Le European Patrol Corvette (EPC) sono una classe di navi militari sviluppate all'interno di un progetto europeo di cooperazione portato avanti dall'Italia nell'ambito dell'iniziativa PESCO, del quale rappresenta una delle iniziative di difesa europea più ambiziose ed è sostenuto dal Fondo europeo della difesa.
Il progetto, presentato ufficialmente a La Spezia il 30 ottobre 2025 ma che vede le sue origini nel 2019 (quando, il 12 novembre, il Consiglio europeo fonda il programma MMPC: Modular Multirole Patrol Corvette) prevede il concepimento e lo sviluppo di una corvetta modulare, multiruolo e interoperabile, comune a tutti i partner coinvolti.
Idea
Idea di progetto Lo scopo dell'iniziativa a guida italiana è quella di unire i partner europei nella creazione di un'unità navale unificata che consenta alle marine europee di affrontare le sfide del 21° secolo. Se la prima fase è quella di coinvolgere i partecipanti la seconda è quella di concretizzare l'idea in progetto certificato di una nave multiruolo innovativa.
Oltre alle innovazioni tecnologiche, ciò che più emerge dall'idea progettuale è l'interoperabilità delle navi e la collaborazione tra gli stati dell'unione. Il progetto punta quindi su elevata modularità, flessibililità ed efficienza energetica delle navi, qualità che consentono alle marine europee di usufruire di unità moderne e sostenibili.
Idea di prodotto Le unità sono classificate come navi di seconda linea aventi scafo comune e configurazione, dislocamento e armamento variabili, così come è variabile l'identificazione navale (corvette, pattugliatori ecc...) a seconda delle esigenze delle marine degli altri paesi che aderiscono al progetto: oltre all'Italia, che ha anche il ruolo di coordinatore, hanno aderito Norvegia, Grecia, Romania, Francia, Spagna e Danimarca; mentre Portogallo, Germania ed Irlanda svolgono il ruolo di osservatori..
Storia del progetto Pubblicato nel 2019, nel dicembre 2021 Norvegia e Danimarca aderiscono al progetto; seguite, nel maggio 2023, dalla Romania.
Nel settembre 2022 è stato annunciato un ulteriore finanziamento di 200 milioni di euro da parte del Fondo europeo della difesa per la realizzazione del primo prototipostanziamento fondi.
Il 15 maggio 2024 la Commissione Europea ha selezionato la proposta di Fincantieri ed è iniziato il lavoro per la coordinazione della parte produttiva al fine di creare un ambiente di lavoro comune tra tutti i partner coinvolti.
Il 30 ottobre 2025, a La Spezia durante l'esposizione navale "Seafuture 2025" è avvenuta la presentazione del progetto esecutivo del programma EPC il cui completamento è previsto per il 2030.
Come avvenuto qualche anno prima per la versione pattugliamento a lungo raggio con la creazione di Navaris (joint venture tra Fincantieri e Naval Group), nel 2026 Fincantieri sigla un memorandum d'intesa anche con Navantia allo scopo di creare una società in joint venture per produrre insieme la versione da combattimento per le rispettive marine di Italia e Spagna, tale nuova società si occuperà anche di raccogliere gli ordini delle altre marine che sceglieranno la versione da combattimento.
Descrizione La classe di navi è caratterizzata da uno scafo comune e tre configurazioni primarie rispettivamente aventi come leader di progetto l'azienda partner principale del programma: Fincantieri, Naval Group, Navantia. Le tre configurazioni sono definite in base alle richieste delle marine dei paesi coinvolti ed alla politica costruttiva (aziende affiliate e cantieri coinvolti) dei paesi stessi.
Le corvette sono classificate come navi di seconda linea, in accordo con la nomenclatura NATO: Limited Warship Unit.
Direttive progettuali Come da obbiettivo progettuale, le navi sono caratterizzate da alta flessibilità d'impiego e modularità produttiva, questo permetterà un'alta personalizzazione da parte delle marine dei paesi coinvolti, sia in termini strutturali che di configurazione. Le navi potranno ospitare diversi sistemi e carichi utili, al fine di sostenere un gran numero di compiti e missioni.
