Scipionyx (il cui nome significa "artiglio di Scipione")Holtz, Thomas R. Jr. (2011) Dinosaurs: The Most Complete, Up-to-Date Encyclopedia for Dinosaur Lovers of All Ages.Cristiano dal Sasso & Simone Maganuco, 2011, Scipionyx samniticus (Theropoda: Compsognathidae) from the Lower Cretaceous of Italy — Osteology, ontogenetic assessment, phylogeny, soft tissue anatomy, taphonomy and palaeobiology, Memorie della Società Italiana de Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano XXXVII(I): 1-281 è un genere estinto di dinosauro teropode vissuto circa 113 milioni di anni fa, durante il piano Albiano del Cretaceo inferiore, in Italia.

Il genere comprende una sola specie, S. samniticus, conosciuta grazie a un unico fossile scoperto nel 1980 da un paleontologo dilettante. Il fossile venne portato all'attenzione della comunità scientifica nel 1993 e descritto ufficialmente nel 1998.

La scoperta di questo esemplare ha avuto un impatto significativo in paleontologia per diversi motivi. Scipionyx è stato il primo dinosauro rinvenuto in Italia, e il suo straordinario stato di conservazione ha permesso di preservare ampie porzioni di tessuti molli fossilizzati, inclusi organi interni come muscoli e intestino. L'esemplare mostra dettagli eccezionali, persino a livello della struttura interna di alcune cellule muscolari e ossee. Per la sua importanza nello studio dell'anatomia dei dinosauri, l'esemplare è stato oggetto di numerosi studi ed è stato soprannominato "Ciro" dalla stampa italiana, che ne ha ampiamente diffuso la notizia.

L'esemplare appartiene a un individuo molto giovane, lungo circa 35 centimetri e forse di soli tre giorni di vita. La taglia adulta della specie è sconosciuta. Scipionyx era un predatore bipede che bilanciava il corpo con una lunga coda. È probabile che fosse ricoperto da piume primitive, anche se queste non sono state conservate nel fossile, che manca di qualsiasi traccia di tegumento esterno.

Nelle viscere dell'animale sono stati ritrovati i resti semidigeriti dei suoi ultimi pasti, indicando che si nutriva di lucertole e pesci, probabilmente offerti dai genitori. Numerosi studi hanno cercato di analizzare la disposizione degli organi interni per comprendere il meccanismo respiratorio dell'animale, ma i risultati sono spesso discordanti.

La classificazione di Scipionyx è incerta, poiché il fossile appartiene a un esemplare troppo giovane per permettere una determinazione precisa del suo clade. La maggior parte dei paleontologi lo inserisce tra i Compsognathidae, una famiglia di piccoli celurosauri. Tuttavia, il paleontologo italiano Andrea Cau ha suggerito che Scipionyx potrebbe appartenere ai Carcharodontosauridae o trovarsi appena al di fuori di Spinosauridae, due gruppi di grandi carnosauri.

Descrizione Dimensioni

L'olotipo di Scipionyx appartiene a un individuo estremamente giovane, con una lunghezza conservata di appena 237 millimetri. Nel 2011, Dal Sasso e Maganuco hanno stimato che, considerando anche la porzione mancante della coda, la lunghezza totale dell'animale avrebbe raggiunto i 46,1 centimetri. Sebbene non fosse molto più piccolo rispetto ad altri giovani o embrioni di teropodi noti, come Lourinhanosaurus e Allosaurus (che da adulti raggiungevano dimensioni imponenti), è probabile che Scipionyx, sulla base delle sue presunte affinità con i Compsognathidae, non superasse la lunghezza del più grande membro di questa famiglia, Sinocalliopteryx, che misurava circa 2,37 metri. Le dimensioni del giovane Scipionyx suggeriscono che l'animale si sarebbe adattato all'interno di un uovo lungo circa 11 centimetri e largo 6 centimetri. Questa stima implica un uovo insolitamente grande rispetto alla lunghezza corporea dell'adulto, una caratteristica che ricorda la biologia riproduttiva di alcuni uccelli moderni, come il kiwi. Tuttavia, tale adattamento risulta unico tra i teropodi mesozoici, che tendevano a produrre uova proporzionalmente più piccole rispetto alla loro taglia adulta. Se invece Scipionyx venisse rivalutato come un allosauroide, come suggerito dal paleontologo Andrea Cau, questa apparente discrepanza tra le dimensioni dell'uovo e quelle dell'adulto sarebbe risolta, rientrando così nello schema riproduttivo più comune tra i teropodi mesozoici.

