari e le province del Medio Campidano, di Oristano, di Nuoro e la città metropolitana di Sassari. Scorre nel Campidano di Cagliari, di Sanluri, e di Oristano; nel Marghine, nel Meilogu e nel Sassarese.

Da essa si diramano le dorsali SS 131 DCN, SS 729 e SS 291 var che la collegano rispettivamente alle rimanenti principali città dell'isola: Nuoro, Olbia e Alghero. È interamente gestita dall'Anas, per Dal al tramite il compartimento di Cagliari e per i restanti Dal al mediante quello di Sassari.

Caratteristiche Classificazione Nel l'Anas ha dato il via libera alla classificazione della Carlo Felice come strada extraurbana principale nel tratto tra Sanluri e Bauladu,Dal al deliberata poi il . L'itinerario sarebbe dovuto terminare a Serrenti nord,Al ma è stato esteso fin lì soltanto il ; l'opera è stata consegnata in forte ritardo per problemi legati agli appalti, difatti, per tale motivo, il cantiere fu soprannominato "della vergogna". Su questo percorso il limite massimo di velocità è pari a .

Nel tratto tra Bonorva e Porto TorresTra il e il dal sono in vigore le medesime restrizioni al transito: è infatti vietata la circolazione ai pedoni, ai veicoli a trazione animale, ai velocipedi, ai motocicli con cilindrata inferiore a , alle motocarrozzette con cilindrata inferiore a e alle macchine agricole. Nonostante ciò è comunque considerata una strada extraurbana secondaria per la presenza di accessi diretti e di raggi di curvatura non conformi, di fatto i limiti di velocità non superano i .

Sicurezza

È presente un solo autovelox, poco prima dello svincolo per Monastir in direzione CagliariAl , gestito dal competente comando di polizia locale. Installato antecedentemente all'omologazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è in passato risultato non regolato correttamente a causa della mancata manutenzione, problema poi risolto dal comune di Monastir. Nel 2017 l'ente gestore della strada ne ha invece proposto la rimozione, considerandolo scarsamente utile ai fini dell'incremento della sicurezza successivamente al montaggio dello spartitraffico e valutando la scarsa incidentalità del luogo.

Sul percorso tra Borore e BonnanaroTra il e il vige l'obbligo, dal al di ogni anno, di disporre di pneumatici invernali o catene da neve.

La strada vanta alcune tecnologie come il manto drenante (steso per oltre ) e le barriere Jersey NDBA nel tratto tra Sestu e Monastir (per di estensione).Tra il e il

Nonostante queste peculiarità, la Carlo Felice risulta tra le strade che fanno registrare più incidenti stradali nell'isola (seconda solo allOrientale Sarda) e in Italia (quinta in una rilevazione del 2019 dopo la Via Aurelia, la Padana Superiore, la Tirrenia Inferiore e l'Orientale Sicula).

Storia Karalibus Turrem

La viabilità sarda nel periodo romano era garantita da quattro vie imperiali, una di queste era la Karalibus Turrem. Partendo da Karalis attraversava Othoca e Forum Traiani, passava poi per Campeda per Mularia, raggiungendo Sassari a Scala di Giocca; dopo averla superata arrivava a Ottava, terminando infine a Turris Libisonis dopo quasi di percorso. Dopo il V secolo cadde in uno stato di abbandono dovuto alla mancata manutenzione, non potendo quindi essere più percorsa con mezzi provvisti di ruote.

Soltanto nel corso del XVIII secolo si cercò di tracciare un percorso alternativo che collegasse il Capo di sotto con il Capo di sopra, ma la scarsità delle risorse economiche e le numerose perdite fra gli operai a causa della malaria non portarono al risultato auspicato: furono costruiti soltanto alcuni brevi tratti, spesso anche scollegati tra di loro.