Struttura della nave Lo scafo comune a tutte le navi di tutte le marine è progettato da Fincantieri ed è sviluppato sulla propria piattaforma "FCX-30": piattaforma già collaudata con la grossa corvetta della classe Doha. Lo scafo utilizza pinne stabilizzatrici attive, poste al centro della nave, fornite dalla stessa Fincantieri.
La FCX-30 di Fincantieri Poiché da progetto è richiesto che le navi abbiano un dislocamento superiore alle 3000 tonnellate, Fincantieri, per lo scafo delle nuove corvette, ha scelto una piattaforma intermedia concepita principalmente per fregate leggere, la FCX-30. Fincantieri aveva a disposizione anche piattaforme più piccole, come la FCX-15 da circa 1500 tonnellate (utilizzata, per esempio per la Classe Abu Dhabi e Comandanti) e la FCX-20 da circa 2300 tonnellate, utilizzata già per i PPX ma non erano adatte a tutte le richieste delle varie marine, inclusa quella italiana che aveva bisogno di unità più grandi per operare in nuovi scenari ad intensità media e salvaguardare gli interessi nazionali nel cosiddetto Mediterraneo allargato.
Una piattaforma più grande prevederebbe costi maggiori ma grazie alla struttura di cooperazione i costi di progettazione e costruzione sono notevolmente ridotti, risparmio dato anche da nuove tecnologie, standardizzazione e condivisione dei componenti, nonché alla modularità della piattaforma stessa: tutti requisiti del programma sin dalla sua ideazione. Le novità nel reparto propulsivo, nonché la formazioni e manutenzioni coordinate riducono anche i costi operativi, così la scelta di una piattaforma più grande (che normalmente sarebbe proibitiva per molti paesi) risulta sostenibile anche per le marine minori e le piccole flotte.
La FCX-30, inoltre, a differenza delle versioni più piccole che sono principalmente concepite per pattuglia costiera ed altre operazioni in acque chiuse, permette di dislocare diverse tipologie di armamento ed ha una struttura tale da offrire molteplici capacità di impiego anche in acque oceaniche garantendo contemporaneamente capacità di combattimento paragonabili a quelle di una fregata leggera.
Contesto produttivo Sin da subito le EPC sono state concepite in due versioni principali nuovo url: la variante da combattimento (segnalata come preferita dalla marina italiana), con le seguenti dotazioni: sistemi radar e di gestione combattimento 3D, missili terra-aria a medio/corto raggio (SAM), contromisure anti-siluro, velocità massima prevista: ; la variante da pattugliamento a lungo raggio (preferita dalla marina francese), con le seguenti dotazioni: radar 3D e sistemi di gestione del combattimento, SAM a medio/corto raggio, velocità massima prevista: .
Sono state prese in considerazione anche altre varianti: EPC ottimizzata per la lotta antinave (ASuW) e antiaerea (AAW) con possibilità di lotta antisommergibile (ASW) e con capacità di autodifesa; EPC ottimizzata per la lotta antinave (ASuW) e progettata con portata oceanica (raggio di a ); EPC ottimizzata per missioni di pattugliamento in acque profonde (offshore).
Indipendentemente dalle configurazioni e varianti, gli stati membri partecipanti mirano a produrre il loro primo prototipo di corvetta nel 2026-2027.
Completamento progettuale
Le navi sono quindi previste in 2 versioni "combattimento" e "pattugliamento a lungo raggio" e 3 configurazioni principali: italiana, spagnola e francese; le prime due sono configurazioni della versione da combattimento, la terza della versione da pattugliamento. Tutte le navi sono basate sulla piattaforma FCX-30 di Fincantieri. Gli altri partner del progetto potranno scegliere tra queste due versioni che vengono configurate come da necessità delle proprie marine. La joint venture tra Fincantieri e Naval Group si occuperà della progettazione, contrattualizzazione e produzione, della versione da pattugliamento; La joint vernture tra Fincantieri e Navantia si occuperà, invece, della progettazione, contrattualizzazione e produzione, della versione da combattimento. La produzione è destinata a venir eseguita, su licenza, dai partner terzi, ove possibile, sul proprio territorio nazionale.