Costituzione generale Poiché l'olotipo appartiene a un pulcino di pochi giorni, è difficile ricostruire con precisione l'aspetto dell'animale adulto. Tuttavia, alcune caratteristiche generali possono essere dedotte con un buon grado di attendibilità. Scipionyx era probabilmente un piccolo predatore bipede, con una postura orizzontale parallela al terreno, bilanciata dalla lunga coda. Il collo appariva relativamente lungo e sottile, mentre gli arti posteriori, e soprattutto quelli anteriori, erano ben sviluppati e allungati. Dal Sasso e Maganuco hanno ipotizzato che l'animale fosse ricoperto da un manto di protopiume primitive, simili a quelle osservate in alcuni suoi possibili parenti diretti.

Tratti diagnostici Uno studio del 2011 ha identificato otto tratti derivati unici, o autapomorfie, che distinguono Scipionyx dai suoi parenti più stretti. Tra queste caratteristiche, la premascella presenta cinque denti. Nell'area in cui l'osso parietale e l'osso frontale si incontrano, la depressione che ospitava la finestra sopratemporale (un'apertura del tetto cranico) mostra una sinuosa cresta sul postorbitale. Inoltre, il ramo inferiore dell'osso squamosale termina con un'estremità rettangolare. Il polso dell'animale era costituito da sole due ossa sovrapposte: un elemento radiale e un elemento inferiore formato dalla fusione del primo e del secondo carpale. Quest'ultimo elemento aveva una forma a lente, anziché a mezzaluna, era appiattito e si fondeva senza soluzione di continuità. Il primo dito della mano era notevolmente allungato, risultando il 23% più lungo del terzo dito. Un'altra particolarità riguardava l'ileo, il cui bordo anteriore presentava una tacca diretta in avanti e debolmente sviluppata. Infine, il bordo anteriore dell'asta dell'ischio era dotato di un lungo processo otturatorio con un'estremità rettangolare.

Cranio

Il cranio dell'olotipo è grande rispetto al corpo, ma corto, con orbite particolarmente ampie, una caratteristica legata alla giovane età dell'esemplare. La fenestra antorbitale, di forma semicircolare, è insolitamente corta e più piccola dell'orbita. Davanti a questa apertura sono presenti due fori minori, la mascellare e la promascellare. Il muso, appuntito, termina con una punta bassa e arrotondata, e la premascella ospita cinque denti. Il mascellare posteriore è profondo, con un ramo anteriore molto corto e sette denti, e la depressione associata alla fenestra antorbitale è delimitata da una cresta. Il lacrimale è robusto e privo di corno, e la sua superficie laterale non presenta fori. Il prefrontale è eccezionalmente grande e costituisce gran parte del bordo superiore anteriore dell'orbita, mentre le ossa frontali sono dotate di una cresta trasversale nella parte posteriore. Tra i frontali e i parietali, il tetto cranico presenta una fontanella a forma di diamante, inizialmente scambiata per un danno al fossile durante la sua preparazione. Internamente, la finestra sopratemporale manca di depressioni ed è delimitata da un alto margine del parietale. La giugale non possiede un ramo verticale anteriore verso il lacrimale, mentre l'osso quadrato presenta un'espansione anteriore a forma d'ala che entra in contatto con lo pterigoideo. Le ossa della scatola cranica sono perlopiù inaccessibili, ma si osserva una piccola apertura per l'orecchio interno, il recessus tympanicus dorsalis. La parte inferiore della scatola cranica è priva di rigonfiamenti o bulla.