Strada reale Cagliari-Sassari Ripercorrendo in gran parte il corso della Karalibus Turrem il aprirono i cantieri per la strada reale Cagliari-Sassari, tra lo scetticismo dei sardi in merito all'effettiva utilità dell'opera. I lavori, ordinati prima da Ettore Veuillet d'Yenne che li affidò a Vittorio Pilo Boyl e successivamente predisposti da Carlo Felice di Savoia che li commissionò a Giovanni Antonio Carbonazzi, si svolsero sotto il controllo di Stefano Manca di Tiesi e Giuseppe Manno nonostante il timore di quest'ultimo di un declino della città regia di Alghero poiché non raggiunta dalla strada.

Durante i lavori fu deciso di abbattere la grotta della Vipera nei pressi della necropoli di Tuvixeddu: la stessa era già stata minata, ma fu risparmiata dal generale Alberto La Marmora. Altri avvenimenti storici rilevanti nel corso della costruzione della strada furono l'istituzione delle case cantoniere in Sardegna e la scoperta del santuario nuragico di Santa Cristina.

Grazie anche all'impiego di 900 detenuti i cantieri chiusero già nel 1831, ma seguirono comunque interventi di manutenzione che si conclusero soltanto nel 1857. L'opera costò al Regno di Sardegna e fu finanziata prevalentemente da Carlo Felice di Savoia, prendendo infatti il suo nome nel secolo successivo.

I capisaldi furono la pietra miliare nell'allora piazza San Carlo a Cagliari (oggi piazza Yenne, nella quale venne posizionato nel 1860 anche il monumento a Carlo Felice) e la colonna romana in piazza Cristoforo Colombo a Porto Torres. La strada risultava moderna per gli standard del tempo e presentava caratteristiche tecniche di rilievo: le due corsie di marcia misuravano ciascuna con ai lati banchine di , per una carreggiata della larghezza di ; il manto stradale di tre strati era spesso e la pendenza massima non superava il , consentendo di poter finalmente essere percorsa sulle carrozze.

La strada, non essendo necessarie caratteristiche di scorrimento veloce, penetrava direttamente nel tessuto urbano dei comuni attraversati e parti di essa fanno ora parte della viabilità ordinaria dei centri abitati, ad esempio:

a Cagliari il suo percorso corrisponde al Largo Carlo Felice, a un tratto della via Roma e ai viali Trieste, Sant'Avendrace e Monastir; a Monastir, Nuraminis e Serrenti combacia con le strade successivamente nominate via Nazionale; a Sanluri è stata ricompresa in via Carlo Felice; a Sardara l'ex tracciato è stato suddiviso nelle odierne via Cagliari (a sud) e via Oristano (a nord); a Uras attraversava l'odierna via Eleonora d'Arborea; a Santa Giusta e Oristano ha poi preso il nome di via Cagliari; a Paulilatino l'ex tratto è stato battezzato Via Nazionale; ad Abbasanta viene chiamato ora Via Oristano; a Macomer corrisponde all'odierno Corso Umberto I; a Torralba è rimasto il riferimento di Via Carlo Felice; a Bonnanaro è stato intitolato Via Nazionale; a Sassari il tratto storico è tracciato da Via Carlo Felice, Via Roma, Corso Vittorio Emanuele Secondo, e Viale Porto Torres, con Piazza d'Italia e Piazza Castello costruite in seguito all'espansione del centro storico e alla demolizione del suddetto castello, e Piazza Sant'Antonio costruita in seguito alla demolizione delle mura; a Porto Torres il tratto finale collima con Via Sassari.

Strada statale 131

1930–1940 Con la fondazione dell'Azienda autonoma statale della strada nel 1928 nacque anche la strada statale 131 Arborense, con il seguente percorso: "Cagliari - Monastir - Sanluri - Innesto con la strada statale 126 Occidentale Sarda fra Oristano e Terralba".Legge , n. 1094 in materia di "Istituzione dell'Azienda autonoma statale della strada" Il tratto iniziale fino a Monastir era un tempo parte dell'itinerario della strada nazionale 114 Centrale Sarda.

