Il capriccio (spesso declinato al plurale, i capricci) è un comportamento tipico (ma non esclusivo) dei bambini, caratterizzato da testardaggine, pianto, urla, sfida, rabbia, una resistenza ai tentativi di pacificazione, e, in alcuni casi, percosse e altri comportamenti fisicamente violenti. Il controllo fisico può essere perduto: il bambino potrebbe non essere in grado di rimanere fermo, e anche se "l'obiettivo" viene raggiunto, potrebbe non calmarsi. Un capriccio può essere espresso in una tirata: un discorso prolungato e arrabbiato, o in un lungo e insistito piagnucolio. Il capriccio è un comportamento comunicativo: perché abbia luogo è necessaria la presenza di un adulto. Esso non si attua quando il bambino è da solo.

Nell'infanzia I capricci sono una delle forme più comuni di comportamento problematico nei bambini piccoli, ma tendono a diminuire in frequenza e intensità man mano che il bambino cresce. Nei bambini, i capricci possono essere considerati normali, anche come indicatori dello sviluppo della forza del carattereRobin Skynner/John Cleese, Families and how to survive them (London 1993) p. 177.

Mentre gli scoppi d'ira a volte sono visti come un fattore predittivo del futuro comportamento antisociale, in un altro senso sono semplicemente un segno, appropriato all'età, di eccessiva frustrazione, e diminuiranno nel tempo, data una gestione calma e coerenteRoy Benaroch, Solving Health and Behavioral Problems from Birth Through Preschool (2008) p. 157. Il contenimento dei genitori, nei casi in cui un bambino non può contenere se stesso, può essere ciò che è realmente richiestoPatrick Casement, Further Learning from the Patient (London 1990) p. 113-4.

I capricci raggiungono il livello massimo tra i due e i quattro anni, e si ripresentano nella prima adolescenza, anche se una certa dose di provocazione nei confronti dei genitori è presente anche tra i 5 e i 12 anni.

Disturbi intellettuali e dello sviluppo Alcuni individui che presentano disturbi dello sviluppo come l'autismo, l'ADHD o disabilità intellettiva potrebbero essere più vulnerabili ai capricci di altri, e chiunque soffra di danni al cervello (temporanei o permanenti) può soffrire di attacchi di collera. Chiunque può essere soggetto a "bizze" di tanto in tanto, indipendentemente dal sesso o dall'età. Tuttavia, un tracollo a causa di un sovraccarico sensoriale (che anche i bambini neurotipici possono sperimentare) non è lo stesso di un capriccio.

Psicologia

Freud riteneva che lo sviluppo di accessi di collera da parte dell'uomo dei lupi fosse collegato alla sua seduzione da parte di sua sorella: divenne "scontento, irritabile e violento, si offese in ogni occasione possibile, poi si scatenò in una rabbia e urlò come un selvaggio"Sigmund Freud, Case Histories II (PFL 9) p. 242. Freud collegava questo comportamento a un bisogno inconscio di punizione guidato da sentimenti di colpaFreud, p. 257, qualcosa che pensava potesse essere generalizzato a molti altri casi di capricci infantiliSigmund Freud, Case Histories II (PFL 9) p. 257-8 and p. 242.

Heinz Kohut ha sostenuto che i capricci siano espressione di rabbia narcisisticaH. and I. Goldenberg, Family Therapy (2007) p. 172, causata da eventi contrastanti il nucleo grandioso-esibizionista del bambino. Il colpo all'immagine di sé gonfiata, quando i desideri di un bambino vengono rifiutati (per quanto giustificatamente), crea rabbia perché colpisce il sentimento di onnipotenzaEdmund Bergler in J. Halliday/P. Fuller eds., The Psychology of Gambling (London 1974) p. 182.

La gelosia per la nascita di un fratello e la conseguente aggressività possono anche provocare collera negativistica, poiché lo sforzo di controllare i sentimenti sovraccarica il sistema di autoregolazione del bambinoSelma H. Fraiberg, The Magic Years (New York 1987) p. 152.

Note

Bibliografia Sigmund Freud, L'Uomo dei lupi. Introduzione di Giorgio Pressburger. A cura (e con un saggio introduttivo) di Mario Ajazzi Mancini. Traduzione di Michela Marcacci. Testo originale a fronte, Collana Universale Economica.I Classici, Feltrinelli, Milano, 2010; Anna Oliverio Ferraris, Non solo amore: i bisogni psicologici dei bambini. Giunti, 2019. ISBN 9788809884397.

Voci correlate Fastidio Lamento Manipolazione Vittimismo

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