Dettagli delle navi Le navi sono caratterizzate da dimensioni relativamente contenute (poco più di 100 metri di lunghezza) ed un'elevata agilità e flessibilità operativa; sono dotate di uno scafo a bassa visibilità e differiscono leggermente per dimensioni ed armamento. Il sistema di propulsione è ibrido diesel elettrico a bassa rumorosità.
propulsore Il sistema propulsivo, comune a tutte le navi basate sulla versione italiana, è di tipo CODLAD ed è fornito da una consorzio formato da Fincantieri e Siemens (che già hanno lavorato insieme nel progetto NFS): Fincantieri, attraverso la Isotta Fraschini Motori fornisce le batterie al litio ed il propulsore fuel cell, la Siemens, attraverso la divisione Siemens Energy, fornisce i generatori diesel. Nella variante francese, invece il sistema ibrido diesel elettrico è sostituito da un sistema interamente a gasolio fornito dalla MTU.
diagnostica e gestione della piattaforma Tutta la parte di diagnostica e monitoraggio nonché di gestione della piattaforma è stata sviluppata da Fincantieri insieme a Navantia, quest'ultima anche leader di tale divisione. Fincantieri, attraverso la divisione NexTech, e Navantia si sono occupate del centro operativo, del centro archiviazione dei dati (e della sua sicurezza) e del centro diagnosi danni e manutenzione. Navantia ed HMS Italia si sono occupate del sistema di monitoraggio dei settaggi e delle funzioni di sistema; mentre FAEC ha creato la "digital twin": gemella virtuale della nave utilizzata per simulazioni specifiche.
sensori, soluzioni operative e sistemi di comunicazione; Tale divisione vede come leader Fincantieri che si è occupata di tutti i sensori, del sistema di ingaggio, di navigazione ed anticollisione nonché dei sistemi multidominio e di interoperabilità. Cetena e Saes si sono occupate della sicurezza attiva mentre Fincantieri e i propri partner hanno sviluppato tutti i moduli di navigazione, di recupero e di movimentazione.
Operatività Le navi sono concepite per sostenere una molteplice quantità di missioni, sia civili che militari, le principali sono: pattuglia e sorveglianza delle coste, pattuglia oceanica a lungo raggio, operazione di interdizione marittima (MIO), controllo limitato del mare (SC), nave scorta, operazione di ASuW / SAG ed operazioni di sicurezza ambientale e asimetrica.
Realtà coinvolte Sono coinvolte 46 aziende di 12 Paesi. Il coordinatore dell'intero progetto è Navaris Italia, divisione italiana della Navaris: Joint Venture tra Fincantieri e Naval Group. Le tre aziende principali coinvolte nella produzione sono Fincantieri (che svolge anche il ruolo di prime contractor), Navantia e Naval Group. La produzione per le marine degli altri stati membri potrebbe venir delegata, in parte, a cantieri locali; la Grecia, per esempio, ha individuato ben 6 strutture nel proprio territorio per l'allestimento delle proprie unità.
Paesi partecipanti Stati membri - Coordinatore del progetto
Stati osservatori
Coordinamento Navaris italia (coordinatore effettivo) Navaris FR (affiliato) Navaris è una joint venture di Fincantieri e Naval Group
Aziende costruttrici (solo partner principali) Fincantieri (prime contractor) Naval Group Navantia
Aziende costituite per la contrattualizzazione delle navi jv tra Fincantieri e Naval Group (denominata "Navaris"), per la versione da pattugliamento jv tra Fincantieri e Navantia, per la versione da combattimento.
Utilizzatori previsti Marina Militare Sostituisce: le 4 navi della classe Comandanti (tutta la classe) e le 4 navi della seconda serie della classe Minerva (la prima serie è stata sostituita dai PPA)piano d'emergenza Armada Española Sostituisce: navi delle classi Serviola e Infanta Elena Marine nationale