La mandibola è diritta e allungata, con l'osso mascellare piuttosto basso. Tuttavia, l'esemplare dà l'illusione di una mascella robusta, poiché la mascella sinistra è visibile sotto quella destra, e ospita dieci denti. Durante la descrizione del 1998, una parte dello splenio fu erroneamente identificata come sopradentario, mentre l'angolare, spostato verso l'alto nel fossile, venne scambiato per il surangolare. Questo errore generò l'illusione di una finestra mandibolare esterna, un'apertura che in realtà non è presente nella parte esterna della mandibola.

Scipionyx presenta una dentatura composta da 5 denti nella premascella, 7 nella mascella e 10 nella mandibola, per un totale di 22 denti per lato e 44 complessivi. Il numero di denti premascellari è particolarmente interessante, poiché nei compsognatidi è generalmente di 4, mentre solo alcuni carnosauri ne possedevano 5. A causa della giovane età dell'esemplare, il ciclo di sostituzione dentale non era ancora iniziato, garantendo una perfetta simmetria dentale tra il lato sinistro e quello destro della mascella. I denti, inoltre, non presentano la tipica forma dei denti dei compsognatidi, caratterizzati da un apice improvvisamente ricurvo; invece, mostrano una curvatura graduale, con i denti più grandi che presentano una sorta di "nodo". Un'altra particolarità è che la fila di denti mandibolari si estende più indietro rispetto a quella mascellare. I denti premascellari sono appuntiti e privi di dentelli. I primi quattro hanno una sezione ovale, mentre il quinto è più appiattito vicino all'apice. Tra questi, il secondo e il quinto sono i più grandi. I denti mascellari, invece, sono appiattiti e dotati di dentelli sui bordi posteriori. Il secondo e il quarto dente mascellare sono i più grandi, con quest'ultimo che rappresenta il dente più voluminoso dell'intera dentatura. Dei dieci denti mandibolari, i primi due sono piuttosto dritti, a sezione ovale e privi di dentelli. Il terzo dente presenta dentelli alla base e una sommità più piatta. Gli altri sette denti sono progressivamente più ricurvi e appiattiti lungo tutta la loro altezza, con i dentelli che gradualmente raggiungono l'apice.

Postcrania

La colonna vertebrale include probabilmente 10 vertebre cervicali e 13 vertebre dorsali. Tuttavia, poiché l'esemplare è ancora un cucciolo, la differenziazione tra queste due categorie non è completamente sviluppata, rendendo qualsiasi distinzione piuttosto arbitraria. Sono presenti con certezza cinque vertebre sacrali, mentre il fossile conserva solo nove vertebre caudali, sebbene il numero originale fosse probabilmente intorno a cinquanta. Le vertebre cervicali di Scipionyx sono opistocele, con i centri verticali convessi posteriormente e concavi anteriormente. L'epistrofeo (la seconda vertebra cervicale) è pneumatizzato, presentando uno pneumatoporo, un'apertura che consentiva il passaggio di un diverticolo delle sacche d'aria del collo nella cavità interna della vertebra. Anche la terza, la quarta e la quinta vertebra mostrano la presenza di pneumatopori, ma le vertebre successive ne sono prive. Questo è sorprendente, poiché si era ipotizzato che il processo di pneumatizzazione iniziasse dalle vertebre posteriori per poi procedere verso quelle anteriori. Contrariamente a quanto affermato nello studio del 1998, le coste cervicali (le costole associate alle vertebre cervicali) sono estremamente allungate, con una lunghezza pari a circa tre volte quella dei centri vertebrali.