Nel 1932, per migliorare lo scorrimento del traffico, il tracciato della strada statale 126 fu spostato verso il centro Sardegna, arrivando ad Alghero non più da sud ma da est, passando per Macomer e Ittiri. Esisteva dunque un tracciato percorribile, assimilabile a quello odierno e composto totalmente da strade di competenza statale, ma allo stesso tempo frammentato tra diverse strade statali.

+Il percorso Cagliari - Porto Torres al 1932CaposaldoStrada StataleCagliari131 ArborenseMonastir131 ArborenseSanluri131 ArborenseOristano126 Occidentale SardaPaulilatino126 Occidentale SardaMacomer126 Occidentale SardaCantoniera Cabu Abbas126 Occidentale SardaDiramazione della 126TorralbaDiramazione della 126Bivio MoresDiramazione della 126128 Centrale SardaSassari128 Centrale Sarda127 Settentrionale SardaPorto Torres127 Settentrionale Sarda

L'attuale itinerario arrivò nel 1935, quando il percorso della 131 venne definitivamente prolungato verso nord diventando: "Cagliari - Monastir - Sanluri - Oristano - Paulilatino - Macomer - Torralba - Bivio Mores - Sassari - Porto Torres", con il tratto della 126 compreso tra le cantoniere di Cabu Abbas e Scalacavalli classificato come strada statale 131 bis. La strada, non terminando più nei pressi di Mussolinia di Sardegna (l'odierna Arborea), fu rinominata Carlo Felice in onore del Re di Sardegna.

L'isola fu dotata di ben tre itinerari che collegavano meridione e settentrione: la strada in questione ad ovest, la strada statale 128 Centrale Sarda nell'entroterra e la strada statale 125 Orientale Sarda a est.

1950–1990

A seguito della nascita dell'Anas nel 1946 iniziano i lavori per l'allargamento della sede stradale (allora a due corsie, una per senso di marcia), aggiungendo una terza corsia promiscua per i sorpassi fino a Monastir. Dal 1955 si lavorò per la trasformazione in superstrada, fino a metà anni settanta quando l'intera tratta divenne a doppia carreggiata nel rispetto dei requisiti previsti per le strade di tipo III, portando all'abbandono e al declassamento di parti del tracciato storico, ancora oggi riconoscibile grazie alla presenza a bordo strada delle case cantoniere e dei filari di pini. In molti casi non fece però seguito la costruzione di nuove intersezioni a livelli sfalsati, rendendo molto rischiose le svolte a sinistra. Nel tempo l'intensa urbanizzazione, combinata all'assenza di una viabilità di servizio, ha poi portato al moltiplicarsi dei preesistenti incroci a raso. L'incremento del traffico di mezzi pesanti (circa il 10% del complessivo) e la non puntuale manutenzione fecero sentire sempre di più la necessità di maggiori velocità di percorrenza, anche in considerazione del fatto che potevano essere raggiunti i soltanto su poco più del del tracciato. A causa di tutti questi fattori la sicurezza dell'arteria risultava piuttosto compromessa, lievemente migliorata soltanto nei primi anni novanta con l'installazione dello spartitraffico che ridusse il numero di incidenti, ma che peggiorò anche la viabilità riducendo la larghezza delle carreggiate. È in questo periodo che a Sardara nasce, il , il "comitato per la sicurezza della Carlo Felice": composto da 140 amministratori locali, regionali e parlamentari, organizzò una catena umana di 20 000 persone per tutta la lunghezza della strada, in segno di protesta contro le precarie condizioni della statale.

Sul tratto da Sassari a Cagliari, dal 1948 al 1983 si è disputata la corsa ciclistica in linea Sassari-Cagliari. Nel 1999 ha iniziato a far parte della strada europea E25, conseguentemente al prolungamento della stessa fino a Palermo.

Dal 2000